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Ieri è stata superata una pietra miliare nella
situazione sociale e politica in Grecia e per tutta l'Europa. Per
tutto il paese si è stesa un'impressionante mobilitazione: mezzo
milione ad Atene e adunate di migliaia di persone si sono ammassate
a Salonicco, Patrasso, Larissa, Volos, Creta ecc. Questo pone la
Grecia sulla soglia di una situazione rivoluzionaria. Significa che,
per la prima volta in decenni i paesi capitalisti sviluppati
d'Europa sono di fronte alla prospettiva di una rivoluzione di
dimensioni continentali.
Mezzo milione di contestatori ad Atene
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rivolta per tutto il paese
L'adunata di ieri ad Atene, a parte la sua impressionante
dimensione, ha mostrato molti elementi nuovi. La goffaggine e la
furia cieca che ha caratterizzato i primi giorni del movimento hanno
ceduto il passo all'entusiasmo. Le masse hanno acquisito un senso di
fiducia attraverso la dimostrazione di forza collettiva. Mentre i
primi giorni erano concentrati sull'idea di un popolo arrabbiato
silenzioso, ieri l'umore è cambiato. Il popolo urlava slogan
ingegnosi contro il governo e la
“Troika”
e dovunque si sono formati spontaneamente dei gruppi di persone
nei quali tutti volevano esprimere un'opinione sul movimento e
sui prossimi passi da intraprendere.
Allo stesso tempo, nella parte più avanzata dei contestatori,
specialmente nei giovani, era evidente l'interesse a cercare una
soluzione politica per il "giorno dopo". Questo spiega l'enorme
interesse nel partecipare all'Assemblea Popolare di Piazza
Syntagma,
alla quale hanno assistito 10.000 persone, aspettando
pazientemente di partecipare, sebbene molto pochi siano stati in
grado di parlare.
Dalle 21,30 in avanti, la densità della protesta ha reso
impossibile persino avvicinarsi al luogo dell'assemblea. L'elemento
predominante nell'assemblea sono state le opinioni spontanee
espresse da comuni lavoratori, disoccupati e giovani che esternavano
la necessità di continuare la lotta.
Sono state fatte molte proposte: "assediare il parlamento il
giorno che vengono poste al voto le misure di austerità"; "lottare
per istituire assemblee popolari in ogni quartiere"; "mettere in
pratica la decisione dell'Assemblea Popolare di uno sciopero
generale politico indefinito"; "combattere la propaganda dei media
con una campagna organizzata nei quartieri e nelle piazze". Su un
punto sono stati tutti d'accordo: "domenica prossima nelle strade di
Atene vi saranno un milione di persone"!
La situazione diventa rivoluzionaria
Le masse stanno erompendo sulla scena molto drammaticamente e
sono costantemente in prima linea. Il clima nei quartieri questa
settimana evidenzia il potenziale per le assemblee di massa.
L'entusiasmo dalle proteste viene trasmesso in tutti i luoghi di
lavoro, mettendo quindi tremenda pressione sulla leadership dei
sindacati perché agisca. Già la leadership della GSEE è stata
costretta a
indire per giovedì 9 giugno uno sciopero di 24 ore di tutte quelle
società che saranno presto privatizzate. Per la prima volta questi
lavoratori saranno impegnati in azioni coordinate, mentre un altro
sciopero generale di 24 ore è stato annunciato per il 15 giugno.
E' certo che questo sciopero generale sarà diverso da quelli
che abbiamo visto lo scorso anno. Arrivando come parte di una
generale intensificazione del movimento di massa che si è sviluppato
nelle piazze, avrà una partecipazione molto più grande di prima nel
settore privato. E sarà combinato con le più estese proteste
popolari da decenni. Questo sciopero non mobiliterà soltanto una
parte della classe lavoratrice, ma tenderà ad abbracciare la vasta
maggioranza della classe lavoratrice e dei sindacati. Metterà il
proletariato alla testa di una lotta che non è una lotta per sole
richieste economiche, ma una lotta politica delle masse nelle
strade. Perciò questo sciopero avrà una tendenza interna a diventare
uno sciopero generale duraturo, senza riguardo delle intenzioni
della burocrazia.
Cosa è una situazione rivoluzionaria?
