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In una storia che riecheggia da una parte all'altra del mondo, la
settimana scorsa il premiato giornalista e studioso
Dr. Nafeez Ahmed ha rivelato delle sorprendenti informazioni
sulla
complicità degli USA nella creazione ed ascesa
dell'ISIS, come contenute in un rapporto della
Defense Intelligence Agency (DIA)
declassificato di recente.
Forse più terrificante del rapporto stesso
potrebbe essere il fatto che queste informazioni sono state praticamente
oscurate attraverso i media
mainstream
globali.
Questo silenzio dice tutto sull'importanza di queste informazioni.
Illustra la complicità dei media di lingua inglese, in collusione con il
governo, per mantenere il pubblico ignaro delle sgradevoli realtà della
real politik in stile USA.
Lo sbalorditivo rapporto, datato agosto 2012, ha dimostrato che la
crescita e l'espansione dell'ISIS sono state un diretto risultato delle
armi che vengono inviate dagli USA agli islamisti
anti-Assad,
con l'intenzione strategica di rovesciare il regime Assad in Siria.
Il rapporto dichiarava che "le principali forze che guidano
l'insurrezione in Siria" comprendono "i salafiti, la
Fratellanza Musulmana ed AQI
al-Qaeda in Iraq],”
mostrando esplicitamente quali elementi stavano
fornendo l'effettiva velocità della ribellione.
Sebbene gli USA abbiano mantenuto la linea ufficiale che in Siria
vengono armati soltanto i ribelli moderati, dei personaggi come il
candidato presidenziale che dichiara che i '"falchi di guerra" nel
Congresso sono responsabili per l'ascesa dell'ISIS al vicepresidente Joe
Biden che afferma (inizio a 1:30:00),
che non c'era nessun "ribelle moderato", affermano altrimenti.
"Il documento segreto del Pentagono fornisce una straordinaria
conferma che la coalizione a guida USA che attualmente combatte l'ISIS,
tre anni fa aveva accolto di buon grado l'emergere di un 'principato
salafita' estremista nella regione come una maniera per indebolire
Assad”,
ha affermato Ahmed.
In un'intervista con
Josh Cook
di
Truth In Media, Ahmed
ha dichiarato:
"Ho parlato ad un
grande giornale nazionale qui nel Regno Unito e ciò che era interessante
è che erano piuttosto d'accordo con la linea dell'investigazione, ma
sentivo proprio come non potessero occuparsene. E non era che era stato
loro detto che non potevano occuparsene. Il giornalista a cui ho parlato
è un autorevole giornalista per il quale ho molto rispetto che era molto
d'accordo con quello che dicevo. Mi ha detto letteralmente, guarda
– avvertivo realmente che c'era
questa paura che non dovevo parlare di questo, questo andrà lontano
– il documento è realmente
abbastanza forte? Non si sentiva fiducioso.
"Penso che nei media
mainstream ci sia come un tacito
riconoscimento che ci sono certe cose che non ci viene permesso dire.
L'idea
che qualcosa di spregevole come l'ISIS possa realmente essere
previsto o agevolato deliberatamente, che è davvero ciò che è
sottinteso alquanto chiaramente da questo rapporto.
"E' quasi troppo", ha detto. "Va contro il senso naturale di quanto
riteniamo per certo. Così tanti presupposti sul genere di supremazia non
soltanto americana ma occidentale e sulla benevolenza del nostro governo
che non faremmo mai niente di questo ... è come un grande tipo di salto.
"Da una parte penso che i giornalisti siano impauriti e preoccupati
sullo spingere i limiti a questa estensione. Solleva preoccupazione che
ci sia assoluto silenzio sull'argomento, specialmente nei media di
lingua inglese. Solleva delle reali questioni su cosa c'è dietro a
questo silenzio"?
La gente ha il diritto di essere informata sulle imprese di un
governo che opera in suo nome e la stampa ha il dovere di esporre quello
che viene intenzionalmente nascosto alla vista del pubblico da coloro al
potere.
Quando la stampa ha paura o è complice nel nascondere questi fati
al pubblico americano, allora noi, come paese, siamo in pericolo molto
maggiore da ogni cosa presenti l'ISIS.
Per cortesia condividete questa storia per contribuire a portare
queste informazioni vitali a quante persone possibile, poiché la gente
merita di sapere quali azioni intraprendono i governi in suo nome!
Check out the full interview with Dr. Nafeez Ahmed
below.
Controllate dettagliatamente l'intervista
completa al
Dr. Nafeez Ahmed.
Nafeez Ahmed PhD
è un giornalista investigativo, studioso della sicurezza internazionale
ed autore di libri di grande successo che segue le tracce di quella che
chiama la 'crisi della civiltà'. E' vincitore del
Project Censored Award for Outstanding Investigative
Journalism per la sua cronaca sul Guardan sull'intersezione
della crisi ecologica, energetica ed economica globale con la geopolitca
ed i conflitti regionali. Ha inoltre scritto per
The Independent, Sydney Morning Herald, The Age, The
Scotsman, Foreign Policy, The Atlantic, Quartz, Prospect, New Statesman,
Le Monde diplomatique, New Internationalist. La sua opera sulle cause alla radice e sulle operazioni
clandestine collegate al terrorismo internazionale ha contribuito
ufficialmente alla Commissione sull'11/9 ed all'Indagine del Coroner sul
7/7.
Jay Syrmopoulos
è un giornalista investigativo, libero pensatore,
ricercatore ed un ardente oppositore dell'autoritarismo. E' attualmente
studente laureato all'Università di Denver che persegue un master in
Affari Globali. Il lavoro di Jay è stato in precedenza pubblicato su
BenSwann.com e
WeAreChange.org.
Potete seguirlo su
Twitter
@sirmetropolis,
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Sir Metropolis
ed ora su
tsu.
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