E' in arrivo il giorno del giudizio per le forze USA in Iraq?

Magus

27 marzo 2006 Aggiornato l'8 aprile 2006 

Signs of the Times

 

Un buon ascoltatore che ha molti cari amici, in molte aree della vita,  sente molte voci diverse da molte diverse fonti. Permettete che questo ascoltatore condivida con voi quelle cose che recentemente gli sono state dette da molti cui vuole molto bene e non vuole perdere. Questi, tutti esseri umani che osano esistere ed amare, in questo breve turbine di incertezze infinite che chiamiamo la vita, sono preziosi, e la minaccia che ora si abbatte su troppi di loro nelle sabbie bagnate di sangue dell'Iraq sembra molto cupa e terribile.

Non è ancora possibile fornire dati sufficientemente precisi per sostenere pienamente le seguenti supposizioni. E' tutto raccontato come "chiacchiere" da soldati semplici, voci ed intuizioni di militari e di soldati e marinai vecchio stampo ed intuizioni. E' offerto nella categoria "per quel che vale", nella speranza che faccia pensare un po' di gente in più all'inferno in terra che è la realtà giorno per giorno per gli "stivali sul terreno" USA in Iraq.

In generale, le mie esperienze in molti anni di stretta amicizia con onorevoli membri di carriera delle forze armate e della Guardia Nazionale, sia ufficiali che sottufficiali, hanno provato che le "chiacchiere" sono spesso più accurate della linea ufficiale che viene distribuita dall'attuale CentCom. Questo è stato certamente vero in Vietnam e le somiglianze tra k0Iraq ed "Il Nam" sono copiose.

Comunque, ricordate che queste sono solamente "chiacchiere". Non prendetele come fatti ma come argomento di riflessione e forse come un preavviso.

In Iraq molte, forse la maggior parte delle forze americane nelle aree avanzate di operazioni sono essenzialmente inchiodate. Sono accalcate per sicurezza entro i loro piccoli, fortificati (al meglio possibile) bunker e campi, sia rurali che urbani, affiorando soltanto dietro ordini diretti, per condurre i pattugliamenti assegnati ed eliminare il nemico guardando prima e sempre più esclusivamente sotto tutti gli aspetti alla loro sopravvivenza. Sono letteralmente sotto tensione e terrorizzati e la maggior parte di loro sono anche malati fisicamente, molti gravemente, per gli effetti dell'avvelenamento da uranio impoverito. Molti di loro, specialmente perché i loro "leaders" psicopatici gli danno quasi carta bianca per farlo, hanno intrapreso un modus operandi di "ammazzali tutti e lascia che Dio li giudichi", tutte le volte ed in tutte le circostanze quando sono fuori dei loro bunker.

La verità di queste "chiacchiere" viene ora confermata da numerosi testimoni oculari iracheni e dalle ultime dichiarazioni e testimonianze giurate che provengono da membri della Iraq Veterans Against the War e da un tribunale canadese dove un disertore dell'esercito americano chiede l'asilo politico per evitare di ritornare ad un altro turno di servizio in Iraq. Quei soldati che hanno ancora in se stessi viva l'empatia e la coscienza dopo la guerra in Iraq soffriranno l'inferno dei tormenti psicologici e spirituali per il resto della loro vita, come è accaduto per la maggioranza dei veterani combattenti del Vietnam. Essere stati impegnati oppure testimoni di giornalieri massacri di civili, compresi donne e bambini, li lascerà agitati per tutta la vita nelle più profonde parti di loro stessi. Ma, il loro essere stati portati al punto della risoluta barbarie in Iraq è anche molto comprensibile, proprio come è stato per le truppe combattenti in Vietnam, dove ha avuto origine la frase "ammazzali tutti".

In questi giorni, le aree che "pattugliano e spazzano" diventano sempre più modeste e le loro azioni di singole unità diventano sempre più brevi e più rischiose, dal momento che vanno in giro con l'impossibile compito di "liberare" ogni area giornalmente indicata con IED ed "insorti". Le condizioni della loro vita quotidiana sono deplorevoli. Il tasso di suicidi tra loro è astronomico, stabilendo il record di tutti i tempi di tutti gli impieghi dei militari USA, in tutte le guerre o in altre azioni di combattimento. Alcuni dei più anziani tra i membri della Guardia Nazionale ora in Iraq sono stati costretti a tornare in servizio attivo dopo essere stati a riposo da anni. La loro età aumenta e comprende alcuni membri oltre la cinquantina e persino alcuni assistenti sanitari ed infermiere di campo oltre i sessanta. Quindi, alcuni ora in Iraq erano là, nel Nam. Sanno di cosa parlano e dicono che adesso in Iraq è persino peggio di come era in Vietnam nei mesi precedenti la fine.

