NEO

New Eastern Outlook

 

28.10.2014 Autore: Tony Cartalucci

ISIS: i mercenari terroristi dell'America

 

Generalmente la revisione storica ha luogo lungo tempo dopo che si sono svolti gli eventi ed i vincitori tentano di seppellire delle verità umilianti o sconvenienti. Oggi, nell'era dell'informazione, queste pretese vittorie stanno trovando sempre più necessario revisionare la storia in tempo reale attraverso una strategia di propaganda sempre più ripetitiva ma efficiente in modo decrescente.

Fase I: Giustificare il caos

Era soltanto il 2007 quando la politica estera USA cercava apertamente di perseguire la guerra contro l'Iran, la Siria e gli Hezbollah del Libano, mentre indeboliva le fazioni pro-iraniane in Iraq che all'epoca gli USA occupavano ancora. Non riuscendo a compierlo direttamente, gli USA hanno progettato una non così coperta guerra per procura che avrebbe incluso finanziamento, appoggio politico e persino armare dei gruppi che variano dalla Fratellanza Musulmana ai militanti allineati con la stessa al Qaeda.

Questo è forse meglio ricapitolato dal profetico rapporto del 2007 The Redirection: Is the Administration’s new policy benefiting our enemies in the war on terrorism? scritto dal giornalista vincitore del premio Pulitzer Seymour Hersh e pubblicato sul New Yorker.

ISIS: America's Terrorist Mercenaries

Esso affermava (enfasi aggiunta):

Per indebolire l'Iran, che è in prevalenza sciita, l'amministrazione Bush ha deciso, di fatto, di riconfigurare le sue priorità in Medio Oriente. In Libano, l'amministrazione ha cooperato con il governo dell'Arabia Saudita, che è sunnita, in operazioni clandestine che sono intese ad indebolire gli Hezbollah, l'organizzazione sciita che è appoggiata dall'Iran. Gli USA hanno inoltre preso parte ad operazioni clandestine rivolte all'Iran ed al suo alleato la Siria. Un sottoprodotto di queste attività è stato il rinforzo dei gruppi estremisti sunniti che abbracciano una visione militante dell'Islam e sono ostili all'America e d'accordo con al Qaeda.

Hersh ha inoltre continuato a fare la cronaca del sostegno politico e finanziario americano che è stato fornito alla Fratellanza Musulmana, anche allora sotto il presidente USA George Bush. In tutto, le rivolte presumibilmente "spontanee" riferite dai media occidentali come la "Primavera Araba" del 2011 sono state progettate prima del tempo non nel tentativo di promuovere pacifiche aspirazioni pro-democratiche, ma per servire come copertura per insurrezioni ultra-violente appoggiate dall'estero che avrebbero lasciato una scia di distruzione che si stende lungo la costa dell'Africa settentrionale interamente alle frontiere dell'Iran, della Russia e persino della Cina.

Fase II: La guerra

Dopo avere negato qualsiasi ruolo nell'agitazione della "Primavera Araba", gli USA hanno subito sostenuto apertamente non soltanto i dimostranti nelle strade, ma sostenuto anche i militanti armati che sono seguiti come conseguenza delle proteste. Questo appoggio ha incluso quello di dimensione militari con i militanti in Libia che inizialmente venivano provvisti di copertura aerea e di forze speciali, con alla fine gli aviolanci di armi, equipaggiamento ed altre forniture.

Il senatore USA John McCain (R-Arizona) andava nella capitale dei terroristi della Libia  – Bengasi ed offriva di persona il sostegno degli USA. Stava letteralmente sui gradini del palazzo di giustizia di Bengasi dove poco dopo si svolgevano i raduni di al Qaeda, promettendo armi a degli uomini che più tardi hanno massacrato proprio in quella città un ambasciatore USA.

Dopo la distruzione del governo libico tra l'intervento della NATO, Bengasi è servita come epicentro terrorista dove armi, denaro e combattenti sono stati organizzati prima di essere inviati nella Turchia membro NATO e quindi a combattere nella Siria settentrionaleTra questi terroristi vi erano i militanti stagionati del Gruppo Combattente Islamico Libico (LIFG), un concessionario ufficiale di al Qaeda in Nord Africa. Uno dei suoi leader, Abdelhakim Belhadj, alla fine si è trovato al potere a Tripoli dopo il crollo del governo libico ed abbiamo persino la sua fotografia presa con il senatore McCain.

Prevedibilmente, come la NATO ha spostato risorse ed attenzione dal rovesciamento della Libia al rovesciamento della Siria, il conflitto rivolto a Damasco si è intensificato. Non è tuttavia riuscito, l'occidente si è trovato in una prolungata guerra per procura nel quale il suo ruolo nell'armare, assistere ed appoggiando estremisti settari intransigenti è diventato sempre più ovvio.


Fase III: L'"ascesa" dell'ISIS

Chiaramente, l'ascesa del cosiddetto "Stato Islamico" o ISIS, non è avvenuta durante la notte, né per caso. E' stata soltanto il risultato logico della continuazione da parte degli Stati Uniti della loro strategia di guerra per procura che hanno attuato contro la Libia che si sta svolgendo in Siria. E' stata anche il risultato premeditato, documentato di ciò di cui il giornalista veterano Seymour Hersh aveva avvisato nel 2007.

E' una minaccia che non soltanto la Siria comprende fin troppo bene, ma una minaccia che comprendono pienamente e contro cui si stanno mobilitando i suoi alleati, inclusi Iraq, Iran e Russia.

Gli USA si sono trovati a revisionare la storia, tentando di spiegare l'esistenza dell'ISIS nascosta nelle orme del suo massiccio appoggio ai cosiddetti "moderati" nel conflitto in corso in Siria. Gli USA hanno tentato di sostenere che l'ISIS si è formata con "donazioni", vendendo petrolio al mercato nero e prendendo ostaggi per il riscatto. Se soltanto fosse così facile formare una forza mercenaria terrorista multinazionale, potremmo immaginare che nello stesso modo Siria, Iraq ed Iran avrebbero in un pomeriggio dei vasti eserciti mercenari per battere l'ISIS.

La realtà è che, per spiegare come gli USA ed i loro partner regionali hanno fornito ai "moderati" miliardi di aiuti soltanto per far sorgere l'ISIS e soppiantare questi "moderati", tanto per cominciare dobbiamo renderci conto non vi sono mai stati dei "moderati" e che gli USA hanno intenzionalmente armato e finanziato dei terroristi, proprio come ha avvertito Hersh nel 2007, per creare un esercito mercenario di terroristi che "abbraccia una visione militante dell'ISIS" e sia "in pieno accordo con al Qaeda".

L'ISIS non soppianta i "moderati", la verità su ciò che l'America ha compiuto in Medio Oriente ha soppiantato le menzogne che l'occidente racconta al pubblico a partire dal 2011, all'apice della cosiddetta "Primavera Araba".

E' essenziale che la gente in tutto il mondo continui a diffondere questa verità più velocemente di quanto l'occidente possa sparga il suo caos.

Tony Cartalucci, ricercatore geopolitico e scrittore basato a Bangkok, specialmente per la rivista online “New Eastern Outlook”.
Prima pubblicazione:
http://journal-neo.org/2014/10/28/isis-america-s-terrorist-mercenaries/