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L'Emirato Islamico dell'Iraq e del Levante
(ISIL,
in arabo
الدولة
الاسلامية
في
العراق
والشام
il cui acronimo si pronuncia "Desh") collegato ad al Qaeda, il 6 giugno 2014
ha lanciato un attacco su vasta scala all'Iraq. Dopo aver preso il
controllo di
Fallujah,
ora si è impadronito del distretto di Ninive (inclusa la capitale
Mosul)
e sta proseguendo la sua offensiva nelle province di
Kirkuk
e
Saladin.
Più di 150.000 civili sono fuggiti davanti all'avanzata dei jihadisti.
Il 10 giugno il primo ministro
Nouri al-Maliki
ha invitato il parlamento a dichiarare lo stato di emergenza.
L'Emirato
Islamico dell'Iraq e del Levante è guidato da
Abu Bakr al-Baghdadi
per conto del principe
Abdul Rahman al-Faisal,
fratello dell'attuale ministro degli esteri saudita e dell'ambasciatore
saudita a
Washington.
E' finanziato e
diretto congiuntamente da funzionari USA, francesi e sauditi. Nel
corso del mese passato, ha ricevuto nuove armi dall'Ucraina, dove
l'Arabia Saudita ha acquistato una fabbrica di armi e tramite la
Turchia, dove per rifornire l'ISIL ha creato una
linea ferroviaria speciale accanto ad un aeroporto militare.
Abu Bakr al-Baghdadi
è un iracheno che è entrato a far parte di al Qaeda per combattere contro
il presidente
Saddam Hussein.
Durante l'invasione USA, si è distinto impegnandosi in diverse azioni
contro sciiti e cristiani (compresa la cattura della
cattedrale di
Baghdad)
ed introducendo un regno del terrore islamista (ha presieduto un
tribunale islamico che ha condannato molti iracheni ad essere massacrati
in pubblico). Dopo la partenza di
Paul Bremer III, al-Baghdadi
è stato arrestato ed incarcerato a
Camp Bucca
dal
2005
al
2009.
Questo periodo ha visto la dissoluzione di Al Qaeda in Iraq,
i cui combattenti si sono mescolati in un gruppo di resistenza tribale,
l'Emirato Islamico dell'Iraq.
Il 16 maggio 2010,
Abu Bakr al-Baghdadi
è stato nominato emiro dell'ISIL, che era in corso di disintegrazione.
Dopo la partenza delle truppe USA, ha organizzato delle operazioni
contro il governo
al-Maliki, accusato
di essere al servizio dell'Iran. Nel 2013, dopo aver giurato fedeltà ad
al Qaeda,
è partito con il suo gruppo per continuare la
jihad in
Siria, ribattezzandolo Emirato Islamico dell'Iraq e del Levante.
Nel farlo, ha
messo in discussione i privilegi che
Ayman al-Zawahiri
aveva in precedenza concessi, per conto di al Qaeda, al Fronte al
Nusra in Siria,
che originariamente non era niente di più che un'estensione
dell'ISIL.
L'ISIL è basato in Siria, dove pone assedio alla città di Raqqa,
l'unica città la cui popolazione non è stata in grado di partecipare
alle elezioni presidenziali del 3 giugno (assieme ai siriani che
risiedono in Francia e Germania).
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