Negli scritti di
Lenin
e
Trotsky, possiamo trovare la definizione di cosa è una
situazione rivoluzionaria. Nel suo libro "Il fallimento della
Seconda Internazionale"
(1916) Lenin
ha spiegato:
"Quali sono, genericamente parlando, i sintomi di una
situazione rivoluzionaria? Non saremo certamente in errore se
indichiamo i seguenti tra maggiori sintomi: (1) quando per le classi
dominanti è impossibile mantenere il loro dominio senza alcun
cambiamento; quando vi è una crisi, in una forma o nell'altra, tra
le "classi elevate", una crisi nella politica della classe
dominante, che porta ad una crepa attraverso la quale scoppiano lo
scontento e l'indignazione delle classi oppresse. Perché abbia luogo
una rivoluzione, solitamente è insufficiente che "le classi
inferiori non vogliano" vivere nella vecchia maniera; è necessario
anche che "le classi elevate debbano essere incapaci" di vivere
nella vecchia maniera; (2) quando la sofferenza ed il bisogno delle
classi oppresse sono cresciuti più acuti del solito; (3) quando,
come conseguenza delle suddette cause, vi è un incremento
considerevole dell'attività delle masse, che si permettono senza
lamentarsi di essere rapinate in "tempo di pace", ma, in tempi
turbolenti, sono trascinate sia da tutte le circostanze della crisi
e sia dalle stesse "classi elevate" nell'azione storica
indipendente.
“.....La
totalità di tutti questi cambiamenti obiettivi viene chiamata una
situazione rivoluzionaria. Tale situazione è esistita in Russia nel
1905 ed in tutti i periodi rivoluzionari in occidente;..."
Nel 1940
Trotsky,
nel Manifesto di emergenza, ha spiegato le condizioni necessarie per
la vittoria del proletariato:
"Le condizioni basilari per la vittoria della rivoluzione
proletaria sono state stabilite dall'esperienza storica e chiarite
teoricamente: (1) l'impasse della borghesia e la risultante
confusione della classe dominante; (2) l'intensa insoddisfazione e
l'aspirazione verso cambiamenti decisivi nelle fila della piccola
borghesia, senza il cui appoggio la grande borghesia non può
sostenersi; (3) la consapevolezza della situazione intollerabile e
la preparazione ad azioni rivoluzionarie nelle fila del
proletariato; (4) un programma chiaro ed una leadership compatta
dell'avanguardia del proletariato—queste
sono le quattro condizioni per la vittoria della rivoluzione
proletaria". (Manifesto della Quarta Internazionale sulla guerra
imperialista e la guerra degli imperialisti).
Tutti questi elementi oggi in Grecia si sono sviluppati. La
classe dominante inizia a comprendere che non può governare come
prima, mentire ed ingannare le masse, cioè con i vecchi, garbati
mezzi "democratici". La sofferenza e l'indignazione delle masse
stanno crescendo da un lungo periodo. Le masse hanno già cominciato
a muoversi indipendentemente dalla classe dominante.
La classe dominante si trova in uno stato di confusione senza
precedenti a causa dell'impasse. E' assolutamente incapace di
giungere a una strategia unificata. Alcuni affermano: "dobbiamo
capitolare completamente ai creditori stranieri e vediamo dove da lì
possiamo andare". Altri suggeriscono che la Grecia dovrebbe
"rinegoziare con la
troika”,
mentre altri ancora dicono che dobbiamo "uscire
dall'euro ora per rafforzare la competitività del paese". Alcuni
sostengono: "formiamo un governo nazionale", mentre altri incitano
Papandreou
a continuare ad attuare il lavoro sporco
finché non viene licenziato. Alcuni, stanno persino studiando
segretamente la possibilità di un colpo di stato, nel tentativo di
mettere un freno al movimento delle masse. Questo scenario è stato
descritto a grandi linee
la scorsa settimana in un rapporto trapelato dalla CIA nella
stampa borghese.
La diserzione dal governo di 16 parlamentari del PASOK sulla
questione di nuovi tagli e tasse, dimostra che la pressione del
movimento ha destabilizzato definitivamente il gruppo parlamentare
del governo. Nuova Democrazia e LAOS, temendo di andare giù assieme
alla nave che affonda di
Papandreou,
ora mantengono la distanza dal governo, cercando di speculare sul
risultato di future elezioni.
