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Dietro lo slancio del mercato azionario globale

2 aprile 2012

 

Il primo trimestre del 2012 ha visto un enorme slancio nei prezzi delle azioni per il mondo. L'indice Nikkei del Giappone è salito del 20%. L'FTSE della Gran Bretagna ed il DAX della Germania sono aumentati entrambe di più del 14%.

Negli USA, il Dow ha guadagnato 994 punti, il suo guadagno di punti trimestrale maggiore di sempre. L'indice Standard & Poor’s 500 è salito di 150 punti, assegnando similmente un guadagno di punti trimestrale record. In termini percentuali, il Dow è aumentato dell'8%, lo S&P ha guadagnato il 12% (il suo maggiore incremento annuo dal 1998) ed il Nasdaq si è innalzato di più del 18%, il suo migliore primo trimestre dal 1991.

Comunque, i prezzi crescenti delle azioni hanno cessato da lungo tempo di fornire ogni reale barometro della sottostante salute dell'economia. Nel corso di tre decenni nei quali la speculazione finanziaria è arrivata sempre più a dominare l'attività economica dell'elite dominante, i mercati finanziari sono diventati un meccanismo per incanalare una quota sempre maggiore della ricchezza sociale nei conti delle banche private e nei portafogli d'investimento dei ricchi e dei super-ricchi.

L'attuale rapida espansione del mercato si svolge nel contesto di una contrazione economica in Europa, di tassi di crescita declinanti in Cina e India e di un'espansione del prodotto interno lordo negli USA che, secondo gli standard di precedenti riprese post recessione, è anemica. Non vi è nessun segno negli USA e nella maggior parte dell'Europa di qualsiasi genuina ripresa nella produzione o negli investimenti produttivi nel quarto anno della più grave crisi economica dalla Grande Depressione.

Dietro le cifre di testata, vi sono molti segni che l'attuale boom azionario sia fragile ed insostenibile. Cosa, quindi, sta spingendo l'attuale ripresa?

E' in larga parte un riflesso della risposta all'interno dell'elite finanziaria-imprenditoriale del successo, a questo punto, della sua spinta ad imporre il peso completo della crisi capitalista sulla classe lavoratrice internazionale. Questo a braccetto con il trasferimento di altri trilioni di fondi pubblici per puntellare le banche, che sarà pagato attraverso attacchi ancora più spietati ai posti di lavoro, ai salari, alle pensioni ed ai servizi sociali.

I mercati stanno celebrandomiopementela capacità dell'Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea di imporre la povertà di massa sulla classe lavoratrice greca e di dirigere il default controllato del paese senza far esplodere un crollo finanziario stile Lehman Brothers. Sono anche rincorati dal patto fiscale dell'Unione Europea, che impegna tutti i governi della UE all'austerità permanente e rigorosa.

Nel frattempo, la Banca Centrale Europea è arrivata in soccorso delle banche europee pompando un trilione di euro di prestiti in pratica a tasso zero nei loro forzieri e la Federal Reserve ha assicurato i mercati che continuerà a tenere i tassi d'interesse USA vicini allo zero per almeno un altro anni e mezzo.

Sulla base di credito illimitato e virtualmente gratuito e della distruzione dei livelli di vita della classe lavoratrice, le classi dominanti negli USA e nelle altre economie maggiori stanno implementando un modello economico per accrescere i profitti delle imprese sulla base di livelli di produzione molto più bassi. Lo standard è stato stabilito dalle società automobilistiche americane. Sulla base di un taglio del 50% dei salari dei lavoratori assunti di recenteimposto sotto il salvataggio dell'auto del 2009 dell'amministrazione Obama, con l'appoggio entusiasta del sindacato United Auto Workers—le Tre Grandi lo scorso anno sono tornate alla redditività con un volume di vendite molto più basso di prima della recessione. La General Motors ha registrato i suo maggiore profitto annuo di tutti i tempi.

La capacità della classe dominante di imporre questi attacchi non è stata a causa della mancanza di resistere della classe lavoratrice. L'anno 2011 ha visto l'eruzione di lotte di massa di carattere rivoluzionario in Tunisia ed Egitto, scioperi di massa e proteste in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ed in altri paesi europei, l'emergere delle proteste della classe lavoratrice in Wisconsin e la crescita del sentimento anticapitalista che ha trovato un'espressione embrionica delle proteste di Occupy Wall Street.

Ma queste lotte sono state sistematicamente tradite e represse dai sindacati, dai partiti della "sinistra" ufficiale e dai loro alleati in varie organizzazioni di ex-sinistra come i Socialisti Rivoluzionari in Egitto, SYRIZA ed il Partito Comunista stalinista in Grecia, il Nuovo Partito Anti-Capitalista in Francia, la Sinistra Anti-Capitalista in Spagna e l'Organizzazione Socialista Internazionale negli USA. Questi gruppi di pseudo-sinistra hanno lavorato per rinforzare la presa dei sindacati sull'opposizione popolare e per bloccare lo sviluppo di un movimento politico indipendente della classe lavoratrice per il potere dei lavoratori ed il socialismo.

L'imposizione di tagli ai salari ed ai sussidi ha determinato aumenti senza precedenti ai profitti delle imprese, che lo scorso anno negli Stati Uniti si sono gonfiati dell'8,5% a $1,58 trilioni. I profitti delle imprese hanno raggiunto il 10% del prodotto interno lordo, il livello più alto nell'intero periodo postbellico.

Queste politiche sono risultate in una concentrazione ancora più drastica della ricchezza nella mani dei super-ricchi. Negli USA il compenso degli amministratori nel 2011 ha stabilito un nuovo record, salendo di un altro 2% ad una media di $9,6 milioni per le società di Fortune 500. I massimi dirigenti dei 25 hedge fund globali nel 2011 hanno portato a casa $14,4 miliardi, ovvero $576 milioni ciascuno.

Nel 2010 tutti i guadagni del reddito nazionale USA sono andati al 10% di vertice, con il vertice dello 0,01%, 15.000 famiglie, che contano per più di un terzo del guadagno nazionale.

Una "ripresa" fondata su un simile palese saccheggio può essere soltanto effimera. Le sottostanti contraddizioni che hanno portato alla crisi sono soltanto state combinate dalle politiche dell'elite dominante.

Nel frattempo, la spinta continua da parte della classe dominante ad impoverire la popolazione mondiale può portare soltanto a rinnovate lotte sociali. Gli scoppi del 2011 sono stati messaggeri di sollevamenti molto più vasti. La risposta massiccia alla convocazione dello sciopero generale della settimana scorsa in Spagna è un'indicazione delle lotte di classe emergenti.

Le esperienze del 2011 e degli inizi del 2012 sottolineano la questione critica della leadership e della prospettiva. La nuova, rivoluzionaria leadership della classe lavoratrice deve essere costruita per riunire le prossime lotte sulla base di un programma socialista ed internazionalista.

Andre Damon e Barry Grey