In Defence of
Marxism

 

La Grecia sull'orlo di una situzione rivoluzionaria

Scritto da Stamatis Karagiannopoulos Lunedì, 6 giugno 2011

 

Ieri è stata superata una pietra miliare nella situazione sociale e politica in Grecia e per tutta l'Europa. Per tutto il paese si è stesa un'impressionante mobilitazione: mezzo milione ad Atene e adunate di migliaia di persone si sono ammassate a Salonicco, Patrasso, Larissa, Volos, Creta ecc. Questo pone la Grecia sulla soglia di una situazione rivoluzionaria. Significa che, per la prima volta in decenni i paesi capitalisti sviluppati d'Europa sono di fronte alla prospettiva di una rivoluzione di dimensioni continentali.

Mezzo milione di contestatori ad Atene - rivolta per tutto il paese

L'adunata di ieri ad Atene, a parte la sua impressionante dimensione, ha mostrato molti elementi nuovi. La goffaggine e la furia cieca che ha caratterizzato i primi giorni del movimento hanno ceduto il passo all'entusiasmo. Le masse hanno acquisito un senso di fiducia attraverso la dimostrazione di forza collettiva. Mentre i primi giorni erano concentrati sull'idea di un popolo arrabbiato silenzioso, ieri l'umore è cambiato. Il popolo urlava slogan ingegnosi contro il governo e la “Troika” e dovunque si sono formati spontaneamente dei gruppi di persone nei quali tutti volevano esprimere un'opinione sul movimento e sui prossimi passi da intraprendere.

Allo stesso tempo, nella parte più avanzata dei contestatori, specialmente nei giovani, era evidente l'interesse a cercare una soluzione politica per il "giorno dopo". Questo spiega l'enorme interesse nel partecipare all'Assemblea Popolare di Piazza Syntagma, alla quale hanno assistito 10.000 persone, aspettando pazientemente di partecipare, sebbene molto pochi siano stati in grado di parlare.

Dalle 21,30 in avanti, la densità della protesta ha reso impossibile persino avvicinarsi al luogo dell'assemblea. L'elemento predominante nell'assemblea sono state le opinioni spontanee espresse da comuni lavoratori, disoccupati e giovani che esternavano la necessità di continuare la lotta.

Sono state fatte molte proposte: "assediare il parlamento il giorno che vengono poste al voto le misure di austerità"; "lottare per istituire assemblee popolari in ogni quartiere"; "mettere in pratica la decisione dell'Assemblea Popolare di uno sciopero generale politico indefinito"; "combattere la propaganda dei media con una campagna organizzata nei quartieri e nelle piazze". Su un punto sono stati tutti d'accordo: "domenica prossima nelle strade di Atene vi saranno un milione di persone"!

La situazione diventa rivoluzionaria

Le masse stanno erompendo sulla scena molto drammaticamente e sono costantemente in prima linea. Il clima nei quartieri questa settimana evidenzia il potenziale per le assemblee di massa. L'entusiasmo dalle proteste viene trasmesso in tutti i luoghi di lavoro, mettendo quindi tremenda pressione sulla leadership dei sindacati perché agisca. Già la leadership della GSEE è stata costretta a indire per giovedì 9 giugno uno sciopero di 24 ore di tutte quelle società che saranno presto privatizzate. Per la prima volta questi lavoratori saranno impegnati in azioni coordinate, mentre un altro sciopero generale di 24 ore è stato annunciato per il 15 giugno.

E' certo che questo sciopero generale sarà diverso da quelli che abbiamo visto lo scorso anno. Arrivando come parte di una generale intensificazione del movimento di massa che si è sviluppato nelle piazze, avrà una partecipazione molto più grande di prima nel settore privato. E sarà combinato con le più estese proteste popolari da decenni. Questo sciopero non mobiliterà soltanto una parte della classe lavoratrice, ma tenderà ad abbracciare la vasta maggioranza della classe lavoratrice e dei sindacati. Metterà il proletariato alla testa di una lotta che non è una lotta per sole richieste economiche, ma una lotta politica delle masse nelle strade. Perciò questo sciopero avrà una tendenza interna a diventare uno sciopero generale duraturo, senza riguardo delle intenzioni della burocrazia.

Cosa è una situazione rivoluzionaria?

