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Destroyer Report
La NATO smascherata come trampolino dell'ISIS in Siria
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La spinta iniziale verso Manbij è venuta dalla diga di Tishrin nel sud, tuttavia è stato aperto un altro fronte e si sta agganciando attorno al nord della città - tagliando con successo la città ed i suoi difensori dell'ISIS dalle strade che portano alla frontiera turca - compresa la Strada 216 che corre tra Manbij e Jarabulus.
Pianificare un assalto ad un centro urbano
richiede che la forza attaccante tagli fuori i difensori della città
dalle loro rotte logistiche. Farlo
impedisce
al nemico di fuggire e raggrupparsi, ma diminuisce anche la capacità di
combattere del nemico durante l'assalto. E' chiaro che i combattenti che
avanzano sull'ISIS a
Manbij
hanno determinato che
Jarabulus
e la Turchia appena oltre la frontiera costituiscono la fonte della
capacità combattiva dell'ISIS.
Nel luglio di quest'anno l'YPG, di nuovo con l'assistenza della potenza aerea degli USA, ha scacciato l'ISIS da Tal Abyad, un'altra città sulla frontiera con la Turchia. Questo ha significato che l'ISIS aveva perduto due dei tre punti di attraversamento dalla Turchia che poteva portare volontari stranieri, finanziamenti ed armi a rinforzare la jihad.
Il ministro degli esteri della Turchia ammette che le forze dell'ISIS - combattenti, armi ed equipaggiamento - si riversano dal territorio della Turchia "diretti a Raqqa", ma non spiega mai come la più famigerata organizzazione terrorista del 21° secolo possa spostare abbastanza uomini e materiale attraverso uno stato membro della NATO per fare una guerra completa senza venire fermata prima che raggiunga la Siria. Non spiegato è anche dove l'ISIS si procuri le armi che sposta attraverso la Turchia.
E' una realtà che implica direttamente ed in
maniera schiacciante la Turchia ed i suoi alleati come stati sponsor del
terrorismo e che getta il dubbio sulla legittimazione e rilevanza della
NATO stessa. Quantomeno la NATO è smascherata come un'alleanza militare
così impotente che non riesce nemmeno ad assicurare che il proprio
territorio venga utilizzato come un trampolino per operazioni militarisu
larga scala dell'ISIS. Si dovrebbe osservare che come una "azione collettiva" della NATO, ad un punto del conflitto, gli Stati Uniti e la Germania hanno persino piazzato dei sistemi missilistici Patriot lungo la frontiera turco-siriana per scoraggiare l'aviazione siriana dall'avvicinarsi troppo - una realtà strategica che non è cambiata fino a quando la Russia ha iniziato il proprio intervento militare diretto nel conflitto nell'interesse di Damasco, come ha riportato all'epoca Defense News.
L'entrata della Russia nella guerra e le sue
successive operazioni direttamente lungo la frontiera siriano-turca ha
scompigliato il supporto logistico all'ISIS dal territorio della NATO
ed è stata il fattore principale che ha portato all'indebolimento
dell'ISIS all'interno della Siria. Con gli stessi media occidentali che ora ammettono che l'ISIS attraversa il confine per la Siria dalla Turchia - senza nemmeno spiegare l'ovvio contesto e le implicazioni che ciò ha per entrambe la Turchia l'ISIS e la NATO - diventerà rapidamente evidente a tutti che dovrebbe essere fatto di più dalla NATO e dalla Turchia per contenere l'ISIS all'interno della Turchia stessa, piuttosto che oltre la frontiera della Turchia con la Siria. Per gli Stati Uniti in particolare, che hanno risorse militari stabili situate in Turchia per le loro operazioni siriane, ma pare ovvio che la minaccia dell'ISIS che passa accanto alle sue truppe, ai suoi agenti dell'intelligence ed ai suoi istruttori militari diventerà un'azione a cui anche il più ingenuo degli americani ed europei troverà difficile credere.
Nel frattempo, gli sforzi per continuare a mettere
al sicuro le frontiere della Siria, a nord e a sud, devono essere
compiuti allo scopo di affrontare sul campo di battaglia i mandatari
dell'occidente. Intanto, attraverso lo spazio dell'informazione, devono
essere fatti sforzi per continuare ad innalzare la consapevolezza che
una guerra combattuta da combattenti che si spostano da un paese
all'altro non è una "guerra civile", è un'invasione straniera - e quei
paesi che vi partecipano lungo le frontiere del paese invaso devono
essere ritenuti responsabili.
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