In molte delle Basi o Campi Operazioni Avanzati i soldati americani non ricevono affidabilmente sufficiente acqua potabile giornaliera, per non parlare di acqua sufficiente per lavarsi e per molti non vi sono ancora docce regolari. Per le località più remote non vi sono affatto docce, nemmeno con la nauseabonda, riciclata e spesso pericolosa "acqua gialla" che è diventata tristemente nota tra le storie della guerra in Iraq dei soldati USA. Molti bivacchi non hanno aria condizionata e la maggior parte sono in aree dove non vi è elettricità per la maggior parte del tempo, che è vero per quasi tutto l'Iraq al di fuori della Zona Verde.

Avere propri generatori non li aiuta molto quando i rifornimenti di carburante non possono e spesso non passano attraverso i campi di tiro pesante e di esplosivi della resistenza irachena. Alcuni soldati USA in Iraq scarseggiano episodicamente persino di rifornimenti adeguati di MRE, per non parlare del cibo fresco. Talvolta vengono lasciati affamati alla fine delle loro lunghe, disperate giornate, un terribile insulto aggiunto a tutti gli altri pericoli e privazioni dei loro giorni e delle loro notti. Sono spesso senza servizi di lavanderia, senza veri letti rispetto a brande ed in alcuni campi isolati persino senza w.c.

Presumibilmente sono portati fuori a rotazione dalle angoscianti posizioni avanzate nelle grandi nuove basi già terminate (ora quasi 8 di loro) ogni 2-4 settimane, ma su questo l'espressione operativa è sempre "se possibile". La loro riuscita rotazione a condizioni più tollerabili dipende largamente dall'attuale "calore" della resistenza attorno ad una particolare base avanzata. Alcune unità schierate, specialmente nelle aree più remote e più pesantemente dominate dalla resistenza, ora sono prigionieri virtuali, fuori nel deserto, da diversi mesi.

Corre voce che da 5.500 truppe da combattimento in su siano andate via dall'Iraq, in paesi limitrofi come Turchia, Iran e Siria e da lì abbiano continuato verso luoghi in Europa ed altrove. Erano in gran parte tra quelle unità bloccate nelle posizioni più lontane ed isolate e la chiacchiera dice che i partigiani iracheni hanno aiutato alcuni di loro ad attraversare i confini e gli hanno fornito cibo, acqua, contatti e denaro per il viaggio. In diverse occasioni, al momento in cui gli elicotteri da trasporto sono arrivati per portarli fuori verso una delle grandi nuove basi per un intervallo, l'intera unità era andata eccetto per uno o due duri a morire.

E' stata proprio la "schiena" dell'occupazione USA che è stata spezzata a Fallujah. Prego notare che l'ampiezza ed il numero degli assalti militari e delle iniziative USA stabilmente in diminuzione abilmente nominati che hanno da allora avuto luogo. L'annientamento di Fallujah e della massiccia strage USA  di civili innocenti lì, ha aumentato di quasi il 100% il sostegno alla resistenza tra il popolo iracheno. E' molto più accurato dire che le forze da combattimento americane in Iraq in gran parte stanno ora combattendo una guerra difensiva. Coloro che hanno cognizione di tattiche militari e di storia riconosceranno che questa è la posizione peggiore possibile nella quale possa incappare un esercito di invasione e poi di occupazione. Che questo sia il caso molto tempo dopo l'invasione iniziale, quando ne le truppe ne il loro equipaggiamento sono in grado di operare in condizioni di massimo rendimento e di efficienza è persino peggio.