Negli scritti di Lenin e Trotsky, possiamo trovare la definizione di cosa è una situazione rivoluzionaria. Nel suo libro "Il fallimento della Seconda Internazionale" (1916) Lenin ha spiegato:

"Quali sono, genericamente parlando, i sintomi di una situazione rivoluzionaria? Non saremo certamente in errore se indichiamo i seguenti tra maggiori sintomi: (1) quando per le classi dominanti è impossibile mantenere il loro dominio senza alcun cambiamento; quando vi è una crisi, in una forma o nell'altra, tra le "classi elevate", una crisi nella politica della classe dominante, che porta ad una crepa attraverso la quale scoppiano lo scontento e l'indignazione delle classi oppresse. Perché abbia luogo una rivoluzione, solitamente è insufficiente che "le classi inferiori non vogliano" vivere nella vecchia maniera; è necessario anche che "le classi elevate debbano essere incapaci" di vivere nella vecchia maniera; (2) quando la sofferenza ed il bisogno delle classi oppresse sono cresciuti più acuti del solito; (3) quando, come conseguenza delle suddette cause, vi è un incremento considerevole dell'attività delle masse, che si permettono senza lamentarsi di essere rapinate in "tempo di pace", ma, in tempi turbolenti, sono trascinate sia da tutte le circostanze della crisi e sia dalle stesse "classi elevate" nell'azione storica indipendente.

“.....La totalità di tutti questi cambiamenti obiettivi viene chiamata una situazione rivoluzionaria. Tale situazione è esistita in Russia nel 1905 ed in tutti i periodi rivoluzionari in occidente;..."

Nel 1940 Trotsky, nel Manifesto di emergenza, ha spiegato le condizioni necessarie per la vittoria del proletariato:

"Le condizioni basilari per la vittoria della rivoluzione proletaria sono state stabilite dall'esperienza storica e chiarite teoricamente: (1) l'impasse della borghesia e la risultante confusione della classe dominante; (2) l'intensa insoddisfazione e l'aspirazione verso cambiamenti decisivi nelle fila della piccola borghesia, senza il cui appoggio la grande borghesia non può sostenersi; (3) la consapevolezza della situazione intollerabile e la preparazione ad azioni rivoluzionarie nelle fila del proletariato; (4) un programma chiaro ed una leadership compatta dell'avanguardia del proletariatoqueste sono le quattro condizioni per la vittoria della rivoluzione proletaria". (Manifesto della Quarta Internazionale sulla guerra imperialista e la guerra degli imperialisti).

Tutti questi elementi oggi in Grecia si sono sviluppati. La classe dominante inizia a comprendere che non può governare come prima, mentire ed ingannare le masse, cioè con i vecchi, garbati mezzi "democratici". La sofferenza e l'indignazione delle masse stanno crescendo da un lungo periodo. Le masse hanno già cominciato a muoversi indipendentemente dalla classe dominante.

La classe dominante si trova in uno stato di confusione senza precedenti a causa dell'impasse. E' assolutamente incapace di giungere a una strategia unificata. Alcuni affermano: "dobbiamo capitolare completamente ai creditori stranieri e vediamo dove da lì possiamo andare". Altri suggeriscono che la Grecia dovrebbe "rinegoziare con la troika”, mentre altri ancora dicono che dobbiamo "uscire dall'euro ora per rafforzare la competitività del paese". Alcuni sostengono: "formiamo un governo nazionale", mentre altri incitano Papandreou a continuare ad attuare il lavoro sporco finché non viene licenziato. Alcuni, stanno persino studiando segretamente la possibilità di un colpo di stato, nel tentativo di mettere un freno al movimento delle masse. Questo scenario è stato descritto a grandi linee la scorsa settimana in un rapporto trapelato dalla CIA nella stampa borghese.

La diserzione dal governo di 16 parlamentari del PASOK sulla questione di nuovi tagli e tasse, dimostra che la pressione del movimento ha destabilizzato definitivamente il gruppo parlamentare del governo. Nuova Democrazia e LAOS, temendo di andare giù assieme alla nave che affonda di Papandreou, ora mantengono la distanza dal governo, cercando di speculare sul risultato di future elezioni.

