WORKERS WORLD

 

Il capitalismo non può andare incontro ai bisogni umani

La metà degli USA sono poveri

Karl Marx aveva ragione: cresce il divario tra il 99% e l'1%
di Fred Goldstein

Pubblicato 21 dicembre 2011

 

Il numero delle persone negli USA che sono ufficialmente povere o "quasi povere" è diventato una questione di controversia.

L'ufficio del Censimento ha cambiato il metodo con cui misura la povertà ufficiale. Ora, sono prese in considerazione le differenze regionali quando si calcolano i costi per mantenere una famiglia, come pure si aggiunge ogni aiuto governativo come i buoni alimentari al reddito di una famiglia mentre si sottraggono le visite mediche, i trasporti, l'assistenza all'infanzia ed altre spese.

Il New York Times ha chiesto all'Ufficio del Censimento le cifre basate su questi nuovi metodi di calcolare la povertà ufficiale. La nuova percentuale è stata scioccante. Il Times ha pubblicato le sue conclusioni in novembre. Ha dichiarato il numero di coloro che vivono in povertà essere di 100 milioni, ovvero una persona su tre negli USA.

Ma, un mese più tardi, in dicembre, l'Associated Press ha pubblicato le sue conclusioni basate su nuovi calcoli. Ha scoperto che 150 milioni che significa quasi una persona su due erano o povere o "quasi povere". Quasi povere significa che si affannano per pagare i conti.

Questo è stato ancora più sconvolgente.

Entrambe le cifre erano basate sulle stesse conclusioni dell'Ufficio del Censimento. La differenza è che il primo studio contava tutte le persone che vivono al 150% del livello di povertà oppure al di sotto. Il livello di povertà ufficiale per una famiglia di quattro con due figli, in base alle nuove misure adottate dall'Ufficio, è stato stabilito ad un reddito annuale di $24.343.

Il secondo studio, utilizzando la stessa base di dati, incluse le persone che vivono al 200% del livello di povertà o al di sotto. Ha scoperto che una famiglia di quattro, inclusi due bambini, con un reddito annuo di $48.686 si stava ancora battendo per sopravvivere e viveva precariamente vicina ad andare sotto. Chiunque cerchi di tenere assieme una famiglia di quattro con questo reddito certamente concorderà con la definizione più ampia.

L'Ufficio del Censimento si è precipitato a "chiarificare" la situazione, dichiarando che la conclusione che metà delle persone negli USA erano povere o "quasi povere" era erronea. Ad ogni modo, ha sostenuto, il governo non ha nessuna definizione di "basso reddito" o "quasi povero", così l'intera discussione è sbagliata. Questa discussione è quindi rapidamente scomparsa dei media del grande capitale.

Non c'è bisogno di un meteorologo

Non importa quale cifra venga presa, il fatto è che i salari reali diminuiscono da 30 anni come i capitalisti introducono nuova tecnologia, accelerano il ritmo di produzione dei lavoratori e costringono milioni di lavoratori al part-time. Da quando nell'agosto 2007 è iniziata la crisi economica, i salari sono diminuiti ancora più nettamente. Almeno 30 milioni sono disoccupati o sottoccupati. A milioni sono usciti dalle loro case sequestrate. E l'assistenza statale viene ridotta all'osso a livello federale, statale e locale.

In altre parole, il dibattito su quanta povertà esista secondo le statistiche del governo è soltanto un dibattito sulle definizioni governative e sulle categorie dell'Ufficio del Censimento. La povertà e la sofferenza sono reali ed aumentano, malgrado tutto. Ed anche secondo le statistiche ufficiali, negli USA dal 2009 al 2010 la povertà è aumentata di 2,6 milioni.

Come dice il proverbio, 'non c'è bisogno di un meteorologo' per sapere in quale direzione soffia il vento. La miseria è fondata nel capitalismo. Durante una crisi economica di questa durata e gravità, la povertà cresce più intensa e più estesa.

Karl Marx sull'1% ed il 99%

Vale la pena ripetere che la crescita della povertà è costruita nel capitalismo. Infatti, Karl Marx, scrivendo nel "Manifesto del Partito Comunista" nel 1848, presagì la descrizione dell'1% verso il 99%.