In aggiunta alle altre carenza che le affrontano truppe sulle linee del fronte in queste basi, sono anche a corto di munizioni. Nonostante tutta la propaganda dell'amministrazione Bush in senso contrario, la resistenza controlla le autostrade e strade dell'Iraq, con la possibile eccezione di molto poche e molto pericolanti estensioni dentro ed attorno alla "Zona Verde" e, forse, forse no, la strada principale dall'aeroporto a Baghdad. La capacità dei militari di rifornire le loro truppe avanzate si sta rapidamente avvicinando allo zero. Le truppe in località remote sono tenute in vita da lanci aerei che consegnano quasi tutto ciò che ora le raggiunge.

Sfortunatamente, il fuoco antiaereo della resistenza, sempre presente e pesante, almeno di armi leggere, circonda le basi avanzate USA ed è forte specialmente vicino a quelle più lontane e più piccole. Per questa ragione, i lanci di rifornimenti alle unità da combattimento avanzate non sono così precisi come dovrebbero essere per mantenere adeguati i livelli di rifornimento ed alcune cose come gasolio, benzina e munizioni non possono essere lanciate regolarmente od affatto. Nuovamente, nonostante i rapporti ufficiali, il recente incremento di "incidenti" di elicotteri dimostra la crescente abilità dei combattenti iracheni nel buttarli giù.

Notate anche che, eccetto per numerosi e frequentemente fatali "incidenti" di veicoli, recentemente vi è stata scarsa menzione da parte dei media o della stampa di grandi convogli di camion da trasporto militari USA che in passato trasportavano rifornimenti alle truppe USA dai depositi e dai centri di distribuzione in Kuwait ed all'aeroporto di Baghdad alle nuove basi aeree. Non si muovono affidabilmente proprio da dopo Fallujah. Le truppe USA ed i convogli di rifornimento in questi giorni non possono viaggiare in sicurezza in Iraq e nemmeno mantenere un qualche tipo di orario regolare, in parte a causa dell'aumentata perizia della resistenza nel fermarli provocando loro rovesciamenti ed altri "incidenti" ed in parte perché i veicoli stessi sono logori oltre ogni impiego sicuro.

L'equipaggiamento militare è tutto consumato e non vi è uno stabile flusso di materiale di ricambio che arriva, piuttosto il contrario. Mentre le società di mercenari sono diventate più ricche di Creso, la Guardia Nazionale, la Riserva ed i militari regolari hanno fatto bancarotta. In potenza singola, armi, veicoli, carri armati, munizioni, protezioni, esplosivi e tutto il resto, i militari USA sono prosciugati e consumati, essendo persino a corto di uniformi di ricambio per le truppe da combattimento in servizio attivo. Di questi tempi i soldati USA sono spesso ripresi dalle telecamere con uniformi pesantemente rattoppate. Un esame accurato dei prossimi video di notizie via cavo o rete di soldati dal fronte potrebbe essere davvero rivelatorio.

E' una situazione intollerabile nella quale vivere per ogni soldato, giorno dopo giorno, alla fine per settimane e mesi e non migliorerà. Attualmente le condizioni vengono negate dagli ufficiali superiori e sopportate stoicamente, deprimentemente, senza nessuna speranza di potere dire nulla dai fanti nelle zone di operazioni avanzate, non sono diverse da quelle affrontate dai soldati nelle trincee della I Guerra Mondiale. Infatti, se gli USA non ritirano presto le loro forze, ve ne potrebbero essere rimaste molto poche da ritirare. Naturalmente, anche questo potrebbe essere lontano dal casuale. Solamente una tale massiccia ed "imprevista" perdita di truppe eviterebbe che la completa, orribile verità raggiunga alla fine l'opinione pubblica americana. La maggior parte dei militari USA che hanno prestato servizio in Iraq ora sono talmente radioattivi per la loro costante ed in definitiva letale esposizione al DU, uranio impoverito, presente in tutte le munizioni USA ed anche nei veicoli d'assalto corazzati pesanti in uso in Iraq ed in Afghanistan, che non possono davvero essere fatti ritornare senza rischi a casa in grande numero.

Loro stessi sono letteralmente tossici. Proprio le cellule dei loro corpi sono gravemente, permanentemente contaminate con gas di ossido di uranio ceramico e particolati che possono e si spargeranno dalla loro carne verso ogni cosa e chiunque tocchino, su cosa respirino o persino su qualunque cosa alla quale stiano vicini, da altri esseri umani a piante, suolo, edifici, mobilio ed altro. Questa non è una voce ma un tragico, brutale fatto.

