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La subdola relazione tra Washington e l'ISIS: le prove

di Prof. Tim Anderson

Global Research, 3 settembre 2015

Prima pubblicazione: marzo  2015

 

 

I rapporti che degli aeroplani USA e britannici che portavano armi all'ISIS sono stati abbattuti dalle forze irachene hanno incontrato emozione e smentite nei paesi occidentali. Pochi in Medio Oriente dubitano che Washington stia facendo il "doppio gioco" con i suoi eserciti per procura in Siria, ma alcuni miti chiave restano importanti tra il pubblico occidentale significativamente più ignorante.

Un mito fondamentale è che ora Washington armi i 'ribelli moderati siriani"', sia per rovesciare il governo siriano che per sconfiggere i 'ribelli estremisti'. Questa pretesa è diventata più importante nel 2014, quando il fondamento logico dell'aggressione degli USA alla Siria è cambiato da 'intervento umanitario' al rinnovo della 'guerra al terrore' di Bush.

Una distinta controversia è se i gruppi stile al Qaeda (specialmente Jabhat al Nusra ed ISIS) siano stati generati come una sorta di reazione organica ai ripetuti interventi degli USA oppure se siano in realtà degli agenti pagati di Washington.

Certamente dei capi importanti dell'ISIS sono stati detenuti in prigioni USA. Viene detto che il leader dell'ISIS, Ibrahim al-Badri (noto anche come Abu Bakr al-Baghdadi) sia stato detenuto per un periodo tra uno e due anni a Camp Bucca in Iraq. Nel 2006, come al-Baghdadi ed altri sono stati liberati, l'amministrazione Bush ha annunciato il suo piano per un 'Nuovo Medio Oriente', un piano che impiegherebbe la violenza settaria come parte di un processo di 'distruzione creativa' nella regione.

Secondo un articolo di Seymour Hersh del 2007, ‘The Redirection’, gli USA farebbero uso di 'stati sunniti moderati', non ultimo i sauditi, per 'contenere' le conquiste sciite in Iraq provocate dall'invasione USA del 2003. Queste 'forze moderate' sunnite eseguirebbero delle operazioni clandestine per indebolire l'Iran and Hezbollah, nemici chiave di Israele. Ciò ha portato più vicini sauditi ed israeliani, poiché entrambe temono l'Iran.

Mentre vi sono state affermazioni che il 'califfo' dell'ISIS al-Baghdadi sia un agente addestrato dalla CIA o dal Mossad, queste non sono state ancora convalidate. Vi è certamente del terreno per sospetti, ma una prova indipendente è importante, nel contesto di una presunta guerra degli USA all'ISIS. Così quale è la prova più lampante dei collegamenti nascosti di Washington con l'ISIS?

Non meno sono le ammissioni di ufficiali superiori USA che degli alleati chiave sostengono il gruppo estremista. Nel settembre 2014, il generale Martin Dempsey, capo delle forze armate USA, ha raccontato ad una udienza del Congresso: 'Conosco importanti alleati arabi che finanziano l'ISIS'. Il senatore Lindsey Graham, della Commissione Servizi Armati, ha risposto con una giustificazione: 'Lo finanziano perché l'Esercito Libero Siriano non poteva combattere contro il presidente siriano Assad, stavano cercando di battere Assad'.

Il mese successivo, il vicepresidente degli USA Joe Biden è andato un passo oltre, spiegando che Turchia, Qatar, UAE ed Arabia Saudita 'erano così determinati a tirare giù Assad ... che hanno versato centinaia di milioni di dollari e decine, migliaia di tonnellate di armi in chiunque avesse combattuto contro Assad ... inclusi al Nusra ed al Qaeda ed elementi estremisti dei jihadisti provenienti da altre parti del mondo ... e poi questo gruppo chiamato ISIL'. Le ammissioni di Biden cercavano di esentare gli USA da questa operazione, come se Washington fosse innocente di operazioni prolungate attuate dai suoi alleati chiave. Questo semplicemente non è credibile.

La relazione di Washington con i sauditi, come divisiva forza settaria nella regione, in particolare contro il nazionalismo arabo, risale agli anni '50, quando Winston Churchill presentò il re saudita al presidente Eisenhower. A quel tempo Washington voleva collocare il re saudita come rivale del presidente Nasser dell'Egitto. Più di recente, il generale britannico Jonathan Shaw ha riconosciuto il contributo dell'Arabia Saudita all'ideologia estremista. 'Questa è una bomba ad orologeria, che, sotto l'apparenza dell'istruzione, il wahhabismo saudita sta realmente accendendo sotto il mondo. Ed è finanziata dal denaro saudita e del Qatar', ha riconosciuto Shaw.

