
"Islamizzare" i Balcani
Ex funzionario dei servizi segreti francesi rivela
i piani USA/NATO a sostegno dei terroristi islamici nei Balcani
Europa, Serbian Media
03 febbraio 2005
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Spia francese al QG NATO Primavera del 1999 di Z. Petrovic Pirocanac Intervista con l'ex funzionario dei servizi segreti francesi Pierre-Henri Bunel
Il pubblico serbo ha saputo del Colonnello Pierre-Henri Bunel, 53 anni, funzionario dell'intelligence francese che lavorava al QG della NATO di Bruxelles, durante l'affare dello spionaggio del 1999, quando passò dieci mesi in prigione perché aveva informato i serbi degli obiettivi militari che la NATO intendeva bombardare. Nel 2001 Bunel era a riposo, e non ha scontato tutta la condanna, ma non è ancora stato riabilitato. Oggi lavora come esperto indipendente nel settore della sicurezza e delle organizzazioni terroriste.
E: Cosa è cambiato ultimamente nel quadro islamico del territorio dei Balcani? "Il terrorismo islamico nei Balcani è stato incoraggiato dalle guerre in Bosnia-Herzegovina (B&H) e dal criminale attacco alla Jugoslavia. Washington aveva interesse alla destabilizzazione dei Balcani e gli islamici costituivano un prezioso sostegno per gli USA. Infatti, in una situazione di guerra prolungata, la cultura locale diventa più debole. Creare dal Kosovo un nuovo paese islamico sarebbe un colpo terribile, prima per i serbi e poi per gli europei di orientamento antiatlantico". E: Così, la sua tesi è che gli americani stiano islamizzando i Balcani? "Si. Finché qualcuno non evidenzia il carattere letale della presenza americana in Europa, finché gli europei non vedono il pericolo che li minaccia attraverso l'islamizzazione dei Balcani, osserveremo l'islamismo avvelenare la regione". E: Nel suo libro "I crimini di guerra nella NATO" menziona le vittime serbe di Sarajevo e la storia falsificata della guerra in Bosnia. "Sfortunatamente, dovranno passare degli anni prima che il mondo riconosca che i mujahedin ed i Cigni Neri di Alija Izetbegovic [presidente della Bosnia-Herzegovina (B&H) durante la guerra] hanno commesso almeno tanti crimini quanti ne hanno commessi i serbi di Arkan [capo paramilitare serbo assassinato]. Qualcuno vuole ora ammettere che lì i serbi più che essere attaccanti si difendevano"? E: Una simile opinione prevale nelle forze armate francesi, presenti in Bosnia per più di un decennio? "Durante il mio processo, un generale francese citato nell'atto d'accusa comparve come testimone e mi difese davanti al tribunale militare. Quell'uomo, che comandava una divisione multinazionale a Sarajevo, disse: 'Durante l'anno nel quale sono stato comandante lì, non abbiamo mai avuto problemi con le autorità serbe o l'esercito serbo. I serbi rispettarono l'accordo firmato. Non posso dire la stessa cosa per gli altri gruppi. I musulmani [bosniaci] erano i peggiori'". E: Possiamo aspettarci un cambiamento nella condotta dei paesi occidentali nella loro spiegazione sulle cause della guerra? "Si, ma non prima che i politici, che sono stati dei complici in questi crimini, se ne vadano. Alcuni dei quotidiani francesi si sono già mossi. Alcuni di loro, come Marianne, hanno pubblicato come siano stati manipolati dal portavoce della NATO Jamie Shea durante gli attacchi alla Jugoslavia. Sebbene i quotidiani preferiscano restare in silenzio sul fatto che le informazioni pubblicate in molti anni siano pura propaganda". E: Crede che un giorno la Francia aprirà gli archivi segreti, come quello che dice che il suo esercito informò il presidente francese che l'esplosione al mercato Markale di Sarajevo non era stata provocata dai serbi, ma dai servizi di intelligence musulmani in cooperazione con fazioni libanesi? "I servizi di intelligence britannico e francese operarono assieme in quel caso. Avevamo prove che i serbi non potevano essere accusati del bombardamento del mercato Markale alla fine dell'agosto 1995 a causa del raggio d'azione delle loro armi". E: E' stata menzionata una foto presa dai vostri servizi segreti? "Si, essa mostra la gente che dopo i colpi si dirige immediatamente verso la zona musulmana. Comunque, tra l'esplosione a Markale in febbraio e quella del tardo agosto 1995, il Presidente Mitterand venne sostituito da Chirac, che era d'accordo che venissero accusati i serbi ed accettò gli attacchi aerei della NATO proposti dagli americani, mentre i generali francesi sul terreno cercarono di impedirli". E: Perché accadde ciò? Quali erano gli interessi nascosti dietro la decisione di Chirac? "Sacrificare alcune pedine in un gioco di scacchi per salvarne altre viene chiamato gambetto. Quando optiamo per questo, solitamente dimostra che non siamo in una buona posizione". E: Ha informazioni sulla presenza degli islamici in Kosovo? "Gli americani avevano provocato i fatti del Kosovo, che conseguentemente furono incapaci di controllare. Essi cominciarono a sostenere le bande di terroristi che attaccarono le stazioni di polizia serbe ed un centro per rifugiati che alloggiava rifugiati dalla Krajina già dall'aprile del 1996. Questi terroristi ora sono fuori del loro controllo. Non tutti, ma alcuni lo sono". "Perché l'obiettivo politico di alcuni di loro è creare uno stato albanese. Per questo rappresentano un problema per le forze di occupazione in Kosovo, dal momento che per ora l'indipendenza del Kosovo è fuori questione. D'altra parte, la propaganda americana non vuole