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Illegale, illegittimo e odioso

23 giugno 2015

 

La riunione di lunedì dei ministri delle finanze dell'eurozona è terminata senza un accordo sulla crisi del debito greco, ma, secondo quanto riferito, il governo guidato dal primo ministro Alexis Tsipras ha fatto ulteriori drastiche concessioni alle richieste dei governanti dell'Europa. Il  governo greco ha già rinviato un rimborso del debito al Fondo Monetario Internazionale e sarà presto di fronte alla scelta di soddisfare queste obbligazioni con i prestatori o di pagare salari e pensioni.

In febbraio, Tsipras ha concordato un'estensione del salvataggio del sistema finanziario greco in cambio di continuare il programma di austerità contro il quale il suo partito della sinistra radicale SYRIZA è arrivato al potere promettendo di capovolgere. Ma anche questa ritirata non è stata sufficiente per i governanti dell'Europa, che hanno continuato a strangolare finanziariamente la Grecia. Secondo dei rapporti, i funzionari del governo greco a Bruxelles per i negoziati ora hanno promesso di attraversare diverse "linee rosse" che hanno dichiarato non erano in cambio per un'estensione del salvataggio, inclusi aumenti dell'imposta sul valore aggiunto e l'innalzamento dell'età della pensione del sistema pensionistico pubblico del paese.

Nel frattempo, diverse manifestazioni hanno gremito la piazza di fronte all'edificio del parlamento greco, sia per dimostrare sostegno al governo di sinistra, che continua ad ottenere più appoggio nei sondaggi d'opinione che nella sua quota di voti nelle elezioni del gennaio scorso, e per richiedere a Tsipras di opporsi ad ogni ulteriore concessione. La forte ala sinistra di SYRIZA, organizzata attorno alla Piattaforma di Sinistra, si sta organizzando contro ogni ulteriore ritirata e domanda al governo di dedicare tutte le risorse disponibili per l'aiuto alla classe lavoratrice greca.

In aprile, il parlamento greco ha convenuto una Commissione per la Verità sul Debito Pubblico, guidata dal membro di SYRIZA al Parlamento Europeo Sofia Sakorafa e da Eric Toussaint della Commissione per l'Abolizione del Debito del Terzo Mondo per investigare sul salvataggio finanziario organizzato dalla cosiddetta "Troika"--l'Unione Europea (UE), la Banca Centrale Europea (BCE) ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI)--alle condizioni dei Memorandum firmati dai precedenti governi greci che richiedono drastiche misure di austerità che hanno gettato il paese più a fondo nella crisi economica. Qui, pubblichiamo il documento riassuntivo del rapporto della commissione, pubblicato all'inizio di questo mese.

NEL GIUGNO 2015, la Grecia si trova all'incrocio di scegliere tra appoggiare i falliti programmi di aggiustamento macroeconomico imposti dai creditori o porre in atto un reale cambiamento per rompere le catene del debito. A cinque anni da quando sono cominciati i programmi di aggiustamento, il paese rimane profondamente cementato in una crisi economica, sociale, democratica ed ecologica. La scatola nera del debito è rimasta chiusa e, finora, nessuna autorità, greca o internazionale, ha cercato di portare alla luce la verità su come è perché la Grecia è stata sottoposta al regime della Troika. Il debito, in nome del quale non è stato risparmiato nulla, resta la regola attraverso la quale viene imposto l'aggiustamento neoliberista e la più grave e più lunga recessione sperimentata dall'Europa in tempo di pace.

Vi è l'immediata necessità e la responsabilità sociale di affrontare una gamma di questioni legali, sociali ed economiche che richiedono giusta considerazione. In risposta, nell'aprile del 2015 il Parlamento ellenico ha costituito la "Commissione per la Verità sul Debito Pubblico", affidando in mandato l'indagine sulla creazione e la crescita del debito pubblico, sulla maniera e le ragioni per le quali il debito è stato contratto e sull'impatto che le condizioni legate ai prestiti hanno avuto sull'economia e sulla popolazione. La Commissione per la Verità ha il mandato di alzare la consapevolezza sulle questioni riguardanti il debito pubblico, sia all'interno che a livello internazionale, e di formulare argomenti ed opzioni concernenti la cancellazione del debito.

Le ricerche della Commissione presentate in questo rapporto preliminare gettano luce sul fatto che l'intero programma di aggiustamento, al quale la Grecia è stata assoggettata, era e resta un programma orientato politicamente. L'esercizio tecnico circostante alle variabili macroeconomiche ed alle proiezioni del debito, alle cifre che direttamente si riferiscono alla vita ed al sostentamento della gente, ha permesso che le discussioni sul debito restassero ad un livello tecnico che si impernia principalmente intorno all'argomento che le politiche imposte alla Grecia miglioreranno la capacità di restituire il debito. I fatti presentati in questo rapporto mettono in discussione questo argomento.

