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LA CRISI europea del debito continua a peggiorare nonostante
una serie di tentativi per salvare paesi tormentati dal debito
nell'eurozona, i 17 paesi che condividono una valuta comune.
Mentre il 17 giugno la Grecia si preparava a tenere le elezioni
che alla fine hanno fatto ritornare in carica i partiti
pro-austerità, la Spagna è diventata il nuovo punto critico della
crisi. Le banche inceppate dalla bancarotta immobiliare si sono
rivolte ai
fondi di salvataggio europei per una linea di credito di
$125
miliardi.
Ma poiché quei fondi saranno aggiunti all'ammontare totale che deve,
il debito del governo spagnolo potrebbe toccare il 90% del prodotto
interno lordo, indebolendo ulteriormente un'economia che soffre di
una disoccupazione al 24% e che già si attende si contragga
quest'anno dell'1,7%. Recentemente la Spagna ha dovuto pagare un
tasso d'interesse del 7% per prendere in prestito oltre 10 anni,
paragonato all'1,5% o meno pagato dalla
Germania.
Disperati per guadagnare tempo per evitare il tracollo
finanziario, i leader dei paesi dell'eurozona hanno stabilito di
incontrarsi il 28 giugno per proporre un piano a lungo termine per
qualche genere di unione bancaria e/o fiscale per puntellare le
economie più deboli. Ma il cancelliere della Germania
Angela Merkel
è rimasta irremovibile che il suo paese non può permettersi
di finanziare l'impresa.
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LE ELEZIONI greche hanno messo in carica i partiti
pro-austerità. Perché questo non ha soddisfatto i mercati?
SENZA DUBBIO
Angela Merkel,
il presidente francese
François Hollande
ed altri leader dell'eurozona sono stati confortati dal vedere che
il partito anti-austerità SYRIZA non è riuscito di poco a vincere le
elezioni parlamentari greche il 17 giugno. Mentre i leader di SYRIZA
hanno dichiarato che erano impegnati a rimanere nell'euro,
hanno anche
promesso
di ripudiare il
Memorandum--l'accordo
che ha obbligato la Grecia a ridurre drasticamente i salari,
aumentare le tasse ed attuare tagli devastanti alla spesa sociale.
Il nuovo primo ministro,
Antonis Samaras,
leader del partito conservatore Nuova Democrazia, ha anche
promesso
agli elettori che avrebbe ottenuto un accordo migliore
di quello che viene attualmente imposto dalla cosiddetta troika
dell'Unione Europea (UE), della Banca Centrale Europea (BCE) e del
Fondo Monetario Internazionale (FMI).
E' probabile che
Samaras
ottenga un accordo per salvare la faccia--per esempio un piano più
lungo per pagare i debiti. Tuttavia, secondo il
Memorandum,
la Grecia rimane
obbligata
ad eliminare
150.000
posti di lavoro del settore pubblico--un
numero enorme per un paese di appena 11 milioni di persone.
Samaras sostiene che lo farà senza logoramento. Ma è certo che
la troika insisterà su un passo più rapido--e questo significherà
più resistenza da parte dei sindacati e della sinistra greci, la cui
crescita è riflessa dalla crescita di SYRIZA.
Quindi vi è l'impossibilità pratica dell'economia greca di
ricuperare abbastanza rapidamente per fare una tacca nei suoi
debiti.
Anche dopo un accordo con i creditori che
ha
eliminato $173 miliardi del suo debito, la contrazione dell'economia
greca del 15% dal 2007
significa che il debito totale sta ancora crescendo come percentuale
del prodotto interno lordo (PIL) del paese.
In breve, la crisi greca non è affatto finita.
LA CRISI del debito continua da due anni. Perché i
governi europei non sono stati in grado di risolverla?
IL PROBLEMA immediato è che i governi europei di tutti i colori
politici sono entrati per salvare i loro sistemi finanziari in
seguito al crollo del 2008.
Le piccole economie come l'Islanda e l'Irlanda durante gli anni
della crescita hanno sviluppato enormi settori bancari e salvando
quelle banche con il denaro dei contribuenti, i governi sono caduti
in un buco nero fiscale. Anche la Grecia ed il Portogallo,
nonostante abbiano settori bancari più modesti, sono stati gravati
dai salvataggi finanziari e dai prestiti contratti durante gli anni
della crescita quando i tassi d'interesse erano uniformemente bassi
attraverso l'eurozona.
In Spagna le finanze statali erano relativamente prospere e le
banche sembravano forti quando è arrivato il crollo--ma, una volta
che è crollato il mercato immobiliare, le banche hanno cominciato ad
implodere e cercato i salvataggi statali. L'economia è declinata,
portando a ridotte entrate fiscali e ad un corrispondente aumento
del deficit statale spagnolo. In Italia, anni di crescita lenta
hanno preparato la scena per uno scoppio del debito pubblico quando
nel 2007 ha colpito la recessione.
La cura economica per questa crisi--spinta dalla Merkel e
dall'ex presidente francese
Nicholas Sarkozy--è
stata l'austerità.
