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Il primo trimestre del 2012 ha visto un enorme slancio nei
prezzi delle azioni per il mondo. L'indice Nikkei del Giappone è
salito del 20%. L'FTSE della Gran Bretagna ed il DAX della Germania
sono aumentati entrambe di più del 14%.
Negli USA, il Dow ha guadagnato 994 punti, il suo guadagno di
punti trimestrale maggiore di sempre. L'indice
Standard & Poor’s 500
è salito di 150 punti, assegnando similmente un guadagno di punti
trimestrale record. In termini percentuali, il Dow è aumentato
dell'8%, lo S&P ha guadagnato il 12% (il suo maggiore incremento
annuo dal 1998) ed il Nasdaq si è innalzato di più del 18%, il suo
migliore primo trimestre dal 1991.
Comunque, i prezzi crescenti delle azioni hanno cessato da
lungo tempo di fornire ogni reale barometro della sottostante salute
dell'economia. Nel corso di tre decenni nei quali la speculazione
finanziaria è arrivata sempre più a dominare l'attività economica
dell'elite dominante, i mercati finanziari sono diventati un
meccanismo per incanalare una quota sempre maggiore della ricchezza
sociale nei conti delle banche private e nei portafogli
d'investimento dei ricchi e dei super-ricchi.
L'attuale rapida espansione del mercato si svolge nel contesto
di una contrazione economica in Europa, di tassi di crescita
declinanti in Cina e India e di un'espansione del prodotto interno
lordo negli USA che, secondo gli standard di precedenti riprese post
recessione, è anemica. Non vi è nessun segno negli USA e nella
maggior parte dell'Europa di qualsiasi genuina ripresa nella
produzione o negli investimenti produttivi nel quarto anno della più
grave crisi economica dalla Grande Depressione.
Dietro le cifre di testata, vi sono molti segni che l'attuale
boom azionario sia fragile ed insostenibile. Cosa, quindi, sta
spingendo l'attuale ripresa?
E' in larga parte un riflesso della risposta all'interno
dell'elite finanziaria-imprenditoriale del successo, a questo punto,
della sua spinta ad imporre il peso completo della crisi capitalista
sulla classe lavoratrice internazionale. Questo a braccetto con il
trasferimento di altri trilioni di fondi pubblici per puntellare le
banche, che sarà pagato attraverso attacchi ancora più spietati ai
posti di lavoro, ai salari, alle pensioni ed ai servizi sociali.
I mercati stanno celebrando—miopemente—la
capacità dell'Unione Europea,
del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale
Europea di imporre la povertà di massa sulla classe lavoratrice
greca e di dirigere il default controllato del paese senza far
esplodere un crollo finanziario stile
Lehman Brothers.
Sono anche rincorati dal patto fiscale dell'Unione Europea, che
impegna tutti i governi della UE all'austerità permanente e
rigorosa.
Nel frattempo, la Banca Centrale Europea è arrivata in soccorso
delle banche europee pompando un trilione di euro di prestiti in
pratica a tasso zero nei loro forzieri e la
Federal Reserve
ha assicurato i mercati che continuerà a tenere i tassi d'interesse
USA vicini allo zero per almeno un altro anni e mezzo.
Sulla base di credito illimitato e virtualmente gratuito e
della distruzione dei livelli di vita della classe lavoratrice, le
classi dominanti negli USA e nelle altre economie maggiori stanno
implementando un modello economico per accrescere i profitti delle
imprese sulla base di livelli di produzione molto più bassi. Lo
standard è stato stabilito dalle società automobilistiche americane.
Sulla base di un taglio del 50% dei salari dei lavoratori assunti di
recente—imposto
sotto il salvataggio dell'auto del 2009 dell'amministrazione Obama,
con l'appoggio entusiasta del sindacato
United Auto Workers—le
Tre Grandi lo scorso anno sono tornate alla redditività con un
volume di vendite molto più basso di prima della recessione. La
General Motors
ha registrato i suo maggiore profitto annuo di tutti i tempi.
La capacità della classe dominante di imporre questi attacchi
non è stata a causa della mancanza di resistere della classe
lavoratrice. L'anno 2011 ha visto l'eruzione di lotte di massa di
carattere rivoluzionario in Tunisia ed Egitto, scioperi di massa e
proteste in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ed in altri paesi
europei, l'emergere delle proteste della classe lavoratrice in
Wisconsin e la crescita del sentimento anticapitalista che ha
trovato un'espressione embrionica delle proteste di
Occupy Wall Street.
Ma queste lotte sono state sistematicamente tradite e represse
dai sindacati, dai partiti della "sinistra" ufficiale e dai loro
alleati in varie organizzazioni di ex-sinistra come i Socialisti
Rivoluzionari in Egitto, SYRIZA ed il Partito Comunista stalinista
in Grecia, il Nuovo Partito Anti-Capitalista in Francia, la Sinistra
Anti-Capitalista in Spagna e l'Organizzazione Socialista
Internazionale negli USA. Questi gruppi di pseudo-sinistra hanno
lavorato per rinforzare la presa dei sindacati sull'opposizione
popolare e per bloccare lo sviluppo di un movimento politico
indipendente della classe lavoratrice per il potere dei lavoratori
ed il socialismo.
L'imposizione di tagli ai salari ed ai sussidi ha determinato
aumenti senza precedenti ai profitti delle imprese, che lo
scorso anno negli Stati Uniti si sono gonfiati
dell'8,5% a $1,58 trilioni. I profitti delle imprese hanno raggiunto
il 10% del prodotto interno lordo, il livello più alto nell'intero
periodo postbellico.
Queste politiche sono risultate in una concentrazione ancora
più drastica della ricchezza nella mani dei super-ricchi. Negli USA
il compenso degli amministratori nel 2011 ha stabilito un nuovo
record, salendo di un altro 2% ad una media di $9,6 milioni per le
società di
Fortune 500.
I massimi dirigenti dei 25
hedge fund
globali nel 2011 hanno portato a casa $14,4 miliardi,
ovvero $576 milioni ciascuno.
Nel 2010 tutti i guadagni del reddito nazionale USA sono andati
al 10% di vertice, con il vertice dello 0,01%, 15.000 famiglie, che
contano per più di un terzo del guadagno nazionale.
Una "ripresa" fondata su un simile palese saccheggio può essere
soltanto effimera. Le sottostanti contraddizioni che hanno portato
alla crisi sono soltanto state combinate dalle politiche dell'elite
dominante.
Nel frattempo, la spinta continua da parte della classe
dominante ad impoverire la popolazione mondiale può portare soltanto
a rinnovate lotte sociali. Gli scoppi del 2011 sono stati messaggeri
di sollevamenti molto più vasti. La risposta massiccia alla
convocazione dello sciopero generale della settimana scorsa in
Spagna
è un'indicazione delle lotte di classe emergenti.
Le esperienze del 2011 e degli inizi del 2012 sottolineano la
questione critica della leadership e della prospettiva. La nuova,
rivoluzionaria
leadership della classe lavoratrice deve essere costruita per
riunire le prossime lotte sulla base di un programma socialista ed
internazionalista.
Andre Damon e Barry Grey
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