Una voce forte ed insistente, raccontata da civili iracheni ed anche da pochi vecchi soldati iracheni, dice che una strategia completa post-invasione è stata progettata ed attuata molto prima che arrivassero le forze USA e della "coalizione". Con anni di pianificazione avanzata dalle migliori menti delle forze armate di Saddam Hussein e dei servizi segreti, gli iracheni erano molto bene preparati per la guerra di Bush quando essa arrivò. Ricordate che George W. Bush aveva apertamente dichiarato le sue volontà ed i suoi amici del PNAC avevano ampiamente pubblicato i loro documenti sulle posizioni "da studiosi", che comprendevano piani per invadere di nuovo l'Iraq molto prima delle "elezioni" del 2000. Dalla nomina di Bush alla presidenza il 12 dicembre 2000 fino a che iniziò l'invasione dell'Iraq, la pianificazione e l'implementazione aumentarono la velocità sia per i militari di carriera che per gli alti comandi civili iracheni. Hanno fatto preparativi proprio per una  invasione simile a quella avvenuta nel marzo del 2003. Infatti, hanno pianificato per una forza d'invasione molto maggiore di quella spiegata, avendo previsto qualcosa come da 300.000 a 500.000 truppe USA.

Gran parte dell'Iraq è stata perforata con miglia e miglia di tunnel fortificati, di fatto delle super autostrade e delle città costruite in profondità sotto il terreno, protette dall'individuazione elettronica ed aerea, con ospedali, personale di appoggio, dormitori, cucine e rifornimenti per diversi anni. Il piano, allora ed ora, era di attirare il comando americano, utilizzando enormi successi iniziali contro una resistenza militare simbolica come esca, per sparpagliare le truppe USA in tutto l'Iraq e da allora in poi frazionarle in gruppi e sotto gruppi sempre più piccoli e meno uniti e così via in un periodo di diversi anni.

Alla fine, senza che si accorgessero mai di quanto stava accadendo, con l'utilizzo di una astuta "ribellione" che le pungola costantemente come vespe, le forze USA sarebbero state gradualmente attirate di traverso e radunate in branco, collocate qui, lì ed ovunque, volenti o nolenti, a Baghdad, nelle loro nuove ma in gran parte prive di personale basi militari ed aeree, attorno ai giacimenti petroliferi ed alle condutture, nelle loro città fortificate e nei bunker rurali, secondo un modello alla rinfusa di concentramenti di truppe tutte molto separate le une dalle altre. E questo è esattamente ciò che ora avviene con i dispiegamenti posizionali della maggior parte degli americani e di altre forze della coalizione in Iraq. Ora sono, cosa peggiore di tutte, trasferiti molto lontano dai mezzi per ritirarli rapidamente se dovessero divenire travolti da una forza superiore. Proprio come i grandi elicotteri da trasporto ed aeroplani da carico non possono entrare fidatamente per mantenerle ben rifornite, non possono nemmeno affidabilmente arrivare per portare fuori le truppe.

Questa era dall'inizio la strategia irachena. Una volta ottenuto che le forze USA fossero sufficientemente sparpagliate ed inchiodate, potrebbero, e potranno, nel momento di loro scelta, chiudere le trappole, portare fuori dal nascondiglio la maggior parte dell'esercito iracheno pre-invasione ancora misteriosamente scomparso ed eliminare o catturare le forze americane con una molto breve e totale impetuosa avanzata.

Esaminiamo ora alcuni dei fatti ed argomenti documentati strettamente attinenti a questa "ipotesi" della pianificazione pre-bellica irachena per la sconfitta dell'invasione e dell'occupazione USA.

Nessun censimento post-invasione, ne nessuna altra registrazione di iracheni, sono mai state condotte e non se ne osano eseguire per nascondere l'imponente numero di morti di civili e di sfrenati massacri. Non vi è stata nessuna ordinata, immediata presa di direzione USA e nessun esercizio affatto di qualsiasi necessario controllo civile. Ognuno di questi avrebbe represso la furiosa appropriazione indebita ed il saccheggio pianificati e commessi dall'Autorità Provvisoria della Coalizione. In Iraq oggi non vi è ancora un saldo e stabile ordinamento civile, eccetto che nelle illusioni e nella propaganda dell'amministrazione Bush e nei disperati tentativi di mantenere le apparenze che vengono fornite dal "governo" iracheno selezionato molto accuratamente e dai suoi burattini. Nemmeno i media e la stampa corporativi sono più, per la maggior parte, capaci di fingere che l'Iraq abbia in carica, in qualche luogo, una struttura civile di controllo funzionale ed efficace.

