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Le elezioni italiane: uno spartiacque politico

28 febbraio 2013

 

Le elezioni generali italiane dello scorso fine settimana sono un evento spartiacque nello sviluppo politico dell'Europa.

L'uomo di punta dell'elite finanziaria europea, Mario Monti, ha subito un'umiliante sconfitta e non potrà formare un governo fattibile con il suo alleato , Pier Luigi Bersani del Partito Democratico. Questo è un colpo considerevole alle politiche di austerità dell'Unione Europea e del governo tedesco. I commenti predicono una nuova esplosione della crisi dell'euro.

Per la classe dominante il problema non sono tanto Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, che ora sono nella posizione di bloccare qualsiasi decisione governativa al Senato. Sebbene piuttosto imprevedibili, entrambe gli uomini sono dei politici borghesi che difendono il capitalismo e che sono disposti ad appoggiare brutali misure di austerità. Il problema è l'opposizione del popolo italiano, che ha respinto in modo decisivo una politica che non porta nulla eccetto miseria e disoccupazione, mentre l'elite finanziaria si arricchisce in maniera spudorata.

L'Italia non è l'unico paese nel quale sta emergendo questa resistenza. In tutta Europa, i lavoratori stanno dimostrando una militanza crescente, cercando di difendersi da una controrivoluzione sociale rivolta a cancellare tutte le conquiste sociali ottenute nei 70 anni precedenti. In Bulgaria, le manifestazioni contro gli esorbitanti prezzi dell'elettricità hanno fatto cadere il governo. In Grecia e Spagna, gli scioperi e le proteste contro le misure di austerità dell'Unione Europea stanno assumendo forme sempre più radicali.

Nel corso dei quindici anni passati, l'elite finanziaria europea ha contato principalmente sui servigi dei partiti socialdemocratici, dei sindacati e dei loro difensori della pseudo-sinistra per ridurre drasticamente il livello di vita dei lavoratori e soddisfare la fame di profitto dei mercati finanziari.

Tony Blair in Gran Bretagna, Gerhard Schröder in Germania e Lionel Jospin in Francia all'inizio di questo periodo hanno attuato politiche di austerità. Dopo la crisi finanziaria del 2008, José Zapatero in Spagna, José Socrates in Portogallo e George Papandreou in Grecia hanno continuato ed esteso queste politiche. Hanno eseguito attacchi contro lavoratori, pensionati e disoccupati che erano senza precedenti in Europa dagli anni '30.

I sindacati hanno collaborato a questi attacchi sociali, soffocando la resistenza popolare e dissipato l'opposizione per mezzo di proteste inefficaci. I gruppi della pseudo-sinistra hanno criticato a parole le misure di austerità, mentre in pratica hanno appoggiato i socialdemocratici enel caso di Rifondazione Comunista in Italia e del Partito della Sinistra in diversi stati tedeschihanno partecipato ai loro governi.

I leader socialdemocratici responsabili degli attacchi sociali sono stati disarcionati a causa dell'impopolarità delle loro politiche. Hanno ceduto il potere a governi conservatori che hanno continuato la controrivoluzione sociale. Quando gli ultimi hanno affrontato montante opposizione sociale, i socialdemocratici sono ritornati al potere per continuare le stesse politiche di destra.

E' stata questa la strategia per le elezioni in Italia lo scorso fine settimana, ma non è riuscita ad arrivare al risultato.

Monti ha governato per tredici mesi senza nessuna legittimazione democratica. Essendo stato installato al potere senza il beneficio di un'elezione, ha iniziato attacchi sociali senza precedenti. Ha indetto nuove elezioni quando i sondaggi predicevano una chiara maggioranza per la sua lista e per il campo socialdemocratico guidato da Bersani. Sperava di ottenere una maggioranza parlamentare stabile per le sue politiche di austerità.

Tuttavia, più le elezioni si avvicinavano, più velocemente questa maggioranza si liquefaceva. Le conseguenze disastrose delle politiche di Monti sono diventate giorno dopo giorno più chiare. L'economia italiana è in recessione profonda. Per i giovani è diventato praticamente impossibile trovare un posto di lavoro. I pensionati stanno affondando nella miseria nera. Le famiglie a basso reddito sono oppresse da alte tasse.

La bancarotta della "sinistra" ufficiale ha consentito a un demagogo di destra come Berlusconi e ad uno pseudo-populista senza scrupoli come Grillo di profittare dell'opposizione alle politiche di austerità contro la classe lavoratrice che sono state sostenute ed identificate con i socialdemocratici. Ma Berlusconi e Grillo non hanno nessuna risposta alla crisi sociale. Vi sono poche illusioni che Berlusconi non sia nulla che un uomo di destra e presto il tempo disperderà le illusioni che esistono su Grillo.

La lotta di classe assumerà sempre più delle forme più militanti e manifeste. I politici europei hanno risposto dichiarando pubblicamente che non accetteranno la volontà dell'elettorato come espressa dal suo voto contro le politiche di austerità della UE. La dichiarazione più vistosa a questo riguardo è venuta dal presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso.

Commentando le elezioni italiane, ha dichiarato: "L'errore ora sarebbe di cedere al populismo. Ora dobbiamo porci la domanda: Dovremmo definire la nostra politica economica sulla base di considerazioni elettorali a breve termine o secondo ciò che è necessario per guidare l'Europa sul sentiero della crescita sostenibile? Per me la risposta è chiara. Non dovremmo... arrenderci a considerazioni politiche  immediate di parte".

In altre parole, la gente può votare in qualunque modo preferisca, ma questo non avrà nessun impatto sulla politica dello stato. Noi ci conformeremo alla controrivoluzione sociale. Dichiarazioni simili sono state rese da altri politici e commentatori dei media.

I circoli dominanti europei risponderanno al disastro elettorale di Monti volgendosi in modo crescente verso metodi di governo autoritari e la soppressione vigorosa della resistenza alle loro politiche reazionarie.

I lavoratori e i giovani devono prepararsi traendo dalle lezioni della bancarotta dei socialdemocratici, dei sindacati e dei loro difensori della pseudo-sinistra ed organizzarsi indipendentemente. I gruppi di pseudo-sinistra, come Rifondazione Comunista in Italia, il Nuovo Partito Anticapitalista in Francia, il Partito Socialista dei Lavoratori in Gran Bretagna, SYRIZA in Grecia e l'Organizzazione Socialista Internazionale negli USA rappresentano strati ricchi della classe media i cui reddito e condizione sociale sono strettamene collegati allo stato capitalista. Più militante la resistenza della classe lavoratrice, più si sposteranno a destra.

Il compito più urgente ora è costruire una nuova leadership rivoluzionaria della classe lavoratrice per prepararsi alle lotte a venire.

I diritti sociali e democratici possono essere difesi soltanto riorganizzando la società su base socialista. Le grandi imprese e le banche devono essere espropriate e poste sotto controllo democratico. La produzione deve essere organizzata secondo i bisogni della società e non l'avidità per il profitto. Al cuore di questa prospettiva si trova la costituzione di governi dei lavoratori e gli Stati Uniti Socialisti d'Europa.

Peter Schwarz