Il tradizionale sostegno principale della borghesia, le classi
medie, si sono radicalizzate ed ora sono nelle strade. Il
proletariato mostra ripetutamente la sua prontezza ad agire. Tutti
gli elementi fondamentali per una situazione rivoluzionaria sono
maturati. L'unica cosa che manca è un programma chiaro ed una
leadership compatta
dell'avanguardia del proletariato. E' tutto ciò che è
necessario rapidamente per convertire la situazione rivoluzionaria
in una rivoluzione vittoriosa che esproprierà gli sfruttatori ed
eliminerà il capitalismo, mettendo in moto un movimento che può
portare alla vittoria del socialismo in Grecia, nel Mediterraneo e
per tutta l'Europa.
La
leadership
della sinistra agisce criminosamente
Dall'inizio del movimento di massa nelle strade, i leader della
sinistra hanno adottato un atteggiamento inaccettabile. La
leadership del Partito Comunista invia ultimatum alla gente situata
nelle piazze, esortandola a "fare alla fine le giuste proposte
politiche"! (Vedi articolo principale in
Rizospastis
del 3/6) Il compito della leadership di un Partito
Comunista non è di chiedere al movimento di
"fare le giuste proposte politiche", ma di partecipare attivamente
al movimento, di cercare di innalzare la consapevolezza e di aiutare
le masse a formulare le corrette richieste.
Venerdì scorso, la leadership stalinista del Partito Comunista
si è completamente ridicolizzata agli occhi di migliaia di persone
raccolte in Piazza
Syntagma.
Quel pomeriggio una manifestazione del PAME, la fazione sindacale
del Partito Comunista, è terminata nella piazza. Lì hanno
pronunciato un discorso di 15 minuti, durante il quale il Partito
Comunista
si è rivolto alla gente radunata nelle piazze
ex cathedra
con "non fidatevi di nessun altro che il PAME".
Quando il discorso era finito, allo scopo di evitare di
confondere i dimostranti nella piazza con i lavoratori comunisti,
gli organizzatori della manifestazione del PAME hanno immediatamente
ordinato ai membri della Gioventù Comunista di formare delle
"catene" e subito i "comunisti" hanno lasciato la piazza. In questo
modo, la leadership stalinista del Partito Comunista ha dimostrato
eloquentemente la propria incapacità organica di collegarsi al
movimento di massa reale. Ha dimostrato di considerarlo
semplicemente come un mezzo per rafforzare la posizione del partito
nelle elezioni parlamentari.
D'altra parte, la leadership di SYRIZA si rifiuta di entrare
nel movimento apertamente e con forza. E' un errore molto serio
chiedere soltanto le elezioni, senza fare nessuna proposta su come
sviluppare ulteriormente il movimento, quando la gente è nelle
strade, diventando auto-organizzato, pronto a sbarazzarsi del tutto
del governo e della
"troika".
E' anche un atteggiamento scorretto del CC di
Synaspismos (decisione
29/5)
di chiedere ai membri del partito di partecipare al movimento,
mentre fanno finta di essere "non di parte";
" ... In
questo movimento partecipiamo come cittadini, cercando di ascoltare
e di imparare, prendiamo parte nell'unire la nostra voce con le
migliaia di arrabbiati in ogni piazza del paese
.... ".
La base dei partiti di sinistra dovrebbe rispondere a questo
dannoso atteggiamento. La posizione del compagno
Alexis Tsipras (presidente
di
Synaspismos)
e della compagna
Aleka Papariga (segretaria
del Partito Comunista) non devono essere confinate agli uffici del
partito ed ai pannelli televisivi. Il posto dei leader della
sinistra in questi momenti è a
Syntigma
e nelle altre piazze. Se la sinistra tralascia di partecipare
apertamente ed ardentemente al movimento, con idee e suggerimenti
appropriati che contribuiranno a portare alla vittoria ed al
rovesciamento finale del sistema di schiavitù capitalista, il
nocciolo del movimento sarà occupato da tutti i generi di piccolo
borghesi e di "patrioti" professionisti che stanno tentando di
oscurare il contenuto sociale del movimento, sostituendo la lotta di
classe con la confusione nazionalista.
La classe operaia deve guidare la lotta!
Lo scoppio di questo movimento di massa nelle piazze, ha
trovato il movimento dei lavoratori in uno stato di stanchezza e di
frustrazione, principalmente a causa del ruolo devastante della
burocrazia sindacale, che finora ha immaginato di poter disinnescare
l'atteggiamento militante di centinaia di migliaia di lavoratori con
uno sciopero generale occasionale di 24 ore. Così, naturalmente,
l'iniziativa nella lotta contro il governo e la
“Troika”,
è passata dai sindacati a più vasti settori del popolo, che negli
ultimi anni non era stato coinvolto nelle mobilitazioni.
