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I rapporti che degli aeroplani USA e britannici che portavano armi
all'ISIS sono stati abbattuti dalle forze irachene hanno incontrato
emozione e smentite nei paesi occidentali. Pochi in Medio Oriente
dubitano che
Washington stia facendo il "doppio gioco" con i suoi
eserciti per procura in Siria, ma alcuni miti chiave restano importanti
tra il pubblico occidentale significativamente più ignorante.
Un mito fondamentale è che ora
Washington
armi i 'ribelli moderati siriani"',
sia per rovesciare il governo siriano che per sconfiggere i
'ribelli estremisti'. Questa pretesa è diventata più importante nel
2014, quando il fondamento logico dell'aggressione degli USA alla Siria
è cambiato da 'intervento umanitario' al rinnovo della 'guerra al
terrore' di Bush.
Una distinta controversia è se i gruppi stile al Qaeda
(specialmente
Jabhat al Nusra
ed
ISIS)
siano stati generati come una sorta di reazione organica ai
ripetuti interventi degli USA oppure se siano in realtà degli agenti
pagati di
Washington.
Certamente dei capi importanti dell'ISIS sono stati detenuti in
prigioni USA. Viene detto che il leader dell'ISIS,
Ibrahim al-Badri (noto
anche come
Abu Bakr al-Baghdadi) sia stato detenuto per un periodo tra
uno e due anni a
Camp Bucca in Iraq.
Nel 2006,
come
al-Baghdadi
ed altri sono stati liberati, l'amministrazione Bush ha annunciato il
suo piano per un 'Nuovo Medio Oriente', un piano che impiegherebbe la
violenza settaria come parte di un processo di 'distruzione creativa'
nella regione.
Secondo un articolo di
Seymour Hersh
del 2007,
‘The Redirection’,
gli USA farebbero uso di 'stati sunniti moderati', non ultimo i sauditi,
per 'contenere' le conquiste sciite in Iraq
provocate dall'invasione USA del 2003. Queste 'forze moderate'
sunnite eseguirebbero delle operazioni clandestine per indebolire l'Iran
and Hezbollah,
nemici chiave di Israele. Ciò ha portato più vicini sauditi ed
israeliani, poiché entrambe temono l'Iran.
Mentre vi sono state affermazioni che il 'califfo' dell'ISIS
al-Baghdadi
sia un agente addestrato dalla CIA o dal Mossad,
queste non sono state ancora convalidate. Vi è certamente del
terreno per sospetti, ma una prova indipendente è importante, nel
contesto di una presunta guerra degli USA all'ISIS. Così quale è la
prova più lampante dei collegamenti nascosti di
Washington
con l'ISIS?
Non meno sono le ammissioni di ufficiali superiori USA che degli
alleati chiave sostengono il gruppo estremista. Nel settembre 2014, il
generale
Martin Dempsey,
capo delle forze armate USA, ha raccontato ad una udienza del Congresso:
'Conosco importanti alleati arabi che finanziano l'ISIS'. Il senatore
Lindsey Graham,
della Commissione Servizi Armati, ha risposto con una giustificazione:
'Lo finanziano perché l'Esercito Libero Siriano non poteva combattere
contro il presidente siriano Assad, stavano cercando di battere Assad'.
Il mese successivo, il vicepresidente degli USA
Joe Biden
è andato un passo oltre, spiegando che Turchia, Qatar, UAE
ed Arabia Saudita 'erano così determinati a tirare giù Assad ... che
hanno versato centinaia di milioni di dollari e decine, migliaia di
tonnellate di armi in chiunque avesse combattuto contro Assad ...
inclusi
al Nusra
ed
al Qaeda
ed elementi estremisti dei jihadisti provenienti da altre parti del
mondo ... e poi questo gruppo chiamato ISIL'. Le ammissioni di Biden
cercavano di esentare gli USA da questa operazione, come se
Washington
fosse innocente di operazioni prolungate attuate dai suoi alleati
chiave. Questo semplicemente non è credibile.
