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Iraq sotto attacco di USA, Francia ed Arabia Saudita

Voltaire Network | 11 giugno 2014

 

L'Emirato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL, in arabo الدولة الاسلامية في العراق والشام il cui acronimo si pronuncia "Desh") collegato ad al Qaeda, il 6 giugno 2014 ha lanciato un attacco su vasta scala all'Iraq. Dopo aver preso il controllo di Fallujah, ora si è impadronito del distretto di Ninive (inclusa la capitale Mosul) e sta proseguendo la sua offensiva nelle province di Kirkuk e Saladin. Più di 150.000 civili sono fuggiti davanti all'avanzata dei jihadisti.

Il 10 giugno il primo ministro Nouri al-Maliki ha invitato il parlamento a dichiarare lo stato di emergenza.

L'Emirato Islamico dell'Iraq e del Levante è guidato da Abu Bakr al-Baghdadi per conto del principe Abdul Rahman al-Faisal, fratello dell'attuale ministro degli esteri saudita e dell'ambasciatore saudita a Washington. E' finanziato e diretto congiuntamente da funzionari USA, francesi e sauditi. Nel corso del mese passato, ha ricevuto nuove armi dall'Ucraina, dove l'Arabia Saudita ha acquistato una fabbrica di armi e tramite la Turchia, dove per rifornire l'ISIL ha creato una linea ferroviaria speciale accanto ad un aeroporto militare.

Abu Bakr al-Baghdadi è un iracheno che è entrato a far parte di al Qaeda per combattere contro il presidente Saddam Hussein. Durante l'invasione USA, si è distinto impegnandosi in diverse azioni contro sciiti e cristiani (compresa la cattura della cattedrale di Baghdad) ed introducendo un regno del terrore islamista (ha presieduto un tribunale islamico che ha condannato molti iracheni ad essere massacrati in pubblico). Dopo la partenza di Paul Bremer III, al-Baghdadi è stato arrestato ed incarcerato a Camp Bucca dal 2005 al 2009. Questo periodo ha visto la dissoluzione di Al Qaeda in Iraq, i cui combattenti si sono mescolati in un gruppo di resistenza tribale, l'Emirato Islamico dell'Iraq.

Il 16 maggio 2010, Abu Bakr al-Baghdadi è stato nominato emiro dell'ISIL, che era in corso di disintegrazione. Dopo la partenza delle truppe USA, ha organizzato delle operazioni contro il governo al-Maliki, accusato di essere al servizio dell'Iran. Nel 2013, dopo aver giurato fedeltà ad al Qaeda, è partito con il suo gruppo per continuare la jihad in Siria, ribattezzandolo Emirato Islamico dell'Iraq e del Levante. Nel farlo, ha messo in discussione i privilegi che Ayman al-Zawahiri aveva in precedenza concessi, per conto di al Qaeda, al Fronte al Nusra in Siria, che originariamente non era niente di più che un'estensione dell'ISIL.

L'ISIL è basato in Siria, dove pone assedio alla città di Raqqa, l'unica città la cui popolazione non è stata in grado di partecipare alle elezioni presidenziali del 3 giugno (assieme ai siriani che risiedono in Francia e Germania).