Altre prove indeboliscono i tentativi occidentali di mantenere una distinzione tra i 'ribelli moderati' ora apertamente armati ed addestrati dagli USA, ed i gruppi estremisti Jabhat al Nusra ed ISIS. Mentre vi è stata davvero qualche rivalità (enfatizzata dall'Osservatorio Siriano sui Diritti Umani con sede a Londra, allineato alla Fratellanza Musulmana), l'assenza di una reale differenza ideologica è meglio dimostrata dalla cooperazione e dalle fusioni di gruppi.

Mentre l'ISIS è arrivato dall'Iraq nel 2013, le sue basi siriane sono rimaste generalmente nella parte estremo orientale della Siria. Tuttavia, Jabhat al Nusra (la branca ufficiale di al Qaeda in Siria, dalla quale l'ISIS si è diviso) collabora con i gruppi islamisti della Siria occidentale da diversi anni. Lo slogan genocida degli islamisti siriani, 'I cristiani a Beirut e gli alawiti alla tomba', riportato molte volte nel 2011 dalla Brigata Farouk, si adatta bene ai gruppi di al Qaeda. Farouk (una volta il maggiore gruppo dell''Esercito Libero Siriano') ha realmente ucciso e compiuto la pulizia etnica di molti cristiani ed alawiti.

La cooperazione a lungo termine tra questi 'ribelli moderati' e Jabhat al-Nusra guidata da stranieri si è vista attorno a Deraa nel sud, a Homs-Idlib, lungo la frontiera turca e dentro ed attorno Aleppo. Effettivamente le parole Jabhat al Nusra significano 'fronte di sostegno', vale a dire, sostegno dei ribelli islamisti siriani. Già nel dicembre 2012, mentre Jabhat al Nusra è stata bandita in vari paesi, 29 di questi gruppi hanno ricambiato la solidarietà nella loro dichiarazione 'Siamo tutti Jabhat al Nusra'.

Dopo il crollo dei gruppi dell''Esercito Libero Siriano', la cooperazione tra al Nusra ed i più nuovi gruppi sostenuti da USA e sauditi (Dawud, il Fronte Islamico, il Fronte Rivoluzionario Siriano e Harakat Hazm) hanno contribuito ad attirare l'attenzione sull'appoggio di Israele ad al Nusra, attorno alle Alture del Golan occupate. Dal 2013 vi sono stati molti rapporti di combattenti 'ribelli', compresi quelli di al Nusra, che vengono curati in ospedali siriani. Il primo ministro Netanyahu ha persino pubblicizzato la sua visita a 'ribelli' feriti agli inizi del 2014. Questo ha portato ad un 'grazie' pubblico da un capo 'ribelle' basato in Turchia, Mohammed Badie (febbraio 2014).

La forza ONU per il mantenimento della pace basata nel Golan occupato ha riferito le sue osservazioni delle Forze di Difesa d'Israele che 'interagiscono con' i combattenti di al Nusra alla frontiera. Allo stesso tempo, sono state trovate armi israeliane con i gruppi estremisti, sia in Siria che in Iraq. Nel novembre 2014 dei membri della minoranza drusa del Golan hanno protestato contro l'appoggio ospedaliero di Israele per i combattenti di al Nusra e dell'ISIS. Questo ha a sua volta portato a domande da parte dei media israeliani, riguardo a se 'di fatto, Israele ricovera in ospedale membri di al-Nusra e del Daesh [ISIS]‘. La risposta di un portavoce delle forze armate non è stata per nulla una smentita: 'Nei due anni passati le Forze di Difesa d'Israele sono state impegnate in aiuto umanitario, per salvare vite di siriani feriti, senza tener conto della loro identità'.

La distinzione artificiale tra gruppi 'ribelli' ed 'estremisti' viene deriso da molteplici rapporti di defezioni e trasferimento di armi su vasta scala. Nel luglio 2014 un migliaio di uomini armati della Brigata Dawud a Raqqa ha disertato per l'ISIS. In novembre sono state riportate defezioni per Jabhat al Nusra dal Fronte Rivoluzionario Siriano. In dicembre, Adib Al-Shishakli, rappresentante al Consiglio di Cooperazione del Golfo dell'esule 'Coalizione Nazionale Siriana', ha affermato che i 'combattenti dell'opposizione' stavano 'unendosi in modo crescente' all'ISIS per 'ragioni finanziarie'. Nello stesso mese, è stato riferito che i 'ribelli' della zona del Golan appoggiati da Israele disertavano per l'ISIS, che ormai iniziava a stabilire una presenza nell'estremo sud della Siria. Quindi, agli inizi del 2015, tremila 'ribelli moderati' dell''‘Harakat Hazzm’ appoggiato dagli USA sono ripiegati in Jabhat al Nusra, portando con loro una grande scorta di armi, incluse armi anticarro.

