Socialist Appeal

 

 

"Il capitalismo sta morendo?"

Scritto da John Peterson Mercoledì, 23 gennaio 2013

 

Era questa la domanda tagliente posta in un recente articolo nel sito web di Forbes, il fiero e non apologetico portavoce del capitalismo. Nelle parole dell'autore dell'articolo, Igor Greenwald: "Il capitalismo è stato il sistema economico dominante nel mondo occidentale per più o meno 400 anni. E in quel battito di ciglia virtuale nel più grande schema delle cose ha prodotto più ricchezza di tutti i precedenti sistemi economici messi assieme ... Ma nullanemmeno le cose sempre miglioridura per sempre. Avvengono delle cose. Le cose cambiano. I sistemi funzionano fino a che non lo fanno. Quanto è vicino il capitalismo al termine della sua vita utile? Cosa viene subito dopo"?

Egli continua: "Nell'Europa del 14° secolo, la peste bubbonica spinse temporaneamente verso l'alto i salari e ridusse i canoni di affitto agricoli. Eccetto un nuovo fattore simile, è difficile essere ottimisti sul potere d'acquisto dei lavoratori che raddoppia come consumatori ... Se è a somma zero, il nome del gioco è la lotta da vincitore prende tutto per il potere, quei giochi raramente si concludono come potrebbero sperare i vincitori". [nostra enfasi]

In altre parole, a meno che vi sia un altro fattore nuovo, come la "Morte Nera"che "spinse verso l'alto i salari" eliminando 75-200 milioni di persone a livello mondiale, compreso uno stimato 30-60% della popolazione dell'Europai lavoratori non possono aspettarsi che sotto questo sistema le cose migliorino! Lasciando da parte il cinismo di questo commento, proprio il fatto che la questione della praticabilità del capitalismo venga presentata in questo modo in una pubblicazione come Forbes indica che persino alcuni dei suoi più ferventi difensori stanno provando qualche riflessione aggiuntiva.

La pesante crisi degli ultimi anni ha portato alla superficie le contraddizioni intrinseche del sistema e ha sconvolto la consapevolezza di milioni di persone a ogni livello della società. Per tutto l'ottocento, quando il sistema stava ancora giocando un ruolo storicamente progressista nello sviluppare le forze produttive, questo genere di pessimismo semplicemente non si vedeva tra i fautori del capitalismo. Al contrario. La classe capitalista era piena di fiducia per il futuro, con grandi piani per dominare il pianeta per secoli a venire. Né veniva chiesto dai suoi difensori negli anni '50 e '60, durante la prolungata crescita postbellica, quando la curva complessiva dello sviluppo economico tendeva verso l'alto. Ma ora le cose sono differenti.

E' inoltre significativo che l'articolo di Forbes riconosca che il capitalismo  sia una forma specifica e relativamente recente di organizzazione socioeconomica umana. Solitamente siamo portati a credere che il capitalismo sia "il migliore di tutti i mondi possibili", che sia "sempre stato e sempre sarà". In realtà, il capitalismo è un sistema sviluppato storicamente, che ha sostituito il vari sistemi che lo hanno preceduto. Naturalmente, la logica è che un giorno anch'esso sarà sostituitosebbene l'autore non concluda questo.

Forbes non è l'unica seria organizzazione di notizie e informazioni preoccupata dei problemi strutturali del sistema. Gli analisti strategici geopolitici di Stratfor hanno avuto da affermare questo in un recente articolo del loro fondatore, George Friedman: "...Gli Stati Uniti sono di fronte a un problema potenzialmente significativo ma a più lungo termine derivante dalle tendenze economiche. La minaccia agli Stati Uniti è il persistente declino del tenore di vita della classe media, un problema che da una nuova forma all'ordine sociale che è stato in vigore dalla II Guerra Mondiale e che, se continua, pone una minaccia alla potenza americana.

"Gli Stati Uniti sono stati costruiti sull'assunzione che una marea crescente solleva tutte le navi. Questo non è stato il caso per la generazione passata e non vi è nessuna indicazione che la realtà socioeconomica cambierà presto in qualsiasi momento. Ciò significa che è a rischio una premessa centrale. Il problema è che la stabilità sociale è stata costruita attorno a questa premessa ... il tessuto sociale degli Stati Uniti è a rischio e con esso la massiccia potenza globale che gli Stati Uniti hanno accumulato. Altre superpotenze come la Gran Bretagna o Roma non avevano l'idea di migliorare perpetuamente la condizione della classe media come un valore centrale. Gli Stati Uniti ce l'hanno. Se la perdono, perdono uno dei pilastri della loro potenza geopolitica". [nostra enfasi]