Ampi tagli di bilancio, licenziamenti di massa di dipendenti
statali, riduzioni di salario ed imposte più elevate sono stati
imposti per rendere possibile ai governi di rimborsare i loro
debiti.
Secondo la cricca dell'austerità, un breve periodo di pena
sarebbe stato seguito da una ripresa poiché il debito pubblico
inferiore e ridotti costi del lavoro avrebbero stimolato nuovi
investimenti di capitale. Invece, le misure di austerità hanno
soltanto esacerbato la depressione economica.
Ora, la recessione che si aggrava in Europa--assieme ad un
brusco rallentamento in Cina ed una crescita debole negli USA--ha
soltanto reso più difficile sfuggire dalla trappola del debito.
Nella migliore delle ipotesi, l'Europa si strofinerà in una nuova
recessione. Al peggio, l'uscita della Grecia dall'euro una crisi
del debito in peggioramento in Spagna o Italia potrebbe provocare un
crollo finanziario ed una depressione anche più grave in Europa ed a
livello internazionale.
SE L'AUSTERITA' non funziona, perché la Germania non
inverte la rotta e si unisce al nuovo presidente francese
François Hollande
nel promuovere la crescita?
ALCUNI ANALISTI sostengono che la Germania stia trattenendo un
piano europeo comune per rifinanziare i debiti e stimolare
l'economia fino a che la Merkel possa strappare altre concessioni
dai paesi che hanno bisogno di denaro--come cedere il controllo
della sorveglianza bancaria e persino le autorità di imposizione e
di spesa agli enti dell'eurozona nei quali la Germania
predominerebbe. Secondo questa opinione,
la Merkel fa un bluff quando afferma
che "la forza della Germania non è infinita".
Infatti, vi è una valida ragione per prendere in parola la
Merkel. Dopo tutto, il PIL tedesco è di $3,2 trilioni, paragonato ai
$9,5 trilioni di PIL per l'eurozona e a $12,9 trilioni per l'intera
Unione Europea. La Merkel potrebbe trovarsi ad assumere il vecchio
slogan della crisi del debito del Terzo Mondo: "Non posso pagare,
non pagherò".
PERCHE' LA Germania non trova un accordo con altri
grandi paesi per implementare un'unione bancaria o qualche tipo di
politiche fiscali comuni che dividerebbero le responsabilità del
debito dell'eurozona?
QUESTO E' quello domanda gente come il finanziere
George Soros
e l'editorialista del
New York Times
Paul Krugman.
Ma non riescono a capire qualcosa di fondamentale sul
capitalismo che i marxisti hanno osservato molto tempo fa--la
contraddizione tra un'economia mondiale da una parte e la divisione
del mondo in stati-nazione dall'altra.
Come osservò in un discorso del 1926 su USA ed Europa il
rivoluzionario russo
Leon Trotsky,
"Le forze produttive create dal capitalismo non potevano più essere
contenute entro la struttura delle forme sociali del capitalismo,
inclusa la struttura degli stati nazionali. Di qui la guerra"--la
Prima Guerra Mondiale.
Naturalmente, è seguita la Seconda Guerra Mondiale, ancora
centrata in Europa. La UE e l'eurozona sono state progettate per
impedire ulteriori conflitti e per creare una via pacifica e
graduale all'unità economica. Ma quando la crisi colpisce, gli
interessi delle classi dominanti nazionali tirano in direzioni
differenti.
Per la Merkel, un piano di crescita non è stato fino a di
recente una priorità in Germania. Ma anche se
il rallentamento economico della Germania
fa sobbalzare in azione la
Merkel,
può non essere d'accordo sul rimedio chiesto da
Hollande in Francia,
dove la fiacca ripresa sta cedendo il passo ad un nuovo crollo.
Vi è inoltre il problema dello spostamento a lungo termine del
bilancio della potenza economica mondiale--cioè l'ascesa della Cina
e di altri paese da poco industrializzati che competono con i paesi
europei.
SI PRESUMEVA che il salvataggio delle banche spagnole
ristabilisse la fiducia nell'economia di quel paese, ma la
situazione delle richieste di prestiti della Spagna è peggiorata.
Perché?
ORA IL governo spagnolo è inguaiato per questo debito
aggiuntivo. E poiché i prestiti del nuovo Meccanismo Europeo di
Stabilità di $626 miliardi devono essere rimborsati davanti a tutti
gli altri creditori, le grandi banche ed i fondi obbligazionari sono
in un rischio maggiore di
diventare non liquidi se concedono ulteriori prestiti al governo
spagnolo.
E' per questo che il governo spagnolo deve pagare un occhio
della testa per prendere in prestito. Tuttavia, lo stato spagnolo
semplicemente non può permettersi di continuare a pagare tali alti
tassi d'interesse indefinitamente. Se lo fa, finirà come la
Grecia--chiuso fuori dal mercato dei titoli di stato e costretto a
rivolgersi alla troika per aiuti. Ma non vi è proprio denaro
sufficiente nel MES e nel suo predecessore, il Fondo di Stabilità
Finanziaria Europeo da $551 miliardi, per salvare la Spagna.