La relazione di
Washington con i sauditi, come divisiva forza settaria nella
regione, in particolare contro il nazionalismo arabo, risale agli anni
'50, quando
Winston Churchill presentò il re saudita al presidente
Eisenhower.
A quel tempo
Washington voleva collocare il re saudita come rivale del
presidente Nasser dell'Egitto. Più di recente, il generale britannico
Jonathan Shaw
ha riconosciuto il contributo dell'Arabia Saudita
all'ideologia estremista. 'Questa è una bomba ad orologeria, che,
sotto l'apparenza dell'istruzione, il wahhabismo saudita sta
realmente accendendo sotto il mondo. Ed è finanziata dal denaro saudita
e del Qatar', ha riconosciuto Shaw.
Altre prove indeboliscono i tentativi occidentali di mantenere una
distinzione tra i 'ribelli moderati' ora apertamente armati ed
addestrati dagli USA, ed i gruppi estremisti
Jabhat al Nusra
ed ISIS. Mentre vi è stata davvero qualche
rivalità (enfatizzata dall'Osservatorio Siriano sui Diritti Umani con
sede a Londra, allineato alla Fratellanza Musulmana), l'assenza di una
reale differenza ideologica è meglio dimostrata dalla cooperazione e
dalle fusioni di gruppi.
Mentre l'ISIS è arrivato dall'Iraq nel 2013, le sue basi siriane
sono rimaste generalmente nella parte estremo orientale della Siria.
Tuttavia,
Jabhat al
Nusra (la branca ufficiale di al Qaeda in Siria, dalla quale
l'ISIS si è diviso) collabora con i gruppi islamisti della
Siria occidentale da diversi anni. Lo slogan genocida degli islamisti
siriani, 'I cristiani a Beirut e gli alawiti alla tomba', riportato
molte volte nel 2011 dalla Brigata Farouk, si adatta bene ai gruppi di
al Qaeda. Farouk (una volta il maggiore gruppo dell''Esercito Libero
Siriano') ha realmente ucciso e compiuto la pulizia etnica di molti
cristiani ed alawiti.
La cooperazione a lungo termine tra questi 'ribelli moderati' e
Jabhat al-Nusra guidata da stranieri si è vista attorno a Deraa nel
sud, a
Homs-Idlib,
lungo la frontiera turca e dentro ed attorno Aleppo.
Effettivamente le parole
Jabhat al Nusra significano 'fronte di sostegno', vale a
dire, sostegno dei ribelli islamisti siriani. Già nel dicembre 2012,
mentre
Jabhat al Nusra è stata bandita in vari paesi, 29 di questi gruppi
hanno ricambiato la solidarietà nella loro dichiarazione 'Siamo
tutti
Jabhat al Nusra'.
Dopo il crollo dei gruppi
dell''Esercito Libero Siriano', la cooperazione tra al Nusra ed i
più nuovi gruppi sostenuti da USA e sauditi
(Dawud, il Fronte Islamico, il Fronte Rivoluzionario Siriano e
Harakat
Hazm)
hanno contribuito ad attirare l'attenzione
sull'appoggio di Israele ad al Nusra, attorno alle Alture del Golan
occupate. Dal 2013 vi sono stati molti rapporti di combattenti
'ribelli', compresi quelli di al Nusra, che vengono curati
in ospedali siriani. Il primo ministro
Netanyahu ha persino pubblicizzato la sua visita a 'ribelli'
feriti agli inizi del 2014. Questo ha portato ad un 'grazie' pubblico da
un capo 'ribelle' basato in Turchia,
Mohammed Badie (febbraio 2014).
