04.11.2008
Anatoly TSYGANOK
La guerra dell'informazione– una realtà geopolitica
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Per la Russia la guerra dell'informazione è diventata la III Guerra Mondiale. E' stata perduta dalla Russia nell'agosto del 2008, durante i primi cinque giorni di ostilità nel Caucaso. Sebbene la popolazione russa considerava la guerra di agosto come giustificata, la Russia ed il suo esercito sono stati esposti ad attacchi di critica dei media globali. Durante la guerra, Saakashvili ripeteva che le ostilità nel Caucaso originavano dall'aggressione russa contro la presumibilmente pacifica Georgia. I media globali continuavano a mostrare le devastazioni nella città georgiana di Gori e le immagini dell'artiglieria russa. I filmati abilmente composti ed i testi accuratamente adattati instillavano le opinioni corrispondenti nei cervelli degli spettatori USA. Nel frattempo, il presidente georgiano continuava a raccontare al mondo che l'aggressione russa prendeva a bersaglio non soltanto la Georgia, ma anche gli USA, la UE e la NATO. I media occidentali continuano a diffondere il mito dell'aggressione russa contro la piccola indifesa Georgia. La Russia continua ad essere ritratta come egemone e conquistatrice. L'offensiva russa in Georgia viene paragonata all'invasione sovietica di Afghanistan, Ungheria e Cecoslovacchia e la politica dell'attuale amministrazione russa viene condannata come "stalinista" o "fascista". I media occidentali sono ricorsi al vero e proprio inganno mentre trattavano della Guerra dei Cinque Giorni. Qualunque tentativo di rendere noti all'opinione pubblica i punti di vista sostenuti da Russia e Sud Ossetia è stato bloccato. Un chiaro esempio è l'intervista data a FOX News da due donne ossetine. Non è stato loro permesso di continuare appena divenne chiaro che stavano per ringraziare la Russia di averle salvate. Il mondo ha visto il conflitto attraverso gli occhi di Tbilisi. *** Gli USA hanno sufficiente influenza politica per sfruttare la loro versione dei fatti nel punto di vista che domina l'opinione delle organizzazioni internazionali e del pubblico in generale. La CNN viene spesso descritta come il miracolo dell'informazione del 20° secolo avendo un influenza senza precedenti sugli spettatori. Ha trasmesso il filmato preso in prestito da Russia Today che mostra Tskhinvali in fiamme dopo il bombardamento di artiglieria, missili ed aeroplani georgiani mentre il commentatore diceva che era la città georgiana di Gori devastata dall'esercito russo. Più tardi è stato spiegato che era stato fatto un errore ma il filmato era in onda da ore mentre l'errore è stato citato solamente brevemente ed appena una volta. Le operazioni di informazione contro la Russia vengono lanciate in pieno accordo con il concetto di guerra dell'informazione. V. Putin ha rivelato la sostanza dell'approccio quando ha dichiarato che gli specialisti occidentali sono in grado di presentare il nero come bianco ed il bianco come nero. La Georgia è stata la prima a lanciare un attacco nel cyberspazio. Quando l'8 agosto Tskhinvali era bombardato anche la maggior parte dei siti sud ossetini sono stati messi fuori combattimento. Più tardi sono stati soggetti ad attacchi dal cyberspazio anche i media russi, compresa Russia Today. La risposta seguì presto quando i siti del presidente, del governo e del parlamento georgiani subirono intrusioni maligne. Il sito del presidente georgiano Saakashvili venne attaccato simultaneamente da 500 indirizzi IP. Lo scopo era di rendere completamente inoperabili i siti della Georgia. Gli attacchi Ddos sovraccaricarono e chiusero completamente i server di Internet. Gli indirizzi dai quali le richieste intese a sovraccaricare i siti erano inviate furono bloccati da specialisti della Tulip Systems, in soltanto cinque minuti iniziarono degli attacchi da 500 nuovi indirizzi. Per ripulire dopo l'attacco dal cyberspazio ci volle una media di 2 ore. Mentre infuriavano i combattimenti, la parte georgiana esagerava con insistenza le perdite russe. Secondo i media georgiani, per la fine della Guerra dei Cinque Giorni, il nuomero degli aeroplani persi dalla Russia ammontava a più di 20, ma le pretese non erano sostenute da nessun video o da altri documenti. Parlando il 14 agosto ad un raduno, Saakashvili affermò che la Georgia era invasa da 1.200 carri armati russi. Semplicemente il numero non poteva essere vero dal momento che il Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa stabilisce un tetto per il numero di carri armati che rende ciò impossibile. Ciò nonostante l'aggressione dell'informazione aveva funzionato, almeno per quanto riguarda il pubblico georgiano. Mentre all'inizio del 2007 solamente il 25% dei georgiani appoggiava la soluzione militare al conflitto con le repubbliche separatiste, per il luglio 2008 i sondaggi mostravano che la cifra era salita all'80%. L'occidente giocò dalla parte dei media georgiani che giorno dopo giorno facevano credere alla popolazione del paese che il suo esercito si fosse "temprato in Iraq" ed avesse fatto esperienza e che il presidente Saakashvili fosse un capace comandante militare. I media georgiani stravolsero completamente i dati dell'intelligence per ritrarre l'esercito russo come incapace e le forze di autodifesa sud ossetine come semi-criminali e deboli. Attualmente l'argomento della guerra tra la Georgia e l'Ossetia del Sud viene utilizzato per affrontare questioni completamente differenti. Per esempio, viene firmato il trattato con la Polonia con il quale il paese ospiterà le infrastrutture dello scudo missilistico USA mentre si lanciano critiche alla Russia per la decisione di armare la Flotta del Baltico con armi nucleari. Gli USA non devono nemmeno invocare la minaccia missilistica iraniana per convincere la Polonia a concordare sul trattato per ospitare lo scudo missilistico dal momento che la guerra nel Caucaso ha creato esattamente il contesto dell'informazione del quale gli USA avevano bisogno per l'occasione. *** L'analisi della recente guerra nel Caucaso dimostra che devono essere istituite da un decreto del presidente russo delle istituzioni organizzative, amministrative ed analitiche speciali per contrastare aggressioni dell'informazione straniera. Dovrebbero essere create delle truppe dell'informazione che comprendano dei media statali e dell'esercito. L'obiettivo delle truppe dell'informazione è di formare lo spazio dell'informazione che foggi la realtà internazionale in accordo con gli interessi della Russia. Le priorità delle truppe dell'informazione dovrebbero essere l'analisi strategica, l'impatto dell'informazione e la lotta dell'informazione. Le loro operazioni dovrebbero essere rivolte ad entrambe il pubblico internazionale e domestico. Il personale delle truppe dell'informazione dovrebbe includere diplomatici, esperti, giornalisti, scrittori, opinionisti, interpreti, operatori, specialisti delle comunicazioni, progettisti di siti web, specialisti di computer ecc. La guerra dell'informazione è una realtà geopolitica. Finora, l'elite politica russa – come in passato l'elite politica sovietica – in gran parte ha trascurato di capire il fatto. Questa è la radice di molti degli attuali problemi della Russia. |
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