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LUNEDì 2 AGOSTO 2010

La giunta honduregna sta assassinando giornalisti

 

Questo articolo segue uno precedente intitolato "Il terrore degli squadroni della morte in Honduras", con accesso attraverso il seguente collegamento:

http://sjlendman.blogspot.com/2010/06/death-squad-terror-in-honduras.html

Trattava del colpo di stato orchestrato da Washington del 28 giugno 2009, con i soldati honduregni che hanno arrestato il presidente Manuel Zelaya con la minaccia delle armi e lo hanno esiliato in Costa Rica e hanno bloccato il suo ritorno, delle uccisioni di vaste proporzioni e degli abusi dei diritti umani commessi, delle elezioni fasulle novembre 2009 condotte sotto la legge marziale del, che hanno installato a presidente il 27 gennaio 2010 Porfirio (Pepe) Lobo Sosa, l'uomo dell'amministrazione Obama in Honduras, succeduto al capo provvisorio Roberto Micheletti, dell'utilizzo del terrore degli squadroni della morte per solidificare il governo del colpo di stato, quello cui la maggior parte degli honduregni si oppone e vuole terminato.

Fondato nel 1981, il Comitato per Proteggere i Giornalisti (CPJ) è "una organizzazione indipendente, noprofit... che promuove la libertà di stampa in tutto il mondo difendendo il diritto dei giornalisti a riportare le notizie senza timore di rappresaglia".

Il 27 luglio ha pubblicato un rapporto speciale intitolato "Gli assassini di giornalisti mettono in luce i fallimenti del governo honduregno", affermando che da marzo a metà giugno ne erano stati uccisi sette, sei durante un periodo di sette settimane, che"il governo favorisce un clima di illegalità permettendo ai criminali....di uccidere giornalisti con impunità..assassini eseguiti da sicari".

Chiamandoli ordinari crimini di strada, il ministro della sicurezza Oscar Alvarez ha dichiarato che "non vi è nulla che indichi che è a causa del loro lavoro di giornalisti", accantonandoli come incontrollabili con nessuna indagine o procedimento giudiziario, suggerendo alle forze governative dietro questi a ridurre al silenzio i critici. Il terrore post golpe, di stato è la politica ufficiale, specialmente contro i giornalisti indipendenti, i gruppi per la democrazia, gli operatori dei diritti umani, i campesinos ed altri che sfidano il potere di stato/oligarchi/signori della droga.

Da parte loro, i giornalisti temono che gli omicidi siano stati "condotti con l'approvazione tacita e persino la vera e propria complicità (dietro ordini) da polizia, forze armate o altre autorità", continuo terrore degli squadroni della morte dalla metà del 2009.

"Si ha l'impressione che il governo ci voglia nel terrore così da non sapere cosa riportare. Questa storia sulla droga è troppo pericolosa? E questa sulla corruzione politica? Alla fine, non si riferisce nulla che metterà a disagio gente potente", ha spiegato Geovany Dominguez, redattore capo del quotidiano Tiempo a Tegucigalpa, la capitale dell'Honduras.

Il CPJ ha scoperto le prove che almeno diversi assassini erano legati al lavoro, più probabilmente tutti loro, data l'illegale carica politica e l'ambiente violento. Era pure chiaro un allarmante modello di impunità, provato dall'indifferenza ufficiale ad indagare e ad arrestare gli esecutori, che loro e/o interessi potenti hanno probabilmente impiegato. In un caso, era stata negata la protezione a un giornalista minacciato, un presentatore TV più tardi ucciso.

Victor Jimenez, direttore di Radio Excelsior a Juticalpa, ha espresso timore affermando:

"Le bande di narcotrafficanti sono ora più forti del governo. Le famiglie potenti che da generazioni dirigono parti di questo paese, alcuni politici che hanno potere personale, capi militari locali - tutti operano al di fuori del potere del governo. Il governo è al margine, ha potere meno di tutti", operando in collaborazione con le bande e gli oligarchi. E' per questo che "la polizia e i tribunali non significano nulla. La gente non parlerà con loro; la gente ha paura del potere reale".

Nel marzo del 2010, persino il Dipartimento di Stato USA ha dichiarato:

"Seguenti al colpo di stato di giugno, vi sono stati rapporti che il regime de facto o i suoi agenti hanno commesso delle uccisioni arbitrarie o illegali....Un piccolo numero di potenti magnati degli affari con legami incrociati politici, commerciali e familiari possiedono la maggior parte dei mezzi d'informazione del paese".

Nondimeno Washington era contraria a Zelaya, ha appoggiato il suo esilio e sostenuto entrambe i regimi del golpe, sotto Micheletti e Lobo, nonostante l'opposizione popolare del Fronte di Resistenza Nazionale del Popolo, del Movimento Unificato dei Contadini dell'Aguan e di altri gruppi, alcuni che hanno dichiarato che i loro leader erano stati rapiti o uccisi dagli squadroni della morte o da sicari a pagamento, gli stessi che mirano ai giornalisti.

