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I media controllati oscurano il rapporto del Pentagono

che svela il ruolo degli USA nella creazione dell'ISIS

di Jay Syrmopoulos il 2 giugno 2015

 

 

In una storia che riecheggia da una parte all'altra del mondo, la settimana scorsa il premiato giornalista e studioso Dr. Nafeez Ahmed ha rivelato delle sorprendenti informazioni sulla complicità degli USA nella creazione ed ascesa dell'ISIS, come contenute in un rapporto della Defense Intelligence Agency (DIA) declassificato di recente.

Forse più terrificante del rapporto stesso potrebbe essere il fatto che queste informazioni sono state praticamente oscurate attraverso i media mainstream globali.

Questo silenzio dice tutto sull'importanza di queste informazioni. Illustra la complicità dei media di lingua inglese, in collusione con il governo, per mantenere il pubblico ignaro delle sgradevoli realtà della real politik in stile USA.

Lo sbalorditivo rapporto, datato agosto 2012, ha dimostrato che la crescita e l'espansione dell'ISIS sono state un diretto risultato delle armi che vengono inviate dagli USA agli islamisti anti-Assad, con l'intenzione strategica di rovesciare il regime Assad in Siria.

Il rapporto dichiarava che "le principali forze che guidano l'insurrezione in Siria" comprendono "i salafiti, la Fratellanza Musulmana ed AQI al-Qaeda in Iraq],” mostrando esplicitamente quali elementi stavano fornendo l'effettiva velocità della ribellione.

Sebbene gli USA abbiano mantenuto la linea ufficiale che in Siria vengono armati soltanto i ribelli moderati, dei personaggi come il candidato presidenziale che dichiara che i '"falchi di guerra" nel Congresso sono responsabili per l'ascesa dell'ISIS al vicepresidente Joe Biden che afferma (inizio a 1:30:00), che non c'era nessun "ribelle moderato", affermano altrimenti.

"Il documento segreto del Pentagono fornisce una straordinaria conferma che la coalizione a guida USA che attualmente combatte l'ISIS, tre anni fa aveva accolto di buon grado l'emergere di un 'principato salafita' estremista nella regione come una maniera per indebolire Assad”, ha affermato Ahmed.

In un'intervista con Josh Cook di Truth In Media, Ahmed ha dichiarato:

"Ho parlato ad un grande giornale nazionale qui nel Regno Unito e ciò che era interessante è che erano piuttosto d'accordo con la linea dell'investigazione, ma sentivo proprio come non potessero occuparsene. E non era che era stato loro detto che non potevano occuparsene. Il giornalista a cui ho parlato è un autorevole giornalista per il quale ho molto rispetto che era molto d'accordo con quello che dicevo. Mi ha detto letteralmente, guarda avvertivo realmente che c'era questa paura che non dovevo parlare di questo, questo andrà lontano il documento è realmente abbastanza forte? Non si sentiva fiducioso.

"Penso che nei media mainstream ci sia come un tacito riconoscimento che ci sono certe cose che non ci viene permesso dire. L'idea che qualcosa di spregevole come l'ISIS possa realmente essere previsto o agevolato deliberatamente, che è davvero ciò che è sottinteso alquanto chiaramente da questo rapporto.

"E' quasi troppo", ha detto. "Va contro il senso naturale di quanto riteniamo per certo. Così tanti presupposti sul genere di supremazia non soltanto americana ma occidentale e sulla benevolenza del nostro governo che non faremmo mai niente di questo ... è come un grande tipo di salto.

"Da una parte penso che i giornalisti siano impauriti e preoccupati sullo spingere i limiti a questa estensione. Solleva preoccupazione che ci sia assoluto silenzio sull'argomento, specialmente nei media di lingua inglese. Solleva delle reali questioni su cosa c'è dietro a questo silenzio"?

La gente ha il diritto di essere informata sulle imprese di un governo che opera in suo nome e la stampa ha il dovere di esporre quello che viene intenzionalmente nascosto alla vista del pubblico da coloro al potere.

Quando la stampa ha paura o è complice nel nascondere questi fati al pubblico americano, allora noi, come paese, siamo in pericolo molto maggiore da ogni cosa presenti l'ISIS.

Per cortesia condividete questa storia per contribuire a portare queste informazioni vitali a quante persone possibile, poiché la gente merita di sapere quali azioni intraprendono i governi in suo nome!

Check out the full interview with Dr. Nafeez Ahmed below.

Controllate dettagliatamente l'intervista completa al Dr. Nafeez Ahmed.

 

Nafeez Ahmed PhD è un giornalista investigativo, studioso della sicurezza internazionale ed autore di libri di grande successo che segue le tracce di quella che chiama la 'crisi della civiltà'. E' vincitore del Project Censored Award for Outstanding Investigative Journalism per la sua cronaca sul Guardan sull'intersezione della crisi ecologica, energetica ed economica globale con la geopolitca ed i conflitti regionali. Ha inoltre scritto per The Independent, Sydney Morning Herald, The Age, The Scotsman, Foreign Policy, The Atlantic, Quartz, Prospect, New Statesman, Le Monde diplomatique, New Internationalist. La sua opera sulle cause alla radice e sulle operazioni clandestine collegate al terrorismo internazionale ha contribuito ufficialmente alla Commissione sull'11/9 ed all'Indagine del Coroner sul 7/7.


Jay Syrmopoulos è un giornalista investigativo, libero pensatore, ricercatore ed un ardente oppositore dell'autoritarismo. E' attualmente studente laureato all'Università di Denver che persegue un master in Affari Globali. Il lavoro di Jay è stato in precedenza pubblicato su BenSwann.com e WeAreChange.org. Potete seguirlo su Twitter @sirmetropolis, su Facebook a Sir Metropolis ed ora su tsu.