Il tradizionale sostegno principale della borghesia, le classi medie, si sono radicalizzate ed ora sono nelle strade. Il proletariato mostra ripetutamente la sua prontezza ad agire. Tutti gli elementi fondamentali per una situazione rivoluzionaria sono maturati. L'unica cosa che manca è un programma chiaro ed una leadership compatta dell'avanguardia del proletariato. E' tutto ciò che è necessario rapidamente per convertire la situazione rivoluzionaria in una rivoluzione vittoriosa che esproprierà gli sfruttatori ed eliminerà il capitalismo, mettendo in moto un movimento che può portare alla vittoria del socialismo in Grecia, nel Mediterraneo e per tutta l'Europa.

La leadership della sinistra agisce criminosamente

Dall'inizio del movimento di massa nelle strade, i leader della sinistra hanno adottato un atteggiamento inaccettabile. La leadership del Partito Comunista invia ultimatum alla gente situata nelle piazze, esortandola a "fare alla fine le giuste proposte politiche"! (Vedi articolo principale in Rizospastis del 3/6) Il compito della leadership di un Partito Comunista non è di chiedere al movimento di "fare le giuste proposte politiche", ma di partecipare attivamente al movimento, di cercare di innalzare la consapevolezza e di aiutare le masse a formulare le corrette richieste.

Venerdì scorso, la leadership stalinista del Partito Comunista si è completamente ridicolizzata agli occhi di migliaia di persone raccolte in Piazza Syntagma. Quel pomeriggio una manifestazione del PAME, la fazione sindacale del Partito Comunista, è terminata nella piazza. Lì hanno pronunciato un discorso di 15 minuti, durante il quale il Partito Comunista si è rivolto alla gente radunata nelle piazze ex cathedra con "non fidatevi di nessun altro che il PAME".

Quando il discorso era finito, allo scopo di evitare di confondere i dimostranti nella piazza con i lavoratori comunisti, gli organizzatori della manifestazione del PAME hanno immediatamente ordinato ai membri della Gioventù Comunista di formare delle "catene" e subito i "comunisti" hanno lasciato la piazza. In questo modo, la leadership stalinista del Partito Comunista ha dimostrato eloquentemente la propria incapacità organica di collegarsi al movimento di massa reale. Ha dimostrato di considerarlo semplicemente come un mezzo per rafforzare la posizione del partito nelle elezioni parlamentari.

D'altra parte, la leadership di SYRIZA si rifiuta di entrare nel movimento apertamente e con forza. E' un errore molto serio chiedere soltanto le elezioni, senza fare nessuna proposta su come sviluppare ulteriormente il movimento, quando la gente è nelle strade, diventando auto-organizzato, pronto a sbarazzarsi del tutto del governo e della "troika". E' anche un atteggiamento scorretto del CC di Synaspismos (decisione 29/5) di chiedere ai membri del partito di partecipare al movimento, mentre fanno finta di essere "non di parte"; " ... In questo movimento partecipiamo come cittadini, cercando di ascoltare e di imparare, prendiamo parte nell'unire la nostra voce con le migliaia di arrabbiati in ogni piazza del paese .... ".

La base dei partiti di sinistra dovrebbe rispondere a questo dannoso atteggiamento. La posizione del compagno Alexis Tsipras (presidente di Synaspismos) e della compagna Aleka Papariga (segretaria del Partito Comunista) non devono essere confinate agli uffici del partito ed ai pannelli televisivi. Il posto dei leader della sinistra in questi momenti è a Syntigma e nelle altre piazze. Se la sinistra tralascia di partecipare apertamente ed ardentemente al movimento, con idee e suggerimenti appropriati che contribuiranno a portare alla vittoria ed al rovesciamento finale del sistema di schiavitù capitalista, il nocciolo del movimento sarà occupato da tutti i generi di piccolo borghesi e di  "patrioti" professionisti che stanno tentando di oscurare il contenuto sociale del movimento, sostituendo la lotta di classe con la confusione nazionalista.

La classe operaia deve guidare la lotta!

Lo scoppio di questo movimento di massa nelle piazze, ha trovato il movimento dei lavoratori in uno stato di stanchezza e di frustrazione, principalmente a causa del ruolo devastante della burocrazia sindacale, che finora ha immaginato di poter disinnescare l'atteggiamento militante di centinaia di migliaia di lavoratori con uno sciopero generale occasionale di 24 ore. Così, naturalmente, l'iniziativa nella lotta contro il governo e la “Troika”, è passata dai sindacati a più vasti settori del popolo, che negli ultimi anni non era stato coinvolto nelle mobilitazioni.

