L'obiettivo della propaganda moderna: la Mitocrazia

di Cindy Sheehan

Global Research, 13 febbraio 2010

 

"L'obiettivo della propaganda moderna non è più di trasformare l'opinione ma di destare una fede attiva e mitica". Jacques Ellul

La domenica del Super Bowl, ha avuto letteralmente l'effetto inteso la ragione per la quale ho scritto il mio nuovo libro: Myth America: 20 Greatest Myths of the Robber Class and the Case for Revolution. 

Dal momento che era il Giorno del Precetto per la nostra religione nazionale del Football, mi sono diretta verso il mio health club perché sono sempre stata un'eretica. Sono arrivata lì prima del calcio d'inizio, così il club ancora occupata, da dopo il calcio d'inizio è stata abbandonata.

Dopo l'allenamento acquatico e la nuotata nella piscina che ho fatto tutta da sola, sono andata alla vasca dell'acqua calda, che era occupata da un altro cliente della spa—un anziano signore di nome Bill, che pare venga al club soltanto per sedersi nella vasca e chiacchierare. Ho avuto la sensazione che fosse molto solo e la seguente breve conversazione potrebbe spiegare perché:

Bill: Penso che tu faccia disonore a tuo figlio, alla sua memoria ed a quello per cui è morto.

Cindy: Oh, veramente? Dal momento che è stato ucciso in una guerra illegale ed immorale, penso che il suo paese lo abbia disonorato.

Bill: Ma ci hanno attaccato l'11-9.


Cindy: Chi ci ha attaccato l'11-9?

Bill: L'Iraq e Saddam Hussein.

Cindy: Dici sul serio? Se credi alla versione ufficiale, ci hanno attaccato 16 arabi sauditi.

Bill: Ma Saddam ha ucciso la sua gente.

Cindy: Ma abbiamo ucciso più di un milione della "gente" di Saddam, (a questo punto Cindy "esprime citazioni"?).

Bill: Ma non ne avevamo l'intenzione.

Cindy: (profondo sospiro), E allora per quale squadra fai il tifo questo pomeriggio?

A questo punto, Bill è balzato fuori dalla vasca e si è diretto verso le docce.

Il mio "amico" Bill è stato totalmente soggetto alla propaganda della destra—non vi era nessuna utilità a sedere nella vasca con i getti che soffiavano a cercare di ragionare con un uomo che pensa che più di un milione di persone possano essere uccise "accidentalmente".

Non ho scritto Myth America per persone come Bill che non si renderebbe conto di un fatto se volasse fuori dalla TV e lo colpisse sul suo naso tondeggiante. Ho scritto il libro per i nostri concittadini che hanno una seppure piccola vaga idea che ciò che è la nostra reale esperienza condivisa ha molto poco a che fare con la Mitocrazia nella quale viviamo.

Ho scritto Myth America anche per le persone che sapevano che le guerre di aggressione erano sbagliate quando era presidente Bush, ma che si sono magicamente trasformati in guerrafondai convertiti quando Obama ha prestato giuramento—questi nuovi guerrafondai negli otto anni passati avevano cominciato a capire la propaganda, ma hanno permesso diventare dominante uno dei miti più insidiosi—il mito che vi sia una differenza tra un democratico eletto ed un repubblicano eletto. Queste sono le stesse persone che sono venute ai miei discorsi dopo che Obama è arrivato al potere per proclamare che c'è bisogno che gli USA rimangano in Afghanistan per "proteggere le donne".

Durante la mia campagna contro la presidente della Camera, Nancy Pelosi, nel 2008, mi divenne così chiaro che l'unica divisione rilevante in questo paese, in realtà mondo, è una divisione di classe. So di essere arrivata tardi in questa partita ed analisi, ma ricordo che meno di sei anni fa il mio intero mondo era la mia famiglia e questa depressione provinciale intellettualmente discussa.

Durante la mia campagna, ho sperimentato i miti che "le elezioni contano" e che gli USA hanno una "stampa libera" mentre mi battevo in una feroce campagna per ottenere persino la posizione nella scheda elettorale come indipendente e raccogliere alcune briciole di attenzione dei media. Anche i cosiddetti "media liberal" mi hanno abbandonato e quando ho ottenuto l'attenzione dei media—persino dai giornali che mi appoggiavano—la battuta finale era sempre "ma non ha nessuna possibilità".

