Quando l'ingiustizia diventa legge

la resistenza diventa un dovere

Roger X & Emma Clancy


 

Deve essere una strana coincidenza che il premier John Howard senta il bisogno di introdurre leggi che ci sottraggano i diritti di libertà di parola e di dissenso politico nello stesso momento nel quale il suo governo lancia considerevoli attacchi ai diritti ed alle condizioni di vita della popolazione australiana.

Il critici della politica estera del governo sono stati presi di mira dall'estensione delle leggi sulla "sedizione; adesso è "sedizioso" sostenere in qualsiasi modo delle organizzazioni impegnate in un conflitto armato con le forze di "difesa" australiane. Questo potrebbe essere facilmente interpretato per includere gli attivisti pacifisti che chiedono la fine della partecipazione australiana all'occupazione dell'Iraq o che dichiarano il loro sostegno al diritto del popolo iracheno di resistervi.

La criminalizzazione del dissenso è intesa ad aiutare a facilitare la spinta aziendale al profitto ed è un processo che ha luogo non soltanto in Australia, ma in tutto il mondo. Gli USA guidano la corsa del libero mercato globale per sfruttare ulteriormente i popoli e le risorse del terzo mondo, che essi sostengono con la forza militare.

Il presidente cubano Fidel Castro ha recentemente delineato i disastrosi effetti di questo: "La fame continua ad essere una realtà giornaliera per 852 milioni di persone mentre trilioni di dollari vengono spesi per armi che uccideranno gli affamati, non gli affamatori. Il servizio del debito pagato nel 2004 era cinque volte ciò che il Sud ha ricevuto come aiuti ufficiali allo sviluppo e 13 milioni di bambini continuano a morire ogni anno per malattie evitabili, mentre altri trilioni di dollari vengono sprecati in pubblicità che intorpidisce la mente".

Naturalmente la miseria alimenta la resistenza tra gli sfruttati, che è il motivo per il quale gli USA mantengono 120 basi militari in paesi di tutto il mondo. Lo scrittore USA Thomas Friedman, un deciso sostenitore dell'imperialismo USA, ha spiegato il collegamento tra le politiche economiche di libero mercato ed il militarismo nel suo libro del 1999 The Lexus and the Olive Tree: "La mano nascosta del mercato non funzionerà mai senza il pugno nascosto. La McDonald’s non può prosperare senza la McDonnell-Douglas, la progettista dell'F-15, ed il pugno nascosto che mantiene sicuro il mondo perché le tecnologie di Silicon Valley possano prosperare si chiama esercito, aviazione, marina e marines USA". I paesi del terzo mondo posseggono risorse naturali che possono essere sfruttate o infrastrutture pubbliche che possono essere svendute a società private devono seguire il copione o rischiare un attacco militare.

L'invasione dell'Iraq, alla quale qualcuno si riferisce come "globalizzazione sulla punta del fucile", è l'esempio più chiaro della brutale natura del sistema capitalista: si stima che più di 100.000 iracheni siano morti come risultato della guerra e dell'invasione guidate dagli USA. Nella loro corsa per assicurarsi la fornitura petrolifera dell'Iraq ed avere un avamposto di controllo nello strategicamente importante Medio Oriente, gli USA hanno usato la violenza estrema ed hanno dimostrato un totale disprezzo per la vita umana.

La tortura dei detenuti è assai diffusa ed in gennaio i documenti militari USA hanno rivelato che le mogli di sospetti combattenti della resistenza sono state rapite ed imprigionate nel tentativo di fare pressione sui loro mariti perché si consegnassero alle forze di occupazione. Se qualcuno ancora cerca in Iraq le armi di distruzione di massa, basta che guardi a Fallujah, dove una indagine irachena ha rivelato che le armi chimiche, compreso il fosforo bianco, siano state utilizzate dalle forze USA contro i civili.

Comunque, il popolo iracheno non sarà sottomesso e continuerà ad utilizzare le dimostrazioni, la disobbedienza civile e la resistenza armata per combattere per il proprio diritto all'autodeterminazione. Negli USA, il crescente numero di vittime USA in Iraq (ora più di 2.000) e la percezione che la guerra non si può vincere alimentano il movimento per portare a casa le truppe. In tutto il mondo, i popoli resistono alla forza dell'imperialismo, da nessuna parte più efficacemente che nel "cortile" di Washington, l'America Latina.

Il paesi si stanno svegliando uno dopo l'altro, stanno lottando per scrollarsi via l'eredità di povertà e dipendenza e per costruire una società nuova. Cuba, il Venezuela ed ora potenzialmente la Bolivia guidano questo sforzo per unificare l'America Latina in una alleanza anti-imperialista basata sulla solidarietà. In Venezuela, i poveri guidano la rivoluzione bolivariana, che sta dando potere reale al popolo e migliorando drammaticamente la qualità della vita per milioni di persone. L'educazione gratuita (compresi i trasporti gratuiti, due pasti gratuiti al giorno e libri gratis), sanità gratuita e cibo gratis per i poveri sono stati tutti introdotti e l'analfabetismo è stato eliminato.

I successi di questo processo rivoluzionario stanno ispirando ai popoli di tutto il mondo che può essere costruita una alternativa al sistema capitalista, una società costruita sui principi della solidarietà umana e della cooperazione anziché sul consumismo e sullo sfruttamento. Uno slogan popolare tra i giovani rivoluzionari in Venezuela è: "Un mondo migliore è possibile, se è socialista!"

Mentre avanziamo sempre di più verso una catastrofe sociale ed ambientale, la lotta per rompere con il sistema del capitalismo e costruire una società democratica e socialista, dove le decisioni sono prese dalla maggioranza negli interessi di tutto il popolo anziché da una piccola elite senza nessuna visione del futuro, diventa ogni giorno più pressante.

Da Green Left Weekly, 8 febbraio 2006.