"Il 5 marzo ed i territori occupati un vescovo cattolico tedesco in visita in Israele ha paragonato l'oppressione israeliana dei palestinesi all'oppressione nazista degli ebrei nel Ghetto di Varsavia". (A sinistra il ghetto di Varsavia e a destra il ghetto di Ramallah)

 

La Gestapo e la Wehrmacht del nostro tempo

di Khalid Amayreh

12 marzo 2007

"Temo moltissimo che gli ebrei siano come tutti i diseredati. Quando arrivano in cima sono esattamente intolleranti e crudeli come la gente lo è stata con loro quando erano sotto. Mi rammarico estremamente di questa situazione perché la mia compassione è sempre stata dalla loro parte". Harry Truman

Quando un coscienzioso vescovo cattolico tedesco visitando Israele ed i territori occupati il 5 marzo ha paragonato l'oppressione israeliana dei palestinesi alla oppressione nazista degli ebrei nel Ghetto di Varsavia, gli apologhi di Israele sono diventati furibondi.

Gregor Maria Franz Hanke di Eichstatt non ha potuto soffocare le sue onestà e decenza umana quando è stato portato faccia a faccia con la turpitudine insultante del "muro di separazione" che ha già cambiato i centri della popolazione palestinese in campi di concentramento dei nostri giorni.

Subito dopo aver visto la deforme creatura, che è tanto brutta e odiosa quanto la mentalità di tipo nazista che le ha dato vita, il vescovo tedesco ha detto quanto segue:

"Questa mattina abbiamo visto le immagini del Ghetto di Varsavia a Yad Vashem e questa sera andremo nel ghetto di Ramallah".

Sfortunatamente, non abbiamo molti leader religiosi, per non parlare dei politici, che sono disposti a chiamare vanga una vanga, specialmente quando accade che sia in mani ebree.

Ma questo uomo lo ha detto quale è, preferendo essere a posto con la sua coscienza a costo di venire accusato e diffamato dal culto dell'olocausto.

Vi sono molte ragioni e motivi della fiacchezza occidentale verso Israele ed il sionismo. Alcuni occidentali credono che l'olocausto, che è stato perpetrato da europei, dovrebbe giustificare qualunque cosa e tutto ciò che Israele fa ai palestinesi, compresi i crimini contro l'umanità e la pulizia etnica.

Molti altri occidentali, specialmente i nordamericani, sono semplicemente scandalosamente ignoranti della natura affine al nazismo dello stato israeliano. Altri conoscono i fatti molto bene, ma sono troppo codardi e disonesti per parlare forte per paura dell'intimidazione e della rappresaglia sioniste. Altri sono semplicemente maliziosi e credono che Israele, grazie alla sua potenza militare, abbia il diritto di perseguire politiche di stile nazista per servire i suoi obiettivi ed i suoi interessi. Questa è la stessa gente che avrebbe accettato il Terzo Reich anima e cuore perché il potere è il loro Dio ed il "realismo" è la loro religione.

Ritengo che le persone come l'onesto vescovo e tutti le altre voci dalla mentalità libera che parlano ad alta voce in difesa della verità, che non si tirano indietro dal chiamare vanga una vanga e si rifiutano di essere servili o di rannicchiarsi di fronte al male, sono il sale della madre terra e la crema della crema dell'umanità. Se queste isolate candele di luce che impediscono al nostro mondo di affondare nel nichilismo morale.

Quindi, dobbiamo salutarli per il loro coraggio e la loro moralità a non permettere mai a noi stessi di tradirli o deluderli. Dobbiamo cercare di emularli nel loro coraggio ed onestà e sfida morale di fronte al male, perché in ultima analisi la vita stessa è una risoluta resistenza morale ed è troppo breve per essere sciupata e consumata nello zigzag della correttezza politica. Il Corano afferma:

"A causa del passare del tempo, l'uomo è in realtà in una condizione di spreco, eccetto che per coloro che credono, e fanno delle buone azioni, e si consigliano l'un l'altro la verità e si raccomandano l'un l'altro la pazienza".

Naturalmente, il vescovo di Eichstatt non si inventa niente. Vede semplicemente questa diabolica e gigantesca struttura che serpeggia attorno ai centri della popolazione palestinese su tutta la Cisgiordania, da Jenin nel nord fino a Dahiriya nel sud, tagliando quartiere da quartiere e creando ghetti congestionati da povertà, miseria, fame ed oppressione.

Infatti, se il vescovo fosse andato un poco più in profondità ed un poco più avanti, l'opprimente turpitudine della vergogna di Israele lo avrebbe sconvolto ancora di più. Dico questo perché Israele non si è fermato semplicemente a convertire le città ed i villaggi palestinesi in effettivi campi di detenzione, ma è andato molto oltre assicurandosi che le anime tormentate in questi ghetti venissero costantemente ed implacabilmente perseguitati ed accerchiati.

In realtà, di questi tempi non passa giorno senza che l'esercito d'occupazione israeliano e la Mishmar Gvul (polizia di confine) stile Gestapo eseguano diverse incursioni nelle città e nei villaggi palestinesi. Durante queste scorrerie simili a razzie, persone innocenti vengono uccise, ferite ed arrestate e le loro proprietà vengono distrutte.

Lo scrivente è stato testimone di una incursione nel villaggio di al-Kum, 20 km. ad ovest di Hebron, sabato 10 marzo.

