Gli impoveriti e gli oppressi guardano al Venezuela

Stuart Munckton

12 aprile 2007

 

"Come è accaduto che il presidente del Venezuela si sia spinto ad aiutare la gente povera ed indigena degli Stati Uniti?", si è chiesto Tim Giago in un articolo su Indianz.com il 19 marzo. Si riferiva alla fornitura di gasolio da riscaldamento a basso prezzo ai poveri degli USA, incluse numerose tribù di nativi americani, da parte del governo del presidente socialista del Venezuela, Hugo Chavez.

L'articolo spiegava come un gruppo di senatori USA si era appellato a delle società petrolifere per assistere le famiglie a basso reddito di fronte a prezzi del petrolio record. "La maggior parte delle principali società petrolifere venivano fuori da profitti scandalosi a causa del netto aumento dei costi del carburante". "Solamente una società ha badato all'appello", ha spiegato Giago — la Citgo, affiliata USA della società petrolifera statale del Venezuela.

L'articolo di Giago era una risposta alle critiche lanciate contro le tribù che hanno accettato l'offerta di gasolio scontato della Citgo sulla base che Chavez è un critico esplicito del governo USA. Una campagna anti-Chavez è stata condotta dai media corporativi USA e dai politici di destra dopo che lo scorso settembre all'ONU Chavez aveva scherzato su Bush come "il diavolo", dopo averlo ripetutamente condannato come criminale di guerra.

Mentre si attaccavano al commento sul "diavolo" nel tentativo di dipingere Chavez come "antiamericano", i media trascuravano di riferire che, mentre criticava aspramente le guerre guidate dagli USA in Afghanistan ed Iraq, Chavez elogiava il popolo degli USA, sostenendo che "Se camminiamo nelle vie del Bronx, se camminiamo per le strade di New York, Washington, San Diego, della California, di qualsiasi città... e chiediamo alla gente per la strada il popolo degli USA vuole la pace".

Facendo notare che i programmi di assistenza energetica per quelli a basso reddito del governo federale USA e di quello statale negli ultimi anni sono stati tagliati lasciando "molta gente indigena in una situazione disperata", Giago ha sostenuto che "Quando si parla di una questione di sopravvivenza, gli indiani ed altra gente impoverita contattano qualsiasi aiuto disponibile". Notando che "le grandi società petrolifere come la Exxon avevano mietuto più profitti lo scorso anno che in ogni altro periodo della loro storia", Giago ha scritto che "Se le società petrolifere profittatrici di questo paese avessero fatto un passo avanti quando invocate, per Chavez e la Citgo non vi sarebbe stata nessuna ragione di farsi avanti. Vi è molto rispetto tra le nazioni indiane di questo paese per il presidente Chavez".

L'esempio dei cambiamenti rivoluzionari in Venezuela, una nazione impoverita del terzo mondo, è ispiratore per coloro che soffrono dell'oppressione all'interno della nazione più ricca del mondo. Il 9 aprile il South Florida Sun-Sentinel riportava che, mentre l'opposizione venezuelana accusa Chavez di "distruggere l'economia del loro paese e di ridurre i diritti individuali, invece influenti intellettuali neri negli Stati Uniti vedono un leader latino-americano che parla a favore dei neri". (il giornale si riferisce all'opposizione come "maggioranza dei venezuelani", trascurando di menzionare che l'opposizione, basata sulle classi medie ed elevate, è sostenuta solamente da una minoranza dei venezuelani - Chavez ha vinto le ultime elezioni presidenziali con il più alto numero di voti nella storia venezuelana).

Il Sun-Sentinel riferiva che l'organizzazione afro-americana TransAfrica Forum di Washington ha organizzato dei viaggi per visitare il Venezuela e vedere direttamente il processo di trasformazione modellato dalla Rivoluzione Bolivariana guidata dal governo di Chavez ed anche per costruire dei collegamenti con il movimento afro-venezuelano in crescita. Il giornale citava l'editore di origine giamaicana Rovan Locke commenta re che "I neri qui [negli USA] e terzo mondo vedono [Chavez] come qualcuno che si interessa a loro".

