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Dopo cinque anni nel regime Obama, è chiaro che
Wall Street è immune dalla
prosecuzione,
non importa la ferocia del crimine economico. Il ministro della
giustizia
Eric Holder "ha
manovrato brutalmente ogni caso contro gli oligarchi nella sua arena
giurisdizionale, allo scopo di proteggere i banksters dal procedimento
giudiziario aggressivo".
Jamie Dimon
di
JP Morgan
è un bandito ancora più grande di
Lucky Luciano.
Obama
e Holder lasciano pagare ai
gangster una multa
e continuare gli
affari come al solito
del redattore capo
di BAR Glen Ford
Immaginate se
Charles “Lucky” Luciano
e la sua
"Commissione" che rappresentava le
cinque famiglie regnanti della Mafia di
New York
oltre alla cricca di Chicago fossero stati immuni dall'ingerenza
dell'autorità giudiziaria nelle loro attività, dalla costituzione del
"Sindacato" nel 1931 fino ad oggi. Ormai, gli eredi del bandito Luciano
sarebbero i dominatori incontestati della vita politica ed economica
negli Stati Uniti e, per estensione imperiale, nell'intero mondo
capitalista.
L'amministratore di JP Morgan
Jamie Dimon è l'uomo che
Lucky Luciano sognava di
diventare. Amico e compagno di golf del presidente Obama, Dimon siede al
vertice della piramide finanziaria dominante i cui "commissari"
includono i capi di
Bank of America, CitiGroup,
Wells Fargo, Goldman Sachs
e Morgan Stanley.
Il loro sindacato possiede i poliziotti, i procuratori, i giudici
ed i principali partiti politici ed è, perciò, immune dal procedimento
giudiziario: i veri "Intoccabili", troppo grandi per essere
imprigionati. Così grandi, che richiederebbe una rivoluzione per
rimuoverli dal loro potere egemonico.
L'ultima "composizione" dell'amministrazione Obama dell'impresa
criminale in corso di
JP Morgan ammonta a una
multa di
$13 miliardi,
un semplice dosso stradale nella baldoria ininterrotta
di illegalità che "ha contribuito a creare una tempesta finanziaria che
ha devastato milioni di americani", nelle parole del'assistente ministro
della giustizia Tony West.
Sebbene sia "la più grande penalità della storia",
Dimon ed i suoi complici banksters sono anche i criminali più ricchi della storia – il cartello più potente di tutti i tempi – che possono permettersi facilmente il tributo. Lo
scoppio della loro bolla dei titoli immobiliari nel 2008 può avere
demolito gran parte dell'economia globale, ma nel periodo seguente Dimon
ed i suoi ragazzi se la sono cavata come dei veri banditi, consolidando
le loro posizioni al centro di un sistema morente. JP Morgan è emersa come la maggiore banca USA in termini di
attività, una torre luccicante che sta tra le rovine che ha creato. E'
questa la logica dell'ultimo stadio del capitalismo finanziario: la
catastrofe diventa "distruzione creativa", che genera un monopolio
economico più grande, risultante in incontestabile supremazia politica,
che rende Dimon troppo grande da imprigionare, sia veramente oppure no
un amico di Obama.
Non vi è nessuna ragione di sorta per credere che la multa da $13
miliardi avrà alcun impatto misurabile sul piano finanziario di
JP Morgan. Finora,
l'amministrazione Obama ha fissato un totale di
$28 miliardi
in penalità contro la cricca di Dimon, senza nessun
percepibile effetto. Tuttavia, nel periodo attuale, i procuratori di
Obama hanno imposto ai malfattori corporativi l'equivalente del servizio
di comunità obbligatorio come alternativa alla giustizia reale. Parte
dei $4 miliardi accantonati per aiutare i proprietari di case in
difficoltà andranno verso la demolizione di case
abbandonate o sequestrate
nei quartieri urbani devastati da JP Morgan e dai suoi complici nella frenesia dei mutui subprime bersagliati in modo razziale. Questo è come obbligare
la Mafia a compiere la manutenzione dei cimiteri dove sono seppellite le
sue vittime, al posto di periodi di prigione o dell'esecuzione.
