Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

 

Come nascono le guerre: la Cina contro gli U.S.A.

Beijing sfida l'espansionismo americano

di Shamus Cooke

30 aprile 2010

 

A quelli tra noi che fanno l'affermazione "radicale" che le guerre sono il risultato di interessi economici/corporativi spinti all'estero, è stato dato recentemente un cenno di approvazione da una fonte tipicamente ostile, The New York Times.

Il New York Times controllato dalle corporations ha pubblicato un articolo eloquente su come funziona realmente la politica estera USA. Il motivo dietro la sincerità è che veniva attaccata la politica estera della Cina. Comunque, presto l'articolo ha reso chiaro che la politica della Cina e la stessa degli USA: dominare regioni che sono di "interesse economico (corporations)" materie prime, manodopera a basso costo, corridoi di navigazione, mercati ecc. attraverso la potenza militare.

L'articolo discute pericolosamente come l'espansione economica della Cina e la potenza militare utilizzata per proteggerla stia venendo in conflitto con il militarismo d'oltremare degli USA. Per esempio:

"Ufficiali ed analisti affermano che i militari cinesi stanno cercando di proiettare la potenza navale ben oltre le coste cinesi, dai porti petroliferi del Medio Oriente ai corridoi di navigazione del Pacifico, dove la marina degli Stati Uniti ha a lungo regnato come la forza dominante".  

Perché la Cina si estende militarmente?

"Gli ammiragli cinesi dichiarano di volere che delle navi da guerra navi commerciali che sono cruciali per l'economia del paese, dal Golfo Persico fino allo Stretto di Malacca nell'Asia del sudest e per contribuire a difendere gli interessi cinesi nei mari della Cina meridionale ed orientale ricchi di risorse". (24 aprile 2010).   

Shen Dingli, un intellettuale cinese, ha recentemente argomentato a favore della creazione delle prime basi militari cinesi all'estero (gli USA possiedono 909 installazioni militari in paesi stranieri):

"Con la continua espansione degli affari oltremare della Cina, i governi sono più responsabili di proteggere gli interessi oltremare...la garanzia di commerciare tranquillamente; la prevenzione dell'intervento oltremare..." (28 gennaio 2010 - China.org).    

Tipicamente, le forze armate USA sono responsabili di sorvegliare la maggior parte dei corridoi marittimi globali, di modo che le merci delle imprese non siano ostacolate da pirati o paesi ostili ecc. Ma la Cina non è più soddisfatta di questa situazione e vuole la sua propria protezione. Ma perché?

Una ragione è che la Cina ascolta l'atteggiamento sempre più ostile dell'elite corporativa USA, che ha espresso l'opinione che l'ascesa economica della Cina sia intrinsecamente in conflitto o in competizione con la capacità di fare profitto delle corporations USA. Le recenti provocazioni di Obama contro la Cina le vendite di armi a Taiwan, la visita a Washington del Dalai Lama, le minacce sull'Iran ecc. sono tutte prove che l'ascesa economica della Cina non verrà affrontata con amicizia e cooperazione.

Il summenzionato articolo del New York Times ammette che "...vi sono pochi segni che la Cina abbia intenzioni aggressive verso gli Stati Uniti o altri paesi". Nondimeno, l'intero articolo intende spaventare ed intimidire. Per esempio:

"Di particolare interesse è che degli elementi della modernizzazione militare della Cina sembrano destinati a sfidare la libertà di azione della marina USA nella regione", ha dichiarato l'ammiraglio Willard.

"Anche il Giappone è preoccupato..."    

e  

“Lee Kuan Yew, ex leader di Singapore, ha riflesso generali apprensioni quando ha osservato l'ascesa navale della Cina e ha esortato gli Stati Uniti a mantenere la loro presenza regionale".

Queste tattiche allarmistiche sono intese a dirigere l'opinione pubblica ad una posizione ostile verso la Cian, che il governo USA considera un possibile obiettivo di guerra. Questo è stato alla fine reso chiaro nell'articolo:

"...come reazione alla crescita della Cina, gli Stati Uniti hanno di recente trasferito dei sommergibili dall'Atlantico al Pacifico, di modo che la maggior parte dei suoi sommergibili d'attacco nucleari sono ora nel Pacifico... Gli Stati Uniti hanno anche iniziato ad avvicendare da tre a quattro sommergibili in schieramenti fuori da Guam, ripristinando una pratica che era terminata con la guerra fredda..." 

Ed in maniera più allarmante: "Le navi americane ora osservano frequentemente la base di sommergibili cinesi sull'isola di Hainan e questa attività porta ad occasionale attrito con navi cinesi".

L'ascesa economica e militare della Cina sta spingendo su in territorio dominato dai militari USA, che spingono indietro. Degli "incidenti" militari sono sempre più probabili in questa situazione, che può essere utilizzata come pretesto per la guerra.

Dietro la cavalcata dei militari per la potenza vi sono gli interessi economici. A controllare l'economia USA sono potenti corporations, che contano sulle forze armate USA per assicurarsi dei superprofitti oltremare, compreso il dominio di intere regioni il Medio Oriente, l'America Latina, il Pacifico che vengono considerate come le "zone economiche esclusive" delle corporations USA. Il fatto che la Cina ora si proclami padrona delle sue zone è intollerabile per le corporations USA, che non si fermeranno davanti a nulla guerra compresa per mantenere il dominio militare degli USA sul globo.

Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a portland@workerscompass.org