Era questa la domanda tagliente posta in un recente
articolo nel sito web di
Forbes,
il fiero e non apologetico portavoce del capitalismo. Nelle
parole dell'autore dell'articolo,
Igor Greenwald:
"Il capitalismo è stato
il sistema economico dominante nel mondo occidentale per
più o meno 400 anni. E in quel battito di ciglia virtuale nel
più grande schema delle cose ha prodotto più ricchezza di tutti
i precedenti sistemi economici messi assieme ... Ma nulla—nemmeno
le cose sempre migliori—dura
per sempre. Avvengono delle cose. Le cose cambiano. I sistemi
funzionano fino a che non lo fanno. Quanto è vicino il
capitalismo al termine della sua vita utile? Cosa viene subito
dopo"?
Egli continua: "Nell'Europa del 14° secolo, la peste
bubbonica spinse temporaneamente verso l'alto i salari e ridusse
i canoni di affitto agricoli. Eccetto un nuovo fattore simile, è
difficile essere ottimisti sul potere d'acquisto dei lavoratori
che raddoppia come consumatori ... Se è a somma zero, il nome
del gioco è la lotta da vincitore prende tutto per il potere,
quei giochi raramente si concludono come potrebbero sperare
i vincitori". [nostra enfasi]
In altre parole, a meno che vi sia un altro fattore nuovo,
come la "Morte Nera"—che
"spinse verso l'alto i salari" eliminando 75-200
milioni di persone a livello mondiale, compreso uno stimato
30-60% della popolazione dell'Europa—i
lavoratori non possono aspettarsi che sotto questo sistema le
cose migliorino! Lasciando da parte il cinismo di
questo commento, proprio il fatto che la questione della
praticabilità del capitalismo venga presentata in questo modo in
una pubblicazione come Forbes indica che persino alcuni
dei suoi più ferventi difensori stanno provando qualche
riflessione aggiuntiva.
La pesante crisi degli ultimi anni ha portato alla
superficie le contraddizioni intrinseche del sistema e ha
sconvolto la consapevolezza di milioni di persone a ogni livello
della società. Per tutto l'ottocento, quando il sistema stava
ancora giocando un ruolo storicamente progressista nello
sviluppare le forze produttive, questo genere di pessimismo
semplicemente non si vedeva tra i fautori del capitalismo. Al
contrario. La classe capitalista era piena di fiducia per il
futuro, con grandi piani per dominare il pianeta per secoli a
venire. Né veniva chiesto dai suoi difensori negli anni '50 e
'60, durante la prolungata crescita postbellica, quando la curva
complessiva dello sviluppo economico tendeva verso l'alto. Ma
ora le cose sono differenti.
E' inoltre significativo che l'articolo di Forbes
riconosca che il capitalismo sia una forma specifica e
relativamente recente di organizzazione socioeconomica umana.
Solitamente siamo portati a credere che il capitalismo sia "il
migliore di tutti i mondi possibili", che sia "sempre stato e
sempre sarà". In realtà, il capitalismo è un sistema sviluppato
storicamente, che ha sostituito il vari sistemi che lo hanno
preceduto. Naturalmente, la logica è che un giorno anch'esso
sarà sostituito—sebbene
l'autore non concluda questo.
Forbes non è l'unica seria
organizzazione di notizie e informazioni preoccupata dei
problemi strutturali del sistema. Gli analisti strategici
geopolitici di Stratfor hanno avuto da affermare questo in un
recente articolo del loro fondatore,
George Friedman: "...Gli Stati Uniti
sono di fronte a un problema
potenzialmente significativo ma a più lungo termine derivante
dalle tendenze economiche. La minaccia agli Stati Uniti è il
persistente declino del tenore di vita della classe media, un
problema che da una nuova forma all'ordine sociale che è stato
in vigore dalla II Guerra Mondiale e che, se continua, pone una
minaccia alla potenza americana.
"Gli Stati Uniti sono stati costruiti sull'assunzione che
una marea crescente solleva tutte le navi. Questo non è stato il
caso per la generazione passata e non vi è nessuna indicazione
che la realtà socioeconomica cambierà presto in qualsiasi
momento. Ciò significa che è a rischio una premessa centrale.