rischiare una battaglia politica con gli antiglobalizzazione, che colgono ogni pretesto per combattere gli USA". E: Ciò significa che, se ai nazionalisti albanesi del Kosovo viene negata l'indipendenza, gli albanesi locali si uniranno ai ceceni ed ai kurdi nelle loro vedute antiglobaliste. "Giusto. Per questo è meglio presentarli come elementi di al Qaeda. Comunque, non dimenticate che al Qaeda non ha nulla in comune con l'immagine creata dalla propaganda americana. Diffondendo false informazioni hanno creato una nuova minaccia, [cioè l'illusione di un gruppo] che può essere facilmente ritenuto responsabile, perché in realtà questa minaccia non esiste. Quindi, in Kosovo non c'è nessuna al Qaeda, piuttosto vi sono gruppi terroristici mafiosi che hanno obiettivi politici locali". E: La questione è, come possono essere così potenti finanziariamente se al Qaeda non esiste? "Sono appoggiati dall'ala dura della Islamic Conference Organization. Se vi sono alcuni aspetti di un qualche coordinamento politico e finanziario, questo lì esiste, alla Islamic Development Bank. Ma, dal momento che questi gruppi sono anche associati di potenti uomini d'affari degli USA, loro [gli USA] non possono accusarli apertamente. Per questo vi è interesse nell'etichettarli [questi gruppi] al Qaeda". E: Fin dove è arrivato il suo affare dello spionaggio del 1999? "Devo ancora aspettare. Permettetemi di dire che non dovrebbe essere dimenticato che sono servito da valvola di sicurezza per protezione di politici, alcuni dei quali erano ancora al potere. Ciò significa che, secondo il sistema giudiziario francese, sono ancora accusato di tradimento. Comunque, non mi preoccupa, dal momento che a volte il tradimento può essere l'unica risorsa di una persona onesta. Mettersi contro la NATO, specialmente se agli ordini dei miei superiori, ai miei occhi non è tradimento. In questo contesto, in molte occasioni mi sono accorto che i servizi segreti francesi non mi considerano un traditore". E: La base Bondsteel in Kosovo si trova sulla strategica linea Cvijic che controlla l'intera regione. Gli americani staranno lì per sempre? Staranno sempre dalla parte dell'etnia albanese, contro i serbi? "La localizzazione di Bondsteel non è stata scelta casualmente. La guarnigione delle forze occupanti si trova lungo la linea di un passo strategico tra il Mar Nero e l'Adriatico ed anche sulla linea sudest nordovest che è un po' come una diabolica diagonale. Se vi americani vogliono rimanere in questa posizione strategica è necessario separare la Serbia dal Montenegro. Devono anche mettere a dormire gli europei. Sono votati completamente a questo compito e noi siamo tutti bersagli degli americani". E: Diciamo che la sua decisione di procurare ai serbi importanti informazioni prima della guerra del 1999 non è stata una sua iniziativa. Diciamo che è stato il suo dovere professionale e che all'epoca siete stato sacrificato. "E' vero che ho seguito gli ordini delle autorità francesi. Considerando la condotta del mio generale, che continuava a dire che la Francia non avrebbe mai permesso il bombardamento della Jugoslavia, il generale Jovan Milanovic fu d'accordo nel restare in contatto con lui. Comunque, è noto che ero io, e non il generale francese, che assistevo alle riunioni. I funzionari dell'intelligence francese hanno saputo dei miei incontri con il generale Milanovic. Essi compresero che, se Milosevic avesse sentito le affermazioni del generale francese, si sarebbe rifiutato di arrendersi alle richieste della NATO. Quindi, si concluse che la Jugoslavia doveva essere bombardata. Per tale ragione, ai primi del settembre 1998, mi venne chiesto di chiarire a Milanovic, se mi avesse ancora contattato, che la Francia avrebbe sul serio lasciato che Belgrado venisse bombardata. E: Perciò, l'atteggiamento della Francia era contrario a quello del suo generale alla NATO? "Si. La Francia decise di seguire gli ordini della UE e la politica della NATO. L'unico modo per evitare un bagno di sangue era di presentare chiaramente a Milosevic la nuova posizione della Francia. Per ottenere ciò, l'unica soluzione era fornire le informazioni a Milanovic". E: Che tipo di informazioni erano? "Quelle informazioni non potevano scombussolare i piani di bombardamento, ma potevano aiutare nel valutare l'estensione dei danni [distruzioni programmate] che gli americani intendevano attuare nel caso di attacchi aerei. Le informazioni erano vere, ma non pericolose. Dopo il mio incontro con Milanovic il 1° ottobre 1998 egli riferì a Belgrado". E: Sa cosa accadde delle informazioni dopo questo ? "Milosevic era scontento dei rapporti che riceveva fino al punto che, quando tornò a Belgrado, Milanovic venne rimosso e gli venne dato un ufficio senza telefono. Considerando le mie simpatie per i serbi, accettai questa missione, dal momento che mi sembrava che il bombardamento poteva essere evitato". E: Ha incontrato ancora Milanovic in seguito? "Con molto piacere ci incontrammo a Belgrado durante la mia visita del 2003. Lo rispetto ed ho verso di lui sentimenti amichevoli. Milanovic stesso ha detto nel dicembre 2001 al quotidiano francese Le Figaro, immediatamente dopo il mio processo, che avevo soltanto eseguito il lavoro di un ufficiale dell'intelligence, come lui. Aggiunse che non avrebbe avuto fiducia in me se mi avesse considerato un traditore della Francia. © Il copyright appartiene all'autore 2005 Reprinted for fair use only |