Letteralmente, non vi è affatto alcun dato di dove siano realmente finiti l'enorme esercito permanente iracheno di prima della guerra, il suo equipaggiamento ed i suoi mezzi. Qualunque cosa sia realmente stata di loro, il comando USA ed il governo USA non ne hanno nessuna idea, non in un modo o in un altro. Tutto ciò che hanno sempre avuto, detto e venduto come "fatti" sono state le loro irrazionali presunzioni, idee fisse, illusioni e PR ingannevole, senza usare mezzi termini, le loro folli e non molto brillanti congetture e storie per un pubblico ingenuo e per media e stampa compiacenti. Le possibilità qui condivise sono fondate su molte più ragioni e fatti di tutti i precedenti, avendo almeno dietro di esse delle buone e solide "chiacchiere".

Ricordate anche che vi erano vasti depositi di armi convenzionali sigillati dall'ONU che le truppe USA aprirono e quindi lasciarono abbandonati ed incustoditi quando andarono a dividersi per tutto l'Iraq in maniera ovviamente caotica, durante ed immediatamente dopo l'invasione. Tutti quei grandi depositi di armi, esplosivi, carri armati, missili, aerei ancora misteriosi, esplosivi convenzionali ad alto potenziale, detonatori e tonnellate su tonnellate di munizioni, TUTTI i depositi di munizioni, furono svuotati dalle stesse orde sconosciute, senza volto, senza traccia di iracheni che hanno pure svuotato una ad una fino all'ultima le basi militari irachene, proprio fino ai blocchi di calcestruzzo, le finestre ed i serramenti, i cavi elettrici, le lampade, le apparecchiature degli impianti idraulici e persino i tubi. Per essere stato eseguito così velocemente e completamente questo compito da solo deve essere stato ben pianificato in grande dettaglio ed in anticipo. Quello che l'amministrazione Bush ha chiamato "saccheggio" è ridicolo. E' stato troppo sistematico e bene organizzato per essere stato semplice saccheggio.

E' impossibile dimenticare la bizzarra scena apparsa sulle televisioni di tutto il mondo, in trasmissioni dal vivo, in tempo reale, provenienti dalla guerra in Iraq su BBC, CNN, MSNBC, FOX, CBS, ABC ecc., immediatamente dopo la capitolazione di Baghdad alle forze USA. Per tre interi allucinanti giorni le telecamere mostrarono, dall'alba fino alle tenebre, la vista di migliaia, dopo decine di migliaia, dopo letteralmente incalcolabili cifre di iracheni disarmati, senza carichi, tutti robusti ed approssimativamente in età militare, tutti puliti ed in abiti civili, tutti che camminavano con naturalezza in un flusso infinito giù per la principale autostrada dell'Iraq, da nord a sud.

Erano fuori di molte miglia nel mezzo del nulla, senza neppure uno zaino sulle spalle od un sacchetto in mano, diretti a sud. Questo è tutto ciò che abbiamo veramente mai saputo per certo sulla loro destinazione, soltanto sud, nonostante le speculazioni dei giornalisti che stavano andando a casa da Baghdad e tutto quanto abbiamo veramente mai saputo per certo sulla loro origine era che erano misteriosamente apparsi dal nord. Erano miglia da ogni paese o città quando la prima telecamera delle squadre TV li individuò. Tutto quello che abbiamo realmente sentito di loro era l'ipotesi dei giornalisti di news delle TV.

