La realtà colombiana: analisi di un conflitto

di David A.G. Fischer / 12 luglio 2008

DISSIDENT VOICE

Le condizioni sociali favoriscono l'insurrezione civile

Il gruppo guerrigliero marxista colombiano, las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) ovvero le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, è stato frainteso e sottovalutato sin dal suo sviluppo. Anche oggi viene erroneamente etichettato come l'unico colpevole e la causa primaria della violenza nel paese, mentre la Colombia e le sue forze armate, insieme all'assistenza USA, continuano a tentare di distruggerlo.

Questa opinione sulle FARC, mentre comune in tutto il mondo, contraddice la realtà. La violenza in Colombia è stata un avvenimento regolare da molto tempo prima che le FARC si alzassero dai terreni macchiati di sangue del paese. Infatti, durante il mezzo millennio passato, "distrutta dalla guerra ed oppressa" è la descrizione più accuratamente breve della società civile in questo paese di estremi contrasti.

Quando si analizza il conflitto interno in Colombia, l'obiettivo dovrebbe essere di sviluppare una comprensione esauriente, anche se contrasta con l'immagine della tendenza prevalente. Una simile consapevolezza comincia rendendosi conto che la maggioranza del popolo toccato dal conflitto sono le comunità indigene impoverite, i coltivatori rurali e la gente comune. Comunque, raramente i loro resoconti della violenza vengono stampati o riportati, un punto importante da tenere in mente.

Le informazioni che tradizionalmente vengono riportate sono attestazioni del governo, dei militari e della forza di polizia nazionale. Queste sono le notizie che vengono fatte passare in tutto il mondo e queste ciò che creano la percezione popolare. Infatti, i resoconti personali che contraddicono queste notizie, spesso emergono settimane o mesi più tardi, raramente raggiungono il pubblico qui in Colombia, per non parlare di tutto il mondo.

Per avere una comprensione più integrale ed imparziale del gruppo rivoluzionario marxista colombiano, si deve esaminare il clima socio-politico almeno due decenni prima del loro principio. Facendo ciò, è chiaro capire che un particolare impulso sociale è stato la causa di questo effetto rivoluzionario.

Quando si osserva una cronologia che descrive gli eventi, ci si accorge anche che il coinvolgimento di Washington in questo paradiso latino americano è stato incessante sin da poco dopo la II GM. Quel'iniziale coinvolgimento era da prima razionalizzato per combattere il comunismo che stava germogliando nel cortile di casa.

Così, chi erano i presunti elementi comunisti in Colombia nel 1948? Bene, il 9 aprile di quell'anno, solamente un giorno dopo avere incontrato il cubano "Fidel Castro ad una conferenza di leader studenteschi anti-imperialisti”1, il più pubblicamente sostenuto leader populista e candidato presidenziale del popolo, “Dr. Jorge Eliecer Gaitan, venne assassinato in centro a Bogota all'incirca alle 13,15”.2 Le capitali nazionale e provinciali furono rapidamente distrutte dopo essere esplose in assoluta caotica ribellione.

Il capro espiatorio inteso di quel giorno,  Juan Roa Sierra, fu trovato dalla folla infuriata in un locale magazzino, rimosso dall'edificio, picchiato a morte, trascinato per le strade ed infine messo in mostra nel centro della città. Intanto, né il governo né le forze armate fecero nulla per fermare la risultante violenza civile. Al contrario, si disposero contro la folla inferocita. Da allora, quel giorno è divenuto ben noto per tutto il paese come il Bogotazo, all'alba di un'era notoriamente chiamata La Violenza.

E' piuttosto pertinente mettere in evidenza che il Dr. Gaitan era un genuino populista, stimato di avere avuto più dell'80% dell'appoggio popolare – un futuro vincitore delle prossime elezioni del 1950. Era anche membro del Partito Liberale Colombiano, che coraggiosamente sperava di abbattere la presa alla gola oligarchica ed attuare programmi sociali per la gente comune; istruzione, assistenza sanitaria, sviluppo delle infrastrutture e gestione delle risorse centralizzata erano alcune delle fondamenta della sua campagna.

