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Cambio di regime "umanitario" in Costa d'Avorio

Alan Maass riporta dell'intervento che ha contribuito a rimuovere dal potere il presidente.

18 aprile 2011

 

L'EX presidente della Costa d'Avorio che si ha rifiutato di accettare i risultati delle elezioni di novembre e ha continuato a governare sul paese dell'Africa occidentale è stato arrestato dopo un assalto militare guidato da forze francesi e ONU.

I media hanno ritratto la cattura di Laurent Gbagbo come una vittoria per la democrazia. Ma entrambe le parti sono state colpevoli di violenza e repressione durante l'intensificazione del conflitto dal disputato voto. E i governi occidentali non sono intervenuti dalla parte del rivale di Gbagbo, Alassane Ouattara, per veder fatta giustizia, ma per salvaguardare gli interessi finanziari delle società multinazionali e per assicurare il dominio continuo della Francia, l'ex dominatore coloniale della Costa d'Avorio.

Ouattara prenderà il potere in Costa d'Avorio--o Côte d'Ivoire, come è conosciuta in Francia--debitore verso l'imperialismo e con poco controllo sui combattenti ivoriani che gli sono stati leali durante la guerra civile post elezioni e che, secondo quanto si dice, ora esigono vendetta sui sostenitori di Gbagbo. A Come ha scritto in un articolo su CounterPunch lo scrittore e annunciatore ugandese Kalundi Serumaga, "La tragedia finale per la Costa d'Avorio non è che Gbagbo sia stato scacciato via con la forza delle armi, ma che qualcun altro lo abbia rimpiazzato con gli stessi mezzi".

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OUATTARA HA vinto il ballottaggio elettorale del 28 novembre per la presidenza per uno stretto margine del 54% secondo i risultati accettati come ufficiali dall'ONU. Ma Bagbo ha reclamato che la frode elettorale nella parte settentrionale del paese, dove Quattara ha la sua base, gli è costata le elezioni. Il Consiglio Costituzionale del paese--sotto il controllo di un sostenitore di Gbagbo--ha annullato centinaia di migliaia di voti di Quattara, sufficienti per dichiarare Gbagbo il vincitore.

Entrambe gli uomini sostengono essere il capo dello stato ufficiale e hanno istituito governi paralleli--sebbene Quattara abbia operato da un hotel nella città di Abidjan è sia dipendente dalla protezione delle forze di pace dell'ONU che sono disposte in Costa d'Avorio dalla guerra civile del paese nel 2002-2003.

Gbagbo ha usato il suo controllo sull'apparato del governo centrale per reprimere i sostenitori di Quattara, ma entrambe le parti sono implicate in violenze che quest'anno si sono intensificate. Infatti, nel peggior singolo massacro della rinnovata guerra civile--nella città occidentale di Duékoué, dove più di 800 persone sono state trovate uccise con armi da fuoco e con machete alla fine di marzo--i funzionari dell'ONU hanno incolpato delle uccisioni i seguaci di Quattara e hanno richiesto che il presidente ritenga responsabili i suoi sostenitori.

Elizabeth Dickenson di Foreign Policy ha rilevato che, mentre i media hanno individuato Gbagbo per le atrocità che i suoi soldati hanno commesso:

è importante non dimenticare che anche le forze leali a Quattara stanno combattendo...Quando ero in Liberia all'inizio di questo mese, gli ufficiali della missione di peacekeeping là erano inflessibili che i profughi che fuggivano in quel paese in quel paese [dalla Costa d'Avorio] vi erano tutte le convinzioni politiche--intendendo che i civili che sostenevano Gbagbo temevano per la loro vita sotto le forze pro Quattara, proprio come era vero anche l'opposto.