L'ISIS aveva già con altri mezzi armi USA, sia in Iraq che in Siria, come riportato in luglio, settembre ed ottobre 2014. A quell'epoca è stato riferito di un 'patto di non aggressione' nell'area meridionale di Hajar al-Aswad tra 'ribelli moderati' ed ISIS, poiché entrambe riconoscevano in Siria un nemico comune: 'il regime Nussayri', un modo settario di riferirsi a  musulmani presumibilmente eretici. Alcuni hanno riferito che l'ISIS aveva acquistato armi dai 'ribelli'.

Nel dicembre 2014 vi sono stati rapporti sui media occidentali della fornitura segreta degli USA dalla Libia di armi pesanti ai 'ribelli siriani' e di Jabhat al-Nusra che riceveva armi anticarro che erano state fornite a Harakat Hazm. Dei video pubblicato da al-Nusra mostravano che queste armi venivano utilizzate per prendere il controllo di basi militari siriane, Wadi Deif e Hamidiyeh, nella provincia di Idlib.

Con i 'principali alleati arabi' che appoggiano l'ISIS e la solida collaborazione tra i 'ribelli moderati' armati dagli USA e l'ISIS non è un eccesso logico supporre che i voli della 'coalizione' verso le zone dell'ISIS (presumibilmente per 'degradare' gli estremisti) possano essere diventate delle linee di rifornimento clandestine. Ciò è precisamente quanto hanno iniziato a dichiarare autorevoli fonti irachene alla fine del 2014 ed agli inizi del 2015.

Per esempio, come riferito sia dai media iracheni che iraniani, in gennaio il deputato iracheno Majid al-Ghraoui ha dichiarato che 'un aereo americano ha lanciato un carico di armi ed equipaggiamento ai militanti del gruppo ISIS nell'area di al-Dour nella provincia di Salahuddin’. Sono state pubblicate fotografie dell'ISIS che ricuperava le armi. Gli USA hanno ammesso la presa ma hanno dichiarato che è stato un 'errore'. In febbraio il deputato iracheno Hakem al-Zameli ha dichiarato che l'esercito iracheno aveva abbattuto due aeroplani britannici che portavano armi all'ISIS nella provincia di al-Anbar. Nuovamente sono state pubblicate le fotografie degli aerei distrutti. 'Abbiamo scoperto armi fabbricate negli USA, in paesi europei ed in Israele nelle zone liberate dal controllo dell'ISIL nella regione di Al-Baqdadi', ha dichiarato al-Zameli.

Il sito web di notizie Al-Ahad ha citato il capo del Consiglio Provinciale di Al-Anbar, Khalaf Tarmouz, che ha dichiarato che un aereo degli USA ha rifornito l'organizzazione terrorista ISIL di armi e munizioni nella provincia di Salahuddin. Inoltre in febbraio una milizia irachena chiamata Al-Hashad Al-Shabi ha sostenuto di avere abbattuto un elicottero dell'esercito USA che portava armi per l'ISIL nelle parti occidentali della regione di  Al-Baqdadi nella provincia di Al-Anbar. Di nuovo, sono state pubblicate le fotografie. Dopo questo, è stato riferito che le forze antiterrorismo irachene hanno arrestato 'quattro stranieri che erano impiegati come consiglieri militari dei combattenti dell'ISIL', tre dei quali erano americani ed israeliani. Finora i media occidentali hanno evitato completamente queste storie; sono molto dannose alla più ampia narrativa occidentale.

In Libia, un collaboratore chiave degli USA nel rovesciamento del governo Gheddafi  si è annunciato il da poco dichiarato capo dello 'Stato Islamico' in nord Africa. Abdel Hakim Belhaj è stato detenuto per diversi anni nelle prigioni USA, quindi 'reso' alla Libia di Gheddafi, dove era ricercato per atti terroristici. Come ex capo del Gruppo Combattente Islamico Libico collegato ad al-Qaeda, poi del gruppo 'Alba Libica' con base a Tripoli, Belhaj è stato difeso da Washington e lodato dai congressisti USA John McCain e Lindsey Graham.

Sono in moto alcune immagini che addolciscono i gruppi di al Qaeda. Viene riportato che Jabhat al-Nusra stia considerando di tagliare i legami con al Qaeda, per aiutare lo sponsor Qatar ad incrementare i finanziamenti. La rivista di Washington Foreign Affairs ha persino pubblicato un'indagine che afferma che i combattenti dell'ISIS sono 'sorprendentemente sostenitori della democrazia'. Dopo tutti i ben pubblicati massacri questo manca di credibilità.

