Mentre il massacro in Iraq continua, gli Stati Uniti sono in vista del vero premio: la Repubblica Islamica dell'Iran

L'amministrazione Bush

si prepara per l'invasione dell'Iran nel 2004

di John Stanton

22 marzo 2003

Persino se è la Siria la prossima nella lista, secondo gli autori di "A Clean Break: A New Strategy for Securing the Realm", primi tra loro Richard Perle e Douglas Feith, è l'Iran che essi bramano. Dal loro punto di vista, è tempo di ripagare il rovesciamento dello Scià ed la seguente presa del potere da parte di Khomeni (allora in esilio in Francia) negli anni '70, l'occupazione dell'ambasciata USA, la successiva crisi degli ostaggi, il fallito tentativo di recupero che rovinò la reputazione militare dell'america, e lo scambio di azioni terroriste degli anni passati tra gli USA e l'Iran (la marina USA ha abbattuto un aereo di linea iraniano, gli iraniani hanno sostenuto attacchi terroristici alle truppe USA ecc.). Non importa che gli USA, la Gran Bretagna ed i servizi segreti israeliani nel 1953 furono responsabili di un colpo di stato che depose il primo ministro nazionalista iraniano Mossadegh ed abbiano infine causato un conflitto regionale con l'Iraq e l'odio che ancora viene nutrito nei confronti degli USA. La stessa stupidità viene ripetuta nel 1963 in Iraq, quando gli USA, la Gran Bretagna ed i servizi segreti israeliani prepararono un colpo di stato eliminando il primo ministro Kassem (un venticinquenne di nome Saddam Hussein giocò un ruolo chiave nello sforzo) che alla fine portò ad un conflitto regionale con l'Iran ed il Kuwait ed ad un'odio verso gli USA che dura ancora.

Nel 2003 la linea di fondo non è cambiata. E' tutto sull'economia. Negli anni '50 e '60 gli USA e la Gran Bretagna erano preoccupati per la nazionalizzazione della produzione petrolifera In Iran ed Iraq. Nel 2003 è lo stesso. Gli USA consumano circa il 30% della produzione mondiale di energia (misurata in unità termiche britanniche) ma hanno solamente il 5% della popolazione mondiale. "Abbiamo il 50% della ricchezza del pianeta ma solamente il 6,3% della sua popolazione. In tale situazione, il nostro vero compito...è di formulare una serie di relazioni che ci permettano di mantenere questa situazione di disparità. Per farlo dobbiamo lasciar perdere il sentimentalismo...dovremmo finirla di pensare ai diritti umani, all'innalzamento del tenore di vita ed ai diritti umani". Questo secondo George Kennan nel 1948 (v. il superbo articolo di Richard Heinberg sugli USA e l'Eurasia).

Gli Stati Uniti e l'Europa occidentale hanno aderito risolutamente al consiglio di Kennan e devono incolpare solamente se stessi per la follia attualmente in corso in Medio Oriente e nel Golfo Persico. Per più di 50 anni, attraverso colpi di stato, attacchi aerei preventivi e brutale propaganda, gli USA, la Gran Bretagna, la Francia, Israele ed altre nazioni europee si sono a lungo impegnati nella "prevenzione" attaccando e destituendo i capi legittimi delle nazioni che formano la regione.

E molti ancora pongono la sciocca domanda: "Perché ci odiano?"

I criminali di guerra USA in azione

Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Donnie Rumsfeld, Richard Armitage, Elliot Abrams, Zalmay Khalilzad ed altri criminali di guerra sono ansiosi di sistemare le cose con l'Iran. E' il turno dell'Iran di essere soggetto alla versione del 21° secolo della blitzkrieg della Germania nazista, l'omicida campagna americana di "Shock and Awe" creata dal grande criminale di guerra Harlan Ullman. Ullman scrive una colonna per il Washington Times del Reverendo Moon ed è un importante associato del Center for Strategic and International Studies, nel quale è stato inizialmente concepito il Dipartimento della Homeland Security.

Dal 21 al 24 marzo 2003 lo spazio aereo iraniano era stato violato impunemente dagli aerei USA. Gli USA hanno attaccato le comunità petrolifere di Khorramshahr, Abadan e Manyuhi in Iran, non lontane dalla penisola di Fao controllata da USA, Gran Bretagna e Kuwait e da Umm al Qasr, punti di controllo dello Shatt al Arab, attraverso il quale sono passati miliardi di galloni di petrolio grezzo per gli USA, la Gran Bretagna ed il Giappone. La raffineria di petrolio ed i depositi di Abadan erano gli obiettivi primari. Vi sono state vittime ma nessun morto. I bombardieri USA e britannici hanno anche sorvolato Arvand-Kenar in Iran sulla via del ritorno verso l'Iraq. I funzionari iraniani hanno protestato contro queste violazioni al diritto internazionale ma senza esito. I funzionari del Pentagono hanno dichiarato che la causa degli attacchi sono stati missili cruise e bombe "vaganti". Ciò è improbabile.