Nondimeno, il portavoce del Dipartimento della Giustizia
Tony West
pretende che l'offensiva penalità di rimozione "rettificherà"
qualcosa del danno fatto alle "aree colpite più duramente dalla crisi
finanziaria". Ma, naturalmente, non ci va nemmeno vicino. Intere
comunità sono state ferite oltre riparo. La ricchezza dei neri ha fatto
il tuffo più profondo della storia, con delle ripercussioni che
influenzeranno le generazioni future. Molte migliaia di persone sono
morte per il trauma sociale inflitto da
Jamie Dimon
e dal suo sindacato
– e questo soltanto
negli Stati Uniti. A livello globale, sono periti a milioni
a causa delle azioni per le quali si presume che la composizione ripari.
Già in primavera, l'Huffington Post
ha osservato che il
ministro della giustizia Eric Holder
stava
tentando di ritrattare
la sua famosa ammissione che le banche come JP Morgan sono troppo grandi da imprigionare. La frase
originale di Holder, in marzo, era:
"Sono preoccupato che la dimensione di alcune di queste istituzioni
diventi così grandi che diventa per noi difficile perseguirle quando
siamo raggiunti da indicazioni che se perseguite, se promuovete
un'accusa penale, essa avrà un impatto negativo sull'economia nazionale,
forse persino sull'economia mondiale. E penso che sia funzione del fatto
che alcune di queste istituzioni siano diventate troppo grandi".
Due mesi più tardi, in maggio,
Holder ha corretto le sue
osservazioni, per affermare:
"Lasciatemi chiarire subito qualcosa di vero. Ho reso una
dichiarazione, in una udienza del Senato suppongo, che penso sia stata
fraintesa. Ho affermato che talvolta è difficile promuovere dei casi
contro grandi istituzioni finanziarie a causa delle potenziali
conseguenze che avrebbero sul sistema finanziario. Ma lasciatemi proprio
chiarire che non vi è nessuna banca, nessuna istituzione, non vi è
nessun individuo che non possa essere investigato e perseguito dal
Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti.... Lasciatemi essere
molto, molto, molto chiaro. Le banche non sono troppo grandi per essere
imprigionate. Se troviamo una banca o una istituzione finanziaria che ha
fatto qualcosa di sbagliato, se possiamo provarlo oltre ogni ragionevole
dubbio, quei casi saranno promossi".
Chiaramente,
Holder
stava mentendo, la
seconda volta nel periodo attuale. Se vi è stato mai un gangster seriale
finanziario, quello è Dimon. Sulla faccia della terra non vi è nessun
candidato migliore per il procedimento giudiziario per attività illegali
delle Sei Grandi banche e dei loro dirigenti: il pinnacolo della classe
dominante.
Tuttavia, è sbagliato deridere
Holder
e Obama
come semplicemente timorosi davanti al paurosamente distruttivo
potere di
Wall Street. Piuttosto, sono
degli strumenti dell'egemonia del capitale finanziario.
Holder ha brutalmente
manovrato ogni caso contro gli oligarchi nella sua arena
giurisdizionale, allo scopo di proteggere i banksters dal procedimento
giudiziario aggressivo da parte di indocili funzionari statali. Le
"composizioni" di Holder sono destinate ad isolare le banche dalla
regola della legge, poiché, in questo stadio di decomposizione
sistemica, i Signori del Capitale non possono più operare entro le
esistenti limitazioni legali. La sfera pubblica deve essere
privatizzata; i centri urbani, come Detroit, devono essere privati dei
diritti acquisiti; al cartello finanziario deve essere permesso di
assorbire una proporzione ancora maggiore dell'economia reale nel suo
casinò dei derivati; la ricchezza deve scorrere dal fondo verso la cima,
senza pausa e deve essere instaurato attraverso trattati di "libero
scambio" un codice corporativo planetario che sostituisca le leggi
sovrane delle nazioni. Tutti gli ordini di marcia dell'amministrazione
Obama derivano da questi imperativi.
Obama
e
Holder sono i guardiani del nuovo
ordine emergente, che non ha ancora un codice legale
–
e può bene preferire di fare interamente a meno di simili
raffinatezze. Nel frattempo, Democratici e Repubblicani corporativi
accorderanno un rispetto insincero alla legge mentre la Mafia del Denaro
dirige lo spettacolo.
E voi potete portare questo in banca.
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