Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

 

IRAQ: continua la guerra di aggressione

Brad Forrest

29 agosto 2009

 

L'Operazione Iraqi Freedom è iniziata il 20 marzo 2003. L'esatta natura di questa guerra è l'esatto opposto del suo nome. Gli iracheni no conosceranno mai nulla che assomigli alla libertà che provenga dalla direzione dei militari degli Stati Uniti. Lo scopo reale della guerra in Iraq era criminale nella natura, il furto del petrolio nel sottosuolo e come una base geostrategica per operazioni contro imperialismi rivali. Naturalmente, ogni governo ha bisogno di mascherare l'aggressione con tutti gli slogan del dizionario pacifista.

Quali erano le orrende attività del regime di Saddam Hussein che necessitavano un'invasione immediata? Ci fu assicurato che vi erano armi di distruzione di massa (WMD) e vaghi legami ad al Qaeda. E quali prove produsse l'amministrazione Bush per comprovare questa invasione? Ci furono fornite stridule asserzioni che non volevano che la "pistola fumante" finisse per essere un "fungo atomico". Su questo misero il carro davanti al cavallo. Per prima cosa dovevano produrre una pistola fumante! Avrebbero potuto ascoltare l'ispettore agli armamenti dell'ONU Hans Blix che negavano enfaticamente che Saddam stesse inventando WMD. Per quanto riguarda al Qaeda, questo è un babau sul quale appoggiarsi per comprovare qualunque politica.

Utilizzare la paura del nemico malvagio ed onnipotente, come ha osservato George Orwell, è sempre uno strumento utile per manipolare l'opinione pubblica e per "fabbricare il consenso".

Ma cosa è stato esattamente compiuto con l'invasione dell'Iraq? E' stata creata la democrazia? La popolazione è più sicura di quanto lo fosse? Al popolo dell'Iraq è stata inflitta la devastazione su una scala inimmaginabile. Secondo il sito web Iraq Body Count, approssimativamente da 92.941 a 101.433 civili sono morti dalle risultanti ostilità. L'alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha stimato che la guerra ha sradicato 4,7 milioni di iracheni, cioè il 16% dell'intera popolazione! Nessuno può dimenticare lo scandalo della tortura dei prigionieri di Abu Ghraib, che è stata approvata proprio ai più alti livelli governativi. Questo per non parlare della devastazione delle infrastrutture dell'Iraq. La vita culturale dell'Iraq è stata rapinata dalla distruzione di opere d'arte senza prezzo nei suoi musei durante la fase iniziale dell'invasione.

Molta gente pensa che l'imperialismo USA se ne andrà presto un giorno, come indicato dal presidente Barack Obama. Non è vero. Alla fine del 2008 è stato approvato dal governo iracheno un accordo sullo stato delle forze. "Le forze da combattimento USA si ritireranno dalle città irachene per il 30 giugno 2009 e tutte le forze USA saranno completamente fuori dall'Iraq per il 31 dicembre 2011". (Wikipedia). Questo è più fumo e specchi che una vera politica. In realtà vi sarà un gran numero di basi militari permanenti al di fuori delle città irachene ed una gigantesca nuova ambasciata USA, tutto per assicurare che la "sovranità" irachena rimanga entro limiti molto ben circoscritti. Quali sono i limiti? I desideri e gli interessi dell'imperialismo americano. Come osserva Global Security, "gli ingegneri USA si stanno concentrando nella costruzione di 14 "basi durature", accampamenti a lungo termine per migliaia di truppe americane che ci si aspetta servano in Iraq per almeno due anni" (naturalmente più a lungo!). Global Security.

La guerra in Iraq è una guerra di aggressione imposta sulle popolazioni americana ed irachena attraverso menzogne diffuse da una macchina della propaganda molto ben oliata, cioè, i media USA. I nazisti furono processati a Norimberga proprio per questo crimine. E fu istituito il principio che tutti i crimini commessi nell'interesse dello sforzo bellico risultano dalla guerra che viene indicata come aggressiva. Tutto il male è contenuto in questo crimine iniziale.

George W. Bush and Co., la gente responsabile della criminale guerra in Iraq, deve subire un processo per crimini di guerra, per l'atto criminale di una guerra di aggressione.

Il popolo americano, nonostante sia stato distratto dalla devastazione dell'economia, con i sequestri di abitazioni e l'elevata disoccupazione ecc., avrà l'opportunità per dimostrare la sua opposizione alle guerre in Iraq ed Afghanistan in delle città in tutti gli Stati Uniti il 17 ottobre.