LD

Land Destroyer Report

 

 

La tedesca DW riferisce che le linee di rifornimento dell'ISIS hanno origine nella Turchia della NATO

 

28 novembre 2014 (Tony Cartalucci -LD) Il canale internazionale tedesco Deutsche Welle (DW) ha pubblicato un rapporto filmato di immense implicazioni - forse la prima emittente nazionale in occidente ad ammettere che il cosiddetto "Stato Islamico" (ISIS) viene rifornito non da "petrolio al mercato nero" o da "riscatti di ostaggi" ma da rifornimenti del valore di miliardi di dollari portati in Siria attraverso le frontiere della Turchia, stato membro della NATO, tramite centinaia di camion al giorno.

Il rapporto, intitolato "'I canali di rifornimento dell'IS attraverso la Turchia", conferma quello che viene riferito da analisti geopolitici già dal 2011 - che la Turchia membro della NATO ha permesso ad un fiume di rifornimenti, combattenti ed armi di attraversare incontrastati le sue frontiere per rifornire di nuovo le posizioni dell'ISIS all'interno della Siria.

Turkey: IS Supply Channels | Focus on Europe

In una scena surreale del rapporto della DW, si vedono dei terroristi anti-Siria camminare attraverso il confine e letteralmente uccisi con armi da fuoco da combattenti kurdi appena dall'altro lato.

I residenti ed i mercanti locali intervistati dalla DW hanno ammesso che il commercio con la Siria di cui profittano è terminato da quando è cominciato il conflitto e che i rifornimenti che i camion portano mentre scorrono attraverso la frontiera hanno origine dalla "Turchia occidentale". Il rapporto della DW non approfondisce cosa significhi "Turchia occidentale", ma molto probabilmente si riferisce ad Ankara, vari porti utilizzati dalla NATO e, naturalmente, la base aerea NATO di Incirlik.

Mentre il rapporto della DW sostiene che nessuno sa chi disponga le spedizioni, rivela che il fiume di camion che proprio la sua troupe cinematografica ha documentato è stato ufficialmente negato dal governo turco di Ankara. E' una certezza che la Turchia non soltanto ne sia consapevole, ma direttamente complice, mentre la NATO ha finto il desiderio di sconfiggere l'ISIS ma non è riuscita ad esporre e sradicare il patrocinio multinazionale dell'ISIS e, in maniera più importante, si è rifiutata di recidere le sue linee di rifornimento - un prerequisito elementare di qualsiasi strategia militare.

La minaccia dell'ISIS era fin dal principio la NATO

Anche guardando alle mappe dei media occidentali dei possedimenti territoriali dell'ISIS è ovvio che non è una forza militare che nasce in Siria o Iraq, ma piuttosto una forza d'invasione che ha origine nel territorio della NATO.

Le linee di rifornimento dell'ISIS che immettono dal territorio della NATO non dovrebbero affatto sorprendere.

Come riportato già dal 2007, gli USA ed i loro complici regionali hanno cospirato per utilizzare al Qaeda ed altri estremisti armati nel tentativo di riordinare il Nord Africa ed il Medio Oriente. Il giornalista candidato al Premio Pulitzer Seymour Hersh nel suo articolo "The Redirection: Is the Administration’s new policy benefiting our enemies in the war on terrorism?" che affermava esplicitamente (enfasi aggiunta):

Per indebolire l'Iran, che è in prevalenza sciita, l'amministrazione Bush ha deciso, di fatto, di riconfigurare le sue priorità in Medio Oriente. In Libano, l'amministrazione ha cooperato con il governo dell'Arabia Saudita, che è sunnita, in operazioni clandestine che sono intese ad indebolire Hezbollah, l'organizzazione sciita che è appoggiata dall'Iran. Gli USA hanno pure preso parte ad operazioni clandestine rivolte all'Iran ed al suo alleato la Siria. Un sottoprodotto di queste attività è stato il sostegno a gruppi estremisti sunniti che abbracciano una visione militante dell'Islam e che sono ostili all'America ed in pieno accordo con al Qaeda.

Naturalmente, questi "gruppi estremisti" che "abbracciano una visione militante dell'Islam" e che sono "in pieno accordo con al Qaeda", descrivono alla lettera lo "Stato Islamico". L'ISIS costituisce la forza di spedizione mercenaria della NATO, distruggendo per procura i suoi nemici, dalla Libia in Nord Africa al Libano ed alla Siria nel Levante, all'Iraq e persino ai confini dell'Iran. I suoi approvvigionamenti apparentemente inesauribili di armi, denaro e combattenti possono spiegarsi soltanto con la sponsorizzazione di stato multinazionale e con rifugi sicuri forniti dalla NATO che i nemici dell'ISIS - principalmente Siria, Hezbollah, Iran ed Iraq - non possono colpire. Il rapporto della DW nota specificamente come i terroristi dell'ISIS fuggono da morte certa in Siria cercando rifugio sicuro in Turchia.

Uno degli obiettivi primari della NATO sin già dal 2012 è stato di utilizzare vari pretesti per espandere tali rifugi sicuri, o "zone cuscinetto", nello stesso territorio siriano, protette da forze militari della NATO dai quali i "ribelli" potessero operare. Se ci fosse riuscita, le troupe cinematografiche della DW starebbero probabilmente filmando convogli che organizza in città come Idlib ed Aleppo invece che lungo la frontiera turca con la Siria.

Con la cospirazione documentata degli USA e dei loro alleati per creare una forza mercenaria settaria allineata ad al Qaeda, i cosiddetti "ribelli moderati" che gli USA hanno apertamente appoggiato in Siria ora rivelati pienamente come estremisti settari ed ora con la DW che documenta un fiume di rifornimenti che ha origine in Turchia, è chiaro che la minaccia dell'ISIS cui la NATO posa come soluzione, era di fatto fin dal principio la NATO. Ciò che viene svelato è una politica estera in modo così sconcertante subdola, pochi sono in grado di crederci, anche con emittenti internazionali come la DW che mostrano le linee di rifornimento dell'ISIS che immettono dal territorio stesso della NATO.