Ho lottato con la classe lavoratrice per ottenere che il lavoro mi appoggiasse, ma in ogni singolo caso i membri della mia stessa classe hanno appoggiato la Regina della Classe Rapinatrice, Nancy Pelosi. Nancy non ha fatto nulla per il lavoro, eccetto operare i vigneti in California senza sindacati, sostenere la maggior parte degli accordi di "libero" scambio ed assumere qualcuno per stirare le camicie del suo favolosamente ricco marito. Così perché il lavoro ha appoggiato la Pelosi e non un membro che lavora duramente della loro classe con una piattaforma per i lavoratori che è stato acclamata da tutto il pianeta? Perché è una democratica, ecco perché. Il lavoro si preoccupa più dell'accesso ai politici che dell'accesso a politiche sensate.

Ero verso la fine della mia campagna quando è avvenuto l'ignobile "salvataggio dei bankster". Dopo che la legge fece fiasco alla Camera, la Pelosi apparve tutta smunta a piagnucolare sul dover salvare le società, ma fece uscire la sconfitta dalla sua cricca politica per spingerla direttamente la seconda volta.

Il candidato democratico e senatore dell'Illinois, Barack Obama, chiamò i membri della Camera per intimidirli a cambiare il loro voto e la congressista del mio vicinato, Barbara Lee di Oakland, fece un insolito testa coda e tradì i suoi principi ed i suoi poveri elettori—questo è stato quando alla fine divenni consapevole di ciò che dichiarò il Rapinatore Warren Buffett: "Va bene, è guerra di classe, ed è la mia classe, la classe dei ricchi che sta muovendo guerra, e stiamo vincendo". Bene, nella nostra Mitocrazia, la classe di Buffett è veramente l'unica classe che sa che siamo in guerra. La maggior parte del resto di noi crede che viviamo in una "Democrazia" dove persino il più umile di noi possa raggiungere la posizione di Classe Rapinatrice.

Bene, in questa Mitocrazia, se ci è una Classe Rapinatrice, allora quale è l'altra classe? Quella alla quale appartiene più del 99% di noi? La Classe Rapinata—la classe che deve restare "alimentata dalla Speranza" da quei miti e ci ha divisi di modo che non ci rendiamo nemmeno conto che quasi tutto ciò che abbiamo caro ci viene rubato distintamente sotto il nostro naso con la nostra apatica remissività. E' l'antica strategia della Classe Rapinatrice del "divide et impera".

Cosa è la rivoluzione di cui ho scritto?

In primo luogo è l'idea molto rivoluzionaria di riconoscere che viviamo in una Mitocrazia e che più in basso si è nella scala socio-economica, più distanti lontani sono la realtà ed il mito di questo paese.

In secondo luogo, i miti devono essere smascherati e respinti—il mio nuovo libro PDF è un'aggiunta a questa conversazione.

In terzo luogo, dobbiamo lavorare assieme trasversalmente alle linee razziali, politiche, religiose, sessuali e di preferenze sessuali per costruire comunità e forza nella nostra classe per resistere alle ruberie della Classe Rapinatrice.

Infine, prevedo che questo sbilanciato Impero di carte in un prossimo futuro si rovesci. La mia rivoluzione creerà l'ombrello necessario per essere in grado di deviare alcune delle macerie più dannose che verranno a crollare giù.

La Classe Rapinatrice sa due cose che abbiamo bisogno di imparare rapidamente...

Che ha bisogno di noi molto di più di quanto noi abbiamo bisogno di loro e che ve ne sono molti di più di noi che di loro.

Questa è una rivoluzione che possiamo vincere.

Cindy Sheehan è la madre di Casey Sheehan che è rimasto ucciso in Iraq il 4 aprile 2004. E' la presentatrice del Cindy Sheehan’s Soapbox Radio Show e autrice di cinque libri, l'ultimo è yth America: 20 Greatest Myths of the Robber Class and the Case for Revolution. (in formato PDF). Il ruolo favorito di Cindy è di giocare con i suoi due nipoti: Jonah and Jovie.

Altre informazioni ed informazioni per ordinare Myth America si possono trovare al blog di Cindy:

http://cindysheehanssoapbox.blogspot.com/2010/01/order-info-for-myth-america-ii.html