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La classe lavoratrice internazionale è un'immensa forza sociale

di Joseph Kishore
9
maggio 2016

 

Il seguente discorso è stato pronunciato dal Joseph Kishore, segretario nazionale del Socialist Equality Party (US), a conclusione dell'International May Day Online Rally il 1° maggio 2016.

Voglio concludere questa assemblea ringraziando tutti gli oratori di oggi r tutti voi che avete partecipato a questo raduno online. Questo è veramente un evento unico, che riunisce lavoratori e giovani di più di 50 paesi, di tutti i continenti, per esprimere la loro opposizione unita alle politiche della classe dominante che stanno portando l'umanità verso il disastro. Grazie a tutti voi che avete contribuito a questa discussione lasciando i vostri commenti, commenti molto interessanti, più di 500 commenti finora.

Molte persone si sono raccolte in numero significativo in molti paese per ascoltare questa assemblea. In Germania vi è un raduno di 40 lavoratori e giovani. Un commento lasciato da dei compagni è lungo le seguenti linee: 'I lavoratori al raduno di Berlino sostengono che tutti nel mondo dovrebbero essere in grado di votare per il presidente degli USA e che voterebbero per Jerry and Niles".

Bene, diremmo di essere d'accordo con voi. Le elezioni USA sono delle elezioni internazionali, con delle conseguenze internazionali, Infatti, Obama era proprio in Germania a fare pressioni perché le potenze europee unissero le forze nel tramare nuove guerre in Medio Oriente, Nord Africa e contro la Russia. A questa cospirazione delle elite capitaliste, alla pianificazione bellica della classe dominante tedesca ed americana, noi rispondiamo con un lotta congiunta dei lavoratori degli USA, della Germania e di tutto il mondo contro l'imperialismo e contro il sistema capitalista.

questo raduno è un'espressione concreta dello scopo fondamentale del 1° Maggio, lo storico giorno della solidarietà internazionale della classe lavoratrice. Leon Trotsky, leader con Lenin della Rivoluzione Russa e fondatore della Quarta Internazionale, ha spiegato che lo scopo del 1° Maggio era, "per mezzo di manifestazioni simultanee quel giorno dei lavoratori di tutti i paesi, di preparare il terreno nel trascinarli insieme in una singola organizzazione proletaria internazionale di azione rivoluzionaria avente un centro mondiale ed un orientamento politico mondiale".

Questo è oggi il nostro scopo. L'unificazione globale della classe lavoratrice è la risposta necessaria alla crisi globale del sistema capitalista, che trova la sua più pericolosa manifestazione nella guerra.

I discorsi pronunciati oggi forniscono un potente quadro di una situazione mondiale estremamente esplosiva. Il loro impatto combinato chiarisce gli immensi compiti ai quali siamo di fronte. Viviamo in un'era di guerra perpetua. Venticinque anni di conflitti militari che si intensificano seguenti alla dissoluzione dell'Unione Sovietica; quindici anni della "guerra al terrorismo", il pretesto fraudolento per operazioni neocoloniali da parte degli USA e delle potenze europee e la giustificazione onnicomprensiva per la distruzione dei diritti democratici.

Il maelstrom che si espande di violenza imperialista porta nella sua orbita ogni paese e continente, come abbiamo visto nei discorsi di oggi. In Asia orientale e nel Pacifico, il “pivot to Asia” degli USA, rivolto ad accerchiare la Cina, sta coinvolgendo l'intera regione. L'Australia sta diventando la portaerei americana nel Sud Pacifico, mentre il Giappone sta considerando persino le armi nucleari mentre reinterpreta la costituzione. Questo è un paese che è stato la vittima delle uniche bombe atomiche sganciate su una popolazione civile, che hanno ucciso più di 200.000 persone alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il Medio Oriente e l'Asia Centrale sono già stati devastati da guerre ed occupazioni che hanno distrutto società intere, alimentato il conflitto settario e spinto milioni di persone fuori delle loro case. I paesi dell'Africa sono il bersaglio perpetuo di intrighi imperialisti per il controllo delle risorse naturali. Gli USA e le potenze europee stanno inondando di armi e truppe l'Europa Orientale nella campagna contro la Russia. In Europa Occidentale, Germania, Gran Bretagna, Francia ed Italia si stanno rimilitarizzando per assicurarsi la loro parte del bottino. L'America Latina, a lungo un bersaglio dell'imperialismo USA, è un centro emergente di competizione con la Cina.

Le guerre regionali in espansione si stanno sviluppando ancora più direttamente in un conflitto riguardanti le maggiori potenze, armate con armi nucleari. Anche se volessero impedire la discesa in una guerra mondiale, i governi imperialisti non possono controllare le conseguenze della loro avventatezza e tanto meno ignorare la logica dell'imperialismo.

In questo inferno di guerra e di violenza imperialiste che si sviluppa, la classe dominante americana gioca un ruolo centrale. Tuttavia, le sue criminali macchinazioni sono l'espressione più concentrata di un sistema mondiale fallito che sta tracciando una rotta catastrofica.