Comunque, i trincerati governanti della classe oligarchica, probabilmente trovarono difficile accettare l'occupazione della Casa di Narino (Palazzo Presidenziale) da parte di un presidente del popolo come Gaitan, dal momento che certamente non condividevano i suoi interessi sociali. La storia del paese dimostra regolarmente questo atteggiamento dominante e plutocratico dalla fine delle Guerre di Indipendenza contro la Spagna nel 1848.

L'insurrezione si organizza

Cosa ne è stato quindi di quel pomeriggio di aprile impetuosamente nero a Bogota? Alcuni di quelli che appoggiavano il Dr. Gaitan e la sua ideologia politica divennero noti come Gaitanisti. Nel dipartimento di Tolima, confinante con Cundinamarca del quale Bogota è la capitale, questi Gaitanisti presero le armi contro l'incorreggibile sistema. Un membro di questo gruppo guerrigliero era Pedro Marin, comunemente noto come Manuel Marulanda, o Tirofijo (Tirosicuro).

Nel 1950, il nascente gruppo guerrigliero dei Gaitanisti di contadini formò i ranghi nella campagna con combattenti del Partito Social Democratico (PSD). Questo gruppo avrebbe raggiunto lo slancio nei sedici anni successivi in difesa del proletariato contadino. Marulanda avrebbe continuato con il chiamare ufficialmente questo gruppo le FARC, del quale allora era a capo, nel 1966. Avrebbe assunto questa posizione fino alla sua recente morte, riferita esser stata questo passato 26 marzo 2008.

Le origini delle FARC sono piantate nel suolo dell'ideologia socialista. Contrariamente alla credenza popolare, il loro principio non ha nulla a che fare con la droga. Il nucleo della loro dottrina cercava di stabilire diritti sulla terra attesi da tempo per i contadini. Assieme a questo promuovevano lo sviluppo di sindacati all'interno dei settori dominanti delle grandi imprese agricole, che stava diventando monopolizzato ed ancora più oppressivo da parte degli oligarchi nazionali e stranieri del giorno.

All'origine le FARC funzionavano come una "struttura regionale di guerra sociale, di sopravvivenza individuale e collettiva" ed alla fine diventarono "un ambiente per la costruzione di un vero potere locale”.3 Questa è la linea che mantennero per tutti gli anni '70. Comunque, dagli anni '80, con l'emergere del traffico di cocaina e di truppe paramilitari di controinsurrezione, sponsorizzate dallo stato contro le quali lottare, le loro radici ideologiche iniziarono un po' ad appassire.

Causa ed effetto sono principi spesso inevitabili ed intrinsecamente universali. Come tali, se il gruppo governante decide di abbandonare od abusare del popolo a favore del potere e del profitto, il popolo probabilmente si servirà dei propri mezzi. Questo è precisamente ciò che è accaduto dopo il Bogotazo. Di conseguenza, le condizioni erano ottimali perché spuntasse un gruppo come le FARC in risposta alla corruzione calcolata, sistemica che opprimeva la parte meno ricca della popolazione dai tempi coloniali spagnoli.

Questa è la forza comunista che Washington intendeva sradicare mentre era in crescita vegetativa, tuttavia in qualche modo fallì di riuscire. Oggi, oltre quaranta anni da questa commemorazione, le FARC resistono ancora. Nei decenni sono stati etichettati come comunisti, come narcotrafficanti ed oggi come terroristi. E sebbene al giorno d'oggi si valuta che si stiano indebolendo, nondimeno continuano a resistere come una opposizione armata di considerevole importanza.

