
Il mito di "buona
guerra" della II Guerra Mondiale
di
John Spritzler
14 luglio 2004
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I miti sulla II Guerra Mondiale e le agende occulte dei capi di tutte le parti che sacrificarono 45 milioni di persone sugli altari della classe dirigente |
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Il mito di "Buona Guerra" della II Guerra Mondiale La storia di "Buona Guerra" della II Guerra Mondiale è una grande menzogna, utilizzata oggi da gente come George W. Bush e John F. Kerry per creare uno stato d'animo secondo il quale i governanti americani sono i bravi ragazzi che, nonostante tutti i loro difetti e le loro debolezze, salvano il mondo da tipi davvero davvero cattivi. FDR diceva agli americani che la guerra era fatta per combattere il fascismo e la tirannia. Ma FDR mentiva sui veri obiettivi della guerra, proprio come Hitler mentiva ai tedeschi ed i militaristi giapponesi mentivano al popolo giapponese perché combattessero la più sanguinosa guerra della storia. La guerra: uno strumento di controllo sociale Franklin Roosevelt, Adolf Hitler ed i militaristi giapponesi negli anni precedenti la guerra fronteggiavano tutti lo stesso problema. La classe lavoratrice della loro popolazione stava diventando sempre più rivoluzionaria. Le classi dirigenti di queste nazioni erano terrorizzate dal fatto che stavano perdendo il controllo. Negli Stati Uniti, i governi di numerosi stati erano costretti a chiamare la Guardia Nazionale e le truppe federali, comprese la fanteria ed unità di mitragliatrici, per schiacciare immensi scioperi (in alcuni casi scioperi generali) dei lavoratori tessili, delle acciaierie, dell'auto, delle miniere di carbone e molti altri. Quando a San Francisco nel 1934 uno sciopero dei portuali portò ad uno sciopero generale di 130.000 lavoratori, che si propagò a Oakland e poi su tutta la costa del Pacifico, il Los Angeles Times scrisse: "La situazione a San Francisco non è correttamente descritta dalla frase 'sciopero generale'. Ciò che è in realtà in corso è un'insurrezione, una rivolta ispirata e guidata dai comunisti contro l'ordine costituito. Non vi è che una cosa che deve essere fatta, schiacciare la rivolta con tutta la forza necessaria". Il capo della National Recovery Administration di FDR, generale Hugh S. Johnson, andò a San Francisco e dichiarò lo sciopero generale una "minaccia al governo" ed una "guerra civile".1 Nello stesso anno, 325.000 lavoratori tessili, molti di loro donne, utilizzavano "squadroni volanti" per diffondere lo sciopero attraverso il sud da fabbrica a fabbrica, spesso lottando con le guardie, entrando nelle fabbriche, disfacendo il macchinario e battendosi con i non scioperanti. Era così allarmato il The New York Times che avvisava: "Il grave pericolo della situazione è che scapperà completamente fuori dalle mani dei leader...Il crescente carattere di massa delle operazioni di picchettaggio sta rapidamente assumendo l'aspetto di efficienza e precisione militare ed è qualcosa interamente nuovo nella storia delle lotte dei lavoratori americani. Gli osservatori...dichiaravano che se l'iniziativa di massa continuava a guadagnare impeto alla velocità alla quale si muoveva oggi, sarà quasi impossibile fermarla senza un'opposizione analogamente organizzata con tutte le implicazioni che un tale sforzo comporta".2 Dichiarando la legge marziale, il Governatore della South Carolina disse che esisteva uno "stato di insurrezione". Quando lo sciopero si propagò al New England, il Governatore del Rhode Island Green dichiarò che "vi è una sollevazione comunista e non uno sciopero dei tessili nel Rhode Island" e quindi dichiarò lo stato di insurrezione.3 Il Governatore della Georgia Eugene Talmadge dichiarò la legge marziale. La Guardia Nazionale iniziò arresti di massa dei membri degli squadroni volanti e detenzioni senza imputazione in un campo di concentramento dove erano stati tenuti i tedeschi durante la I Guerra Mondiale. "Al 19 settembre nel sud i morti