Un diplomatico anonimo ha affermato che una piccola classe di elite beneficia dell'illegalità, i suoi interessi sono portati avanti senza scrutinio. Tuttavia, la preoccupazione per la propria immagine internazionale, non per la giustizia, ha fatto richiedere al governo l'aiuto dell'FBI, più simbolico che effettivo, un agente soltanto assegnato in giugno, che lavora da solo senza nessun risultato di perizie legali, perdute o mai ottenute..

Rapporti su giornalisti uccisi, filo comune l'impunità

Nahum Palacios Arteaga, C
anale 5, Tocoa

Principale presentatore della stazione, "era il volto del giornalismo", il migliore della regione  "la voce del suo popolo, della gente di campagna e dei bisognosi". Suo padre ha dichiarato che è stato ucciso per essere onesto, non corrotto. La gente lo amava, il ragazzo locale che aveva avuto fortuna. Secondo il reporter Mario Ramirez, ha fatto qualcosa sugli abusi nella zona, più di chiunque altro. "Ha salvato le case della gente. Ha fatto curare i loro bambini. Ha protetto interi villaggi". Ha appoggiato i campesinos che volevano la riforma agraria, affermando con forza che vaste estensioni di terra erano giustamente loro.

Si è opposto al golpe apertamente in diretta, ha ricevuto minacce di morte, aveva bisogno di protezione ma gli è stata negata, molti sostenitori hanno incolpato dell'omicidio le autorità. Il 14 marzo, degli uomini armati lo hanno ucciso mentre andava a casa. All'epoca non è stata eseguita nessuna autopsia. Mesi più tardi, le autorità hanno dichiarato di non avere nessuna pista, poco stupore data l'indifferenza per la giustizia e forse il coinvolgimento nel crimine.

David Meza Montesinos - Radio El Patio, Radio America, C
anali 7, 36 e 45

Per due decenni, è stato il più eminente giornalista di La Celba, "quello che le persone sentono più vicino" per soccorrere quelli maltrattati dal governo e dal capitale. Come risultato, era noto come "il rappresentante delle persone povere".

Il corrispondente de La Tribuna Julio Cesar Rodriguez ha chiamato La Celba "una città di abusi. Il governo abusa dei poveri. I ricchi, le aziende, abusano dei poveri. Persino la classe media prende ciò che vuole dal popolo in basso". Meza cercava da anni di fermarli.

Di conseguenza, l'11 marzo degli uomini armati lo hanno assassinato a sangue freddo. Alcuni sospettano Los Grillos, una banda collegata alla droga. Altri sostengono la polizia, perché Meza criticava in trasmissione i suoi abusi e la sua corruzione. Interrogato sull'uccisione, Jose Ayala, il capo della polizia di La Celba, si è rifiutato di commentare. Secondo giornalisti della zona, la polizia e la banda Grillos "sono molto vicini", sollevando sospetti che abbiano assunto dei membri "per fare il lavoro".

Joseph Hernandez Ochoa, C
anale 51

Il 1° marzo, alcuni giorni prima del suo programmato trasferimento a Canale 8 statale, è stato ucciso, ferito gravemente con lui il giornalista Karol Cabrera, che più tardi ha affermato essere stata presa di mira a causa del suo giornalismo investigativo e di critiche al governo in trasmissione. "E' la verità a farli arrabbiare", ha spiegato.

E' da mesi sotto la protezione della polizia, la sua figlia incinta è stata assassinata lo scorso dicembre, nella stessa strada dove le hanno sparato. Tuttavia, "Nell'operazione per uccidermi, vi erano due graduati della polizia su motociclette che dirigevano tutto. Vi sono dichiarazioni di testimoni che lo provano, ma la polizia le ha nascoste". Un portavoce della polizia ha chiamato l'accusa "assurda".

Il 10 giugno, resoconti dei media hanno affermato che lei ed il figlio si sono trasferiti per sicurezza in Canada.

Luis Arturo Mondragon,
proprietario di Canale 19

Il 14 giugno, degli uomini armati lo hanno ucciso fuori dello studio, i reporter locali attribuiscono il fatto alle sue critiche alla corruzione, alle bande della droga e "all'affare del taglio illegale del legname che sta spogliando la vicina foresta". Il corrispondente del Tiempo Osmin Garcia li ha chiamati "argomenti pericolosi....Ne parlava nel notiziario senza fare nomi, ma quella non è stata una protezione sufficiente".