La resistenza come tale aiuta Washington a giustificare le sue cortesi donazioni annuali al governo colombiano di all'incirca $700 milioni del denaro dei contribuenti USA in base al Plan Colombia di Bill Clinton, che ha solamente sorretto il conflitto interno, avvelenato l'ambiente e prodotto la più alta cifra di deportazione umana interna al mondo. Infatti, il Centro di monitoraggio deportazione interna rivela che persino l'Iraq, a quasi 2.000.000 di persone internamente deportate, manca ancora di adeguarsi alla vetta.4 Sebbene questi costituiscano dati impellenti da considerare per raggiungere il nostro obiettivo iniziale di sviluppare una comprensione esauriente, dobbiamo rinviare ogni ulteriore analisi di questo programma antiterrorismo/antidroga ad un altro articolo.

Ridefinire il capro espiatorio perenne del conflitto

Tener conto delle origini storiche del principale gruppo guerrigliero della Colombia è un requisito per qualsiasi livello di comprensione riguardo al conflitto. Comunque, ciò non è in nessun modo per suggerire che le FARC siano esenti dall'avere commesso nei decenni crimini illegali ed efferati. Ciò non è nemmeno per indicare che si dovrebbe continuare a garantir loro l'impunità come numerose forze paramilitari e guerrigliere sono già state fortunate di ottenere in base alla Legge Giustizia e pace del 2005 priva di trasparenza del Presidente Alvaro Uribe. Questo scritto non cerca di avvalorare l'immoralità delle FARC, ma semplicemente di rivelare al lettore una più accurata descrizione del conflitto in Colombia relativa a questo gruppo.

Procediamo ora con il determinare alcuni paralleli e deviazioni tra i due gruppi menzionati precedentemente. I paramilitari sono civili organizzati sviluppati militarmente per agire come, o assistere, le truppe militari regolari. Il riferimento menzionato nel paragrafo precedente coincide con questa definizione.

Le FARC, d'altra parte, non sono un gruppo paramilitare. Sono classificate come guerriglieri, come gli attori rivoluzionari di Castro, combattono contro i militari ed i loro associati paramilitari. Così, sono stati i gruppi guerriglieri come le FARC, l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e l'M-19 che negli anni hanno tenuto le armi contro il governo colombiano, il suo esercito, la polizia nazionale ed i gruppo paramilitare, la Forza di Autodifesa Unita (AUC).

A parte l'affermazione inaccurata di molti colombiani ed altri in circoli stranieri che si consolano condannando per il conflitto esclusivamente i guerriglieri, sarebbe ingenuo credere che le FARC siano i soli colpevoli in questo riprovevole conflitto. L'osservazione di Amnesty International contraddice completamente la cieca e ampiamente sostenuta credenza dichiarando che "sebbene tutte le parti del conflitto interno armato in Colombia - le forze di sicurezza, i paramilitari ed i guerriglieri - abbiano violato sistematicamente i diritti umani ed il diritto umanitario internazionale, i paramilitari, negli ultimi anni, sono stati responsabili della maggior parte delle uccisioni di civili, delle "sparizioni" e dei casi di tortura, mentre i guerriglieri sono stati responsabili della maggior parte dei rapimenti per motivi politici".5

Rapporti come questo non sono più rassicuranti quando tentano di costruire una più completa comprensione del conflitto, perché in sostanza lo scenario è semplicemente divenuto anche più complicato con fattori aggiuntivi. Sfortunatamente comunque, questo è in breve il conflitto in Colombia, un pantano socio-politico enormemente complesso.

Ugualmente, se si mira sinceramente ad arrivare ad una consapevolezza più realistica riguardo questo conflitto interno del paese, gli stereotipi del movimento guerrigliero marxista e le nozioni preconcette della sua ribellione devono essere abbandonati per vedere il quadro reale. La realtà contemporanea di massacri, tortura ed altre violazioni dei diritti umani in verità non è dominata dalle FARC, come è stata intenzionalmente ed irrazionalmente plasmata l'opinione popolare.