erano già arrivati a tredici".4 Fatti come questi hanno colpito tutte le parti della nazione e questo è stato appena il riscaldamento fino all'ondata di scioperi bianchi del 1936-37, durante i quali 10.000 operai hanno occupato la fabbrica della GM Flint in Michigan, con l'aiuto di migliaia di operai che viaggiarono per centinaia di miglia per unirsi a loro. Dopo quello sciopero, la Chrysler fronteggiò 6.000 in sciopero bianco con 50.000 picchettanti fuori dei suoi impianti ed il New York Times si sentì obbligato ad avvertire i capi delle imprese e del governo: "E' generalmente temuto che un tentativo di espellere gli scioperanti con dei sostituti porterebbe ad un inevitabile enorme bagno di sangue ed allo stato di insurrezione armata".5 La grande impresa aveva persino paura che il sistema elettorale, con il quale si supponeva di assicurare che gli americani avrebbero rinunciato all'azione diretta di massa per la fiducia a politici addomesticati e fidati, stesse per fallire lo scopo. Il governatore della Louisiana, Huey Long, aveva sette milioni di seguaci che volevano una drammatica redistribuzione della ricchezza e vedevano FDR come un ostacolo. In maniera molto più allarmante, nel 1934 in California il Partito Democratico venne conquistato da un movimento di massa radicale che voleva che lo stato confiscasse la terra e le fabbriche cosicché i disoccupati potessero farle funzionare in una rete senza denaro di produzione per il bisogno, senza profitti. Il loro capo, Upton Sinclair, socialista di lunga data, spazzò via i suoi rivali e vinse le primarie del Partito Democratico, diventando candidato per la carica di Governatore. Venne sconfitto nelle elezioni governatoriali solamente con una campagna di diffamazione senza precedenti lanciata congiuntamente dai quotidiani liberali e conservatori della California. Ma la scritta era sul muro. FDR cercò di controllare la ribellione con le promesse del New Deal. Ma non funzionò. Per esempio, il suo famoso Wagner Act del 1935, cercava di pacificare gli operai rendendo legali i sindacati. La legge bloccava anche i sindacati in un elaborato sistema di regolamenti governativi designato ad assicurare che i capi sindacali conservatori sarebbero stati in grado di controllare i loro membri insubordinati. Ma i lavoratori nei due anni successivi svilupparono la tattica dello sciopero bianco precisamente per mantenere il controllo nelle loro mani. Le elite dominanti sanno da secoli che quando una rivoluzione minaccia in casa sono richieste misure disperate, e la più efficace è andare in guerra. Per esempio, all'epoca della guerra russo-giapponese del 1904 il ministro degli interni dello Zar russo, Vyacheslav Plehve, dichiarò: "Ciò di cui ha bisogno questo paese è una breve guerra vittoriosa per resistere all'ondata rivoluzionaria"."6 Questo è l'unico modo per comprendere la poco conosciuta verità su come i consiglieri di FDR reagirono alla notizia dell'attacco giapponese a Pearl Harbor. Dall'annotazione alle h. 14 del 7 dicembre nel diario del Segretario della Guerra Stimson, scritta dopo avere appreso dal Presidente dell'attacco a Pearl Harbor, si legge: Ora i japs hanno risolto l'intera cosa attaccandoci direttamente alle Hawaii...La mia prima sensazione è stata di sollievo poiché l'indecisione era terminata ed era arrivata una crisi in un modo che avrebbe unito tutto il nostro popolo".7 Non emozione violenta, ma sollievo. Il sollievo che la guerra avrebbe finalmente costretto i lavoratori americani ad unirsi ai governanti dell'America invece che ribellarsi contro di loro. Gente come FDR e Stimson si rendevano completamente conto che il modo migliore per imbrigliare la crescente insurrezione che fronteggiavano era di portare in qualche modo gli Stati Uniti in una guerra che sarebbe stata percepita dagli americani come una lotta fino alla morte tra l'intera popolazione degli Stati Uniti e l'intera popolazione delle nazioni straniere nemiche guidate dal fanatismo diabolicamente malvagio. In tale modo, i lavoratori