I laureati dell'università disoccupati, di disoccupati qualificati e non qualificati, i giovani senza esperienza lavorativa, le persone della classe media devastate dalle tasse e dalle banche rapinatrici e dal crollo del mercato, i lavoratori senza alcuna affiliazione sindacale o politica, gli studenti che stanno appena cominciando ad essere politicizzati, i pensionati e le casalinghe: gente di tutti gli strati della società lavoratrice forma la base principale di questo movimento di massa nelle piazze.

Questi strati hanno uno stato d'animo nuovo e combattivo. Non hanno sopra di loro dei leader burocratici a porre il freno alla mobilitazione e finora hanno creato un movimento che si è provato essere tenace e duraturo. D'altra parte, come è perfettamente naturale, questi strati assieme con rabbia esplosiva e militanza, rivelano inesperienza delle proteste di massa e stanno cercando disperatamente degli slogan politici appropriati, metodi di lotta appropriati e specifiche richieste politiche.

Perciò, in queste circostanze, è decisivo nella lotta il bisogno di un contributo netto della classe operaia e del movimento dei lavoratori. Le decisioni dell'Assemblea Popolare di Piazza Syntagma che chiedono uno sciopero generale riconoscono chiaramente questa necessità. Senza paralizzare i centri economici del sistema, non vi può essere alcun cambiamento fondamentale nella società. Ma molto poco è stato fatto finora per attuare la richiesta di sciopero generale politico.

La maggior parte dello strato di primo piano dell'Assemblea Popolare di Piazza Syntagma è sotto la falsa impressione che lo sciopero generale sia meramente un ausiliario militante alle dimostrazioni nelle piazze. In realtà, rappresenta un'intensificazione decisiva della lotta e riflette un nuovo, più elevato stadio di questa lotta. Dobbiamo comprendere che lo sciopero generale non può essere organizzato urlando degli slogan fuori degli uffici sindacali e dei luoghi di lavoro, ma deve provenire dalle richieste dei lavoratori stessi attraverso i sindacati ed i luoghi di lavoro.

Nei quartieri e nei luoghi di lavoro della classe operaia, dobbiamo creare dei comitati d'azione ed eleggere dei comitati di sciopero per preparare lo sciopero. Questo è l'unico modo per garantirne il successo. Infine, è vitale render chiaro che uno sciopero generale politico porterà al rovesciamento del governo. Non deve portare al potere un governo di carrieristi politici borghesi , ma piuttosto uno di rappresentanti eletti del popolo che venga fuori dallo stesso movimento.

Di conseguenza, l'organizzazione democratica del movimento è una questione cruciale, non soltanto per la crescita ma anche per la soluzione della questione del potere allo scopo di servire gli interessi e le aspirazioni del popolo lavoratore indignato. Le opinioni avanzate dai diversi gruppi di intellettuali all'interno del movimento su "procedure dirette" e "democrazia attraverso sms ed e-mail", che vengono dipinte come "democrazia diretta", non hanno nulla a che fare con i problemi immediati o la democrazia.

Di cosa abbiamo bisogno ora

Ciò che ora è necessario è:

·       Assemblee popolari in ogni quartiere, con assemblee nel luoghi di lavoro per eleggere dovunque comitati d'azione revocabili.

·       Assemblee Popolari nelle piazze centrali di tutte le città principali che siano composte da rappresentanti eletti e revocabili alle riunioni di quartiere e di luogo di lavoro.

·       La creazione di un  Comitato Centrale Pan-Ellenico eletto da parte di rappresentanti revocabili delle Assemblee Popolari delle diverse città.

Infine, al cuore della lotta dovrebbero esserci le seguenti due richieste:

·       La completa cancellazione del debito creato da sfruttatori e ladri greci e stranieri!

·       Per abolire per sempre l'incubo del debito, della povertà e della disoccupazione dobbiamo porre il controllo dei centri finanziari e della ricchezza concentrata del paese (banche, compagnie di assicurazione, infrastrutture, trasporti e grandi società in ogni industria) sotto proprietà sociale, attraverso il controllo democratico dei lavoratori, come un passo avanti verso la vittoria della rivoluzione per tutta Europa e per tutto il mondo!

Atene, 6 giugno 2011.