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Negli Stati Uniti ed in Canada sono stati impiantati dei campi
paramilitari islamici per addestrare alla guerra di guerriglia dei
musulmani afroamericani. Dopo mesi di addestramento in poligoni di tiro
e percorsi ad ostacoli, i musulmani neri sono stati inviati in Pakistan
dove hanno ricevuto addestramento avanzato negli esplosivi. Molti non
sono mai ritornati.
Le storie su questi campi non sono nuove. Sono state riportate dai
media
mainstream,
compreso Fox News.
L'origine di questi terreni recintati per aspiranti
jihadis risale al
1979, quando l'Agenzia inviò centinaia di religiosi radicali
islamici negli Stati Uniti nel tentativo di reclutare musulmani
afroamericani per la guerra santa contro i sovietici
in Afghanistan.
I missionari Tablighi
Nell'insieme, questi missionari venivano dal Pakistan ed
appartenevano al
Tablighi Jamaat,
un movimento musulmano con 150 membri in 213 paesi.[1]
Sostenendo un'interpretazione rigorosa della legge
islamica (shariah),
i Tablighi
erano uniti nella resistenza alla cultura occidentale,
sulla loro insistenza che i musulmani dovrebbero evitare il contatto con
tutti coloro che non condividono le loro credenze e la loro approvazione
della jihad con la spada (jihad bin
saif).[2] Dei membri del movimento si riunivano ogni anno per tre
giorni nella piccola città musulmana di Raiwind.
Nel 1979,
lo sceicco Mubarek Ali Gilani,
un missionario Tablighi
di
Lahore, Pakistan, arrivò a Brooklyn, dove invitò i membri del
Dar ul-Islam,
una banda di strada notoriamente violenta,
a prendere le armi nella grande jihad. A dozzine risposero al suo
appello e diretti fuori in Pakistan con pagamenti di migliaia di dollari
in contanti e promesse di settanta ore nel settimo cielo, se fossero
rimasti uccisi in azione.[3]
Benvenuti a Islamberg
Per il 1980, l'Agenzia si rese conto che potevano risparmiarsi
spese considerevoli istituendo dei campi paramilitari in una zona
rurale del paese sotto la supervisione dello sceicco Gilani. Una
località ideale era situata vicino a
Hancock, New York, at the base of Point
Mountain, dove i rami est ed ovest del
fiume Delaware convergono per formare le sorgenti che
scorrono attraverso la
Pennsylvania
ed il New Jersey
verso l'oceano Atlantico. Il terreno
roccioso era infestato da
crotali, orsi neri, coyote, lupi ed alcune linci rosse.
Nacque Islamberg,
un complesso di settanta acri.
A
Islamberg furono eretti poligoni di tiro e percorsi
ad ostacoli assieme ad un massiccio bunker sotterraneo e ad una pista di
atterraggio. I residenti vivevano in rimorchi monocamera che
fiancheggiavano il pendio della collina. L'insediamento conteneva una
piccola baracca che serviva da servizio di lavanderia, un luogo di
ritrovo per le chiacchiere, una minuscola drogheria ed una
masjid. Sulla via d'accesso
era piazzato un posto di guardia.[4]
Il suono degli spari e delle esplosioni che emanava dalla proprietà
allarmò i residenti locali, che presentarono delle denunzie all'autorità
giudiziaria locale e di stato. Ma un veicolo con i contrassegni della
polizia non comparve mai alla recinzione.[5] Islamberg
era interdetto all'ispezione della polizia sulle basi fasulle della
"sicurezza nazionale".
Il campo arrivò anche a contenere un cimitero illegale dove i corpi
venivano seppelliti in tombe senza dicitura.[6]
Soltanto questo avrebbe dovuto garantire un assalto da parte
della polizia dello stato di
New York. Ma neppure dei cadaveri poterono provocare
un'indagine di polizia.
Quando fu impiantato
Islamberg, Gilani si presentava come un dipendente della CIA ed
i futuri
jihadis, che risiedevano nella recinzione, chiamavano loro
stessi degli operativi della CIA.[7]
Alcuni nell'autorità giudiziaria dubitavano delle credenziali
dichiarate dai nuovi venuti musulmani.
Le comunità degli impoveriti
Islamberg fu un grande successo. Centinaia di musulmani
afroamericani
si fecero strada verso l'Afghanistan
ed entrarono nelle fila dei
mujahedeen. Diversi furono uccisi in azione.[8]
Altri, incluso
Clement Rodney Hampton-El,
tornarono negli USA per progettare l'attentato al World Trade Center
di New York del 1993.[9]
Sotto le indicazioni della CIA, fu istituita una gran quantità di
campi paramilitari in posti come
Red House, Virginia; Commerce, Georgia; York, South
Carolina; Dover, Tennessee; Buena Vista, Colorado; Macon, Georgia; Squaw
Valley, California; Marion, Alabama; Talihina, Oklahoma e Toronto, Ontario.[10]
Gilani
mise Islamberg
e gli altri campi sotto un'organizzazione di direzione chiamata
“Jamaat ul-Fuqra”
ovvero "la comunità degli impoveriti".
