Le politiche imperialiste provocano

fame su scala mondiale

di Deirdre Griswold

24 aprile 2008

 

Quando la gente affamata si ribella nelle strade per l'elevato costo del cibo, è soltanto perché ha tentato ogni altro modo per nutrire la propria famiglia—e non è risultato niente.

Questo è ciò che ora sta avvenendo in giro per il mondo—in così tanti paesi che quelli le cui politiche economiche hanno provocato questa situazione sono veramente allarmati. Quando il problema era soltanto la fame, era molto, molto modesto nella loro agenda. Ma ora che il problema viene visto come uno di "instabilità sociale", le enormi società transnazionali che controllano il mercato mondiale sanno che la loro "ultima linea" potrebbe essere duramente colpita.

Il Programma Mondiale Alimentare dell'ONU a metà aprile ha pubblicato un rapporto che stima che 800 milioni di persone ogni giorno da ogni parte del mondo soffrono la fame e la denutrizione è dilagante. Molte spiegazioni vengono date del perché, improvvisamente, così tante persone sono in una terribile situazione di "insicurezza alimentare" dopo così tante promesse che la "rivoluzione verde" spinta dall'agrobusiness avrebbe posto fine per sempre alla fame mondiale.

Alcuni rilevano che una enorme e crescente area di ricche terre fertili per colture ora produce raccolti per biocarburante—in altre parole, per alimentare automobili, autobus e camion invece che nutrire la gente. Altri dicono che è perché la popolazione della terra sta diventando troppo grande.

Comunque, lo stesso rapporto WFP dice che la produzione di cibo cresce assieme alla popolazione e che al mondo viene coltivato sufficiente cibo per nutrire tutti. Nondimeno centinaia di milioni semplicemente non possono permettersi di mangiare.

Vi è stato qualche preavviso che stava arrivando una crisi come questa?

Assolutamente. Infatti, le persone che studiano la produzione alimentare nel mondo in via di sviluppo letteralmente supplicano i paesi imperialisti ricchi—specialmente gli USA—di cambiare le loro politiche.

Per esempio, già nel 1999 Sophia Murphy dell'Istituto per la politica agricola e commerciale scrisse un articolo su "L'OMC, la deregolamentazione agricola e la sicurezza alimentare" nel quale concludeva che "Quelli che sono di fronte alla fame persistente al mondo non hanno il denaro per esercitare la domanda effettiva in un 'libero' mercato. ... Nessuno ha bisogno di diventare affamato—ogni persona che lo fa è vittima di scelte politiche consapevoli e di fallimenti della politica".

Ciò a cui Murphy ed altri che lavorano in diverse organizzazioni che tentano di mitigare gli effetti del "libero mercato" si riferiscono sono i Programmi di Aggiustamento Strutturale (SAP) imposti ai paesi poveri dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale e dall'Organizzazione Mondiale del Commercio. Queste istituzioni sono controllate dalle banche e dalle società nei paesi imperialisti ricchi e fanno ciò che per loro è migliore, anche se la loro missione dichiarata è di aiutare lo sviluppo dei paesi più poveri prestando loro denaro—ad interesse, naturalmente.

E' una misura dell'enorme ingiustizia incorporata negli accordi internazionali che proprio i paesi saccheggiati delle loro risorse durante secoli di colonialismo sono ora nella categoria delle "nazioni debitrici". Sono oberate di debiti e sono state costrette da queste istituzioni imperialiste internazionali ad accettare i più onerosi "aggiustamenti" alle loro economie appunto per essere in grado di partecipare in qualsiasi commercio o mercato.

Infatti, in questa epoca di neocolonialismo, sono le banche e le società transnazionali che tengono asservito il popolo delle nazioni oppresse. Questo ordinamento per gli sfruttatori è solitamente più soddisfacente del dominio diretto, sebbene ora gli USA stiano tentando di riconquistare alla vecchia maniera coloniale paesi come l'Iraq che esercitavano qualche vera sovranità.

I SAP furono sospinti sui paesi più poveri del mondo a cominciare dagli anni '80. Quello era un periodo quando il vigore dei movimenti di liberazione nazionale del Terzo Mondo declinava, assieme agli aiuti che erano stati dati ai paesi in via di sviluppo dall'Unione Sovietica e dalla Cina, i cui impegni socialisti erano stati logorati dagli inesorabili pressioni e costi della Guerra Fredda.

Nei SAP vi erano due punti focali principali: privatizzazione e deregolamentazione.

Per continuare ad ottenere prestiti di modo che potessero pagare il loro "debito" ed ottimisticamente rimanere con qualcosa, i paesi poveri dovettero svendere ciò che era appartenuto allo stato: risorse naturali, aeroporti, terra, perfino l'acqua.

Dovettero anche porre fine alle tariffe di importazione che proteggevano i loro agricoltori contro l'afflusso di prodotti agricoli a basso prezzo—specialmente prodotti dagli USA, dove i cereali in particolare possono essere coltivati molto a buon mercato a causa della terra abbondante e della moderna tecnologia.

Per esempio, in Messico l'inondazione di grano a basso prezzo dopo l'attuazione del NAFTA ha rovinato milioni di piccoli agricoltori, molti dei quali hanno perduto le loro terre e devono emigrare negli USA per procurarsi lavoro.

In conformità ai SAP, i paesi hanno anche dovuto eliminare i sussidi ed i controlli dei prezzi che contribuivano a mantenere il cibo accessibile per la gente.

I banchieri imperialisti hanno imposto tutto questo ai paesi in via di sviluppo per spremere da loro ancora più smisurati profitti e per impadronirsi delle redini delle loro economie. Il risultato è stato che, dove una volta questi paesi erano abbastanza autosufficienti per il cibo, gran parte del loro terreno agricolo ora è stato preso dalle società transnazionali, che producono raccolti da denaro per l'esportazione.

Fiori, olio di palma per biocarburante, bestiame per le enormi catene di hamburger, frutta costosa ed ortaggi per l'esportazione per tutto l'anno ai più freddi e più opulenti paesi del Nord prendono il posto dei raccolti indigeni che hanno fornito una dieta bilanciata per la maggior parte della gente.

I programmi di aggiustamento strutturale hanno distrutto completamente la sovranità di quei paesi attirati nella loro ragnatela. Le decisioni economiche non vengono prese all'interno del paese, come dicono i militari, ma nelle sale dei CdA di Wall Street e nei loro equivalenti europei e giapponesi.

Senza dubbio vi saranno molti altri studi che dimostrano quanto crudele ed insostenibile sia il nuovo ordine mondiale creato dalla globalizzazione imperialista. Ciò che porrà fine a questo incubo è comunque l'azione rivoluzionaria delle masse popolari. Le ribellioni per il cibo sono un segnale della loro disperazione ma anche della loro speranza e fiducia nel loro potere.


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