Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

Obama e Holder lasciano pagare ai gangster una multa e continuare gli affari come al solito

Mercoledì, 20/11/2013 - 14:14 — Glen Ford

del redattore capo di BAR Glen Ford

 

Dopo cinque anni nel regime Obama, è chiaro che Wall Street è immune dalla prosecuzione, non importa la ferocia del crimine economico. Il ministro della giustizia Eric Holder "ha manovrato brutalmente ogni caso contro gli oligarchi nella sua arena giurisdizionale, allo scopo di proteggere i banksters dal procedimento giudiziario aggressivo". Jamie Dimon di JP Morgan è un bandito ancora più grande di Lucky Luciano.

Obama e Holder lasciano pagare ai gangster una multa e continuare gli affari come al solito

del redattore capo di BAR Glen Ford

Immaginate se Charles “Lucky” Luciano e la sua "Commissione" che rappresentava le cinque famiglie regnanti della Mafia di New York oltre alla cricca di Chicago fossero stati immuni dall'ingerenza dell'autorità giudiziaria nelle loro attività, dalla costituzione del "Sindacato" nel 1931 fino ad oggi. Ormai, gli eredi del bandito Luciano sarebbero i dominatori incontestati della vita politica ed economica negli Stati Uniti e, per estensione imperiale, nell'intero mondo capitalista.

L'amministratore di JP Morgan Jamie Dimon è l'uomo che Lucky Luciano sognava di diventare. Amico e compagno di golf del presidente Obama, Dimon siede al vertice della piramide finanziaria dominante i cui "commissari" includono i capi di Bank of America, CitiGroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley. Il loro sindacato possiede i poliziotti, i procuratori, i giudici ed i principali partiti politici ed è, perciò, immune dal procedimento giudiziario: i veri "Intoccabili", troppo grandi per essere imprigionati. Così grandi, che richiederebbe una rivoluzione per rimuoverli dal loro potere egemonico.

L'ultima "composizione" dell'amministrazione Obama dell'impresa criminale in corso di JP Morgan ammonta a una multa di $13 miliardi, un semplice dosso stradale nella baldoria ininterrotta di illegalità che "ha contribuito a creare una tempesta finanziaria che ha devastato milioni di americani", nelle parole del'assistente ministro della giustizia Tony West. Sebbene sia "la più grande penalità della storia", Dimon ed i suoi complici banksters sono anche i criminali più ricchi della storia il cartello più potente di tutti i tempi che possono permettersi facilmente il tributo. Lo scoppio della loro bolla dei titoli immobiliari nel 2008 può avere demolito gran parte dell'economia globale, ma nel periodo seguente Dimon ed i suoi ragazzi se la sono cavata come dei veri banditi, consolidando le loro posizioni al centro di un sistema morente. JP Morgan è emersa come la maggiore banca USA in termini di attività, una torre luccicante che sta tra le rovine che ha creato. E' questa la logica dell'ultimo stadio del capitalismo finanziario: la catastrofe diventa "distruzione creativa", che genera un monopolio economico più grande, risultante in incontestabile supremazia politica, che rende Dimon troppo grande da imprigionare, sia veramente oppure no un amico di Obama.

Non vi è nessuna ragione di sorta per credere che la multa da $13 miliardi avrà alcun impatto misurabile sul piano finanziario di JP Morgan. Finora, l'amministrazione Obama ha fissato un totale di $28 miliardi in penalità contro la cricca di Dimon, senza nessun percepibile effetto. Tuttavia, nel periodo attuale, i procuratori di Obama hanno imposto ai malfattori corporativi l'equivalente del servizio di comunità obbligatorio come alternativa alla giustizia reale. Parte dei $4 miliardi accantonati per aiutare i proprietari di case in difficoltà andranno verso la demolizione di case abbandonate o sequestrate nei quartieri urbani devastati da JP Morgan e dai suoi complici nella frenesia dei mutui subprime bersagliati in modo razziale. Questo è come obbligare la Mafia a compiere la manutenzione dei cimiteri dove sono seppellite le sue vittime, al posto di periodi di prigione o dell'esecuzione.