Questi attacchi (e sorvoli) pare fossero parte di pacchetti di bersagli preprogrammati pianificati in precedenza dai comandanti militari USA per provare, o provocare, le difese aeree iraniane per l'invasione dell'Iran che probabilmente avrà luogo se George Bush II prende la presidenza nel 2004. Servono come severo avvertimento per l'Iran di non immischiarsi in quella che è divenuta la sfera di influenza di americani, britannici e kuwaitiani nel setteore di sudest dell'Iraq.

I piani di attacco all'Iran

Tra aprile 2003 e novembre 2004 gli USA, la Gran Bretagna e Israele accelereranno le operazioni di instabilità in Iran e si impegneranno in campagne di disinformazione globale per sminuire la guida politica e militare in quel paese. Si impadroniranno dell'etere per dipingere agli americani un paese infestato da lotte interne e dal dissenso. I corporate media rivisiteranno la crisi iraniana degli ostaggi e mostreranno agli americani assetati di guerra i video del 1978-80. Questi includeranno immagini dei soci di Khomeni che impiccano e giustiziano gli uomini della polizia segreta dello Scià. Film come Sally Field's Not Without My Child che dipingono molti iraniani come "malfattori" verranno trasmessi da tutte le reti. Reza Pahlavi, figlio dell'ex Scià, apparirà con elevata frequenza su CNN, Fox, ABC, NBC, CBS e PBS.

Verranno trasmesse e stampate le immagini dell'attentato del 1983 alla caserma dei marines USA in Libano addebitato agli Hezbollah sostenuti dagli iraniani. Contemporaneamente a Washington, il 17 marzo 2003, i parenti dei marines USA uccisi in Libano hanno avuto l'autorizzazione a procedere con una querela per ottenere 2 miliardi di dollari di danni dal governo iraniano. Secondo il Washington Post, qualche volta affidabile: "Il giudice distrettuale USA Royce C. Lamberth che i sopravvissuti ed i familiari possono citare l'Iran in base alle norme di una legge del 1996 che permette ai cittadini USA di intraprendere un'azione legale contro le nazioni che sponsorizzano il terrorismo. Lamberth ha scritto che 'Le forze armate USA . . . incorporano tutto ciò che viene respinto dai nemici di questo paese. Il non permettere la querela dei militari creerebbe un perverso precedente per gli stati sponsor del terrorismo a colpire il personale militare USA non combattente'. Centinaia di familiari si sono presentati per il primo giorno di quelli che ci si aspetta sia una due giorni di testimonianze e di prove concepita per documentare il ruolo dell'Iran nell'attentato. L'Iran non invia un rappresentante al processo". Una volta occupato con successo l'Iraq i media rivolgeranno la loro attenzione all'Iran ed a quella querela.

Nessuna via d'uscita

Già delle fonti riportano che elementi della CIA sono indaffarati in ed attorno all'Iran, e che le squadre di operazioni speciali USA-britanniche-australiane operanti dall'Afghanistan e dal Kuwait, e dalla provincia USA dell'Iraq, si sono clandestinamente stabilite da mesi in Iran. L'Iran si trova ora circondato da tutte le parti da forze filo USA-GB. L'Operazione Liberare l'Iran avrà luogo utilizzando le stesse strategia e tattica impiegate nel Massacro dell'Iraq. L'Iran ha poche opzioni. Una è l'accelerazione del suo programma nucleare ed un riuscito test o dimostrazione di un ordigno atomico. Ciò potrebbe rallentare un'invasione a guida USA. Una seconda opzione sarebbe quella di diventare parte di un'alleanza anti USA che comprenderebbe Russia, India, Francia, Germania and Cina. L'ultima è, naturalmente, il "disarmo" o andare in "esilio".

Il crociato del 21° secolo George Bush II e Michael Leeden Benador Associates, AEI, consigliere di Bush) credono nella la loro missione giudeo-cristiana di schiacciare la loro idea di Islam come di una illegittima ed insidiosa religione che si è messa in mezzo alla strada dell'estrazione del petrolio. L'attuale campagna nella regione non è nient'altro che un'estensione delle crociate, che risalgono al 1096. Ledeen ha giocato la carta divina indicando prima dell'assalto USA all'Iraq che "Dio volendo, per il Medio Oriente il giorno del giudizio sta arrivando ed i popoli da lungo tempo sofferenti di Iraq, Siria ed Arabia Saudita avranno la possibilità di essere liberi". Ma, come ha fatto notare Ahmad Faruqui sull'Asia Times, questa è solamente un'altra replica della storia.

"Il mondo arabo ricorda bene le parole del generale britannico Allenby, un discendente dei crociati inglesi, urlate mentre entrava a Gerusalemme il 9 dicembre 1917: "Ora le Crociate sono terminate"! Similarmente, non ha dimenticato il contenuto od il tono delle dichiarazioni fatte dal generale francese Henri Gouraud quando entrò a Damasco nel luglio del 1920. Camminando a grandi passi verso la tomba del Saladino vicino alla Grande Moschea, Gourand la calciò ed esclamò: "Sveglia Saladino, siamo ritornati. La mia presenza qui consacra la vittoria della Croce sulla Mezzaluna".

Non dimenticherà nemmeno le dichiarazioni di George Bush II e Tony Blair di qui a cent'anni.


John Stanton is a Virginia Based vive in Virginia ed è specializzato in temi relativi alla sicurezza nazionale. Copyright J Stanton 2003.  For fair use only