Tutte le prove che presentiamo in questo rapporto dimostrano non soltanto che la Grecia non ha la capacità di pagare questo debito, ma anche che non dovrebbe pagare questo debito, innanzitutto perché il debito che emerge dai piani della Troika è una diretta violazione dei diritti umani fondamentali dei residenti in Grecia. Quindi, siamo arrivati alla conclusione che la Grecia non dovrebbe pagare questo debito perché è illegale, illegittimo e odioso.

E' inoltre giunto a conoscenza della Commissione che l'insostenibilità del debito pubblico greco era evidente dal principio ai creditori internazionali, alle autorità greche ed ai media corporativi. Tuttavia, nel 2010 le autorità greche, assieme ad altri governi della UE, hanno cospirato contro la ristrutturazione del debito pubblico allo scopo di proteggere le istituzioni finanziarie. I media corporativi hanno nascosto al pubblico la verità descrivendo una situazione nella quale si sosteneva che il salvataggio fosse per beneficiare la Grecia, mentre inventavano una narrativa intesa a ritrarre la popolazione come meritevole dei propri mali.

I fondi del salvataggio forniti in entrambe i programmi del 2010 e del 2012 sono stati gestiti esternamente attraverso schemi complicati, che hanno impedito ogni autonomia fiscale. L'utilizzo del denaro del salvataggio viene dettato rigorosamente dai creditori e, pertanto,  è significativo che meno del 10% di questi finanziamenti sia stato destinato alla spesa corrente statale.

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QUESTO RAPPORTO preliminare presenta una prima mappatura dei principali problemi e delle questioni associati al debito pubblico e sottolinea le principali violazioni legali associate con la contrazione del debito; esso inoltre delinea le basi giuridiche sulle quali può fondarsi la sospensione dei pagamenti del debito. Le conclusioni sono presentate in nove capitoli strutturati come segue:

Capitolo 1: Il debito prima della Troika analizza la crescita del debito pubblico greco dagli anni 1980. Esso conclude che l'incremento del debito non è stato dovuto all'eccessiva spesa pubblica, che infatti è rimasta inferiore alla spesa pubblica degli altri paesi dell'eurozona, ma dovuto piuttosto al pagamento di tassi d'interesse estremamente alti ai creditori, all'eccessiva ed ingiustificata spesa militare, alla perdita di entrate fiscali dovute ad illeciti efflussi di capitali, alla ricapitalizzazione delle banche private da parte dello stato ed agli squilibri internazionali creati tramite i difetti nel progetto della stessa Unione Monetaria.

Adottare l'euro ha portato ad un drastico incremento in Grecia del debito privato verso le grandi banche private europee, ma anche le banche greche sono state esposte. Una crescente crisi bancaria ha contribuito alla crisi del debito sovrano greco. Nel 2009 il governo di George Papandreou ha contribuito a presentare gli elementi di una crisi bancaria come una crisi del debito sovrano enfatizzando ed aumentando il deficit ed il debito pubblico.

Capitolo 2: Evoluzione del debito pubblico greco durante il 2010-2015 conclude che il primo accordo sul prestito del 2010 era rivolto principalmente a salvare le banche private greche ed altre europee ed a permettere alle banche di ridurre la loro esposizione in titoli dello stato greco.

Capitolo 3: Il debito pubblico greco per creditore nel 2015 presenta la natura controversa dell'attuale debito greco, delineando le caratteristiche chiave dei prestiti, che vengono ulteriormente analizzate nel capitolo 8.

Capitolo 4: Il meccanismo del sistema del debito in Grecia rivela i meccanismi concepiti dagli accordi che sono stati implementati dal maggio 2010. Hanno creato un ammontare sostanziale di nuovo debito verso i creditori bilaterali ed il Fondo di Stabilità Finanziaria Europeo (EFSF), mentre hanno generato dei costi illeciti aggravando così ulteriormente la crisi. I meccanismi svelano come la maggioranza dei fondi presi in prestito siano stati trasferiti direttamente alle istituzioni finanziarie. Piuttosto che beneficiare la Grecia, hanno accelerato il processo di privatizzazione, attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari.

Capitolo 5: Condizioni contro la sostenibilità illustra come i creditori abbiano imposto condizioni importune legate agli accordi del prestito, che hanno portato direttamente all'impraticabilità ed all'insostenibilità economica del debito. Queste condizioni, sulle quali i creditori ancora insistono, hanno non soltanto contribuito ad abbassare il PIL ma anche a prendere maggiori prestiti pubblici, quindi ad un più elevato rapporto debito pubblico/PIL, rendendo il debito della Grecia più insostenibile, ma hanno pure preparato dei cambiamenti drammatici nella società e causato una crisi umanitaria. Attualmente il debito pubblico greco può considerarsi totalmente insostenibile.

