ProtesilaosStavrou

Criticism on EU affairs

 

 

La partizione imperialista della Libia

Protesilaos Stavrou | 28 luglio 2011

Secondo la CNN, il Regno Unito ora riconosce il gruppo ribelle che si oppone a Muammar Gheddafi come governo legittimo della Libia. "Trattiamo con loro come se fosse lo stato di Libia e questo è come li consideriamo", ha dichiarato il segretario agli esteri William Hague sul gruppo ribelle generale, il cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione. La nuova posizione del Regno Unito segue un approccio simile intrapreso dagli USA due settimane fa.

In realtà questa non è una vera notizia. Questa è la strada naturale che prenderebbero le cose, dopo che la riunione del 15 luglio del "Gruppo di Contatto sulla Libia", che ha deciso di riconoscere il Consiglio Nazionale di Transizione come rappresentante legittimo del popolo libico. La forgiatura della Nuova Libia è stata decisa molto tempo fa. Le decisioni degli USA e del Regno Unito non sono una sorpresa. Altri stati membri della NATO faranno presto lo stesso.

La decisione di riconoscere il gruppo ribelle come il governo ufficiale non può essere giustificata su terreno reale, ma soltanto sulla propaganda. Come possono degli stati membri della NATO che hanno intrapreso una guerra in nome della "democrazia" e con la scusa di "proteggere" i civili, riconoscere come rappresentante ufficiale del popolo libico un gruppo che non è stato democraticamente eletto? I ribelli non sono legittimati a rappresentare il popolo libico comunque poiché non hanno mai avuto luogo delle elezioni. Inoltre, più di metà della popolazione sta ancora sostenendo Gheddafi ed è disposta a continuare a combattere in suo nome. Così quale "popolo libico" il Consiglio Nazionale di Transizione "legittimamente rappresenta"?

Il fatto è che il regime Gheddafi è un regime autoritario. Così ogni reale lotta per la democrazia sarebbe stata moralmente giusta. Tuttavia, in Libia la situazione è molto più complicata, dal momento che ciò che avevamo realmente lì, prima dell'intervento dell'occidente (prima Francia, Regno Unito, USA e poi NATO) era una guerra civile profondamente radicata in differenze tribali. La guerra civile non era combattuta nel nome della democrazia o dei diritti umani. Era/è una lotta interna tra gruppi che competono per il potere. L'occidente ha preso vantaggio di questa situazione ed all'interno della dottrina del "divide et impera" si è schierato con uno dei due gruppi - i ribelli, soltanto per ottenere una parte del potere (naturalmente la parte del leone).

L'occidente è andato in Libia per quella che si pensava fosse un'operazione rapida. Ha cominciato in marzo ed ora siamo alla fine di luglio, con le cose ad un punto morto sul teatro di guerra. Come stanno attualmente le cose la NATO non può vincere la guerra contro Gheddafi. Ma non può neanche perdere. Perciò la migliore opzione alternativa è di aiutare i ribelli a consolidare il loro potere sui territori che controllano.

Esaminando tutte le informazioni disponibili e le decisioni che sono state prese fino a questo punto diventa chiaro che l'intenzione dell'occidente è la partizione della Libia. Rendere la parte controllata dai ribelli un protettorato della NATO in Nord Africa e lasciare a Gheddafi controllare il resto, finché può. Un assalto su vasta scala alle forze di Gheddafi non è un compito facile. La NATO ha sottostimato le sue capacità ed il fatto che 3 milioni di persone a Tripoli sono armate e pronte a combattere contro qualunque invasore. In base a tali condizioni un annientamento di Gheddafi può essere un prodotto soltanto di fortuna (se una bomba gli cade in testa), dal momento che una guerra contro una simile forza determinata avrà dei costi immensi per la NATO (e naturalmente il costo della guerra è sempre un effetto deterrente, specialmente ora in mezzo alla crisi economica).

L'occidente ha dimostrato ancora una volta che utilizza la democrazia, i diritti umani ed il diritto internazionale soltanto per avanzare la sua agenda imperialista. La Libia è ancora un altro esempio dello stratagemma dell'occidente di governare il destino dei popoli nella ricerca per il potere ed il controllo sulla loro terra, le loro risorse e le loro istituzioni. L'Iraq e l'Afghanistan lo dimostrano chiaramente.

Nella guerra civile libica non so chi abbia ragione e chi torto. Non fa più realmente nessuna differenza. Quello che so è che l'imperialismo continua ad essere la forza motrice delle azioni dell'occidente democratico e governato dal diritto.

Riguardo alla guerra in Libia, seguo numerosi media alternativi che presentano una dimensione del tutto differente della situazione nell'inquieto paese nordafricano. Per esempio, il canale radio Flashpoints ha prodotto una serie di programmi sulla guerra in Libia, che chiama "illegale". Suggerisco che visitiate il loro sito web ed ascoltiate alcune delle loro trasmissioni. Nel loro sito ho trovato anche questa trasmissione molto interessante che presenta un'intervista esclusiva con il portavoce ufficiale del governo libico Dr. Moussa Ibrahim da Tripoli che potete ascoltare giusto sotto. Controllate anche i siti web Costs of War, The Bureau of Investigative Journalism e Stop the War Coalition (Ciò non significa che concordo necessariamente con loro - offrono semplicemente un'altra prospettiva che trovo preziosa).