Nonostante queste circostanze, l'ONU e le sue forze militari di quasi 10.000 "peacekeepers" sono intervenute decisamente dalla parte di Quattara seguente alle elezioni, dove l'Unione Europea e gli USA hanno riconosciuto ufficialmente la sua amministrazione su quella di Gbagbo. Nel corso del mese passato, il superiore armamento delle forze ONU--come pure delle truppe francesi, che hanno avuto una presenza crescente in Costa d'Avorio dalla fine del dominio coloniale diretto 50 anni fa--ha cominciato ad avere un'influenza decisiva.

L'11 aprile Gbagbo è stato arrestato nella sua casa di Abidjan, la principale città del paese sulla costa dell'oceano meridionale. Sia funzionari ivoriani che dell'ONU sostengono che i soldati leali a Quattara hanno eseguito l'arresto, non le truppe francesi, come hanno inizialmente i media.

Ma, anche se questo fosse vero, le forze francesi e ONU hanno sgombrato il campo con una serie di assalti militari--ufficialmente arrivati in risposta all'autorizzazione all'uso della forza del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon  per fermare "minacce ai civili".

Sottoquesta copertura "umanitaria", gli elicotteri d'attacco ONU e francesi hanno bersagliato due volte con bombardamenti il palazzo presidenziale e la residenza di Gbagbo. L'arresto effettivo dell'ex presidente è stato preceduto da una colonna di più di due dozzine di veicoli corazzati che avanzavano nella recinzione di Gbagbo dalla base militare francese in Costa d'Avorio.

Per più di un secolo la Francia ha usato la superiore potenza di fuoco per determinare chi governerà la Costa d'Avorio. Appena sette anni fa, come conseguenza della guerra civile, le truppe francesi hanno attuato un massacro che è costato la vita di almeno 70 ivoriani ed il comandante delle forze francesi nel paese è stato sospeso dopo avere contribuito all'insabbiamento della possibile esecuzione di un prigioniero ivoriano.

A molti ivoriani--qualsiasi cosa pensino di Gbagbo--l'arresto dell'ex presidente sembrerà l'ultimo esempio della lunga portata dell'impero francese.

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KALUNDI SERUMAGA ha richiamato l'attenzione su un'altra "risonanza storica" nell'ultimo intervento occidentale in Africa: "Che i beni economici della regione hanno sempre detenuto per il mondo maggiore importanza della gente che effettivamente vive lì".

Con la maggiore economia tra le ex colonie francesi dell'Africa sub sahariana, la Costa d'Avorio è specialmente ricca di un prodotto caro ai mercati occidentali: il cacao. Il paese produce più cacao di qualunque altro, contando per più di un terzo della fornitura mondiale.

Come ha scritto Serumaga:

Ciò potrebbe contribuire a spiegare perché, nonostante il fatto che il popolo sia politicamente spaccato 50-50, le potenze occidentali siano per una volta determinate a vedere un risultato elettorale africano, comunque marginale, implementato alla più ampia portata da qualunque potenza militare possa essere raccolta. Tutto questo in difesa non soltanto di un'economia, ma di una merce cui alcuni disgraziati elettori africani  si trovano imbrigliati.

L'economia del cacao è responsabile dell'accrescimento delle tensioni tra nord e sud del paese che erano alla radice della sanguinosa guerra civile del 2002-03 e che è alla base della battaglia tra Ouattara e Gbagbo.

Dagli inizi della Costa d'Avorio come paese indipendente nel 1960, la sua economia è stata dipendente da una grande popolazione di immigrati, particolarmente dai confinanti Mali e Burkina Faso a nord. Secondo Matt Swagler di  SocialistWorker.org, la popolazione africana "straniera" in Costa d'Avorio era già un quarto del totale nel 1965 e da allora è cresciuta in proporzione. Tra la metà ed i due terzi della forza lavoro rurale--vitale per la produzione del cacao--è formata da immigrati.

Come ha scritto agli inizi di questo anno Swagler:

La crisi--allora ed ora--è stata spinta primariamente dalla disoccupazione, una divisione crescente nella ricchezza e la discriminazione affrontata da molti residenti nel nord che sono, o sono presunti essere, immigrati da paesi confinanti. Queste popolazioni "settentrionali" sono la spina dorsale della forza lavoro ivoriana, che produce vasti profitti per le elite ivoriane e straniere, mentre è esposta alla maggiore povertà ed instabilità.