americani potevano essere messi ideologicamente sulla difensiva, con l'asserzione che era da parte loro antipatriottico lottare per risentimenti di classe o per perseguire aspirazioni di classe quando il paese aveva bisogno di unirsi (con i suoi leader capitalisti) contro il nemico comune. Per sofisticati politici delle classi alte come Roosevelt, questo era semplicemente Controllo Sociale 101. Fingere di combattere il fascismo Roosevelt aveva bisogno di un nemico ed il fascismo era la migliore scelta logica. Comunque, FDR certamente non aveva nessun genuino desiderio di sconfiggere il fascismo o altrimenti avrebbe aiutato la classe lavoratrice spagnola nella sua lotta per difendere la repubblica spagnola durante la guerra civile spagnola contro il colpo di stato fascista tentato dal generale Franco nel 1936. Quando FDR utilizzò un "embargo morale" e poi fece passare la legislazione per prevenire che armi americane andassero ai lavoratori spagnoli in lotta contro il fascismo, era chiaro come la luce del giorno che quando la scelta era tra la classe lavoratrice e i fascisti che arrivavano al potere, FDR era dalla parte del fascismo. Ma il fascismo era un eccellente finto nemico. Eccetto per un problema. Gli operai ed i contadini di Germania e Giappone si opponevano ai loro governanti fascisti. Una vera lotta contro il fascismo avrebbe significato una alleanza tra la classe lavoratrice americana e le classi lavoratrici tedesca e giapponese contro tutti i governanti delle loro classi alte. Dopo tutto, i governanti di tutte e tre le nazioni condividevano gli stessi scopi anti-classe lavoratrice anche se non usavano tutti esattamente gli stessi metodi per soggiogare operai e contadini. (Effettivamente, molti banchieri ed industriali americani, i più famosi dei quali Henry Ford e Joseph Kennedy, ma anche altri, erano in realtà pro-nazisti ed alcuni persino aiutarono sostanzialmente i nazisti durante la guerra. Roosevelt mise molti di questi individui in posizioni elevate di governo durante la guerra. Nominò Joseph Kennedy ambasciatore a Londra. E nominò il presidente della GM William S. Knudsen capo del potente Office of Production Management (OPM) , formato nel 1941, sebbene Knudsen avesse detto ai cronisti che "la Germania era il miracolo del 20° secolo"8 quando nell'ottobre del 1933 ritornò da un in incontro con il gerarca nazista Hermann Göring per costituire legami d'affari amichevoli con il regime che allora aveva già imprigionato tutti i capi sindacali tedeschi e gli oppositori politici. Se combattere il fascismo fosse stato il vero scopo di FDR ciò sarebbe stato paradossale. Ma il paradosso scompare quando comprendiamo che la "Buona Guerra" era fondata su una Grande Menzogna. Dal momento che il vero scopo era controllare la classe lavoratrice americana, per FDR contava poco ciò che gente come Joseph Kennedy o William Knudsen pensavano dei nazisti finché la loro lealtà di classe era indiscussa). Per risolvere questo problema (di così tanti tedeschi e giapponesi antifascisti), FDR fece in modo che gli americani non fossero mai informati della verità sulla posizione antifascista dei lavoratori e contadini tedeschi e giapponesi o delle misure estreme utilizzate dai loro governi per controllarli, come la "Polizia del pensiero" in Giappone ed i 165 campi di concentramento in miniatura collocati vicino alle fabbriche tedesche per i lavoratori colpevoli di "soltanto una minore infrazione, un ritardo, un'assenza ingiustificata od una parola di collera".9 Un altro problema per FDR era che gli americani erano in modo schiacciante contrari an entrare in un'altra guerra dopo avere visto quanto orribile era stata la I Guerra Mondiale e di come essa principalmente aveva arricchito i commercianti di armi ed i profittatori di guerra a spese della gente comune. La soluzione di Franklin ("Day of Infamy") Roosevelt a questo problema fu di progettare segretamente che i giapponesi attaccassero gli Stati Uniti. FDR mise l'embargo sul petrolio USA al Giappone