La forza ONU per il mantenimento della pace basata nel Golan
occupato ha riferito le sue osservazioni delle Forze di Difesa d'Israele
che 'interagiscono con' i combattenti di al Nusra alla frontiera. Allo
stesso tempo, sono state trovate armi israeliane con i gruppi
estremisti, sia in Siria che in Iraq. Nel novembre 2014 dei membri della
minoranza drusa del Golan hanno protestato contro l'appoggio ospedaliero
di Israele per i combattenti di al Nusra e dell'ISIS. Questo ha a sua
volta portato a domande da parte dei media israeliani, riguardo a se 'di
fatto, Israele ricovera in ospedale membri di
al-Nusra
e del Daesh [ISIS]‘. La risposta di un portavoce
delle forze armate non è stata per nulla una smentita: 'Nei due anni
passati le
Forze di Difesa d'Israele sono state impegnate in aiuto umanitario,
per salvare vite di siriani feriti, senza tener conto della loro
identità'.
La distinzione artificiale tra gruppi 'ribelli' ed 'estremisti'
viene deriso da molteplici rapporti di defezioni e trasferimento di armi
su vasta scala. Nel luglio 2014 un migliaio di uomini armati della
Brigata Dawud a Raqqa ha disertato per l'ISIS. In novembre sono state
riportate defezioni per
Jabhat al Nusra
dal Fronte Rivoluzionario Siriano. In
dicembre,
Adib Al-Shishakli,
rappresentante al Consiglio di Cooperazione del Golfo
dell'esule 'Coalizione Nazionale Siriana', ha affermato che i
'combattenti dell'opposizione' stavano 'unendosi in modo crescente'
all'ISIS per 'ragioni finanziarie'. Nello stesso mese, è stato riferito
che i 'ribelli' della zona del Golan appoggiati da Israele disertavano
per l'ISIS, che ormai iniziava a stabilire una presenza nell'estremo sud
della Siria. Quindi, agli inizi del 2015, tremila 'ribelli moderati'
dell''‘Harakat Hazzm’ appoggiato dagli USA sono
ripiegati in
Jabhat al Nusra, portando con loro una grande scorta di armi, incluse
armi anticarro.
L'ISIS aveva già con altri mezzi armi USA, sia in Iraq che in
Siria, come riportato in luglio, settembre ed ottobre 2014. A
quell'epoca è stato riferito di un 'patto di non aggressione' nell'area
meridionale di
Hajar al-Aswad tra 'ribelli moderati' ed ISIS, poiché entrambe
riconoscevano in Siria un nemico comune:
'il regime
Nussayri', un modo settario di riferirsi a musulmani
presumibilmente
eretici. Alcuni hanno riferito che l'ISIS aveva acquistato armi dai
'ribelli'.
Nel dicembre 2014 vi sono stati rapporti sui media occidentali
della fornitura segreta degli USA dalla Libia di armi pesanti ai
'ribelli siriani' e di
Jabhat al-Nusra
che riceveva armi anticarro che erano state fornite a
Harakat Hazm. Dei video pubblicato da
al-Nusra mostravano che queste armi
venivano utilizzate per prendere il controllo di basi militari siriane,
Wadi Deif
e Hamidiyeh,
nella provincia di Idlib.
Con i 'principali alleati arabi' che appoggiano l'ISIS e la solida
collaborazione tra i 'ribelli moderati' armati dagli USA e l'ISIS non è
un eccesso logico supporre che i voli della 'coalizione' verso le zone
dell'ISIS (presumibilmente per 'degradare' gli estremisti) possano
essere diventate delle linee di rifornimento clandestine. Ciò è
precisamente quanto hanno iniziato a dichiarare autorevoli fonti
irachene alla fine del 2014 ed agli inizi del 2015.
Per esempio, come riferito sia dai media iracheni che iraniani, in
gennaio il deputato iracheno
Majid al-Ghraoui
ha dichiarato che 'un aereo americano ha lanciato un
carico di armi ed equipaggiamento ai militanti del gruppo ISIS nell'area
di al-Dour nella provincia di
Salahuddin’.