Quale è esattamente oggi negli USA la "realtà socioeconomica" per la maggioranza? La percentuale di americani in età lavorativa con un posto di lavoro è stata per 39 mesi consecutivamente sotto il 59%. Si è mantenuta praticamente immutata al 58,7% dal punto basso di depressione del ciclo economico già nel settembre 2009. Questo è all'incirca 100 milioni di americani in età lavorativa senza un posto di lavoro. Il 48% degli americani vive in povertà o è a "reddito basso". Il 77% degli americani dichiara di vivere "da paga a paga". Il 60% dei posti di lavoro perduti durante l'ultimo periodo sono stati considerati posti di lavoro a "salario medio", mentre il 58% dei posti di lavoro creati nel corso dello stesso periodo sono stati a "salario basso". Secondo il Center for Economic and Policy Research, nel 2010 soltanto il 24,6% di tutti i posti di lavoro americani è qualificato come "posti di lavoro buoni".

Il reddito medio è calato per 4 anni consecutivi, di all'incirca $1.000 annui a famiglia. Per quelli in fondo alla scala del reddito e specialmente per i giovani le cose sono ancora peggiori. Il 57% di tutti i bambini degli USA vive in case a "basso reddito" o del tutto impoverite. Le famiglie con un capofamiglia di 30 anni o più giovane hanno un tasso di povertà del 37%. Negli USA più di un milione di studenti delle scuole pubbliche sono senza casa. Secondo Bloomberg, dal 1978, le tasse scolastiche e le rette per il college sono salite di più del 1.000%, le spese mediche del 601% e i prezzi degli alimentari del 244%. Il 53% di quelli con 25 anni o più giovani con laurea di primo livello l'anno scorso erano disoccupati o sottoccupati. Si stima che 25 milioni di adulti vivano con i genitori.

Il 40% degli americani possiede meno di $500 di risparmi. Il 28% ha una somma complessiva di $0,00 messi da parte in banca per le emergenze. 20,2 milioni di americani spendono più di metà del loro reddito per l'alloggio, un aumento del 46% dal 2001. Le bollette dell'energia elettrica sono aumentate più velocemente dell'inflazione per 5 anni continui e le bollette dell'acqua negli ultimi 12 anni sono triplicate. 47,7 milioni di americani dipendono dai buoni alimentari, un aumento del 50% da appena 4 anni fa. Questo è uno ogni 6,5 americani, paragonato a uno ogni 50 negli anni '70. E' all'incirca uguale alla popolazione combinata di metà degli stati degli USA più il District of Columbia.

In altre parole, come abbiamo spiegato molte volte nelle pagine di Socialist Appeal, la base materiale per il Sogno Americano è morta e questo tradimento delle aspettative avrà profonde conseguenze sulla consapevolezza dei lavoratori e dei giovani.

Così, quando Friedman si riferisce alla "classe media", in realtà parla di ampie fasce della classe lavoratricela vasta maggioranza della popolazione. Quando Mr. Friedman accenna ai rischi crescenti per la stabilità sociale e Mr. Greenwald osserva minaccioso che "quei giochi si concludono come potrebbero sperare i vincitori", si riferiscono alle prospettive di sconvolgimenti di massa e in ultima analisialla rivoluzione. Ogni cosa ha i suoi limiti e alla fine raggiunge un "punto di rottura".

Il recente accordo vigliacco sul debito ed il "precipizio fiscale" accresceranno soltanto l'immiserimento e intensificheranno le contraddizioni. I tagli automatici sono stati soltanto rinviati di alcune settimane, così saremo invitati a un altra farsesca "prova di forza" tra coloro che vogliono i tagli e coloro che vogliono i tagli gradualmente. In qualsiasi modo, sono prossimi miliardi di dollari di dolorosi tagli. Social Security, Medicare, Medicaid ed altro restano sul tagliere.

Appena menzionato durante la tempesta mediatica sui negoziati del tetto del debito di dicembre è stato il fatto che sia stato permesso di scadere alla "esenzione fiscale sulla paga" della Social Security, che significa meno paga netta settimanale per 163 milioni di lavoratori. Questa è un'imposta regressiva che colpisce più duramente quelli meno in grado di permettersela. Nel frattempo, ai ricchi e alle loro corporation viene consentito di ammassare praticamente indisturbati il loro denaro. L'idea che le ricchezze dei ricchi in qualche modo "goccioleranno" è stata totalmente screditata dalla realtà degli ultimi 30 anni.