ed allo stesso tempo rese chiaro al governo giapponese che se avesse cercato di prendere il petrolio dall'unica altra fonte, le colonie britanniche o olandesi, gli USA l'avrebbero considerato un atto di guerra contro di essi. Ciò ebbe l'effetto voluto di far attaccare ai giapponesi gli Stati Uniti. Lungi dall'essere una scioccante sorpresa, Pearl Harbor era la a lungo attesa e ardentemente cercata soluzione al problema più pressante dell'elite, la classe lavoratrice americana. Questo è perché il Segretario della Guerra Stimson sentì così tanto "sollievo" quando finalmente il Giappone attaccò. Pearl Harbor fece entrare in guerra gli USA. Ma come l'avrebbe combattuta FDR? La strategia del tempo di guerra di FDR non era adeguata a sconfiggere il fascismo; era mirata a 1) assicurare agli americani che stessero fronteggiando l'intera popolazione di tedeschi e giapponesi che, dal più umile contadino al Cancelliere od all'Imperatore, erano dei fascisti fanatici e 2) fare in modo che gli operai ed i contadini dell'Asia o dell'Europa non fossero mai riusciti a rovesciare i loro governanti della classe dirigente. La strana strategia del Pacifico di FDR Nel Pacifico, FDR doveva scegliere tra una strategia di combattere i giapponesi in Cina per assicurarsi la Cina come un'area di preparazione per un attacco al Giappone o quella di abbandonare la Cina all'esercito di occupazione giapponese e combatterli invece in sanguinose battaglie per isole come Iwo Jima e Guadalcanal per utilizzarle come basi di lancio. La scelta strategica di FDR rivela i suoi veri obbiettivi bellici, ma al tempo lasciò semplicemente perplessi i suoi consiglieri militari che pensavano che scopo della guerra fosse sconfiggere il fascismo. Non soltanto la Cina era più vicina al Giappone e più adatta come piattaforma, ma sarebbe stato infinitamente più facile sconfiggere l'esercito giapponese in Cina che nelle isolate isole del Pacifico. In Cina vi era una matura rivoluzione contadina in corso sotto la guida del Partito Comunista cinese. L'esercito giapponese era formato da contadini che odiavano i loro ufficiali samurai ferocemente anti-contadini. I soldati contadini giapponesi provavano più simpatia per i contadini cinesi rivoluzionari come loro di quanta ne avevano per i loro ufficiali o per l'Imperatore che essi offendevano. Dopo essere stati catturati dai cinesi, molti soldati giapponesi si impegnarono in sforzi per persuadere i loro compagni a cambiare la loro lealtà. Il governo giapponese era bene a conoscenza di ciò. Come riferito nell'edizione del 13 agosto 2003 del Japan Times, "Il personale del Q.G. dell'esercito stava considerando di ritirare le truppe [dalla Cina] intorno a questo periodo a causa del declino nella loro volontà di combattere". Comunque, sulle piccole isolate isole del Pacifico occupate dai giapponesi, non vi stava avvenendo nessuna rivoluzione contadina ed i soldati giapponesi sapevano che sarebbero stati uccisi dai loro ufficiali se non avessero combattuto fino alla morte contro gli americani. Dunque, cosa fece FDR? In Cina appoggiò Chiang Kai-shek, il principale nemico dei contadini. Chiang Kai-shek aveva un esercito di coscritti orribilmente maltrattati che egli usava solamente per combattere i comunisti e mai i giapponesi. I capi militari USA volevano sostenere i comunisti, che avevano un esercito con estremamente alti morale e sostegno popolare che combatteva con molto successo i giapponesi. Ma FDR rifiutò. Egli insistette nel combattere i giapponesi in isole come Iwo Jima dove non vi sarebbe stata nessuna possibilità che le idee di solidarietà internazionale della classe lavoratrice contagiassero le truppe americane e le portassero indietro sul fronte interno, e dove i sanguinosi combattimenti avrebbero dato ai giornali americani e a Hollywood tutto ciò di cui avevano bisogno per stimolare le fiamme del razzismo e del nazionalismo, che (per i veramente pochi che lo sapevano) era lo scopo centrale della guerra. Non importava che in questo migliaia di