Sono state pubblicate fotografie dell'ISIS che
ricuperava le armi. Gli USA hanno ammesso la presa ma hanno dichiarato
che è stato un 'errore'. In febbraio il deputato iracheno
Hakem
al-Zameli ha dichiarato che l'esercito iracheno aveva abbattuto
due aeroplani britannici che portavano armi all'ISIS nella provincia di
al-Anbar. Nuovamente sono state pubblicate le fotografie degli aerei
distrutti. 'Abbiamo scoperto armi fabbricate negli USA, in paesi europei
ed in Israele nelle zone liberate dal controllo dell'ISIL nella regione
di
Al-Baqdadi', ha dichiarato
al-Zameli.
Il sito web di notizie
Al-Ahad
ha citato il capo del Consiglio Provinciale di
Al-Anbar,
Khalaf Tarmouz, che ha dichiarato che un
aereo degli USA ha rifornito l'organizzazione terrorista ISIL di armi e
munizioni nella provincia di
Salahuddin. Inoltre in febbraio una milizia irachena chiamata
Al-Hashad Al-Shabi ha sostenuto di avere abbattuto un elicottero
dell'esercito USA che portava armi per l'ISIL nelle parti occidentali
della regione di
Al-Baqdadi
nella provincia di Al-Anbar. Di nuovo, sono state pubblicate le fotografie. Dopo
questo, è stato riferito che le forze antiterrorismo irachene hanno
arrestato 'quattro stranieri che erano impiegati come consiglieri
militari dei combattenti dell'ISIL', tre dei quali erano americani ed
israeliani. Finora i media occidentali hanno evitato completamente
queste storie; sono molto dannose alla più ampia narrativa occidentale.
In Libia, un collaboratore chiave degli USA nel rovesciamento del
governo Gheddafi si è annunciato il da poco dichiarato capo dello
'Stato Islamico' in nord Africa.
Abdel Hakim Belhaj è stato detenuto per diversi anni nelle prigioni USA,
quindi
'reso' alla Libia di Gheddafi, dove era ricercato per atti
terroristici. Come ex capo del Gruppo Combattente Islamico Libico
collegato ad al-Qaeda, poi del gruppo 'Alba Libica' con base a Tripoli,
Belhaj è stato difeso da
Washington e lodato dai congressisti USA
John McCain
e Lindsey Graham.
Sono in moto alcune immagini che addolciscono i gruppi di al Qaeda.
Viene riportato che
Jabhat al-Nusra stia considerando di tagliare i legami con al Qaeda,
per aiutare lo sponsor Qatar ad incrementare i
finanziamenti. La rivista di
Washington
Foreign Affairs ha persino pubblicato
un'indagine che afferma che i combattenti dell'ISIS sono
'sorprendentemente sostenitori della democrazia'. Dopo tutti i ben
pubblicati massacri questo manca di credibilità.
L'esercito siriano sta gradualmente bonificando Aleppo, nonostante
le ostili linee di rifornimento dalla Turchia, e la Siria meridionale,
di fronte al sostegno di Giordania ed Israele ai gruppi settari. La
frontiera con il Libano è in gran parte sotto il controllo dell'esercito
siriano e di
Hezbollah. Nell'est, l'esercito siriano ed i suoi alleati locali
controllano la maggior parte di
Hasaka
e di Deir
e-Zour, con una campagna finale contro Raqqa ancora da
venire. Il tentativo di
NATO-GCC di rovesciare il governo siriano è fallito.
Tuttavia persiste la destabilizzazione violenta. Le prove della
relazione nascosta tra
Washington
ed ISIS sono sostanziose ed aiutano a
spiegare quello che il vice ministro degli esteri siriano
Fayssal Mikdad
chiama la 'guerra cosmetica' di
Washington.
Il gruppo estremista è un appiglio che
Washington mantiene nella regione, indebolendo entrambe Siria ed
Iraq. La sua 'guerra' all'ISIS è inefficace.
