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Una rapida occhiata intorno al globo mostra un'economia
internazionale devastata, guerre ed altre guerre in preparazione e
movimenti rivoluzionari in abbondanza
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tutti fenomeni collegati. No, non sta arrivando l'apocalisse, ma il
sistema economico internazionale attualmente utilizzato per comporre
l'ordine sociale si sta sbriciolando, tirando tutti giù con esso.
Il sistema capitalista globale è in una forma molto peggiore di
quanto la maggior parte della gente si renda conto: ci può volere
soltanto che la minuscola economia della Grecia vada in bancarotta
per spezzare il dorso di questo cammello
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ed alla fine il termine "recessione" sarà sorpassato e sarà alla
moda "depressione".
Come è accaduto?
Una enorme flessione economica sarebbe avvenuta anni fa se non
fosse stato per il
mostruoso debito che molti governi hanno creato
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consumatori, aziende e stato
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per puntellare il sistema economico, dal momento che il debito era
necessario per alimentare il consumo dal quale le aziende
dipendevano per l'acquisto dei prodotti. Quando questa bolla del
debito globale è scoppiata, è stata accesa l'attuale crisi.
Il debito ha iniziato ad andare insoluto e le banche hanno
smesso di prestare, creando la "stretta creditizia". Aziende
gigantesche hanno così iniziato a fallire ed i governi, che sono
pesantemente "influenzati" da queste aziende, sono andate in una
frenesia da salvataggio: miliardi e trilioni di denaro dei
contribuenti versato in queste società, mantenendole vive per
depredare ancora.
Dopo i salvataggi, ovunque dei politici stupidi dichiaravano
"salvo" il sistema capitalista e la crisi finita. Ma all'orizzonte
erano già visibili crisi maggiori.
I debiti che i paesi hanno utilizzato per salvare le aziende
private erano troppo massicci. Se le valute di questi paesi devono
mantenere qualche valore, i debiti devono essere ridotti (per
esempio, è ampiamente ritenuto che l'euro sia "finito") La battaglia
su come queste riduzioni abbiano luogo può essere correttamente
indicata come "guerra di classe"
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in Grecia sta fermentando una rivoluzione su questa questione, con
Portogallo, Spagna ed Italia non molto più indietro.
Dappertutto in Europa e negli USA l'elite corporativa chiede
che i giganteschi debiti statali
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dovuti ai salvataggi ed alle guerre
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siano ridotti abbassando i salari, sventrando i servizi sociali,
tagliando
l'istruzione pubblica, la sicurezza sociale, la sanità ecc. I
sindacati dei lavoratori ed i gruppi progressisti chiedono che,
invece, i ricchi e le grandi società paghino per la crisi che hanno
creato attraverso l'imposizione fiscale progressiva, eliminando i
paradisi fiscali e, se necessario, la nazionalizzazione. Questa
prova di forza sulle risorse della società è guerra di classe. La
crisi globale si è sviluppata ad un tale livello che non può essere
contrattato nessun compromesso.
Questa dinamica che crea rivoluzione genera anche guerre. Le
grandi aziende chiedono che durante una recessione i salari e le
indennità vengano ridotti di modo che sia "ripristinata la
profittabilità". Questa è l'unica via d'uscita da una recessione
globale, dal momento che sotto il capitalismo nulla viene prodotto
se non crea un profitto e le recessioni distruggono il profitto. Ma
vi sono altri modi per ristabilire i profitti.
Mentre i governi controllati dalle grandi società operano per
ripristinare la profittabilità interna attaccando i livelli di vita
dei lavoratori, nello stesso modo guardano all'estero per sistemare
i loro problemi. Un modo infallibile per incrementare i profitti è
di esportare più prodotti oltremare, qualcosa che Obama ha
menzionato in dozzine di discorsi. Un modo per assicurare che un
paese straniero accetterà/venderà le vostre merci esportate è di
minacciarlo o attaccarlo. Un paese occupato, come per esempio
l'Iraq, è stato costretto a permettere all'interno a
depredarlo una marea di corporations USA a loro piacimento
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un boom delle esportazioni automatico.
Quando durante una recessione il mercato mondiale si restringe
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dal momento che i consumatori possono permettersi di acquistare meno
merci
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la spinta a dominare i mercati tramite la guerra aumenta
drammaticamente. Questi stessi mercati che si contraggono obbligano
le società multinazionali, basate in diversi paesi, a competere
follemente per i mercati, le materie prime e la manodopera a basso
costo. In simili circostanze la guerra è una proprio logica
conseguenza. Il presidente Obama ci ricorda:
"I mercati con la crescita più rapida al mondo sono fuori dei
nostri confini. Dobbiamo competere per quei consumatori perché i
nostri paesi competono per loro". Avere una gigantesca istituzione
militare ad appoggiarle consente alle corporations USA di essere dei
"competitori" migliori di altri paese.
La guerra serve anche come preziosa distrazione per un pubblico
arrabbiato che chiede posti di lavoro, salari più alti, sanità,
istruzione pubblica ben finanziata ed imposte sui ricchi. Meglio
incanalare questa rabbia in odio verso un "nemico esterno".
Le questioni di cui sopra saranno le uniche certe a dominare gli
eventi più importanti dei prossimi anni. La guerra di classe che
esplode come risultato della depressione globale influenzerà la
maggioranza della gente in molti paesi, attraverso disoccupazione,
salari che si contraggono, la distruzione dei servizi statali o la
guerra. Come negli USA la gente che lavora comincia a combattere
queste politiche, l'elite corporativa non si fermerà davanti a nulla
per implementarle e la tensione sociale in Europa si sposterà negli
USA. Più lavoratori arriveranno a comprendere che un sistema
economico posseduto da società gigantesche
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possedute loro stesse da individui molto ricchi
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è irrazionale e deve essere rimpiazzato.
Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e
giornalista per Workers Action.
Può contattarsi
a portland@workerscompass.org
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