Venerdì 19 giugno 2009
|
Durante la preparazione delle elezioni era un luogo comune che Ahmadinejad avrebbe tenuto il voto della classe lavoratrice. Questo era stato il caso nel 2005 e si era dato per scontato che sarebbe stato il caso nel 2009. La ragione data è stata che Ahmadinejad aveva aiutato la classe lavoratrice con svariati benefici pagati con i profitti del petrolio. E, naturalmente, lui stesso è, per così dire, un ragazzo della classe lavoratrice che ha avuto successo: il figlio di un fabbro ferraio che ha ottenuto un PhD, entrato a far parte della destra nella rivoluzione ed alla fine è divenuto presidente. Infine, è stato arguito che i lavoratori erano socialmente conservatori ed avevano poco tempo per la gente della classe media che voleva una legislazione più liberale. Questo quadro, mentre accenna ad importanti verità, è anche piuttosto condiscendente nella sua presunzione che i lavoratori si preoccupino soltanto di questioni di pane e burro e che tendano verso il cupo fanatismo quando si tratta di questioni di democrazia e di diritti delle donne. Per contrasto, la coalizione elettorale attorno a Mousavi è stata giudicata essere classe media, basata sproporzionatamente tra professionisti e studenti, con il denaro fornito dagli interessi della classe dominante. (Come l'ha chiamata un irritabile analista, la "il popolo di Gucci" in alleanza con i capitalisti iraniani). Mousavi spingeva avanti un programma di austerità, con al centro privatizzazioni e misure anti-inflazionistiche. Perciò, per estendere la propria attrazione, ha trattato brevemente delle preoccupazioni progressiste di uno strato della popolazione che ne ha avuto abbastanza delle milizie basij, della soppressione dei media e dei prigionieri politici. In realtà non ha proposto molte riforme, ma era tutto nel marchio. (E' significativo che, in gran parte della cronaca dei media anglofoni, queste preoccupazioni siano simboleggiate dalla posizione del chador - come se la questione più importante sia il diritto di esporre i propri capelli). Così, quando queste proteste sono iniziate, sembrava un assunto ragionevole che fosse in modo schiacciante una rivolta della classe media - forse non per il neoliberismo di per se, ma contro ciò che intendeva come un imbroglio elettorale e l'ovviamente antidemocratico sistema dietro di esso. Comunque, se la base di Mousavi era così classe media, sarebbe difficile capire come poteva forse essere stato alla guida. Se il movimento di protesta fosse esclusivamente della classe media, probabilmente non potrebbe vincere e ci si potrebbe aspettare che si dissolva.
Alcuni
analisti liberali hanno disputato l'idea che
Ahmadinejad
avesse ottenuto in modo decisivo il voto della classe lavoratrice.
Robert Dreyfuss,
facendo la cronaca da Tehran, ha affermato che era quasi
impossibile trovare un sostenitore di Ahmadinejad anche nelle zone
più povere.
Juan Cole, discutendo il primato di classe
nell'interpretare le elezioni iraniane, ha sottolineato che i
riformatori neoliberali come Khatami avevano ottenuto il 70% dei
voti nel 1997 e quindi più del 78% nel 2001. Ovviamente Khatami
doveva ottenere appoggio molto oltre i suoi sostenitori nel settore
degli affari. Naturalmente, questo non ha provato che i riformatori
nel 2009 avevano una maggioranza - non otterremo la prova, qualunque
sia la verità sulla questione - ma significa che è richiesta
prudenza per le ipotesi che poniamo in atto. Tuttavia,
Reza Fiyouzat concepisce quello che sembra essere un
punto più convincente: "Quelli con più coscienza di classe, i più
attivi politicamente delle classi lavoratrici iraniane, sono di gran
lunga i più anti-governativi. Come lo sappiamo? Lo sappiamo perché
invariabilmente finiscono in
carcere". Bene, come minimo. Vi è la comprensibile tendenza a pensare a questo sollevamento in termini di 'rivoluzioni colorate'. Ho visto anche dei rapporti che citano personaggi del movimento 14 Marzo che tentano di associarsi alla rivolta. E' sciocco da parte loro, dal momento che qui sta chiaramente succedendo molto di più che semplicemente una 'Rivoluzione dei cedri', con le classi alte e medie (e le loro molto abusate domestiche siriane) che intervengono per essere ammirate dai fotografi. Le dimostrazioni non sono state limitate alle zone della classe media o delle parti più ricche di Tehran. Non sono state proteste orchestrate progettate accuratamente con giorni di gloria nel sole ed un'atmosfera presa in prestito da un annuncio pubblicitario della Coca-Cola. In ogni caso, quello che i sedicenti rivoluzionari dei cedri tipicamente trascurano di menzionare è che le proteste di Hezbollah erano molto più grandi delle loro. Questo non è il caso in Iran, dove i sostenitori di Ahmadinejad sono stati chiaramente superati numericamente da proteste militanti molto maggiori.
|
![]()