Workers Action

a revolutionary socialist organization 

 

Il grande furto di salari e posti di lavoro in America e il prossimo contrattacco

di Shamus Cooke

19 luglio 2010

 

Se alla fine l'economia degli USA si riprende, i lavoratori USA non festeggeranno nelle strade, se continuano le tendenze attuali. L'establishment corporativo ha reso chiaro che una "forte ripresa" dipende dal fatto che i lavoratori USA facciano "grandi sacrifici" nell'ambito di salari, sanità, pensioni e, più minacciosamente, riduzione dei cosiddetti "programmi dei diritti acquisiti" Sicurezza Sociale, Medicare ed altri servizi sociali.

Questi progetti sono discussi a lungo da anni nei think tanks corporativi e soltanto di recente i media mainstream hanno cominciato a coordinare gli attacchi per convincere i lavoratori americani della "necessità" di adottare queste politiche. Il New York Times parla per l'establishment corporativo nel complesso quando scrive:

I lavoratori americani sono pagati troppo in rapporto a dipendenti ugualmente produttivi altrove che fanno lo stesso lavoro [per esempio la Cina]. Se l'economia globale deve mettersi in equilibrio, il divario deve chiudersi.

e:

La recessione dimostra che molti lavoratori sono pagati più di quanto valgono...Il divario salariale globale si sta stringendo [perché i salari dei lavoratori USA si contraggono], ma recenti statistiche del mercato del lavoro negli Stati Uniti suggeriscono che l'aggiustamento non è andato lontano abbastanza.

La soluzione del New York Times? "Sia una moderata inflazione per tagliare i salari reali  [!] ed una ulteriore caduta del valore di scambio reale del dollaro [inflazione monetaria per contrarre i salari] potrebbero essere accettabili". [11 novembre 2009].

L' Atlantic concorda:

Così come manteniamo i salari alti negli USA? Non lo facciamo...In definitiva i lavoratori USA non possono continuare ad avere salari più alti in rapporto a quelli di altri paesi [Cina, India ecc.] che competono nelle stesse industrie.

Il presidente Obama parla meno schiettamente in materia di salario per scopi politici, ma concorda sinceramente con le suddette opinioni, specialmente quando dichiara ripetutamente:

Dobbiamo posare nuove fondamenta per la crescita e la prosperità, dove consumiamo meno [come risultato di salari più bassi] all'interno e mandiamo più esportazioni all'estero.

Così, come attuerà Obama la sua visione economica che ha indotto Wall Street a dargli milioni durante la campagna presidenziale? Gran parte dell'opera sta avvenendo automaticamente, a causa della Grande Recessione. Bloomberg news riferisce:

Più di metà dei lavoratori degli USA erano disoccupati o hanno sperimentato riduzioni di ora o di salario da quando è iniziata la recessione nel dicembre 2007... La peggiore crisi economica dagli anni '30 ha interessato il 55% degli adulti nella forza lavoro..." (30 giugno 2010).

I datori di lavoro stanno sfruttando la paura della disoccupazione chiedendo ai lavoratori di accettare tagli salariali e riduzioni o eliminazioni di benefici. I milioni di disoccupati danno alle aziende una scusa per tagliare i salari, dal momento che lavoratori disperati lavoreranno per quasi nulla.

I lavoratori federali, statali e municipali specialmente gli insegnanti vengono particolarmente presi di mira ed accusati dai politici e dai gruppi aziendali. La crisi di bilancio degli stati ed il deficit federale vengono usati come ragioni per chiedere che i dipendenti pubblici accettino enormi riduzioni nei salari e indennità, per quelli che non vengono licenziati. I lavoratori pubblici licenziati entrano quindi nella forza lavoro privata dove devono competere con milioni di altri lavoratori disoccupati. Per tutto il paese di recente i politici democratici hanno concordato con i repubblicani sulla "necessità" per i lavoratori statali di fare enormi "sacrifici".

In definitiva, anni di gioco d'azzardo a Wall Street e di avidità capitalista in generale hanno distrutto l'economia degli USA, inviando i posti di lavoro all'estero per sfruttare salari da schiavi con l'inevitabile risultato di salari da schiavi in arrivo negli USA. Decenni di tagli fiscali per i ricchi combinati con guerre oltremare per il profitto hanno minato le fondamenta della stabilità economica ed ai lavoratori USA viene chiesto di pagare il conto.

Nel lungo termine, l'economia degli USA avrà bisogno i essere ristrutturata, che significa che le società gigantesche non possono continuare a dominare l'economia per i loro profitti privati. Nel breve termine, i lavoratori USA avranno bisogno di organizzarsi per contrattaccare. Le alleanze con i politici democratici non sono più un'opzione per sfuggire agli attacchi delle aziende, poiché ora gli attacchi vengono da entrambe le parti del sistema a due partiti.

I sindacati dei lavoratori devono lavorare assieme ai gruppi delle comunità per chiedere che i ricchi paghino per la recessione con tassi di imposta più alti. Come il presidente della AFL-CIO Richard Trumka ha recentemente sostenuto davanti alla Commissione per la riduzione del deficit di Obama "Crediamo sia appropriato soltanto chiedere a Wall Street di pagare per ricostruire l'economia che ha contribuito a distruggere". E ha chiesto imposte più alte per i ricchi in generale, rilevando che "i tassi di imposta effettivi applicabili ai contribuenti ad alto reddito (che guadagnano più di $250.000 in dollari del 2009) nel 2008 hanno raggiunto il livello più basso in almeno mezzo secolo".

I lavoratori degli USA sono stati obbligati a sostenere tutto il peso dell'attuale crisi economica, sebbene non abbiano avuto nessuna parte nel provocarla. Nel frattempo, Wall Street è tornata agli scambi speculativi ed a remunerarsi con grandi bonus. E' tempo di cambiare le carte in tavola e cominciare a remunerare correttamente gli americani che lavorano duramente. I lavoratori USA si sono sacrificati abbastanza!

Per questo 2 ottobre 2010, il SEIU Local 1199, il NAACP ed altre organizzazioni progressiste organizzeranno una marcia su Washington, D.C., per chiedere al governo di creare più posti di lavoro. Recentemente l'AFL-CIO ha appoggiato questa manifestazione e la sta costruendo attivamente. Altri grandi sostenitori comprendono la California Labor Federation e la the American Federation of Teachers. Il presidente della SEIU predice che la marcia sarà "massiccia crediamo storica". Potrebbe rivelarsi l'inizio del ritorno del lavoro organizzato.

 

Sull'autoreShamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a portland@workerscompass.org