Installò il quartier generale di questa "associazione di
beneficenza" a Lahore. Il braccio americano di
Jamaat ul-Fuqra
divenne i "Musulmani delle Americhe", una società
esente da tasse con indirizzo presso la moschea di Gilani
a
Brooklyn.[11]
L'accresciuto bisogno di radicali
Il ritiro sovietico dall'Afghanistan nel 1989 non significò la fine del sostegno della CIA
all'Islam radicale.
Per tutti gli anni '90, il
Dr. Ayman Zawahiri, secondo in comando di al Qaeda,
viaggiò a spese e ordini della CIA per tutta l'Asia centrale, dove
coltivò nuovi eserciti di
jihadis per destabilizzare le repubbliche di
recente create. I suoi sforzi risultarono nell'insurrezione dei ceceni
contro la Federazione Russa, nel tentato rovesciamento del governo in
Uzbekistan e nella rivolta degli Uiguri
nella provincia cinese dello
Xinjiang.[12]
Deferente operativo, il
Dr. Zawahiri
si incontrava regolarmente con ufficiali delle forze
armate USA e dei servizi segreti all'ambasciata USA di
Baku, Azerbaijan, per
progettare l'operazione nei Balcani nella quale la CIA operò con al
Qaeda per rovesciare il governo di
Slobodan Milosevic per la
creazione della "Grande Albania", che comprendeva
Albania, Kosovo e parti della Macedonia.
[13]
Queste operazioni, particolarmente nei Balcani, richiedevano il
reclutamento di sempre più jihadis. I campi di Gilani continuarono a
prosperare. E sempre più di queste reclute afroamericane apparivano tra
i ranghi e le fila dei
mujahedeen in vari teatri di guerra per tutto il mondo.
L'aiuto del
Dr. Zawahiri fu così apprezzato che nel gennaio del 2000 gli fu
concessa la residenza permanente negli USA da parte del Servizio
Immigrazione e Naturalizzazione.[14]
L'ascesa dell'ISIS
Dopo l'11/9, l'Agenzia continuò a coltivare i guerrieri santi
islamici per mantenere la "strategia della tensione" in Medio Oriente,
negli stati dei Balcani ed in Asia centrale e per montare nuove
insurrezioni in Africa per espandere l'egemonia degli USA. Il grande
scopo di queste imprese era il controllo economico e politico USA
sull'Eurasia.
Zbigniew Brzezinski,
ex segretario di stato e ed il più importante stratega del
Council on Foreign Relations, scrive:
Per l'America il principale premio geopolitico è l'Eurasia. . . .
Ora in Eurasia è preminente una potenza non eurasiatica – - –
ed il primato globale dell'America è direttamente dipendente su
quanto a lungo e quanto efficacemente viene prolungata la sua
superiorità sul continente eurasiatico. . . .
Per esprimersi con una terminologia che
evoca indietro all'età più brutale degli antichi imperi, i tre
grandi imperativi di geostrategia imperiale sono di prevenire la
collusione e di mantenere la dipendenza tra i vassalli, mantenere i
tributari piegati e protetti ed impedire ai barbari di riunirsi.[15]
Conformemente alla strategia di impedire "ai barbari di
riunirsi", le forze dell'ISIS erano e sono addestrate in una base
militare segreta USA nella città giordana di
Safawi.[16]
Le armi per l'ISIS sono arrivate, omaggio dell'Agenzia,
dall'arsenale del deposto dittatore libico Muammar Gheddafi. La
spedizione di queste armi all'ISIS in Siria nel 2012 era supervisionata
da
David Petraeus, il direttore della CIA che presto si darebbe dimesso
quando venne asserito che aveva una relazione con la sua biografa.[17]
Offerta e domanda
In risposta alla domanda crescente, Gilani continuò a sfornare
sempre più jihadis afroamericani. Aprirono sempre più campi di
addestramento, compreso uno
in Texas.[18]
Sempre più cadaveri furono seppelliti in tombe senza dicitura.
Sempre più rimostranze furono fatte ai funzionari di polizia. E sempre
più diplomati dei campi di addestramento si fecero strada per il
Pakistan.
Vampata di ritorno
Naturalmente, c'è stata una vampata di ritorno per l'istituzione
della CIA di campi paramilitari islamici sul suolo americano. Nel corso
degli anni, numerosi membri di
Jamaat ul Fuqra
sono stati condannati in tribunali USA
per crimini come cospirazione per commettere omicidio, attacco con
bombe incendiarie, contrabbando e frode per indennità ai lavoratori.