Un articolo dell'ambasciatore del Venezuela negli USA, Bernardo Alvarez, pubblicato il 5 aprile su Venezuelanalysis.com, spiega che, da quando è iniziato nel 2006 il programma del gasolio da riscaldamento a basso prezzo, il Venezuela ha "consegnato gasolio scontato a quasi 500.000 famiglie in 16 stati ed in 173 tribù di nativi americani e ha pure mandato un carico addizionale di 2,5 milioni di barili di benzina dopo il disastro dell'uragano Katrina".

Alvarez ha spiegato che tali misure sono parte della "rivoluzione democratica" del Venezuela che sta cercando di creare un nuovo sistema fondato sulla giustizia sociale, descritto come "socialismo del 21° secolo". Come risultato delle politiche interne a favore dei poveri del Venezuela, "secondo la Banca Mondiale, la povertà è caduta dal 40% nel 2005 al 30% nel 2006".

I media corporativi tendono a concentrarsi in modo opprimente sul ruolo di Chavez, comunque il processo rivoluzionario in Venezuela si basa direttamente sul coinvolgimento di massa della maggioranza povera ed uno degli aspetti più importanti è stata l'azione di costruire una democrazia diretta e partecipativa. Le istituzioni più significative a venire promosse per costruire il potere popolare sono i Consigli Comunali, organismi della società a livello locale basati su non più di 400 famiglie che esercitano il controllo diretto sui loro quartieri ed amministrano i programmi contro la povertà del governo.

Un articolo del 2 marzo pubblicato sul sito web del Comitato Organizzativo del Popolo, un gruppo locale di base che organizza i poveri di New Orleans colpiti nel 2005 dall'uragano Katrina, intitolato "Il Consiglio di Sopravvivenza di New Orleans si rivolge al Venezuela per appoggio", riferiva di "un viaggio veramente ispiratore e che cambia la vita" in Venezuela da parte di attivisti afro-americani. La delegazione di sei persone ha incontrato diversi Consigli Comunali, che stanno stimolando il tentativo di costruire "consigli di sopravvivenza" tra i poveri per risolvere i tremendi problemi che hanno affrontato in seguito a Katrina.

I partecipanti al viaggio sono rimasti "sbalorditi dall'incontrare delle persone che avevano nei loro cuori una tale solidarietà per i poveri ed i lavoratori neri di New Orleans, degli USA ed in tutto il mondo".

In un appello di emergenza per assistenza al Venezuela, la delegazione ha spiegato che "veniamo a voi come gente che è stata abbandonata dal governo del suo paese". La dichiarazione ha fatto notare che, quando l'uragano ha colpito, "I più poveri e dalla pelle scura della classe lavoratrice sono stati lasciati morire, più di 6.000 tra noi". L'appello descrive come il governo degli USA non abbia ricostruito i quartieri poveri distrutti dall'uragano, con decine di migliaia di persone "che vivono in campi di roulotte che sono come campi di concentramento". L'appello dichiarava pure che il governo "non ha nemmeno costruito degli argini attorno [ai quartieri poveri] che tratterrebbero l'acqua nel prossimo uragano".

L'appello chiede ai Consigli Comunali, insieme al governo venezuelano, di mettere a disposizione 25 attivisti che operino a New Orleans per collaborare ad organizzare i poveri e per sovvenzionare 25 attivisti di New Orleans che visitino il Venezuela per studiare i Consigli Comunali. Domanda anche delle risorse per aiutare a costruire un argine dimostrativo per fare pressione sul governo perché costruisca degli argini ed anche "risorse per aiutare la nostra gente a riprendersi le comunità di case popolari e fornire fonti di energia alternative per la nostra gente che sta ritornando, perché il governo degli USA si è rifiutato di riaprire queste comunità e di fornire riscaldamento [e] luce".

L'articolo riferiva che, come risultato dell'appello, una delegazione del Venezuela andrà a New Orleans per esaminare che assistenza possa essere fornita ed anche la possibilità di "stabilire rapporti di gemellaggio tra i Consigli Comunali di Caracas ed il Consiglio dei Sopravvissuti di New Orleans".


Da: International News, Green Left Weekly numero #
706 18 aprile 2007.