L'esercito siriano sta gradualmente bonificando Aleppo, nonostante le ostili linee di rifornimento dalla Turchia, e la Siria meridionale, di fronte al sostegno di Giordania ed Israele ai gruppi settari. La frontiera con il Libano è in gran parte sotto il controllo dell'esercito siriano e di Hezbollah. Nell'est, l'esercito siriano ed i suoi alleati locali controllano la maggior parte di Hasaka e di Deir e-Zour, con una campagna finale contro Raqqa ancora da venire. Il tentativo di NATO-GCC di rovesciare il governo siriano è fallito.

Tuttavia persiste la destabilizzazione violenta. Le prove della relazione nascosta tra Washington ed ISIS sono sostanziose ed aiutano a spiegare quello che il vice ministro degli esteri siriano Fayssal Mikdad chiama la 'guerra cosmetica' di Washington. Il gruppo estremista è un appiglio che Washington mantiene nella regione, indebolendo entrambe Siria ed Iraq. La sua 'guerra' all'ISIS è inefficace. Gli studi del Jane’s Terrorism and Insurgent database dimostrano che gli attacchi e le uccisioni dell'ISIS in Iraq sono  aumentati fortemente dopo che sono iniziati gli attacchi aerei degli USA. Il principale combattimento sul terreno è stato attuato dall'esercito siriano e, più di recente, dalle forze armate irachene con il sostegno iraniano.

Tutto ciò è stato riportato in modo perverso sui media occidentali. Gli stessi canali che celebrano l'uccisione di soldati siriani  da parte dell'ISIS sostengono pure che l'esercito siriano 'non sta combattendo l'ISIS'. Questa presunta 'riluttanza' è stata parte della giustificazione per i bombardamenti USA all'interno della Siria. Mentre è certamente il caso che le priorità siriane siano rimaste nell'ovest densamente popolato, i rapporti dei media locali chiariscono che, almeno dall'inizio del 2014, l'Esercito Arabo Siriano è stato la principale forza impegnata contro l'ISIS a Hasaka, Raqqa e Deir eZour. Un rapporto Reuters del marzo 2015 ammette che recentemente l'esercito siriano ha ucciso due comandanti dell'ISIS (compreso Deeb Hedjian al-Otaibi) assieme a 24 combattenti a Hamadi Omar.

Una più stretta collaborazione tra Iran, Iraq, Siria e Hezbollah del Libano è un anatema per Israele, sauditi e Washington, tuttavia sta avvenendo. Questa non è una divisione settaria ma piuttosto basata su alcuni chiari interessi reciproci, non ultimo mettere fine al terrorismo settario (takfiri).

E' stato soltanto logico che, nella recente offensiva dei militari iracheni nella zona di Tirkit tenuta dall'ISIS, i militari iraniani emergessero come partner principale dell'Iraq. Washington è stata messa ai margini, causando costernazione nei media USA. Il generale Qasem Suleimani, capo della Forza Quds dell'Iran, è l'attore principale dell'operazione di Tirkit. Un decennio dopo i piani di 'distruzione creativa' di Washington, progettati per ridurre l'influenza iraniana in Iraq, un articolo sulla rivista Foreign Policy si rammarica che l'influenza iraniana sia 'al suo punto più alto in quasi quattro secoli'.

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Riferimenti selezionati

Mahdi Darius Nazemroaya (2006) Plans for Redrawing the Middle East: The Project for a ‘New Middle East’

http://www.globalresearch.ca/plans-for-redrawing-the-middle-east-the-project-for-a-new-middle-east/3882

Seymour Hersh (2007) The Redirection

http://www.newyorker.com/magazine/2007/03/05/the-redirection

Al Akhbar (2011) Syria: What Kind of Revolution?

http://english.al-akhbar.com/node/540

The New Yorker (2013) Syrian Opposition Groups Stop Pretending

http://www.newyorker.com/news/news-desk/syrian-opposition-groups-stop-pretending

RT (2014) Anyone but US! Biden blames allies for ISIS rise

https://www.youtube.com/watch?v=11l8nLZNPSY

Iraqi News (2015) American aircraft dropped weapons to ISIS, says MP

http://www.iraqinews.com/iraq-war/american-aircraft-airdropped-weapons-to-isis-says-mp/

Washington Post (2015) Syrian rebel group that got U.S. aid dissolves

http://www.washingtonpost.com/world/syrian-fighter-group-that-got-us-missiles-dissolves-after-major-defeat/2015/03/01/286fa934-c048-11e4-a188-8e4971d37a8d_story.html

David Kenner (2015) For God and Country, and Iran, Foreign Policy

http://foreignpolicy.com/2015/03/05/for-god-and-country-and-iran/

Reuters (2015) Syrian air strike kills two Islamic State commanders

http://www.reuters.com/article/2015/03/07/us-mideast-crisis-syria-islamicstate-idUSKBN0M30F720150307