I profitti delle corporation come percentuale del PIL sono al massimo storico, mentre i salari come percentuale del PIL sono quasi al minimo storico. E' stato stimato che tra sovvenzioni, minori pagamenti  e deduzioni dall'imposta societaria, paradisi fiscali offshore e varie scappatoie dall'imposta societaria, gli americani più ricchi evitano ogni anno quanto $3 trilioni di imposte. Questo è tre volte il deficit di bilancio annuo degli USA.

Non importa i trilioni in contante che i cosiddetti "creatori di posti di lavoro" e "capitani d'industria" hanno parcheggiato improduttivamente nei conti bancari, mentre milioni di lavoratori abili e volonterosi languiscono nella disoccupazione. L'1% al vertice ha tanta ricchezza quanto il 95% al fondo. Le 400 famiglie più ricche degli USA hanno tanta ricchezza quanta il 50% al fondo della popolazione. I soli sei individui eredi Wal-Mart "valgono" più del 30% di fondo degli americani combinato. Il 50% più povero possiede appena il 2,5% della ricchezza del paese.

Noi diciamo: fate pagare ai padroni la loro crisi, non ai lavoratori e ai poveri! Se i capitalisti non possono dirigere la società nell'interesse di tutti, certamente lo possono fare i lavoratori!

La classe lavoratrice americana può e deve contrattaccare. In maniera più importante, può e deve combattere per vincere. L'imposizione della "Diritto al lavoro" in Indiana e Michigan è un avvertimento per movimento dei lavoratori di cosa avverrà se i sindacati non adottano le tattiche della lotta di classe che riconoscono gli opposti interessi dei lavoratori e dei padroni. Il fallimento della leadership sindacale di esprimere una vera guida nella lotta contro quella legge e sul fronte politico nel corso dei decenni passati ci ha portato a questa situazione. Comunque, lo sciopero di 8 giorni nel porto di Los Angeles, le proteste del "Venerdì Nero" alla Wal-Mart e lo sciopero improvviso di centinaia di lavoratori dei fast-food a NYC indicano che i lavoratori sempre più non si coricheranno semplicemente a prendere  continui abusi. E' certo che nei mesi e negli anni davanti scoppieranno altri contrattacchi.

Così, quale è la strada in avanti? Mr. Friedman declina di fornire una risposta e afferma semplicemente che "La gente che è più acuta e fortunata di quanto lo sia io dovrà creare la soluzione". Poiché vede il mondo attraverso occhi geopolitici e non da una prospettiva di classe, è incapace di immaginare una strada in avanti, nonostante i suoi molti intuiti. Per quanto riguarda Mr. Greenwald, la sua soluzione è prevedibile: vuole salvare il capitalismo da se stesso. Ma non riesce a comprendere che tentando di regolare il capitalismo è come cercare di "regolare" le eruzioni di un super-vulcano!

La nostra risposta alla domanda di Forbes è chiara: il sistema capitalista sta davvero morendo. Se non viene rimpiazzato dal socialismo, minaccia di portare indietro la società intera in un'era più oscura di quella vista dall'umanità in un migliaio di anni. Aggiungeremmo inoltre che non emanerà il suo ultimo rantolo di proprio accordo; richiederà gli sforzi coscienti e organizzati della classe lavoratrice unita dare a esso una spinta finale giù per la rupe della storia.

Sebbene molti a sinistra siano pessimisti sul futuro, noi marxisti siamo ottimisti. Tenendo in mente il grande quadro, sentiamo che la prospettiva per l'umanità è luminosa, nonostante gli orrori capitalisti che ogni giorno accadono.

Sotto il capitalismo, l'umanità ha sviluppato i mezzi di produzione e la tecnologia ad altezze in precedenza inimmaginabili. Tuttavia, il diritto di continuare a esistere di qualsiasi sistema socioeconomico dipende dalla sua capacità di sviluppare le forze produttive e di incrementare in modo costante il tenore di vita della maggioranza. Il capitalismo non può più realizzare questo. I suoi giorni migliori sono dietro di esso e davanti vi sono soltanto giorni sgradevoli.

Soltanto il socialismo può dare una prospettiva di vita nuova all'umanità. Una volta che il vasto potenziale inutilizzato dell'umanità viene liberato dai ferri del motivo del profitto, vedremo una fioritura senza precedenti di cultura, arte e scienza ed un drammatico incremento nella qualità della vita di ogni abitante di questo pianeta. Questo è un futuro per il quale vale la pena combattere.