Inoltre, l'Italia, che ha dovuto essa stessa pagare dei tassi
d'interesse esorbitanti alcuni mesi addietro, sta
ancora affrontando un aumento improvviso dei tassi d'interesse anche
mentre un programma d'austerità
strangola
l'economia.
LA BANCA Centrale Europea non potrebbe salvare le
banche europee proprio come ha fatto negli USA la
Federal Reserve?
LA BCE ha cercato di fare proprio questo. Alla fine dello
scorso anno, la BCE ha creato un programma chiamato Opzione di
Rifinanziamento a Lungo Termine
(LTRO),
che
ha prestato circa $1,3 trilioni alle banche europee a tassi
d'interesse vicini allo zero.
Le banche dei paesi indebitati come Spagna ed Italia
hanno utilizzato quel denaro per accaparrare i titoli di stato del
loro paese
sotto pressione dei politici desiderosi di consolidare le finanze
statali e di ridurre l'esposizione verso i creditori stranieri.
Ma questa mossa porta pericoli propri. "Vi è il rischio come di
legare assieme due persone che affogano nella speranza che
galleggino",
ha raccontato al
Financial Times
Benedict James
della ditta legale
Linklaters della Gran Bretagna.
Allo stesso tempo, le banche francesi e tedesche hanno
utilizzato il denaro per
scaricare i titoli di stato di Grecia, Italia, Spagna ed Irlanda
per
cercare di ridurre i loro rischi".
Il risultato di tutto questo è stato una specie di
rinazionalizzazione del debito pubblico, che ha rivelato le
spaccature in allargamento nell'eurozona.
Tuttavia, nonostante il denaro facile dalla BCE, le banche
europee preparandosi per un'emergenza. I prestiti interbancari sono
al
livello più basso dal crollo del
2008--un
segno che l'elite finanziaria è timorosa che non otterrà indietro i
suoi soldi se li presta fuori.
Una più oscura, ma potenzialmente devastante, linea di faglia è
lo squilibrio crescente nel sistema di pagamento centrale
dell'eurozona
per finanziare lo scambio tra paesi diversi dell'eurozona. Questo ha
lasciato la banca centrale tedesca con $660 miliardi di diritti
verso altre banche centrali dell'eurozona. Nel caso di una rottura
dell'eurozona le perdite potrebbero essere enormi.
Ma il problema maggiore che la BCE affronta è che non vi è
nessun tesoro europeo comune. Negli USA la Fed può sempre contare
sul Tesoro USA per sostenere le sue politiche, ma la BCE non ha
affatto tale opzione.
Nel frattempo,
una
"passeggiata
agli sportelli"--non
ancora una corsa--ha visto i depositanti spostare miliardi fuori
dalle cosiddette economie "periferiche" dell'eurozona. In Grecia, i
risparmiatori hanno tirato fuori dalle banche del paese $90 miliardi
dal 2009 e circa $3,9 miliardi se ne sono andati dalle banche
spagnole in aprile--e questo è stato prima che la grande banca
Bankia
fallisse e dovesse essere salvata dallo stato.
VI E' una discussione sull'introduzione di un'unione bancaria
europea, un'unione fiscale o l'emissione di un
"eurobond"
per dividere il peso del debito e tassi d'interesse inferiori per i
paesi più indebitati. Questo può funzionare?
I LEADER europei possono ben venir fuori con
qualche piano a lungo termine per tali sviluppi.
Ma non vi è nessun segno che la Germania sia disposta a pagare il
conto di nessuna di queste misure a meno che non ottenga ampie
concessioni sulla sovranità nazionale--cioè, Spagna o Francia o un
altro paese dovrebbero permettere ai burocrati europei di Bruxelles
di agire come cani da guardia per la Germania avendo la supervisione
sulla tassazione e le politiche di spesa statali.
Ma la sofferenza della Grecia sotto le politiche della troika
faranno riflettere qualunque politico che consideri seguire questo
sentiero. Ciò che è probabile emerga dal vertice dell'eurozona è
qualche sistemazione a breve termine per impedire alla Spagna di
disfarsi e qualche vaga promessa su una maggiore unità fiscale.
QUALI SONO le implicazioni politiche di tutto ciò?
LA GRECIA--con il crollo dei principali partiti politici in
messo ad una depressione stile anni '30--è un esempio estremo. Ma la
convergenza di partiti socialdemocratici, liberali e conservatori
attorno alle politiche di austerità ha aperto la porta sia alla
sinistra che all'estrema destra anti-immigrazione.
E' per questo che la crescita esplosiva del sostegno a SYRIZA è
così importante per la Grecia, per il resto d'Europa ed oltre. In un
momento in cui i leader europei insistono che non vi è nessuna
alternativa alla continua sofferenza e miseria, la resistenza in
Grecia offre ispirazione e speranza.
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