Non venne mai una unità militare USA ad interrogarli, ne lo fecero efficacemente i media. Le poche domande poste ricevettero sorridenti, amichevoli repliche in inglese "sgrammaticato" in modo sospetto, espressioni di "andare a casa" oppure "non più combattimento adesso" che erano prive di reale contenuto effettivo, e così abilmente. Non venne fatto il minimo tentativo di fermare o trattenere nessuno di loro, ed era ovvio, almeno a questo spettatore, che si stavano comportando in modo programmato e molto metodico. Sorridenti ed allegri, come se in un qualche tipo di grande camminata festiva, andavano avanti ed avanti ed avanti nelle loro innumerevoli migliaia, una marea infinita. La cosa più singolare di tutte era che nessuno notò alcun evidente afflusso di decine di migliaia di uomini, o di più, andare a Baghdad durante i tre giorni per i quali continuò la marcia. Sebbene le troupe della TV a Baghdad e in altre città verso sud della marcia erano state allertate di sorvegliare il loro arrivo, e lo fecero, non furono mai visti.

Scomparvero proprio nelle sabbie dell'Iraq, in qualche posto, nel mezzo del nulla, dopo avere inscenato una marcia massicciamente sviante per la principale autostrada tra Tikrit e Baghdad per tre giorni, giorni nei quali quella singola distrazione potrebbe bene avere nascosto dalla vista molte altre azioni. Innumerevoli maschi iracheni dell'età e della forma giusta per essere stati dei soldati scomparvero in punti allora non indagati ed ancora sconosciuti.

Scomparvero durante la notte. Quando arrivò l'alba del quarto giorno l'autostrada era vuota. Neppure un pezzetto di carta segnò il loro passaggio. Neppure una scarpa, o uno straccio, o un involucro per cibo era stato lasciato dietro. Stranamente, un reporter ed una squadra di telecamere, della CNN, andò per poco tempo nel deserto per poche yarde da ciascuna parte dell'autostrada quella strana e silenziosa quarta alba e non riuscì a trovare una serie di tracce che portavano lontano dall'autostrada che, nel buio della notte prima, era stata percorsa da una fila infinita di uomini in cammino.

Tenete in mente che l'esercito permanente iracheno all'epoca dell'invasione di Bush era forte di più di 2,5 milioni di uomini. Non fatevi idee sbagliate, non erano felici che le forze armate USA invadessero il loro paese e portassero via a Saddam Hussein il controllo dello stesso. Siamo realistici, con uomini sopra i 10 anni ai quali se lo vogliono viene permesso di possedere un numero illimitato di armi di tutti i tipi, se l'opposizione interna a Saddam fosse stata di almeno un 50% pieno del popolo iracheno, specialmente se fosse stata in tale misura tra i militari e gli uomini iracheni, allora Saddam sarebbe finito da molto tempo. Non lo fu. Questo soltanto dovrebbe avere fornito ad ogni persona ragionevole l'impressione che sulla situazione politica in Iraq vi era molto di più del quadro estremamente semplicistico di un regime intollerabilmente oppressivo e dispotico che veniva promosso da Bush Sr., dall'amministrazione Clinton, da Bush Jr., dai neocon del PNAC e da media e stampa corporativi.

Adesso ci troviamo nella terribile circostanza ed epoca nella quale le stesse truppe USA, intuendo in qualche modo che sono state da lungo tempo cancellate come sacrificabili, devono continuare a rannicchiarsi terrorizzate, abbandonate da governanti patologicamente egoisti, avidi, avidi, amorali e psicopatici. Una guerra che per il suo inizio non aveva nessuna causa legittima forse potrebbe proprio, e molto presto, avere una fine molto bene giustificata imposta sulla stessa.

Ma, nuovamente, il prezzo effettivo non sarà pagato da coloro che hanno causato quella guerra per i loro egoistici guadagni in potere, prestigio e ricchezza. Gli unici che per essa pagheranno, nelle misure maggiori di tutte, sono quei soldati americani che sono stati o abbastanza idealisti, abbastanza sciocchi, abbastanza obbedienti oppure tutte e tre le cose, da essere andati nella lontana terra dell'Iraq ed avervi combattuto e quegli iracheni che sono stati uccisi dagli invasori USA oppure costretti a combatterli fino alla morte cosicché la loro nazione ed il loro popolo potessero nuovamente vivere liberi dall'occupazione di forze straniere ed un giorno, con speranza, in pace.

La verità fondamentale su tutte le guerre, da tutte le parti, per tutti coloro che vi combattono, per tutti coloro che amano i combattenti come amici e parenti e per tutti quei civili che sono le vittime innocenti di "danni collaterali", è che non vi sono veri vincitori ed i perdenti sono sempre i mutilati, i morti ed i sofferenti.