Il problema è che la stabilità sociale è stata costruita
attorno a questa premessa ... il tessuto sociale degli
Stati Uniti è a rischio e con esso la massiccia potenza globale
che gli Stati Uniti hanno accumulato. Altre superpotenze come la
Gran Bretagna o Roma non avevano l'idea di migliorare
perpetuamente la condizione della classe media come un valore
centrale. Gli Stati Uniti ce l'hanno. Se la perdono, perdono uno
dei pilastri della loro potenza geopolitica". [nostra enfasi]
Quale è esattamente oggi negli USA la "realtà
socioeconomica" per la maggioranza? La percentuale di americani
in età lavorativa con un posto di lavoro è stata per 39 mesi
consecutivamente sotto il 59%. Si è mantenuta praticamente
immutata al 58,7% dal punto basso di depressione del ciclo
economico già nel settembre 2009. Questo è all'incirca 100
milioni di
americani in età lavorativa senza un posto di lavoro. Il
48% degli americani vive in povertà o è a "reddito basso". Il
77% degli americani dichiara di vivere "da paga a paga". Il 60%
dei posti di lavoro perduti durante l'ultimo periodo sono stati
considerati posti di lavoro a "salario medio", mentre il 58% dei
posti di lavoro creati nel corso dello stesso periodo sono stati
a "salario basso". Secondo il
Center for Economic and Policy Research,
nel 2010 soltanto il 24,6% di tutti i posti di lavoro americani
è qualificato come "posti di lavoro buoni".
Il reddito medio è calato per 4 anni consecutivi, di
all'incirca $1.000 annui a famiglia. Per quelli in fondo alla
scala del reddito e specialmente per i giovani le cose sono
ancora peggiori. Il 57% di tutti i bambini degli USA vive in
case a "basso reddito" o del tutto impoverite. Le famiglie con
un capofamiglia di 30 anni o più giovane hanno un tasso di
povertà del 37%. Negli USA più di un milione di studenti delle
scuole pubbliche sono senza casa. Secondo
Bloomberg,
dal
1978,
le tasse scolastiche e le rette per il college sono salite
di più del 1.000%, le spese mediche del 601% e i prezzi degli
alimentari del 244%. Il 53% di quelli con 25 anni o più giovani
con laurea di primo livello l'anno scorso erano disoccupati o
sottoccupati. Si stima che 25 milioni di adulti vivano con i
genitori.
Il 40% degli americani possiede meno di $500 di risparmi.
Il 28% ha una somma complessiva di $0,00 messi da parte in banca
per le emergenze. 20,2 milioni di americani spendono più di metà
del loro reddito per l'alloggio, un aumento del 46% dal 2001. Le
bollette dell'energia elettrica sono aumentate più velocemente
dell'inflazione per 5 anni continui e le bollette dell'acqua
negli ultimi 12 anni sono triplicate. 47,7 milioni di americani
dipendono dai buoni alimentari, un aumento del 50% da appena 4
anni fa. Questo è uno ogni 6,5 americani, paragonato a uno ogni
50 negli anni '70. E' all'incirca uguale alla popolazione
combinata di metà degli stati degli USA più il
District of Columbia.
In altre parole, come abbiamo spiegato molte volte nelle
pagine di
Socialist Appeal,
la
base materiale per il Sogno Americano è morta e questo
tradimento delle aspettative avrà profonde conseguenze sulla
consapevolezza dei lavoratori e dei giovani.
Così, quando
Friedman si
riferisce alla "classe media", in realtà parla di ampie fasce
della classe lavoratrice—la
vasta maggioranza della popolazione. Quando Mr.
Friedman
accenna ai rischi crescenti per la stabilità sociale e
Mr.
Greenwald
osserva minaccioso che "quei giochi si concludono come
potrebbero sperare i vincitori", si riferiscono alle
prospettive di sconvolgimenti di massa e in ultima analisi—alla
rivoluzione. Ogni cosa ha i suoi limiti e alla fine raggiunge un
"punto di rottura".
Il recente accordo vigliacco sul debito ed il "precipizio
fiscale" accresceranno soltanto l'immiserimento e
intensificheranno le contraddizioni. I tagli automatici sono
stati soltanto rinviati di alcune settimane, così saremo
invitati a un altra farsesca "prova di forza" tra coloro che
vogliono i tagli e coloro che vogliono i tagli gradualmente. In
qualsiasi modo, sono prossimi miliardi di dollari di dolorosi
tagli.
Social Security, Medicare, Medicaid
ed
altro
restano sul tagliere.
Appena menzionato durante la tempesta mediatica sui
negoziati del tetto del debito di dicembre è stato il fatto che
sia stato permesso di scadere alla "esenzione fiscale sulla
paga" della
Social Security,
che significa meno paga netta settimanale per 163 milioni di
lavoratori. Questa è un'imposta regressiva che colpisce più
duramente quelli meno in grado di permettersela. Nel frattempo,
ai ricchi e alle loro corporation viene consentito di ammassare
praticamente indisturbati il loro denaro. L'idea che le
ricchezze dei ricchi in qualche modo "goccioleranno" è stata
totalmente screditata dalla realtà degli ultimi 30 anni.