Altri restano i principali sospetti in casi criminali per tutto il
paese, compresi dieci assassini irrisolti e diciassette
attacchi con bombe incendiarie tra il
1979
ed il 1990.[19]
Nel 2001, un residente del campo di
ul-Fuqra in California
è stato accusato di omicidio di primo grado per l'uccisione di un
vice sceriffo; un altro è stato accusato di contrabbando d'armi e 24 del
campo di
Red House, Virginia, sono stati condannati per
infrazioni sulle armi da fuoco.[20]
Per il 2004, gli investigatori scoprirono le prove che
presumibilmente collegavano il "cecchino killer" di
Washington, DC,
John Allen Muhammad ed il "bombardiere
delle scarpe"
Richard Reid
al gruppo di Gilani e fecero emergere dei rapporti che
il reporter del
Wall Street Journal Daniel Pearl
era stato catturato ed ucciso mentre tentava di
ottenere un'intercista con lo sceicco
Gilani in Pakistan.[21]
Per il
2015,
il
Jamaat ul-Fuqra
era stato coinvolto in più attacchi terroristici sul suolo
americano (30 ed oltre) di tutti gli altri gruppi terroristici
combinati. Nonostante questi attacchi, il gruppo non è mai stato
inserito nell'Elenco Osservazione Terrorismo ufficiale USA ed il
Musulmani delle Americhe continua ad operare come legittima
organizzazione no profit, esente da tasse.[22]
L'avvertimento
Degli investigatori, compresi
Patrick Walsh
e William Krayer,
che hanno visitato
Islamberg
ed altri insediamenti paramilitari, ritengono che il
prossimo grande attacco sul suolo USA
proverrà dalle
jamaats
di terroristi domestici di Gilani. Sulla
base della storia del coinvolgimento della CIA nella creazione di questi
campi, un simile attacco può avvenire in conformità al progetto
dell'Agenzia.
Il
Dr. Paul L. Williams
è l'autore di Operation Gladio: The Unholy Alliance
between the Vatican, The CIA, and the Mafia.
Note
[1] Alex Alexiev, “Tablighi Jamaat: Jihad’s Stealthy
Legion,” Middle East Quarterly, no. 1 (Inverno 2005)
[2] Jane I. Smith, Islam in America (New York:
Columbia University Press, 1999), p. 161.
[3] Robert Dannin, Black Pilgrimage to Islam (New
York: Oxford University Press, 2002),
[4] Douglas J. Hagmann, “Special Report: Jamaat ul-Fuqra
Training Compound Inside the U.S.,” Northeast Intelligence Network,
28 febbraio 2006.
[5] Ibid.
[6] Paul L. Williams, Crescent Moon Rising: The Islamic
Transformation of America (Amherst,New York: Prometheus Books,
2013), p. 134.
[7] “Afghanistan Update,” Daily Telegraph (London),
August 5, 1983; Los Angeles Times, 5 agosto
1983.
[8] Ibid
[9] Zachary Crowley, “Jamaat ul-Fuqra Dossier,” Center for
Policing Terrorism,16 marzo 2005.
[10] Gordon Gregory and Sonna Williams, “Jamaat ul-Fuqra,”
Special Research Report, Regional Organized Crime Information Center,
2006.
[11] Ibid.
[12] Nafeez Mosaddeq Ahmed, “Whistleblower: Al Qaeda Chief
Was US Asset,” Huffington Post, 21 maggio 2013.
[13] Sibel Edmonds, “Know Your Terrorists: Ayman al-Zawahiri,”
Boiling Frogs Post, 16 febbraio 2013.
[14] Rory McCarthy, “The Real Ayman al-Zawahiri,” The
Guardian, 5 agosto 2005.
Vedi inoltre Michel Chossudovsky, The
Globalization of War (Montreal: Global Research Rublishers, 2015),
p. 111.
[15] Zbigniew Brzezinski, The Grand Chessboard: American
Primacy and Its Geostrategic Imperative (New York: Basic Books,
1997), pp. 20, 40.
[16] “Americans Are Training Syria Rebels in Jordan,”
Reuters,10 marzo 2013.
[17] Ibid.
[18] Ryan Mauro, “Islamic Terror Enclave Discovered in
Texas,” The Clarion Project,18 febbraio 2014.
[19] “Jamaat ul-Fuqra: Terror Group of
Pakistan, ”Institute
of Contact Management, 2001.
[20] Ibid.
[21] “The Jamaat ul-Fuqra Threat,” Stratfor,
Security Consulting Intelligence Resources, 3 giugno 2005.
[22] Patrick B. Briley, “AL Fuqra: U.S. Islamic Terror
Network Protected by FBI, U.S. State Department, Liberty Post,
28 luglio 2006.
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