Quattara trae molto del suo sostegno da questo settore della popolazione, che spera lo toglierà da questa condizione di seconda classe. Venendo dal nord della Costa d'Avorio, lo stesso Quattara è stato accusato  dai suoi oppositori politici di essere "non ivoriano".

Questi avversari comprendono Gbagbo, che, dopo un decennio al potere, stava fronteggiando disillusione e rabbia crescenti mentre lo scorso anno si avvicinavano le elezioni amministrate dall'ONU.

Ironicamente. l'ex leader sindacale e dell'opposizione ha conquistato la presidenza 10 anni prima in un'immagine allo specchio di oggi--l'allora leader militare della Costa d'Avorio Robert Guéï cercò di negare la vittoria di Gbagbo e di restare al potere. Infine, le proteste popolari costrinsero Guéï ad abbandonare e Gbagbo entrò in carica.

Ma, come riferisce Swagler, "durante il decennio passato, Gbagbo ha abbracciato sia l'affarismo delle società straniere che la xenofobia incoraggiato dai suoi predecessori. Nonostante le sue pretese 'anti-imperiali' di oggi, Gbagbo è stato piuttosto compiacente con il capitalismo francese". Anche le società USA hanno esteso la loro portata sotto Gbagbo--non soltanto quelle dell'agribusiness come ADM e Cargill che cercavano maggiori investimenti nel cacao e nel caffè, ma le società petrolifere USA impegnate nell'esplorazione e nella trivellazione al largo della costa atlantica del paese.

Con Gbagbo che sollevava il capro espiatorio degli "stranieri", Quattara aveva una forte base tra la classe lavoratrice residente al nord in modo sproporzionato, specialmente tra quelli con radici in Mali, Burkina Faso ed in altri paesi.

Ma Quattara non è un ribelle. In precedenza ha servito come primo ministro per tre anni alla fine del regno di 33 anni del presidente Félix Houphouët-Boigny, che entrò in carica dopo l'indipendenza e seguì un programma estremamente pro imprese, in collaborazione con gli ex governanti coloniali.

Dato che più di 20 anni prima di questo, ed ancora per cinque anni dopo, Quattara è stato un funzionario di alto grado del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ha servito all'FMI al culmine dei suoi devastanti programmi di aggiustamento strutturale nell'Africa sub sahariana per tagliare i servizi sociali ed abbassare le barriere commerciali alle importazioni straniere dall'Europa e dagli USA.

Con dei legami al governo francese che sono caso mai più forti di quelli di Gbagbo, Quattara è certo di difendere il tipo di politiche pro imprese e libero scambio che hanno impoverito la Costa d'Avorio assieme a tutta l'Africa sub sahariana--inclusa la forza lavoro rurale del nord che lo ha appoggiato.

Ciò aiuta a spiegare perché la Francia e gli USA sono inclinati verso Quattara anche se Gbagbo si era dimostrato un arrendevole sostenitore degli interessi economici occidentali. Come Maurice Fahe, membro del Partito dei Lavoratori della Costa d'Avorio, ha raccontato  a Matt Swagler all'inizio di questo anno:

L'attuale posizione della Francia e degli USA non ha nulla a che vedere con la democrazia. L'idea è di utilizzare la "democrazia" per promuovere la persona che pensano sia il più capace di realizzare condizioni favorevoli per il saccheggio. Il problema con Gbagbo è che non è stato in grado di risolvere le contraddizioni interne, di portare l'ordine necessario per il perseguimento del saccheggio pacifico del paese.

Gbagbo è colpevole di molti crimini come presidente della Costa d'Avorio, ma Quattara non sarà un maggiore difensore dei poveri e della classe lavoratrice del paese--e la sua ascesa alla presidenza grazie all'intervento occidentale non è affatto una vittoria per la democrazia.