I profitti delle corporation come percentuale del PIL sono
al massimo storico, mentre i salari come percentuale del PIL
sono quasi al minimo storico. E' stato stimato che tra
sovvenzioni, minori pagamenti
e deduzioni
dall'imposta societaria, paradisi fiscali offshore e varie
scappatoie dall'imposta societaria, gli americani più ricchi
evitano ogni anno quanto $3 trilioni di imposte. Questo è tre
volte il deficit di bilancio annuo degli USA.
Non importa i trilioni in contante che i cosiddetti
"creatori di posti di lavoro" e "capitani d'industria" hanno
parcheggiato improduttivamente nei conti bancari, mentre milioni
di lavoratori abili e volonterosi languiscono nella
disoccupazione. L'1% al vertice ha tanta ricchezza quanto il 95%
al fondo. Le 400 famiglie più ricche degli USA hanno tanta
ricchezza quanta il 50% al fondo della popolazione. I soli sei
individui eredi
Wal-Mart
"valgono" più del 30% di fondo degli americani combinato. Il 50%
più povero possiede appena il 2,5% della ricchezza del paese.
Noi diciamo: fate pagare ai padroni la loro crisi, non ai
lavoratori e ai poveri! Se i capitalisti non possono dirigere la
società nell'interesse di tutti, certamente lo possono fare i
lavoratori!
La classe lavoratrice americana può e deve contrattaccare.
In maniera più importante, può e deve combattere per vincere.
L'imposizione della "Diritto al lavoro" in
Indiana
e
Michigan è un avvertimento per movimento dei
lavoratori di cosa avverrà se i sindacati non adottano le
tattiche della lotta di classe che riconoscono gli opposti
interessi dei lavoratori e dei padroni. Il fallimento della
leadership sindacale di esprimere una vera guida nella lotta
contro quella legge e sul fronte politico nel corso dei decenni
passati ci ha portato a questa situazione. Comunque, lo sciopero
di 8 giorni nel porto di Los Angeles, le proteste del "Venerdì
Nero" alla
Wal-Mart e
lo sciopero improvviso di centinaia di lavoratori dei
fast-food a
NYC indicano che i lavoratori sempre più non si coricheranno
semplicemente a prendere continui abusi.
E' certo che nei mesi e negli anni davanti scoppieranno
altri contrattacchi.
Così, quale è la strada in avanti?
Mr.
Friedman
declina di fornire una risposta e afferma semplicemente che "La
gente che è più acuta e fortunata di quanto lo sia io dovrà
creare la soluzione". Poiché vede il mondo attraverso occhi
geopolitici e non da una prospettiva di classe, è incapace di
immaginare una strada in avanti, nonostante i suoi molti
intuiti.
Per quanto riguarda
Mr.
Greenwald,
la
sua soluzione è prevedibile: vuole salvare il capitalismo da se
stesso. Ma non riesce a comprendere che tentando di regolare il
capitalismo è come cercare di "regolare" le eruzioni di un
super-vulcano!
La nostra risposta alla domanda di
Forbes
è
chiara: il sistema capitalista sta davvero morendo.
Se non viene rimpiazzato dal socialismo, minaccia di portare
indietro la società intera in un'era più oscura di quella vista
dall'umanità in un migliaio di anni. Aggiungeremmo inoltre che
non emanerà il suo ultimo rantolo di proprio accordo; richiederà
gli sforzi coscienti e organizzati della classe lavoratrice
unita dare a esso una spinta finale giù per la rupe della
storia.
Sebbene molti a sinistra siano pessimisti sul futuro, noi
marxisti siamo ottimisti. Tenendo in mente il grande quadro,
sentiamo che la prospettiva per l'umanità è luminosa, nonostante
gli orrori capitalisti che ogni giorno accadono.
Sotto il capitalismo, l'umanità ha sviluppato i mezzi di
produzione e la tecnologia ad altezze in precedenza
inimmaginabili. Tuttavia, il diritto di continuare a esistere di
qualsiasi sistema socioeconomico dipende dalla sua capacità di
sviluppare le forze produttive e di incrementare in modo
costante il tenore di vita della maggioranza. Il capitalismo non
può più realizzare questo. I suoi giorni migliori sono dietro di
esso e davanti vi sono soltanto giorni sgradevoli.
Soltanto il socialismo può dare una prospettiva di vita
nuova all'umanità. Una volta che il vasto potenziale
inutilizzato dell'umanità viene liberato dai ferri del motivo
del profitto, vedremo una fioritura senza precedenti di cultura,
arte e scienza ed un drammatico incremento nella qualità della
vita di ogni abitante di questo pianeta. Questo è un futuro per
il quale vale la pena combattere.