MERCOLEDI' 25 OTTOBRE 2006

La Rivolta ungherese ed il 'totalitarismo'

 

Naturalmente sapete che i rivoluzionari ungheresi chiedevano niente meno che dell'altro e migliore 'totalitarismo'? Qui parlo come se 'totalitarismo' fosse un sinonimo per ogni sistema sociale non liberale, il quale è più o meno esattamente ciò che è. I rivoluzionari ungheresi chiedevano un socialismo genuino, un socialismo dal basso. Non era nemmeno una di queste enfatiche faccende di rivoluzione leggera da festival rock: questi tipi erano seri ed armati fino ai denti. E' ironico che ci si sia appropriati di questa insurrezione socialista antistalinista come di una icona della lotta per la libertà occidentale durante la guerra fredda. L'immagine standard della Rivolta ungherese funziona in qualche modo così: i sovietici mandarono i loro carri armati, rovesciarono un governo democraticamente eletto, nazionalizzarono tutto, rovinarono l'economia come soltanto i comunisti sanno fare e questo portò ad una rivolta civile a favore della Società Aperta di Karl Popper.

Ma i consigli rivoluzionari ed i consigli dei lavoratori osarono realmente democratizzare le fabbriche e gli stabilimenti ed il potere reale era loro, inizialmente nemmeno del governo di Imre Nagy. Non soltanto cercarono di sbarazzarsi delle norme impopolari, ma di gestire le fabbriche come imprese socialiste collettive. Il Rapporto dell'ONU sulla crisi riconobbe che "I passi presi durante questo periodo dai Consigli dei Lavoratori erano diretti a dare ai lavoratori il controllo reale delle imprese nazionalizzate e ad abolire le istituzioni impopolari, come le norme sulla produzione". Il rapporto continua:

"Quando queste forze sovietiche riuscirono a schiacciare la insurrezione armata, furono ancora i lavoratori ungheresi che continuarono a combattere, con gli scioperi di massa e la resistenza passiva, proprio il regime a sostegno del quale erano intervenute le forze sovietiche. In ogni caso, i lavoratori dell'Ungheria annunciarono la loro intenzione di mantenere nelle loro mani le miniere e le fabbriche. Lo resero pienamente chiaro, nei Consigli dei Lavoratori ed altrove, che non sarebbe stato tollerato nessun ritorno alle condizioni precedenti al 1945. Questi lavoratori avevano mostrato in tutta l'Ungheria la forza della loro volontà a resistere. Avevano in mano le armi e, fino al secondo intervento sovietico, erano potenzialmente in controllo del paese. E' opinione del Comitato che nessun colpo di stato da parte dei proprietari terrieri reazionari o degli industriali espropriati avrebbe potuto prevalere contro la determinazione di questi lavoratori e contadini completamente infiammati a difendere le riforme che avevano ottenuto ed a perseguire la loro genuina realizzazione".

Naturalmente, questo non è semplicemente il "punto di vista" di un comitato di plenipotenziari capitalisti. E' inequivocabilmente la situazione. Naturalmente gli USA speravano di potere sfruttare la situazione in Ungheria, inviarono degli uomini delle Forze Speciali e rivendicarono il territorio per il capitale occidentale, ma decisero che era "non promettente". Speravano di usare il nazionalismo ungherese che "dal suo lato positivo è cristiano e filo-occidentale" e di mobilitare il risentimento per "il numero sproporzionato di ebrei in alte posizioni ufficiali". Questa rivolta non si adattava ai criteri americani: non prometteva di portare al potere un movimento razzista, nazionalista cristiano e filo-capitalista. E così, gli USA si limitarono alle PR, sussurrando dolci cose agli insorti attraverso Radio Free Europe, con la debole speranza di persuadere i lavoratori ungheresi che il blocco capitalista fosse loro amico.

I rivoluzionari quasi vinsero, in parte perché Kruschev non voleva finire con il sembrare come gli invasori anglo-franco-israeliani di Suez. A proposito, questo articolo collegato dalla BBC, non vi racconta niente della natura della rivolta, semplicemente che cercava di districarsi dal Patto di Varsavia e sotto un governo di Imre Nagy. A causa di ciò, riesce a ritrarre gli USA come un gigante ben intenzionato, incapaci a quell'epoca di "liberare" l'Ungheria, quando il fatto ovvio è che non volevano essere affatto parte di una Ungheria genuinamente socialista. Ma una celebrazione del controllo dell'industria da parte dei lavoratori e dell'abolizione dello sfruttamento sarebbe il messaggio sbagliato per gli spettatori della BBC,

posted by lenin