Ragionando contro i capitalisti, che si lamentavano del programma comunista di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione, Marx scrisse:

"Siete inorriditi della nostra intenzione di eliminare la proprietà privata. Ma, nella vostra esistente società, la proprietà privata è già eliminata per i nove decimi della popolazione; la sua esistenza per pochi è dovuta soltanto alla sua non esistenza nelle mani di quei nove decimi. Perciò, ci rimproverate di avere l'intenzione di eliminare una forma di proprietà, la condizione necessaria per la cui esistenza è la non esistenza di alcuna proprietà per l'immensa maggioranza della società.

"In una parola, ci rimproverate di avere l'intenzione di eliminare la vostra proprietà. Precisamente così; questo è proprio ciò che intendiamo".

Marx scrisse di un decimo della popolazione contro i nove decimi proprio durante gli stadi iniziali del capitalismo, prima che la vasta concentrazione della ricchezza, che aveva previsto, avesse raggiunto le proporzioni del 21° secolo. Infatti, oggi appena una minuscola frazione dell'1%, i miliardari, controllano realmente la ricchezza.

Marx scriveva 160 anni fa, prima dell'era del capitale finanziario con i suoi hedge fund ed incredibili ricchezze. Ma, sebbene scrisse del 10% e del 90%, osservò ed analizzò come la tendenza del capitalismo è di concentrare la ricchezza sempre meno mani, lasciando le masse con nessuna proprietà ed a vivere in povertà.

Dopo altri 20 anni di ulteriori studi del capitalismo, nel 1867 Marx scrisse nel "Capitale", Volume 1, Capitolo 25, sulla "Legge generale dell'accumulazione capitalistica". Descrisse il ruolo della tecnologia nel creare povertà ed un numero sempre crescente di lavoratori disoccupati, che chiamava "l'esercito di riserva dei disoccupati":

"Infine, la legge che equilibra sempre la popolazione eccedente relativa, ovvero esercito di riserva industriale, al limite ed all'energia dell'accumulazione, questa legge fissa il lavoratore al capitale più saldamente di quanto i cunei di Vulcano fissavano Prometeo alla roccia. Essa stabilisce un'accumulazione di miseria, corrispondente all'accumulazione di capitale. Perciò, l'accumulazione della ricchezza ad un polo è allo stesso tempo accumulazione della miseria, del tormento di fatica, schiavitù, ignoranza, brutalità, degradazione mentale al polo opposto, cioè, dalla parte della classe che produce il suo prodotto nella forma di capitale". [Entrambe il "Manifesto del Partito Comunista" ed "Il Capitale" possono leggersi online a marxists.org/archive].

Ma Marx non descrisse soltanto la povertà e la disparità di ricchezza. Analizzò le loro origini nella relazione del lavoro con il capitale. Dimostrò che il sistema del profitto, il sistema della proprietà privata, è costruito sui lavoratori che vendono il loro lavoro ai datori di lavoro, che lo utilizzano per incrementare il loro capitale, i loro profitti e la loro ricchezza personale.

Questo è tanto vero oggi quanto lo era nel 1848 e nel 1867. Le stesse leggi descritte da Marx hanno determinato la crisi economica mondiale che stiamo sostenendo. Le leggi del capitalismo, specialmente la permanente, innata spinta competitiva ai profitti, spingono anche la tecnologia, le accelerazioni, i bassi salari, la sovrapproduzione ed in definitiva la distruzione di posti di lavoro e di reddito per le masse del popolo.

La polarizzazione della società nell'1% e nel 99% è sistemica. Ed è il sistema che alla lunga deve essere distrutto.

Nel frattempo, il movimento Occupy Wall Street ha spinto la società un grande passo avanti esponendo i ricchi e mettendosi in moto contro di loro. Nel fare questo, ha risvegliato grandi settori della società a capire che la loro povertà, i loro lavori senza prospettiva, le loro lotte per sopravvivere, non sono colpa loro ma colpa del sistema.

In questo modo OWS ha legittimato e disseminato ampiamente l'opposizione al sistema, spostandoci tutti un passo più vicini ad essere in grado di sbarazzarci del tutto dell'1% e di istituire il governo del 99% vale a dire, sbarazzarci dell'autocratica classe dominante capitalista ed instaurare il dominio democratico dei lavoratori e degli oppressi.