I laureati dell'università disoccupati, di disoccupati
qualificati e non qualificati, i giovani senza esperienza
lavorativa, le persone della classe media devastate dalle tasse e
dalle banche rapinatrici e dal crollo del mercato, i lavoratori
senza alcuna affiliazione sindacale o politica, gli studenti che
stanno appena cominciando ad essere politicizzati, i pensionati e le
casalinghe: gente di tutti gli strati della società lavoratrice
forma la base principale di questo movimento di massa nelle piazze.
Questi strati hanno uno stato d'animo nuovo e combattivo. Non
hanno sopra di loro dei leader burocratici a porre il freno alla
mobilitazione e finora hanno creato un movimento che si è provato
essere tenace e duraturo. D'altra parte, come è perfettamente
naturale, questi strati assieme con rabbia esplosiva e militanza,
rivelano inesperienza delle proteste di massa e stanno cercando
disperatamente degli slogan politici appropriati, metodi di lotta
appropriati e specifiche richieste politiche.
Perciò, in queste circostanze, è decisivo nella lotta il
bisogno di un contributo netto della classe operaia e del movimento
dei lavoratori. Le decisioni dell'Assemblea Popolare di Piazza
Syntagma
che chiedono uno sciopero generale riconoscono chiaramente questa
necessità. Senza paralizzare i centri economici del sistema, non vi
può essere alcun cambiamento fondamentale nella società. Ma molto
poco è stato fatto finora per attuare la richiesta di sciopero
generale politico.
La maggior parte dello strato di primo piano dell'Assemblea
Popolare di Piazza
Syntagma
è sotto la falsa impressione che lo sciopero generale sia meramente
un ausiliario militante alle dimostrazioni nelle piazze. In realtà,
rappresenta un'intensificazione decisiva della lotta e riflette un
nuovo, più elevato stadio di questa lotta. Dobbiamo comprendere che
lo sciopero generale non può essere organizzato urlando degli slogan
fuori degli uffici sindacali e dei luoghi di lavoro, ma deve
provenire dalle richieste dei lavoratori stessi attraverso i
sindacati ed i luoghi di lavoro.
Nei quartieri e nei luoghi di lavoro della classe operaia,
dobbiamo creare dei comitati d'azione ed eleggere dei comitati di
sciopero per preparare lo sciopero. Questo è l'unico modo per
garantirne il successo. Infine, è vitale render chiaro che uno
sciopero generale politico porterà al rovesciamento del governo. Non
deve portare al potere un governo di carrieristi politici borghesi ,
ma piuttosto uno di rappresentanti eletti del popolo che venga fuori
dallo stesso movimento.
Di conseguenza, l'organizzazione democratica del movimento è
una questione cruciale, non soltanto per la crescita ma anche per la
soluzione della questione del potere allo scopo di servire gli
interessi e le aspirazioni del popolo lavoratore indignato. Le
opinioni avanzate dai diversi gruppi di intellettuali all'interno
del movimento su "procedure dirette" e "democrazia attraverso sms ed
e-mail", che vengono dipinte come "democrazia diretta", non hanno
nulla a che fare con i problemi immediati o la democrazia.
Di cosa abbiamo bisogno ora
Ciò che ora è necessario è:
·
Assemblee popolari in ogni quartiere, con assemblee nel luoghi
di lavoro per eleggere dovunque comitati d'azione revocabili.
·
Assemblee Popolari nelle piazze centrali di tutte le città
principali che siano composte da rappresentanti eletti e revocabili
alle riunioni di quartiere e di luogo di lavoro.
·
La creazione di un Comitato Centrale Pan-Ellenico eletto
da parte di rappresentanti revocabili delle Assemblee Popolari delle
diverse città.
Infine, al cuore della lotta dovrebbero esserci le seguenti due
richieste:
·
La completa cancellazione del debito creato da sfruttatori e
ladri greci e stranieri!
·
Per abolire per sempre l'incubo del debito, della povertà e
della disoccupazione dobbiamo porre il controllo dei centri
finanziari e della ricchezza concentrata del paese (banche,
compagnie di assicurazione, infrastrutture, trasporti e grandi
società in ogni industria) sotto proprietà sociale, attraverso il
controllo democratico dei lavoratori, come un passo avanti verso la
vittoria della rivoluzione per tutta Europa e per tutto il mondo!
Atene,
6
giugno
2011.
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