americani sarebbero morti inutilmente e che la guerra si sarebbe protratta inutilmente. (La scusa che FDR non voleva aiutare i contadini perché si opponeva alle dittature comuniste non tiene, dal momento che si alleò con Stalin, che al tempo era ben noto fosse uno spietato dittatore, ed in realtà lo elogiò pubblicamente. Anche Stalin sosteneva Chiang Kai-shek e non aiutò mai i comunisti cinesi per le stesse ragioni che motivavano FDR). La strana strategia europea di FDR In Europa FDR fece la stessa cosa. Un'organizzazione di 7.000 che segretamente si opponevano al fascismo ed ancora in posizioni di una qualche responsabilità in Germania aveva compiuto diversi tentativi per assassinare Hitler. Un ufficiale di alto grado dell'intelligence tedesca, l'Ammiraglio Canaris, faceva parte della resistenza. Egli "fece trapelare informazioni vitali ai britannici ed agli americani, compreso l'ordine di battaglia tedesco, un inestimabile discernimento sulle intenzioni della Wehrmacht". Ed offrì "il sostegno del Generale Rommel per una conquista senza spargimento di sangue del fronte occidentale se gli angloamericani avessero dato il minimo segnale della volontà di un armistizio...La replica britannica: non vi è nessuna alternativa alla resa incondizionata".10 La resa incondizionata per FDR era il modo per assicurare che gli americani avrebbero sentito la guerra in Europa come un combattimento all'ultimo sangue contro l'intera popolazione tedesca e che la guerra si sarebbe trascinata per un periodo più lungo del necessario. I capi militari americani erano sconcertati della strategia di resa incondizionata di FDR come lo erano per la sua strategia del Pacifico. Quando Roosevelt fece della resa incondizionata la politica degli Alleati, la reazione dei capi militari fu universalmente negativa perché sapevano che dal punto di vista militare era disastrosa. Il Generale Eisenhower pensava che non avrebbe fatto altro che costare delle vite americane e disse: "Se vi fossero date due scelte, una salire su un'impalcatura e l'altra caricare venti baionette, potreste anche caricare venti baionette". Il Maggior Generale Ira C. Eaker, comandante dell'8^ Armata Aerea, scrisse: "All'epoca tutti quelli che conoscevo, quando sentirono questo [della resa incondizionata] dissero: 'Quanto stupidi si può essere'? Tutti i soldati e gli avieri che combattevano questa guerra volevano che i tedeschi abbandonassero l'indomani. Un bambino sapeva che una volta che questo fosse stato detto ai tedeschi, questi avrebbero combattuto fino all'ultimo uomo. Non vi era un uomo che realmente stava combattendo la guerra che abbia mai incontrato che non pensava si potesse fare un'azione più stupida". 11 In tutta Europa la principale preoccupazione degli Alleati era di impedire che i movimenti popolari di Resistenza di operai e contadini arrivassero al potere. Gli americani arrestarono e disarmarono i resistenti italiani (partigiani) quando questi presero Roma e fecero persino una trasmissione radio perché i tedeschi sentissero dicendo che non avrebbero aiutato le forze della resistenza nell'Italia del nord, che erano le uniche che combattevano direttamente i nazisti. Il risultato, come aspettato, fu che i nazisti utilizzarono questa informazione per attaccare e spazzare via le forze della resistenza italiana nel nord. In Grecia si svolse la stessa vicenda quando nel 1944 l'organizzazione della resistenza greca, EAM, la cui organizzazione sindacale "controllava l'intera classe lavoratrice [greca] e durante la guerra collaborò a guidare gli scioperi nei territori occupati,"12 annunciò uno sciopero generale per il 4 dicembre. Il 5 dicembre, Churchill inviò al Generale Scobie queste istruzioni: "Non esitate ad aprire il fuoco su ogni uomo armato ad Atene che assalga le autorità britanniche... Naturalmente sarebbe meglio se i vostri ordini venissero eseguiti da autorità di un qualche governo greco...Comunque non esitate ad agire come se foste in una città conquistata dove sia in corso una locale ribellione". 