Carlos, il figlio di Mondragon, ha dichiarato che suo padre era minacciato da anni, ma di recente era diventata una cosa grave. "Ma mio padre aveva l'atteggiamento che sarebbe andato avanti comunque. Diceva che doveva continuare - che 'se mi uccideranno prima non mi minacceranno, lo faranno soltanto'".

La polizia ha rifiutato commenti.

Jorge Alberto Orellana, C
anale 10

Il 2 luglio, il procuratore capo Rafael Fletes ha accusato Joseph Cockborn Delgado dell'uccisione del 20 aprile, pretendendo di avere solide prove, compresi testimoni, informazioni che non divulgherà su quello che è certo è stato un assassinio su commissione.

Orellana era un ben noto e rispettato giornalista televisivo, colpito alla testa ed ucciso con armi da fuoco dopo il suo programma serale, un motivo deve ancora essere determinato sebbene probabilmente l'assassinio sia a causa delle sue inclinazioni a sinistra che lo hanno messo in conflitto con le autorità e le elite economiche. Tuttavia, in trasmissione era moderato ed equilibrato, non energico come altri. Comunque, dopo il golpe, "l'equilibrio è fuori moda e la gente vede all'opera cospirazioni dall'altra parte di dovunque si trovi politicamente".

Jose Mayardo Mairena
e Manuel Juarez, Canale 4, Radio Excelsior e Radio Patria

Giornalista veterano in una parte remota del paese, Mairena ha acquistato orario di trasmissione su una TV e su una radio locale per diffondere le sue rappresentazioni, un modo nel quale viene fatta la maggior parte delle trasmissioni honduregne, persino i notiziari. Juarez era il suo assistente ed il suo "aiutante" in trasmissione.

Sebbene abbiano cercato di evitare la polemica, "non si può scartare che....abbiano fatto un errore", irritando interessi potenti che li hanno uccisi. All'epoca delle elezioni, parlavano di politica al direttore della stazione radio Victor Jimenez che affermava: "Noi pratichiamo il giornalismo dello stomaco, il che significa che è il giornalismo che ci dà da mangiare (dalla pubblicità pagata). Va nella direzione di difficili questioni di etica".

Tuttavia i locali giornalisti non pensano che il motivo sia stato l'impegno politico, ritenendo che sia "più elementare di questo", discutendo in trasmissione "l'antagonismo tra due potenti grandi famiglie di Juticalpa, nel quale sono state uccise forse dozzine di persone quest'anno e quello scorso..."

Le uccisioni hanno un filo comune - l'impunità, che assicura ai sicari di sentirsi al sicuro sapendo che le autorità non investigheranno o perseguiranno.

"Il governo honduregno ha mancato di esercitare la mancata sorveglianza sulla polizia nazionale, che è responsabile per investigare questi crimini", il parlamento e l'esecutivo non hanno stanziato nessuna risorsa per questo e "I diplomatici ed i giornalisti sostengono che la polizia è stata anche infiltrata dalle bande criminali".

Di conseguenza, gli elementi criminali operano liberamente in un "clima di illegalità" creato dallo stato, proteggendo oligarchi, signori della droga ed altri honduregni privilegiati contro il popolo, specialmente contro chiunque sia pubblicamente critico.

Dopo il colpo di stato del 2009, l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) ha espulso l'Honduras. Un anno più tardi, il segretario di stato Hillary Clinton ha chiesto la riammissione come programmata alla riunione del 30 luglio, affermando che le "le elezioni libere e corrette dello scorso anno....dovrebbero qualificare il paese".

La persecuzione istituzionalizzata e la violenza contro gli operatori dei diritti umani, i campesinos, i gruppi per la democrazia, i giornalisti indipendenti ed altri critici espliciti provano altrimenti.

Una nota finale. L'OAS ha cancellato la sua riunione a causa del disaccordo tra l'estromesso governo Zelaya ed il regime golpista. Di conseguenza, l'appoggio per reintegrare l'Honduras si è indebolito. E' necessaria una maggioranza di due terzi, benché l'organizzazione operi tradizionalmente all'unanimità.

Ciò nonostante, i resoconti dei media honduregni sostengono che una decisione, quando presa, sarà a maggioranza. Se così, violerà una politica di vecchia data sotto la pressione dell'amministrazione Obama. Comunque, il segretario generale Jose Miguel Insulza ha assicurato ai rappresentanti di Manuel Zelaya che una decisione sarebbe stata presa all'unanimità. Occorre che la situazione sia monitorata.

Stephen Lendman vive a Chicago e può contattarsi a lendmanstephen@sbcglobal.net. Visitate inoltre il suo blog a sjlendman.blogspot.com ed ascoltate importanti discussioni con ospiti illustri alla Progressive Radio News Hour sulla Progressive Radio Network il giovedì alle 10AM US Central time ed il sabato e la domenica a mezzogiorno. Tutti i programmi sono archiviati per un comodo ascolto.

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posted by Steve Lendman