Attorno alle 2 del mattino, numerosi soldati israeliani e poliziotti paramilitari presero d'assalto il piccolo villaggio (3.000 abitanti), lo sottoposero al coprifuoco tra forti esplosioni di assordanti granate intese a terrorizzare la gente. Quindi i reparti si sparpagliarono per tutto il villaggio, danneggiando le proprietà e frantumando i vetri e rovesciando sottosopra gli arredi. Dopo questo, i soldati più indisciplinati utilizzarono un uomo anziano, nei primi 70, come scudo umano. Quindi assalirono la locale moschea, arrestarono tre giovani poco sopra i 20 anni e se ne andarono sette ore più tardi.

Intorno alla stessa ora, un autista palestinese che secondo quanto riferito trasportava lavoratori palestinesi a Gerusalemme Est veniva picchiato a morte dai nipoti dell'Olocausto. Secondo testimoni oculari, dei poliziotti di frontiera israeliani si gettarono assieme contro l'uomo, identificato come il trentaduenne Wael Yousef Karawi, lo percossero alla testa con i calci dei loro fucili, provocandogli una grave emorragia cerebrale. L'uomo crollò e morì sul posto. Quindi poche ore dopo una mendace dichiarazione proveniente dalla fabbrica delle menzogne israeliana affermava che l'uomo era morto di "cause naturali".

Un giorno prima, un altro povero lavoratore palestinese venne ucciso a Gaza mentre cercava di entrare in Israele per trovare lavoro. Israele affama i palestinesi in massa impedendo loro di accedere al lavoro ed al cibo. Questa politica manifestamente criminale viene attuata impedendo ai palestinesi di pescare al largo di Gaza "per motivi di sicurezza". Oggi, mentre scrivo questo pezzo, una pattuglia navale israeliana ha aperto il fuoco su due pescatori, ferendoli entrambe. Più appropriato, agli abitanti di Gaza non è permesso di viaggiare all'estero per lavorare e nemmeno per cure mediche, perché il cosiddetto "capolinea di confine" tra Gaza e l'Egitto (l'unica uscita di Gaza verso il mondo esterno) viene tenuto chiuso dagli israeliani quasi sempre per nessuna altra ragione che per tormentare un popolo già totalmente martoriato.

Nondimeno, Israele ha ancora la sfrontatezza di raccontare al mondo che ha posto fine all'occupazione di Gaza. Vedete la gente che mente a Dio.

Due settimane fa, l'esercito d'occupazione israeliano ha assassinato due persone a Nablus, compreso un giovane che ha gettato una pietra (non su o a ma verso) un veicolo corazzato trasporto truppe (APC) israeliano che imperversava nelle strade della città. L'altro uomo è stato ucciso mentre stava sul tetto della sua casa per sistemare un'antenna TV. Rispondendo alle accuse di assassinio a sangue freddo, un portavoce dell'esercito israeliano ha detto piuttosto concisamente che "l'incidente viene investigato".

Naturalmente, questa è una menzogna, niente viene investigato, ed anche se vi fosse una indagine, questa incolperebbe le vittime e dichiarerebbe gli assassini "innocenti di qualsiasi trasgressione" perché hanno agito in conformità di istruzioni eccezionali dell'esercito.!!! Bene, persino anche la Gestapo e le SS agivano in conformità di istruzioni eccezionali dell'esercito.

Nel frattempo, lo stato israeliano continua a gonfiare di giovani palestinesi le sue prigioni sotterranee ed i suoi campi di detenzione. La ragione dichiarata è la "sicurezza", ma la vera ragione è di tenere quanti palestinesi possibile dietro le sbarre per utilizzarli come mezzi di contrattazione per qualsiasi possibile negoziato con l'intrinsecamente debole Autorità Palestinese.

Secondo fonti sia israeliane che palestinesi, l'esercito israeliano cattura una media di 15-20 palestinesi al giorno. Adesso il numero dei detenuti ed internati palestinesi nelle prigioni e nei campi di detenzione israeliani si mantiene a 10.000-11.000.

Venerdì 9 marzo, un tribunale militare israeliano ha condannato il parlamentare di Hebron Hatem Qafisha a sei mesi di "detenzione amministrativa", senza imputazione o processo. I sei mesi sono rinnovabili a seconda degli umori dell'ufficiale dello Shin Beth a capo della regione di Hebron. Vi sono dei detenuti palestinesi che languono nelle prigioni sotterranee israeliane da 80 ed anche da 90 mesi senza accusa o processo. Solitamente, il mantra della sicurezza è sempre pronto per essere evocato a difesa del sistema giudiziario in stile nazista.

Infatti, Qafisha ha già passato 93 mesi nelle prigioni israeliane in primo luogo per "nutrire opinioni estremiste" ed in secondo luogo per "avere concorso in elezioni legislative sotto per la causa di una organizzazione terrorista", una chiara allusione a Hamas.

Bene, Israele e gli Stati Uniti non hanno acconsentito alla partecipazione di Hamas alle elezioni che hanno avuto luogo nel 2006? Se è così, perché arrestare queste persone, compresi legislatori democraticamente eletti, ministri e persino il presidente del Consiglio Legislativo palestinese Aziz Dweik e scaricarli in campi di detenzione per lunghi periodi? Se hanno commesso qualche crimine, che siano processati davanti ad un autentico tribunale, non davanti ad un tribunale di occupazione per il quale un palestinese è colpevole anche se provato innocente...proprio come i tribunali nazisti giudicavano gli ebrei colpevoli anche se dimostrati innocenti.

Sono i sionisti i nazisti del nostro tempo? Sono l'esercito e la polizia israeliani la Wehrmacht e la Gestapo del nostro tempo? Questa è una domanda alla quale devono rispondere gli ebrei. Forse si renderanno conto che questo stato malato e disgustoso sta corrodendo la loro umanità. Giusto forse.

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12 marzo 2007 © Copyright March 12, 2007 di Khalid Amayreh -
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