13 Il 13 dicembre Roosevelt telegrafò a Churchill che "Considero il mio ruolo in questa materia come quello di un leale amico ed alleato il cui desiderio è di essere di tutto l'aiuto possibile negli avvenimenti".14 Dall'inizio della guerra fino al 1944 Roosevelt sosteneva ufficialmente il governo francese di Vichy collaborazionista dei nazisti guidato dal Maresciallo Henri Petain, un governo che operava assieme ai nazisti, applicando le leggi antisemite, rastrellando gli ebrei per i campi della morte nazisti e giustiziando membri della Resistenza francese come comandato dai nazisti. I massimi consiglieri di Roosevelt avevano più paura del popolo francese di quanta ne avessero dei nazisti o del loro governo fantoccio di Vichy. Nel maggio del 1943 il Segretario di Stato Hull manifestò il problema che aveva nel sostenere il capo della Resistenza, Charles DeGaulle: "Il tema in gioco non è soltanto il successo delle nostre future operazioni militari, ma proprio il futuro della stessa Francia. DeGaulle ha permesso agli elementi più radicali di Francia di venire sotto il suo ombrello".15 Persino "al febbraio del 1944, [il Capo di S.M. di FDR Ammiraglio Leahy sostenne la causa di lasciare [il Maresciallo di Vichy] Petain a capo della Francia dopo il D-Day".16 Ed in Jugoslavia gli USA sostenevano i cetnici. I cetnici erano guidati dall'uomo forte del Re Pietro e Ministro della Guerra, Generale Draza Mihailovic. Come combattenti della "Resistenza" erano screditati per "avere fornito ai tedeschi informazioni sui partigiani [i combattenti comunisti della Resistenza guidati da Josip Broz Tito]" e perché "erano preoccupati di combattere e contenere il crescente potere di Tito".17 I combattenti della resistenza di Tito erano gli unici che combattevano contro i nazisti, ma gli USA si tennero lontani da loro per impedirgli di ricevere armi. Gli Alleati bombardavano i civili per distruggere la solidarietà internazionale della classe lavoratrice Molti si sono chiesti perché FDR, e più tardi Truman, commisero strage di civili tedeschi e giapponesi usando bombe convenzionali e più tardi bombe atomiche per creare deliberatamente tempeste di fuoco per uccidere decine di migliaia di persone quando non vi era nessun particolare scopo militare. Che non vi fosse nessuna base logica militare è divenuto molto meno controverso tra coloro che hanno studiato seriamente la questione. Tutti i capi militari in posizione per sapere sono intervenuti sulla questione della bomba atomica ed hanno detto molto chiaramente che non vi era comunque nessun bisogno di lanciare quelle armi. Questi comprendono il Maggior Generale Curtis LeMay, comandante del 21° Comando Bombardieri, responsabile della distruzione degli obiettivi militari del Giappone; l'Ammiraglio William Leahy; il Generale Douglas MacArthur, comandante supremo delle forze alleate nell'area del sudovest del Pacifico (Giappone compreso) durante la guerra e Dwight Eisenhower. Per esempio, nel 1963 il Generale MacArthur dichiarò durante una conferenza stampa: "Contro il Giappone non avevamo bisogno della bomba atomica".18 MacArthur più tardi scrisse che per giugno del 1945: "Il mio staff era unanime nel credere che il Giappone fosse sul punto del crollo e della resa. Ordinai persino che venissero redatti i piani 'per una possibile occupazione pacifica' [del Giappone] senza ulteriori operazioni militari".19 Neppure la scusa della "Guerra Fredda" tiene per avere utilizzato le bombe atomiche. Secondo questa teoria era necessario sganciare le bombe atomiche per ottenere la rapida resa giapponese cosicché i sovietici non avrebbero avuto il tempo di procurarsi una solida posizione in Giappone. Ma se l'obiettivo era stato una rapida resa giapponese allora gli USA avrebbero potuto rendere chiaro sin dall'inizio che all'Imperatore giapponese sarebbe stato permesso di rimanere sul trono, dal momento che questo era l'unico tema che ritardava la decisione dei giapponesi di arrendersi. Ma, nonostante avvertimenti sul significato