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Se alla fine l'economia degli USA si riprende, i lavoratori USA
non festeggeranno nelle strade, se continuano le tendenze attuali.
L'establishment corporativo ha reso chiaro che una "forte ripresa"
dipende dal fatto che i lavoratori USA facciano "grandi sacrifici"
nell'ambito di salari, sanità, pensioni e, più minacciosamente,
riduzione dei cosiddetti "programmi dei diritti acquisiti"
—
Sicurezza Sociale, Medicare ed altri servizi sociali.
Questi progetti sono discussi a lungo da anni nei
think tanks
corporativi e soltanto di recente i media mainstream hanno
cominciato
a coordinare gli attacchi per convincere i lavoratori americani
della "necessità" di adottare queste politiche. Il
New York Times
parla per l'establishment corporativo nel complesso
quando scrive:
I lavoratori americani sono
pagati troppo in rapporto a dipendenti ugualmente produttivi altrove
che fanno lo stesso lavoro [per esempio la Cina]. Se l'economia
globale deve mettersi in equilibrio, il divario deve chiudersi.
e:
La recessione dimostra che molti lavoratori sono pagati più di
quanto valgono...Il divario salariale globale si sta stringendo
[perché i salari dei lavoratori USA si contraggono], ma recenti
statistiche del mercato del lavoro negli Stati Uniti suggeriscono
che l'aggiustamento non è andato lontano abbastanza.
La soluzione del
New York Times?
"Sia una moderata inflazione per tagliare i salari reali
[!]
ed una ulteriore caduta del valore di scambio reale del dollaro
[inflazione monetaria per contrarre i salari] potrebbero
essere accettabili". [11 novembre 2009].
L'
Atlantic
concorda:
Così come manteniamo i salari alti negli USA? Non lo
facciamo...In definitiva i lavoratori USA non possono continuare ad
avere salari più alti in rapporto a quelli di altri paesi [Cina,
India ecc.] che competono nelle stesse industrie.
Il presidente Obama parla meno schiettamente in materia di
salario per scopi politici, ma concorda sinceramente con le suddette
opinioni, specialmente quando dichiara ripetutamente:
Dobbiamo posare nuove fondamenta per la crescita e la
prosperità, dove consumiamo meno [come risultato di salari più
bassi] all'interno e mandiamo più esportazioni all'estero.
Così, come attuerà Obama la sua visione economica che ha
indotto
Wall Street
a dargli milioni durante la campagna presidenziale? Gran parte
dell'opera sta avvenendo automaticamente, a causa della Grande
Recessione.
Bloomberg
news riferisce:
Più di metà dei lavoratori degli USA erano disoccupati o
hanno sperimentato riduzioni di ora o di salario da quando è
iniziata la recessione nel dicembre 2007... La peggiore crisi
economica dagli anni '30 ha interessato il 55% degli adulti nella
forza lavoro..." (30 giugno 2010).
I datori di lavoro stanno sfruttando la paura della
disoccupazione chiedendo ai lavoratori di accettare tagli salariali
e riduzioni o eliminazioni di benefici. I milioni di disoccupati
danno alle aziende una scusa per tagliare i salari, dal momento che
lavoratori disperati lavoreranno per quasi nulla.
I lavoratori federali, statali e municipali
—
specialmente gli insegnanti
—
vengono particolarmente presi di mira ed accusati dai politici e dai
gruppi aziendali. La crisi di bilancio degli stati ed il deficit
federale vengono usati come ragioni per chiedere che i dipendenti
pubblici accettino enormi riduzioni nei salari e indennità, per
quelli che non vengono licenziati. I lavoratori pubblici licenziati
entrano quindi nella forza lavoro privata dove devono competere con
milioni di altri lavoratori disoccupati. Per tutto il paese
di recente i politici democratici hanno concordato con i
repubblicani sulla "necessità" per i lavoratori statali di fare
enormi "sacrifici".
In definitiva, anni di gioco d'azzardo a
Wall Street
e di avidità capitalista in generale hanno distrutto l'economia
degli USA, inviando i posti di lavoro all'estero per sfruttare
salari da schiavi con l'inevitabile risultato di salari da schiavi
in arrivo negli USA. Decenni di tagli fiscali per i ricchi combinati
con guerre oltremare per il profitto hanno minato le fondamenta
della stabilità economica
—
ed ai lavoratori USA viene chiesto di pagare il conto.
Nel lungo termine, l'economia degli USA avrà bisogno i essere
ristrutturata, che significa che le società gigantesche non possono
continuare a dominare l'economia per i loro profitti privati. Nel
breve termine, i lavoratori USA avranno bisogno di organizzarsi per
contrattaccare. Le alleanze con i politici democratici non sono più
un'opzione per sfuggire agli attacchi delle aziende, poiché ora gli
attacchi vengono da entrambe le parti del sistema a due partiti.
I sindacati dei lavoratori devono lavorare assieme ai gruppi
delle comunità per chiedere che i ricchi paghino per la recessione
con tassi di imposta più alti. Come il presidente della AFL-CIO
Richard Trumka
ha recentemente sostenuto davanti alla Commissione per la
riduzione del deficit di Obama "Crediamo sia appropriato soltanto
chiedere a
Wall Street
di pagare per ricostruire l'economia che ha contribuito a
distruggere". E ha chiesto imposte più alte per i ricchi in
generale, rilevando che "i tassi di imposta effettivi applicabili ai
contribuenti ad alto reddito (che guadagnano più di $250.000 in
dollari del 2009) nel 2008 hanno raggiunto il livello più basso in
almeno mezzo secolo".
I lavoratori degli USA sono stati obbligati a sostenere tutto
il peso dell'attuale crisi economica, sebbene non abbiano avuto
nessuna parte nel provocarla. Nel frattempo,
Wall Street
è tornata agli scambi speculativi ed a remunerarsi con grandi bonus.
E' tempo di cambiare le carte in tavola e cominciare a remunerare
correttamente gli americani che lavorano duramente. I lavoratori USA
si sono sacrificati abbastanza!
Per questo 2 ottobre 2010, il
SEIU Local 1199,
il
NAACP ed altre organizzazioni progressiste
organizzeranno una marcia su
Washington, D.C.,
per chiedere al governo di creare più posti di lavoro.
Recentemente l'AFL-CIO
ha appoggiato questa manifestazione
e la sta costruendo attivamente. Altri grandi sostenitori
comprendono la
California Labor Federation
e la
the American Federation of Teachers.
Il presidente della SEIU predice che la marcia sarà "massiccia
— crediamo storica". Potrebbe rivelarsi l'inizio del
ritorno del lavoro organizzato.
Sull'autore: Shamus
Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista
per Workers Action. Può
contattarsi a portland@workerscompass.org
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