03.12.2008
Aleksei YEGOROV
La nomina di Hillary Clinton completa
il progetto pre-elettorale chiamato “Obama”
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Quasi certamente, la prima persona a cui pensate dopo avere appreso che la Sig.ra Clinton ora dirige il Dipartimento di Stato USA è suo marito Bill, un uomo che suona il sax, lo stesso sassofono - come ha ammesso in tribunale - che un'impiegata alla Casa Bianca di nome Monica Lewinsky suonava abbastanza spesso ai suoi giorni. Pare così semplice descrivere l'incontro di Hillary con uno dei politici che non ha ancora conosciuto; non penserebbero: "Ecco chi sei Monica - scusa, Hillary..." La seconda cosa che potrebbe immediatamente spuntarvi dalla mente è che lo spettacolo di PR pre-elettorale dal nome in codice “Barack Obama” messo in scena dal Partito Democratico ora è finito dato quanto bene Barack recitava la sua parte di copertura per un secondo arrivo al potere della vecchia squadra di Democratici che hanno governato l'America nel 1992-2000. La conferma di questa nomina è la migliore indicazione del grado di libertà del quale potrebbe godere Barack Obama sia come politico che come presidente. Questo grado è zero (almeno al momento). Perciò, per il momento (se non per sempre) Barack il politico e presidente può riposare nell'oblio. Vi sono Biden, il clan dei Clinton e la lobby finanziaria di Wall Street. Sono la gente reale con la quale dovrebbero trattare gli aspiranti negoziatori con gli Stati Uniti. Obama, un prodigio politico in stile USA, firmerebbe qualunque cosa mettessero sul tavolo quelli che lo circondano. Persino George W. Bush era un "presidente" più indipendente del suo successore. Quindi, è facile comprendere il ruolo e la posizione nella storia del 44° presidente degli USA: è destinato esclusivamente all'uso domestico da parte del cittadino comune degli USA. E questa è la sua suprema funzione politica. Gli americani credono in Obama, perciò per qualche ragione qualcuno ha bisogno di sapere questo. In altre parole, qualcuno sta già preparando un complotto per Obama. Dovesse accadere una catastrofe negli Stati Uniti o altrove, qualcuno se la prenderebbe con Biden o la Sig.ra Clinton? Una domanda ridicola, giusto? Obama sarà da incolpare di tutto. Data la nomina di Hillary Clinton, gli esperti prevedono che Obama possa essere utilizzato dall'elite USA per raggiungere certi obiettivi da essere più tardi cancellati dal momento che le cose politicamente inutili diventano ad apparire sempre più probabili. Cosa vi è da aggiungere? Hillary ha davvero ottenuto l'impiego come formale seconda grande personalità (in realtà la più grande) nell'establishment USA. Comunque, vi è solamente un "ma". L'arrivo al potere della Sig.ra Clinton è aggravato da due fattori psicologici molto sgradevoli della sua vita personale. Abbiamo menzionato il primo (il marito Bill ed il suo sassofono di fama mondiale). Il secondo fattore è la sua sconfitta nella corsa presidenziale con Obama. Perciò Hillary userà ogni mossa e gesto come Segretario di Stato per cercare di convincere tutti che lei non è peggio, ma piuttosto più tenace, più forte, più saggia ecc. del giovane afroamericano che la ha superata nel risultato e che già sta iniziando a lasciare cenni al vero equilibrio delle forze nella sua squadra. (): Obama è stato citato nel dire che il vicepresidente Biden e lui stesso hanno formato la nuova squadra economica con un occhio alla stabilizzazione dell'economia degli USA, creare nuovi posti di lavoro e rimettere l'America sui binari dello sviluppo. I commentatori sono corretti nel sottolineare che indicare i vicepresidenti è una cosa rara per gli Stati Uniti. Ma la formula "il vicepresidente ed io" suona sorprendentemente nuova, persino se iniziate a comprendere chi è chi, per esempio, nel tandem George W. Bush - Dick Cheney. Potrebbe sembrare una sottigliezza psicologica. Tuttavia, potrebbe provocare più grandi problemi globali. Hillary Clinton dovrebbe fare dei tentativi per provare la sua forza a tutti ogni giorno. In una situazione di gestione reale ciò può ottenersi soltanto in un modo: proponendo schemi più aggressivi di quelli del suo capo delle politiche estere USA. Questa per lei sarebbe l'unica maniera per evitare che Obama la svuoti gradualmente del suo potere. Se dovesse far sorgere qualche altro scenario comportamentale, che un giorno dopo una riunione di routine degli uomini si raccolgano in una stanza fumosa a prendersi gioco di un'altra gaffe di Hillary, dicendo: "pare che alla fine Obama sia più saggio di questa... donna", questo alla fine toglierebbe a Hillary la sua influenza politica. Piuttosto chiaramente, comprende il pericolo di una simile svolta degli eventi meglio di chiunque altro, così farà del suo meglio per impedire che le cose vadano in questo modo. E l'unica cosa che possa fare per evitarlo è di optare per la posizione più radicale ed aggressiva di tutte. Ciò che realmente significa è che la nomina di Hillary Clinton a Segretario di Stato della contorta superpotenza degli Stati Uniti rende evidentemente il mondo un posto molto meno sicuro. La logica del suo comportamento sarebbe orientata verso accendere un conflitto e mantenerlo bollente. Questo sarebbe per lei l'unico modo per convincere il mondo che vale quello che costa e che è più forte degli statisti attorno a lei. Ponendo in atto dei tentativi per provare la sua competenza come capo della diplomazia USA, Hillary Clinton aspetterebbe il suo momento restando in attesa per l'attimo quando appaia per lei l'opportunità di mostrare al mondo qualcosa di più grande: che lei può essere molto meglio del presidente degli USA Barack Obama. Di cosa avrebbe bisogno per quello? Come si dice, fate tre congetture disordinate. |
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