della questione, Truman deliberatamente respinse il consiglio di rassicurare i giapponesi che il loro imperatore sarebbe rimasto sul trono, sebbene questo fosse stato sempre il piano. La storia della "Buona Guerra" rende impossibile capire perché i civili venissero colpiti così deliberatamente. Ma se teniamo in mente i veri obiettivi di guerra delle classi dirigenti diventa molto più chiaro. La strage di tedeschi e giapponesi era un tentativo per fare acclamare agli americani l'uccisione di gente comune proprio come loro stessi ma che vivevano in un paese straniero. Era un tentativo di distruggere completamente proprio la nozione di solidarietà della classe lavoratrice internazionale. La "Guerra al terrorismo" è proprio come la II G.M. I guerrafondai di oggi hanno bisogno che la mitologia della "Guerra buona" rimanga fermamente nelle menti della gente cosicché essi possano includere la loro "Guerra al terrorismo" nella potente linea storica che conferisce così tanta legittimazione ai governanti americani ed alle loro motivazioni. Questo è perché continuano a produrre film e spettacoli TV sulla Seconda Guerra Mondiale. Noi possiamo ribaltare questa strategia servendoci della verità sulla II Guerra Mondiale per smascherare la realtà della "Guerra al terrorismo". La "Guerra al terrorismo" è davvero come la II Guerra Mondiale, proprio come continuano a raccontarci George W. Bush e John Kerry. Come la II Guerra Mondiale. la "Guerra al terrorismo" è fondata su una Grande Menzogna. Come la II Guerra Mondiale è un tentativo delle elite dominanti di impaurire e controllare il popolo e manipolarlo per fargli acclamare le stragi di persone innocenti in terre straniere. E proprio come la II Guerra Mondiale viene utilizzata per impedirci di costruire un mondo più equo e democratico. 1. Jeremy Brecher, Strike, South End Press, Boston, Massachusetts, 1997, p. 174., pp. 169-74 2. Ibid., pp. 188-90 3. Ibid., pp. 188-90 4. Ibid., pp. 190-92 5. NYT, March 19, 1937, cited in Brecher, p. 227 6. Lebow, R.N., Between Peace and War, 1981, Baltimore: John’s Hopkins University Press 7. Charles A. Beard, President Roosevelt and the Coming Of The War: 1941, New Haven, Yale University Press 1948, p. 419 8. Charles Higham, Trading With The Enemy, Dell Publishing Co., New York, 1983, p. 184 9. Sergio Bologna, Nazism and the Working Class – 1933-93, [paper presented at the Milan Camera del Lavoro, 3 June 1993], p. 49 10. Thomas Fleming, The New Dealers' War: Franklin D. Roosevelt and The War Within World War II, Basic Books (Perseus Books Group), New York, 2001, pp. 373-4 11. Ibid., pp. 175 12. Gabriel Kolko, The Politics of War: The World and United States Foreign Policy, 1943-1945, Pantheon Books, New York, 1968, 1990.., p. 173 13. Ibid., p. 188 14. Ibid., p. 190 15. Ibid., p. 70 16. Ibid., p. 68-9 17. Ibid., p. 131 18. New York Times, 21 August, 1963, p. 30 19. Douglas MacArthur, Reminiscences, McGraw Hill Book Company, New York, 1964, p.260 John Spritzler è condirettore di www.newdemocracyworld.org e l'autore di The People As Enemy: The Leaders' Hidden Agenda in World War II, sul quale si basa questo articolo e che discute anche più pienamente gli avvenimenti in Germania, Giappone ed Unione Sovietica.
* * * * Ulteriori approfondimenti THE PEOPLE AS ENEMY The Leaders' Hidden Agenda in WWII John Spritzler http://www.web.net/blackrosebooks/people.htm
D(isinformation) Day: 60 Years is EnoughMickey Z. http://www.pressaction.com/news/weblog/full_article/mickeyz05292004/
FALSIFYING HISTORY AND OURSELVES: ANTI-DEMOCRATIC PROPAGANDA IN THE
CLASSROOM http://www.newdemocracyworld.org/facing_history.123bib.htm
WAR COULD HAVE ENDED IN 1943 Valentin Falin http://state.rin.ru/cgi-bin/news_e.pl?id=40317
Saving Private Power: The
Hidden History of "The Good War" http://www.softskull.com/detailedbook.php?isbn=1-887128-45-X
______________________________________________________________________________________ Reprinted for fair use only
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