Le elezioni generali italiane dello scorso fine settimana
sono un evento spartiacque nello sviluppo politico dell'Europa.
L'uomo di punta dell'elite finanziaria europea,
Mario Monti, ha subito un'umiliante sconfitta e non
potrà formare un governo fattibile con il suo alleato
, Pier Luigi Bersani
del Partito Democratico. Questo è un colpo
considerevole alle politiche di austerità dell'Unione Europea e
del governo tedesco. I commenti predicono una nuova esplosione
della crisi dell'euro.
Per la classe dominante il problema non sono tanto
Beppe Grillo
e
Silvio Berlusconi, che ora sono nella posizione di
bloccare qualsiasi decisione governativa al Senato. Sebbene
piuttosto imprevedibili, entrambe gli uomini sono dei politici
borghesi che difendono il capitalismo e che sono disposti ad
appoggiare brutali misure di austerità. Il problema è
l'opposizione del popolo italiano, che ha respinto in modo
decisivo una politica che non porta nulla eccetto miseria e
disoccupazione, mentre l'elite finanziaria si arricchisce in
maniera spudorata.
L'Italia non è l'unico paese nel quale sta emergendo questa
resistenza. In tutta Europa, i lavoratori stanno dimostrando una
militanza crescente, cercando di difendersi da una
controrivoluzione sociale rivolta a cancellare tutte le
conquiste sociali ottenute nei 70 anni precedenti. In Bulgaria,
le manifestazioni contro gli esorbitanti prezzi dell'elettricità
hanno fatto cadere il governo. In Grecia e Spagna, gli scioperi
e le proteste contro le misure di austerità dell'Unione Europea
stanno assumendo forme sempre più radicali.
Nel corso dei quindici anni passati, l'elite finanziaria
europea ha contato principalmente sui servigi dei partiti
socialdemocratici, dei sindacati e dei loro difensori della
pseudo-sinistra per ridurre drasticamente il livello di vita dei
lavoratori e soddisfare la fame di profitto dei mercati
finanziari.
Tony Blair in
Gran Bretagna, Gerhard Schröder
in Germania
e
Lionel Jospin in Francia
all'inizio di questo periodo hanno attuato politiche di
austerità. Dopo la crisi finanziaria del 2008,
José Zapatero in Spagna,
José Socrates in Portogallo
e
George Papandreou in Grecia
hanno continuato ed esteso queste politiche. Hanno eseguito
attacchi contro lavoratori, pensionati e disoccupati che erano
senza precedenti in Europa dagli anni '30.
I sindacati hanno collaborato a questi attacchi sociali,
soffocando la resistenza popolare e dissipato l'opposizione per
mezzo di proteste inefficaci. I gruppi della pseudo-sinistra
hanno criticato a parole le misure di austerità, mentre in
pratica hanno appoggiato i socialdemocratici e—nel
caso di Rifondazione Comunista in Italia e del Partito della
Sinistra in diversi stati tedeschi—hanno
partecipato ai loro governi.
I leader socialdemocratici responsabili degli attacchi
sociali sono stati disarcionati a causa dell'impopolarità delle
loro politiche. Hanno ceduto il potere a governi conservatori
che hanno continuato la controrivoluzione sociale. Quando gli
ultimi hanno affrontato montante opposizione sociale, i
socialdemocratici sono ritornati al potere per continuare le
stesse politiche di destra.
E' stata questa la strategia per le elezioni in Italia lo
scorso fine settimana, ma non è riuscita ad arrivare al
risultato.
Monti ha governato per tredici mesi senza nessuna
legittimazione democratica. Essendo stato installato al potere
senza il beneficio di un'elezione, ha iniziato attacchi sociali
senza precedenti. Ha indetto nuove elezioni quando i sondaggi
predicevano una chiara maggioranza per la sua lista e per il
campo socialdemocratico guidato da Bersani. Sperava di ottenere
una maggioranza parlamentare stabile per le sue politiche di
austerità.
Tuttavia, più le elezioni si avvicinavano, più velocemente
questa maggioranza si liquefaceva. Le conseguenze disastrose
delle politiche di Monti sono diventate giorno dopo giorno più
chiare. L'economia italiana è in recessione profonda. Per i
giovani è diventato praticamente impossibile trovare un posto di
lavoro. I pensionati stanno affondando nella miseria nera. Le
famiglie a basso reddito sono oppresse da alte tasse.
La bancarotta della "sinistra" ufficiale ha consentito a un
demagogo di destra come
Berlusconi e ad uno pseudo-populista senza scrupoli
come Grillo di profittare dell'opposizione alle politiche di
austerità contro la classe lavoratrice che sono state sostenute
ed identificate con i socialdemocratici. Ma
Berlusconi
e
Grillo non hanno nessuna risposta alla crisi
sociale. Vi sono poche illusioni che Berlusconi non sia nulla
che un uomo di destra e presto il tempo disperderà le illusioni
che esistono su Grillo.
La lotta di classe assumerà sempre più delle forme più
militanti e manifeste. I politici europei hanno risposto
dichiarando pubblicamente che non accetteranno la volontà
dell'elettorato come espressa dal suo voto contro le politiche
di austerità della UE. La dichiarazione più vistosa a questo
riguardo è venuta dal presidente della Commissione Europea,
Jose Manuel Barroso.
Commentando le elezioni italiane, ha dichiarato: "L'errore
ora sarebbe di cedere al populismo. Ora dobbiamo porci la
domanda: Dovremmo definire la nostra politica economica sulla
base di considerazioni elettorali a breve termine o secondo ciò
che è necessario per guidare l'Europa sul sentiero della
crescita sostenibile? Per me la risposta è chiara. Non
dovremmo... arrenderci a considerazioni politiche
immediate di parte".
In altre parole, la gente può votare in qualunque modo
preferisca, ma questo non avrà nessun impatto sulla politica
dello stato. Noi
ci conformeremo alla controrivoluzione sociale. Dichiarazioni
simili sono state rese da altri politici e commentatori dei
media.
I circoli dominanti europei risponderanno al disastro
elettorale di Monti volgendosi in modo crescente verso metodi di
governo autoritari e la soppressione vigorosa della resistenza
alle loro politiche reazionarie.
I lavoratori e i giovani devono prepararsi traendo dalle
lezioni della bancarotta dei socialdemocratici, dei sindacati e
dei loro difensori della pseudo-sinistra ed organizzarsi
indipendentemente. I gruppi di pseudo-sinistra, come
Rifondazione Comunista in Italia, il Nuovo Partito
Anticapitalista in Francia, il Partito Socialista dei Lavoratori
in Gran Bretagna, SYRIZA in Grecia e l'Organizzazione Socialista
Internazionale negli USA rappresentano strati ricchi della
classe media i cui reddito e condizione sociale sono strettamene
collegati allo stato capitalista. Più militante la resistenza
della classe lavoratrice, più si sposteranno a destra.
Il compito più urgente ora è costruire una nuova leadership
rivoluzionaria della classe lavoratrice per prepararsi alle
lotte a venire.
I diritti sociali e democratici possono essere difesi
soltanto riorganizzando la società su base socialista. Le grandi
imprese e le banche devono essere espropriate e poste sotto
controllo democratico. La produzione deve essere organizzata
secondo i bisogni della società e non l'avidità per il profitto.
Al cuore di questa prospettiva si trova la costituzione di
governi dei lavoratori e gli Stati Uniti Socialisti d'Europa.
Peter Schwarz