Come rubare il petrolio del Sudan

fingendosi "umanitari"

 

IASPS

IslamOnline

Martedì 3 agosto 2004

 

Secondo Walter Kansteiner, Sottosegretario di Stato USA per gli Affari africani, il petrolio africano "è diventato un interesse nazionale strategico". Ed Royce, l'influente senatore repubblicano della California e presidente della sottocommissione per l'Africa del Congresso, sostiene che "il petrolio africano dovrebbe essere trattato come una priorità per la sicurezza nazionale degli USA dopo l'11-9". Il Congresso e la Casa Bianca devono rendere ufficiale questa strategia.

Durante la campagna per le elezioni presidenziali il giovane Bush disse che "vi è una solida base economica per l'interesse degli USA al continente (Africa)". La Conferenza ONU sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad) stima le riserve petrolifere totali dell'Africa in 80 mld di barili, l'8% delle riserve mondiali di greggio. Secondo il National Intelligence Council forecasts, per il 2015 gli USA potrebbero importare il 25% del loro petrolio dall'Africa Centrale. Con una produzione maggiore di 4m di barili al giorno, l'Africa sub-sahariana produce già tanto quanto Iran, Venezuela e Messico nessi insieme. Il Sudan, che iniziò tre anni fa ad esportare petrolio, ora produce 186.000 barili al giorno. La Nigeria, il principale esportatore africano di petrolio greggio, incrementerà la produzione giornaliera da 2,2m a 3m di barili, salendo a 4,42m per il 2020. Ci si aspetta che per il 2020 l'Angola raddoppi la produzione a 3.28m di barili al giorno. La Guinea Equatoriale attualmente detiene il record (insieme all'Angola) per i permessi per ricerche petrolifere. Il Golfo di Guinea, con riserve stimate in 24mld di barili. La pipeline Ciad-Camerun porterà verso l'Atlantico ulteriori 250.000 barili al giorno. Il Sudan è da lungo tempo un bersaglio per i succhiatori stranieri di petrolio e le loro menzogne sulle "milizie arabe" e sulla "pulizia etnica" sono vere quanto le loro menzogne sulle "armi di distruzione di massa". La verità è che i servizi di intelligence occidentali, compreso il Mossad, stanno provocando tensione vicino ai grandi giacimenti petroliferi ed alla pipeline del Sudan per destabilizzare il governo islamico e rubare il suo petrolio. Il Ciad, che pure è vitale per gli interessi petroliferi USA ed occidentali, è accanto al Sudan, un paese che gli USA hanno dichiarato di volere invadere per "combattere i terroristi". Il Sudan ed il suo popolo musulmano sono un grave problema per l'intero sogno petrolifero africano. Ed i crociati cristiano-sionisti trovano una motivazione aggiuntiva per veder morire in gran quantità il suo popolo islamico. La pipeline Ciad-Camerun è stata concepita nel 1996 con il sostegno dell'amministrazione Clinton e sviluppata da un consorzio internazionale, bel quale la ExxonMobile possiede una quota del 40%, la Petronas della Malesia il 35% e la ChevronTexaco il 25%. Finanziato in parte dalla Banca Mondiale (3%), il progetto della pipeline petrolifera è "mirato a sviluppare il petrolio dell'Africa Occidentale come una alternativa ai approvvigionamenti dal Medio Oriente". I sostenitori dicono che la produzione giornaliera toccherà il livello massimo di 250.000 barili e le entrate potrebbero raggiungere 2 miliardi per il Ciad e 500 milioni di dollari per il Camerun nel previsto periodo di produzione di 25 anni.

23 giugno 2004: La ONGC Videsh Ltd dell'India ha iniziato i colloqui per acquistare una quota del 35% dalla multinazionale petrolifera francese Total S.A. in un blocco di esplorazione petrolifera a terra nel bacino di Muglad in Sudan, investendo quasi 750 milioni di dollari nella costruzione di una pipeline di prodotto dalla raffineria di Khartoum a Port Sudan e per rinnovare la raffineria di Port Sudan. L'accordo è stato firmato con il governo sudanese il 2 luglio 2004, mentre ci venivano mostrate a tutti le foto di africani su cammelli che presumibilmente erano "arabi" ed impegnati nella "pulizia etnica". Ci siete cascati? Gennaio 2004, le riserve valutate stimate di petrolio greggio del Sudan sono a 563 milioni di barili, più del doppio dei 262 milioni di barili stimati nel 2001. Per giugno del 2004, la produzione sudanese di petrolio greggio era mediamente di circa 345.000 barili al giorno (bbl/d), più dei 270.000 bbl/d del 2003. 28 giugno 2004: il Ministro dell'Energia e delle miniere sudanese, Dr. Awad Ahmed Al-Jaz, ha annunciato che la produzione petrolifera del paese aumenterà a 500.000 barili al giorno durante il prossimo anno. 29 luglio 2004: la società russa Stroitransgaz  prenderà parte alla costruzione di una conduttura petrolifera in Sudan. La Stroitransgaz ha vinto l'offerta per la costruzione della sezione lunga 366 Km. della pipeline Melut Basin Oil Development Project.

L'Istituto studi strategici e politici superiori (IASPS) è il gruppo, compromesso con la CIA ed il Mossad, che consiglia il governo USA sugli sviluppi africani e quindi, direbbe qualcuno, intraprendere azioni sul terreno con spie e mercenari, comprando, corrompendo ed assassinando per aprire la strada, "raggiungendo il loro pieno potenziale".

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Lo IASPS è un think-tank costituito nel 1984 a Gerusalemme ed ha stretti collegamenti con il partito Likud. Nel gennaio del 2002 lo IASPS ha organizzato un simposio al quale hanno assistito dei membri dell'amministrazione Bush, il Ten. Col. Karen Kwiatkowksi, un ufficiale dell'aeronautica sostenuto dal segretario alla difesa ed importanti dirigenti di aziende petrolifere e fondi d'investimento. L'incontro ha segnato l'avvio dell'African Oil Policy Initiative Group (AOPIG), costituito per congiungere i settori privato e pubblico ed agenzie per attuare azioni (terroristiche), propaganda globale ed arruolamento di mercenari per far accettare sul terreno in Africa la politica degli USA.

Ciò che vedete alla televisione è il risultato di questa gente e non di qualche "milizia araba". Sono bugiardi, ladri, corruttori ed assassini che hanno a cuore solamente i loro interessi. Lasceranno l'Africa in polvere e morte per riempire le loro petroliere.