La maggioranza di queste violazioni, piuttosto, vengono da una forza dominante e dai suoi associati, la cui concentrazione di potere permea le dimensioni sociale, economica e politica del paese. Non si deve guardare oltre il governo colombiano per identificare il principale provocatore. Questa potrebbe leggersi come una impudente pretesa, ma la maggioranza dei colombiani delle campagne con i quali lo scrivente parla concordano quasi all'unanimità.

In un'intervista condotta nel 2002, Noam Chomsky condivide alcune delle sue esperienze personali che confermano questa realtà, mentre in Colombia per un programma umanitario nel dipartimento militarmente attivo di Cauca. In risposta ad una domanda che stabilisce che il governo colombiano pretende di essere preso in mezzo tra una insurrezione guerrigliera ed un esercito paramilitare, nessuno dei quali può controllare,  Chomsky risponde facendo rilevare che "tanto organizzazioni per i diritti umani internazionali che colombiane ora attribuiscono la grande maggioranza di atrocità ai paramilitari, che sono strettamente, e così palesemente, alleati ai militari che Human Rights Watch li chiama la 'Sesta Divisione', a fianco alle cinque divisioni ufficiali. Vi sono prove schiaccianti di profonde relazioni e cooperazione, sia da abbondanti testimonianze personali che da rapporti pubblicati dalle principali organizzazioni per i diritti umani, che sono dettagliati ed informativi. La proporzione di atrocità attribuite ai militari/paras è stata stabile negli anni: circa il 75-80%, con la componente dei militari declinante poiché le atrocità vengono 'date in appalto' ai paras in maniere che altrove sono ben note".6 Ciò non costituisce informazione accettabile che gli USA o le istituzioni colombiane vogliano avere l'opinione pubblica globale che osservi attorno ai tavoli della cena, poiché contraddice il menu.

Conclusione

Riflettendo su queste ultime diagnosi da Amnesty International e Chomsky, precedenti premesse delle FARC come il "gruppo marxista solitario" che è l'unico cospiratore di violenza terroristica in Colombia, inizia in tal modo a sbiadirsi ed a perdere credibilità. Ciò è vero specialmente quando si confrontano informazioni pubblicate dal governo e da fonti di tendenza principale, con quelli che ci si aspetta siano dati più affidabili ed obiettivi forniti da gruppi umanitari ed intellettuali, il cui impegno di mettere assieme informazioni accurate non è soggetto a forze impositive. Le testimonianze personali di contadini che sono stati presi nel fuoco incrociato indebolisce ancora di più quelle premesse.

Per sviluppare una comprensione più accurata delle FARC e del conflitto in Colombia, si deve guardare oltre i titoli di testa prevenuti, le storie di copertina notturne delle 6 ed i ritagli del retro pagina delle fonti dei media dominanti, alla sorgente dei media alternativi. Se questo non è sufficiente, un'escursione nel paese stesso fornirà abbondanza di opportunità per discutere l'argomento con quelli colpiti direttamente. Questo è il modo più diretto per cambiare percezione mentre si comprende la realtà delle FARC come partecipanti al conflitto in Colombia.

1.                Hylton, Forrest; Evil Hour in Colombia; 2006, p40. #

2.               El Tiempo, 9 aprile 2008. #

3.               Pizarro Leongomez, “Revolutionary Guerrilla Groups”, in Bergquist et al, eds, Violence in Colombia: Historical Perspectives, p181-182. #

4.               International Displacement Monitoring Center. #

5.               Comunicato stampa, “Colombia: The Justice and Peace law will benefit human rights abusers,” Amnesty International, 12 settembre 2005. #

6.               Noam Chomsky interview with Justin Podur; Cauca: Their fate lies in our hands, 12 luglio 2002 #

 

David A.G. Fischer è un insegnante di inglese delle scuole superiori che vive in Colombia. E' anche un eterno studente che contribuisce socialmente come scrittore free-lance. Leggete altri articoli di David.