Gli studi del
Jane’s Terrorism and Insurgent database dimostrano che gli attacchi e le uccisioni dell'ISIS
in Iraq sono aumentati fortemente dopo che sono iniziati gli
attacchi aerei degli USA. Il principale combattimento sul terreno
è stato attuato dall'esercito siriano e, più di recente, dalle
forze armate irachene con il sostegno iraniano.
Tutto ciò è stato riportato in modo perverso sui media occidentali.
Gli stessi canali che celebrano l'uccisione di soldati siriani
da parte dell'ISIS sostengono pure che l'esercito siriano 'non sta
combattendo l'ISIS'. Questa presunta 'riluttanza' è stata parte della
giustificazione per i bombardamenti USA all'interno della Siria. Mentre
è certamente il caso che le priorità siriane siano rimaste nell'ovest
densamente popolato, i rapporti dei media locali chiariscono che, almeno
dall'inizio del 2014, l'Esercito Arabo Siriano è stato la principale
forza impegnata contro l'ISIS a
Hasaka, Raqqa
e Deir
eZour.
Un rapporto Reuters del marzo 2015 ammette che recentemente
l'esercito siriano ha ucciso due comandanti dell'ISIS (compreso
Deeb Hedjian al-Otaibi)
assieme a 24 combattenti a
Hamadi Omar.
Una più stretta collaborazione tra
Iran, Iraq, Siria
e Hezbollah del Libano è un anatema per
Israele, sauditi e
Washington, tuttavia sta avvenendo. Questa non è una divisione
settaria ma piuttosto basata su alcuni
chiari interessi reciproci, non ultimo mettere fine al terrorismo
settario
(takfiri).
E' stato soltanto logico che, nella recente offensiva dei militari
iracheni nella zona di Tirkit tenuta dall'ISIS, i
militari iraniani emergessero come partner principale dell'Iraq.
Washington è stata messa ai margini, causando costernazione nei
media USA. Il generale
Qasem Suleimani, capo della Forza
Quds dell'Iran, è l'attore principale dell'operazione di
Tirkit. Un decennio dopo i piani di 'distruzione creativa' di
Washington, progettati per ridurre l'influenza iraniana in Iraq,
un articolo sulla rivista
Foreign Policy si rammarica che l'influenza iraniana sia 'al suo
punto più alto in quasi quattro secoli'.
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Riferimenti selezionati
Mahdi Darius Nazemroaya (2006) Plans for Redrawing the
Middle East: The Project for a ‘New Middle East’
http://www.globalresearch.ca/plans-for-redrawing-the-middle-east-the-project-for-a-new-middle-east/3882
Seymour Hersh (2007) The Redirection
http://www.newyorker.com/magazine/2007/03/05/the-redirection
Al Akhbar (2011) Syria: What Kind of Revolution?
http://english.al-akhbar.com/node/540
The New Yorker (2013) Syrian Opposition Groups Stop
Pretending
http://www.newyorker.com/news/news-desk/syrian-opposition-groups-stop-pretending
RT (2014) Anyone but US! Biden blames allies for ISIS
rise
https://www.youtube.com/watch?v=11l8nLZNPSY
Iraqi News (2015) American aircraft dropped weapons to
ISIS, says MP
http://www.iraqinews.com/iraq-war/american-aircraft-airdropped-weapons-to-isis-says-mp/
Washington Post (2015) Syrian rebel group that got U.S.
aid dissolves
http://www.washingtonpost.com/world/syrian-fighter-group-that-got-us-missiles-dissolves-after-major-defeat/2015/03/01/286fa934-c048-11e4-a188-8e4971d37a8d_story.html
David Kenner (2015) For God and Country, and Iran,
Foreign Policy
http://foreignpolicy.com/2015/03/05/for-god-and-country-and-iran/
Reuters (2015) Syrian air strike kills two Islamic
State commanders
http://www.reuters.com/article/2015/03/07/us-mideast-crisis-syria-islamicstate-idUSKBN0M30F720150307
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