Capitolo 6: L'impatto dei "programmi di salvataggio" sui diritti umani conclude che le misure implementate secondo i "programmi di salvataggio" hanno influenzato direttamente le condizioni di vita della gente e violato i diritti umani, che la Grecia ed i suoi partner sono obbligati a rispettare, proteggere e promuovere secondo le leggi nazionali, regionali ed internazionali. I drastici aggiustamenti, imposti sull'economia e la società greca nel complesso, hanno determinato il rapido deterioramento dei livelli di vita e restano incompatibili con la giustizia sociale, la coesione sociale, la democrazia ed i diritti umani.

Capitolo 7: Le questioni giuridiche circostanti i memorandum e gli accordi sul prestito sostengono che vi è stata la violazione delle obbligazioni sui diritti umani da parte della Grecia stessa e dei prestatori--vale a dire, gli stati membri (prestatori) dell'area euro, la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale, che hanno imposto alla Grecia queste misure. Tutti questi attori hanno trascurato di valutare le violazioni dei diritti umani come risultato delle politiche che hanno obbligato alla Grecia di perseguire ed inoltre hanno direttamente violato la costituzione greca spogliando completamente la Grecia della maggior parte dei suoi diritti di sovranità. Gli accordi contengono delle clausole illecite, che costringono completamente la Grecia a cedere aspetti significativi della propria sovranità. Ciò è impresso nella scelta della legge inglese come legge di amministrazione per quegli accordi, che ha facilitato la circonvenzione della Costituzione greca e degli obblighi internazionali sui diritti umani. I conflitti con i diritti umani e gli obblighi ordinari, le diverse indicazioni di parti contraenti in mala fede, che assieme al carattere senza scrupoli degli accordi, rendono questi accordi invalidi.

Capitolo 8: La valutazione dei debiti riguardo all'illegittimità, odiosità, illegalità ed insostenibilità fornisce un giudizio sul debito pubblico greco secondo le definizioni riguardanti adottate dalla Commissione, debito illegittimo, odioso, illegale ed insostenibile .

Il Capitolo 8 conclude che a decorrere dal giugno 2015 il debito pubblico greco è insostenibile, poiché la Grecia non è attualmente in grado di servire il suo debito senza danneggiare seriamente la sua capacità di adempiere ai suoi obblighi fondamentali sui diritti umani. Inoltre, per ciascun creditore, il rapporto fornisce le prove di casi indicativi di debito illegale, illegittimo ed odioso.

Il debito verso il FMI dovrebbe essere considerato illegale poiché la sua concessione ha violato gli stessi statuti del FMI e le sue condizioni hanno violato la Costituzione greca, il diritto internazionale consuetudinario ed i trattati dei quali la Grecia è parte. E' inoltre illegittimo, poiché le condizioni hanno incluso delle prescrizioni di politica che hanno violato gli obblighi sui diritti umani. Infine, è odioso poiché il FMI sapeva che le misure imposte erano antidemocratiche, inefficaci e che avrebbero portato a gravi violazioni dei diritti socio-economici.

Il debito verso la BCE dovrebbe essere considerato illegale poiché la BCE ha oltrepassato il suo mandato imponendo l'applicazione di programmi di aggiustamento macroeconomico (cioè deregolamentazione del mercato del lavoro) tramite la sua partecipazione alla Troika. Anche il debito verso la BCE è illegittimo ed odioso, poiché la principale ragion d'essere del Programma Mercato Titoli (SMP) era per servire gli interessi delle istituzioni finanziarie, permettendo alle grandi banche private europee e greche di disporre dei loro titoli di stato greci.

L'EFSF si impegna in prestiti senza contante che dovrebbero essere considerati illegali perché l'Articolo 122(2) del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFEU) è stato violato ed inoltre ha violato diversi diritti socio-economici e libertà civili. Inoltre, l'Accordo sulla Struttura EFSF del 2010 e l'Accordo Principale di Assistenza Finanziaria del 2012 contengono diverse clausole illegittime che rivelano un chiaro illecito da parte del prestatore. Inoltre l'EFSF agisce contro i principi democratici, rendendo illegittimo e odioso questo particolare debito.