Nondimeno, il portavoce del Dipartimento della Giustizia Tony West pretende che l'offensiva penalità di rimozione "rettificherà" qualcosa del danno fatto alle "aree colpite più duramente dalla crisi finanziaria". Ma, naturalmente, non ci va nemmeno vicino. Intere comunità sono state ferite oltre riparo. La ricchezza dei neri ha fatto il tuffo più profondo della storia, con delle ripercussioni che influenzeranno le generazioni future. Molte migliaia di persone sono morte per il trauma sociale inflitto da Jamie Dimon e dal suo sindacato e questo soltanto negli Stati Uniti. A livello globale, sono periti a milioni a causa delle azioni per le quali si presume che la composizione ripari.

Già in primavera, l'Huffington Post ha osservato che il ministro della giustizia Eric Holder stava tentando di ritrattare la sua famosa ammissione che le banche come JP Morgan sono troppo grandi da imprigionare. La frase originale di Holder, in marzo, era:

"Sono preoccupato che la dimensione di alcune di queste istituzioni diventi così grandi che diventa per noi difficile perseguirle quando siamo raggiunti da indicazioni che se perseguite, se promuovete un'accusa penale, essa avrà un impatto negativo sull'economia nazionale, forse persino sull'economia mondiale. E penso che sia funzione del fatto che alcune di queste istituzioni siano diventate troppo grandi".

Due mesi più tardi, in maggio, Holder ha corretto le sue osservazioni, per affermare:

"Lasciatemi chiarire subito qualcosa di vero. Ho reso una dichiarazione, in una udienza del Senato suppongo, che penso sia stata fraintesa. Ho affermato che talvolta è difficile promuovere dei casi contro grandi istituzioni finanziarie a causa delle potenziali conseguenze che avrebbero sul sistema finanziario. Ma lasciatemi proprio chiarire che non vi è nessuna banca, nessuna istituzione, non vi è nessun individuo che non possa essere investigato e perseguito dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti.... Lasciatemi essere molto, molto, molto chiaro. Le banche non sono troppo grandi per essere imprigionate. Se troviamo una banca o una istituzione finanziaria che ha fatto qualcosa di sbagliato, se possiamo provarlo oltre ogni ragionevole dubbio, quei casi saranno promossi".

Chiaramente, Holder stava mentendo, la seconda volta nel periodo attuale. Se vi è stato mai un gangster seriale finanziario, quello è Dimon. Sulla faccia della terra non vi è nessun candidato migliore per il procedimento giudiziario per attività illegali delle Sei Grandi banche e dei loro dirigenti: il pinnacolo della classe dominante.

Tuttavia, è sbagliato deridere Holder e Obama come semplicemente timorosi davanti al paurosamente distruttivo potere di Wall Street. Piuttosto, sono degli strumenti dell'egemonia del capitale finanziario. Holder ha brutalmente manovrato ogni caso contro gli oligarchi nella sua arena giurisdizionale, allo scopo di proteggere i banksters dal procedimento giudiziario aggressivo da parte di indocili funzionari statali. Le "composizioni" di Holder sono destinate ad isolare le banche dalla regola della legge, poiché, in questo stadio di decomposizione sistemica, i Signori del Capitale non possono più operare entro le esistenti limitazioni legali. La sfera pubblica deve essere privatizzata; i centri urbani, come Detroit, devono essere privati dei diritti acquisiti; al cartello finanziario deve essere permesso di assorbire una proporzione ancora maggiore dell'economia reale nel suo casinò dei derivati; la ricchezza deve scorrere dal fondo verso la cima, senza pausa e deve essere instaurato attraverso trattati di "libero scambio" un codice corporativo planetario che sostituisca le leggi sovrane delle nazioni. Tutti gli ordini di marcia dell'amministrazione Obama derivano da questi imperativi.

Obama e Holder sono i guardiani del nuovo ordine emergente, che non ha ancora un codice legale e può bene preferire di fare interamente a meno di simili raffinatezze. Nel frattempo, Democratici e Repubblicani corporativi accorderanno un rispetto insincero alla legge mentre la Mafia del Denaro dirige lo spettacolo.

E voi potete portare questo in banca.

Il redattore capo di BAR Glen Ford può contattarsi a Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.