Ora, vi sono dei rischi immensi, ma vi sono anche delle enormi possibilità. Il vecchio ordine si sta frantumando. Le vecchie istituzioni politiche sono sempre più incapaci di contenere le esplosive tensioni sociali. Le stesse contraddizioni che producono la guerra imperialista stanno anche esacerbando il conflitto di classe e creando le condizioni oggettive per la rivoluzione sociale.

Chi deve pagare la guerra? La classe lavoratrice, nelle forma di sacche per cadaveri, case e città distrutte e richieste implacabili di "sacrificio" nel nome del cosiddetto "interesse nazionale". Nella stessa maniera, è la classe lavoratrice che viene costretta a pagare per i trilioni incanalati nella borsa valori, nella forma di disoccupazione di massa, povertà e distruzione dei diritti sociali per assicurare la sproporzionata ricchezza dell'aristocrazia finanziaria che ha accumulato somme di denaro incomprensibili.

In tutto il mondo stiamo iniziando a vedere i segni di lotta di classe in sviluppo, compreso qui negli Stati Uniti. Come ha affermato il compagno Jerry White, all'interno la classe dominante americana è di fronte al suo nemico più pericoloso, vale a dire, la classe lavoratrice americana. Cosa significa che milioni di giovani e di lavoratori negli Stati Uniti si identifichino come socialisti? E questo nella "terra delle opportunità illimitate", dell'"eccezionalismo americano", del "sogno americano"? Il paese dove il socialismo ignorato o diffamato e represso per generazioni?

Il cambiamento nelle condizioni oggettive sta portando i lavoratori a cambiare le loro idee.

Ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è di immenso significato politico, ma certamente non è unico. Sia i lavoratori in Francia che si sono opposti a riforme del lavoro di destra e ad uno stato di emergenza antidemocratico, sia l'ondata di lotte dei lavoratori dell'automobile ed altri scioperi in Cina e India, sia gli scioperi degli operai petroliferi del Kuwait, sia le proteste in Giappone, con una popolazione profondamente contraria alla guerra ed alla rimilitarizzazione, dovunque i lavoratori stanno diventando radicalizzati, politicizzati, stanno cercando una strada in avanti, stanno volgendosi verso il socialismo.

La classe lavoratrice internazionale è un'immensa forza sociale. Non è nostro compito è di creare opposizione, di convincere vaste masse di lavoratori ad entrare nella lotta. Piuttosto, il nostro compito è di sviluppare la comprensione, all'interno della classe lavoratrice, della reale natura dell'attuale crisi e delle sue implicazioni storiche mondiali, per unire le lotte separate in un movimento politico comune contro l'imperialismo ed il sistema capitalista.

Per realizzarlo, deve essere costruita una leadership politica. Questa leadership è il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale. Non vi è nessun altro movimento politico che può o che intraprenderà la lotta contro l'imperialismo. La fine ignominiosa della "rivoluzione politica" di Bernie Sanders si rispecchia in forme diverse in tutto il mondo: le azioni di Syriza in Grecia o di Jeremy Corbyn in Gran Bretagna o del PT in Brasile.

A ciò devono aggiungersi tutte le organizzazioni di psudo-sinistra, i difensori degli "interventi dei diritti umani", coloro che hanno appoggiato l'operazione della CIA in Siria e Libia, che hanno fatto campagna per la guerra contro Cina e Russia, che hanno denunciato l'"anti-imperialismo automatico".

Tutte queste forze sostengono l'imperialismo perché sostengono il capitalismo e sono ostili agli interessi della classe lavoratrice. Gli interessi di classe che queste forze politiche rappresentano è più chiaramente espresso dal loro atteggiamento verso la guerra.

Deve essere costruito un nuovo movimento contro la guerra, ma deve essere radicato nella comprensione che non vi può essere nessuna lotta contro la guerra senza la lotta per il socialismo, proprio come non vi può essere nessuna lotta per il socialismo senza la lotta contro la guerra. Questo movimento contro la guerra deve basarsi sulla classe lavoratrice, deve essere socialista. Deve essere indipendente ed ostile a tutti i partiti politici ed alle organizzazioni della classe capitalista. E, sopra tutto, deve essere internazionale, mobilitando l'enorme potenza della classe lavoratrice in una lotta globale unificata contro l'imperialismo.

Questi sono il programma e la prospettiva che portiamo avanti nella lotta contro la guerra imperialista. E questo raduno è di fatto la fondazione politica di questo movimento.

Vorrei concludere questo raduno con un appello: A tutti coloro che oggi stanno ascoltando, intraprendete la lotta per il socialismo! Costruite il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale. Dove ci sono delle sezioni, unitevi al Socialist Equality Party. Dove non ci sono, aiutate a formarne una. Impiantate una sezione dell'IYSSE nella vostra scuola o università. Costruite una fazione del SEP nella vostra fabbrica o nel vostro posto di lavoro. Studiate il programma del Socialist Equality Party e del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale e prendete la decisione di unirvi a costruire il Partito Mondiale della Rivoluzione Socialista!