I prestiti bilaterali dovrebbero essere considerati illegali poiché violano la procedura prevista dalla costituzione greca. I prestiti comportano un chiaro illecito da parte dei prestatori e avevano condizioni che contravvenivano alla legge o alla politica pubblica. Sia il diritto della UE che il diritto internazionale sono stati violati allo scopo di mettere da parte i diritti umani nel progetto del programma macroeconomico. I prestiti bilaterali sono inoltre illegittimi, poiché non sono stati utilizzati a beneficio della popolazione, ma hanno semplicemente consentito ai creditori privati della Grecia di essere salvati. Infine, i prestiti bilaterali sono odiosi poiché gli stati prestatori e la Commissione Europea sapevano delle potenziali violazioni, ma nel 2010 e nel 2012 hanno evitato di valutare gli impatti sui diritti umani dell'aggiustamento macroeconomico e del consolidamento fiscale che erano le condizioni per i prestiti.

Il debito verso i creditori privati dovrebbe essere considerato illegale perché le banche private si sono comportate irresponsabilmente prima che avesse origine la Troika, trascurando di osservare la dovuta diligenza, mentre anche alcuni creditori privati come gli hedge fund hanno agito in mala fede. Parti del debito verso le banche private e gli hedge fund sono illegittime per le stesse ragioni per le quali sono illegali; inoltre, le banche greche sono state illegittimamente ricapitalizzate dai contribuenti. I debiti verso le banche private e gli hedge fund sono odiosi, poiché i principali creditori privati erano a conoscenza che questi debiti non venivano contratti nel miglior interesse della popolazione ma piuttosto a loro vantaggio.

Il rapporto arriva alla conclusione con alcune considerazioni pratiche.

Capitolo 9: Le basi giuridiche per il ripudio e la sospensione del debito sovrano greco presenta le opzioni riguardanti la cancellazione del debito e specialmente le condizioni secondo le quali uno stato sovrano può esercitare il diritto di agire unilateralmente per il ripudio o la sospensione del pagamento del debito secondo il diritto internazionale.

Diversi argomenti legali permettono ad uno stato di ripudiare unilateralmente il suo debito illegale, odioso ed illegittimo. Nel caso della Grecia, tale atto unilaterale può basarsi sui seguenti argomenti: la mala fede dei creditori che hanno spinto la Grecia a violare gli obblighi di legge nazionale ed internazionale relativi ai diritti umani; la preminenza dei diritti umani su accordi come quelli firmati dai precedenti governi con i creditori e la Troika; la coercizione; le condizioni ingiuste in flagrante violazione della sovranità greca e della Costituzione e, infine, il diritto riconosciuto nel diritto internazionale per uno Stato di prendere delle contromisure contro le azioni illegali dei suoi creditori, che hanno danneggiato deliberatamente la sua sovranità fiscale, che lo hanno obbligato ad assumere debiti odiosi, illegali ed illegittimi, che hanno violato l'autodeterminazione economica ed i diritti umani fondamentali. Per quanto riguarda il debito insostenibile, ogni stato è autorizzato ad invocare la necessità in situazioni eccezionali allo scopo di salvaguardare quegli interessi essenziali minacciati da un pericolo grave ed imminente. In tale situazione, lo Stato può essere dispensato dall'adempimento di quelle obbligazioni internazionali che aumentano il pericolo, come nel caso di contratti di prestito eccezionali. Infine, gli stati hanno il diritto di dichiararsi unilateralmente insolventi quando il servizio del loro debito sia insostenibile, nel qual caso non commettono nessun atto illegale e non sopportano nessuna responsabilità.

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La dignità del popolo vale più di un debito illegale, illegittimo e odioso

Avendo concluso un'indagine preliminare, la Commissione considera che la Grecia sia stata e sia ancora vittima di un attacco premeditato ed organizzato dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea. Questa missione violenta, illegale ed immorale è rivolta esclusivamente a riversare il debito privato sul settore pubblico.

Rendendo disponibile questo rapporto preliminare alle autorità greche ed al popolo greco, la Commissione considera di avere adempiuto alla prima parte del suo compito come definito nella decisione del presidente del Parlamento greco del 4 aprile 2015. La Commissione spera che il rapporto sarà uno strumento utile per coloro che vogliono uscire dalla logica distruttiva dell'austerità e difendere ciò che oggi viene messo in pericolo: diritti umani, democrazia, dignità del popolo e futuro delle generazioni a venire.

In risposta a coloro che vogliono imporre misure ingiuste, il popolo greco deve invocare ciò che Tucidide menzionava sulla costituzione del popolo ateniese: "Per quanto riguarda il nome, viene chiamata democrazia, perché l'amministrazione viene gestita con lo sguardo all'interesse dei molti, non dei pochi". (Orazione per il funerale di Pericle, da La storia della guerra del Peloponneso di Tucidide).