
Esalto la rivoluzione!
Arrestatemi!
di William Bowles • Martedì 21 febbraio 2006
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In realtà, correre il rischio venire gettati in prigione per 'esaltazione del terrorismo' è l'ultimo dei nostri problemi mentre il ‘Prevention of Terrorism Act’ sta già spargendo il caos tra i cittadini di questa 'culla della democrazia' [sic]. Dall'urlare "sciocchezze" al congresso del Partito Laburista all'assistere a festival cinematografici o indossare una maglietta che insulta Blair, in base Prevention of Terrorism Act al siamo tutti soggetti all'arresto e/o alla detenzione. Ed è chiaro che alla polizia sono stati dati ordini di usarlo per intimidire e perseguitare chiunque protesti oppure si comporti in un modo che è probabile porti discredito ai nostri 'gloriosi' leader. "Una poliziotta mi chiese se intendevo girare altri documentari, specificamente altri documentari politici come The Road to Guantánamo. Mi chiese: 'Sei diventato un attore principalmente per fare film come questo, per pubblicizzare la lotta dei musulmani?'" Una portavoce della polizia di Bedfordshire disse "Gli ufficiali di polizia volevano fare loro alcune domande in base alla legge antiterrorismo", disse lei. "Furono tutti rilasciati entro un'ora. Parte della legge antiterrorismo ci permette di fermare ed interrogare le persone se accade qualcosa che potrebbe sembrare sospette". Sospetto? Dunque assistere al festival del film di Berlino è bollato come essere sospetti! La gente si rende conto di cosa ha permesso? Ne dubito. La gente si rende conto che la polizia può fermare chiunque e chiedergli che si sottometta a perquisizione e ad un giro di domande e che, se si rifiuta di rispondere, può essere trattenuto a 'piacere di sua Maestà'? La polizia non ha bisogno di 'motivo ragionevole' ma indossare una maglietta che, per esempio, chiami Tony Blair 'Troia Fascista' aumenterà certamente le vostre possibilità di essere fermati. Oppure semplicemente essere al 'posto sbagliato nel momento sbagliato' oppure essere del 'colore sbagliato', indossare i vestiti 'sbagliati', assistere ad un incontro oppure ad un film. Queste leggi sono create con in mente un solo scopo, perseguitare ed intimidire gli oppositori dello stato imperiale e tutto fatto in nome della 'guerra al terrorismo' o, per dargli il suo nuovo nome, 'la Lunga Guerra'. Va bene che "regole sono cambiate", ma lo rimetto a voi (per usare una delle espressioni favorite di Blair), che non abbiamo nessuno da biasimare che noi stessi, perché abbiamo permesso a questi fascisti aziendali di cambiare le regole che permettono loro di sopprimere qualunque dissenso sotto la frase contenitore di combattere la "Lunga Guerra". Ma dubito che lo stato corporativo catturerà molti terroristi, ma potete essere sicuri che simili leggi draconiane dissuaderanno molte persone dall'andare a dimostrazioni o persino dallo scrivere al loro deputato. Infatti, il dissenso di ogni tipo in base a queste leggi verrà soppresso, che è, dopo tutto, il principale obiettivo. E' improbabile che i veri terroristi vogliano attirare l'attenzione andando in giro reclamizzando il fatto che 'esaltano il terrorismo' o nemmeno che si divertano all'idea. Giorni veramente bui e, senza farla lunga, è qualcosa della quale stiamo avvertendo da qualche tempo. Inesorabile passo dopo passo, lo stato corporativo emana delle leggi ognuna delle quali tappa tutte le possibili vie della libera espressione per la quale abbiamo combattuto per così tante generazioni. Esaltare il terrorismo è, in realtà, un termine di copertura che copre non solamente il presente ed il futuro, ma anche il passato. Per parecchi anni ho lavorato per una organizzazione che era bollata dallo stato britannico come "terrorista", l'African National Congress. Dunque, se ora gradisco (mi glorio) dell'ANC, che per così dire ho fatto (non che qualcuno fuori del n. 10 di Downing Street usi in realtà tale stupido linguaggio), infrango la legge? E chi lo vuole scoprire? Non certo la persona 'media' e nemmeno le decine di migliaia di persone che partecipano alle dimostrazioni o che si oppongono alle politiche dello stato corporativo e di sicurezza di Blair. Nel frattempo, John Reid (Dr), il nostro ministro della guerra, ci avverte che al Qaeda "vede i liberi media occidentali in se stessi come un effettivo campo di battaglia -- dove allontanare l'opinione pubblica dal sostegno per le nostre campagne può essere il sentiero per una rapida vittoria, un modo veloce per minare il morale del nostro pubblico". Liberi media occidentali? Che c'è di libero in dei media che sono in riga con l'opinione dello stato sulla 'guerra al terrorismo', che si sono rifiutati di pubblicare le ultime oscenità commesse contro il popolo iracheno? Che ancora coerentemente riporta il percuotere le persone da parte dell'esercito britannico con "apparentemente" persino quando tutti lo possono vedere sul video? Vista nel contesto della battaglia per i cuori e le menti, la piccola eruzione di Reid, insolente e disperata quale è, rivela la debolezza di uno stato che annaspa per le massicce sconfitte che ha ricevuto nei suoi tentativi di 'pacificare' l'Iraq. Reid fabbrica ogni tipo di presunzione nelle sue parole come "allontanare l'opinione pubblica dal sostegno per le nostre campagne", quando chiaramente l'opinione pubblica è stata risolutamente contraria alle sue campagne. Notate pure il commento di Reid su una "rapida vittoria", come se la resistenza all'occupazione in Iraq ed Afghanistan fosse guidata da 'al Qaeda'. Non dovrebbe sfuggire al lettore l'avviso che vi è un semplice saltello tra il difendere il diritto della resistenza irachena a scacciare gli invasori ed 'esaltare il terrorismo'. Quanto tempo prima che quelli che si oppongono all'illegale occupazione dell'Iraq vengano rastrellati in base al Prevention of Terrorism Act? Sostenere la lotta della resistenza irachena sarà 'ri-marcata' come 'esaltare il terrorismo'? Quel che è peggio è la quasi totale mancanza di risposta da parte dei nostri cosiddetti "media liberi", a parte casuali articoli come quello del Sunday Herald scozzese, intitolato "Il Parlamento ci ha abbandonato, dunque sfidiamo noi stessi lo stato di polizia di Blair' e firmato da Ian Macwhirter, che scrive "L'autocensura avrà un effetto deprimente sulla libertà di parola. Ogni volta che una persona parla di una lotta di liberazione penderà sopra di lui la minaccia di accusa per esaltazione del terrorismo. Questo è il crimine del pensiero". E veramente, è noto che John Reid (Dr) ha detto che non quello che si dice ma quello che si pensa! Si, veramente, il crimine del pensiero è rissunto perfettamente. L'articolo di Macwhirter finisce con il seguente, già avvenuta realtà di quello che è, per ogni intento e fine, uno stato di fatto fascista "Forse qualcuno dovrebbe compilare una lista di "beatitudine bestiale", esaltare le lotte di liberazione nel mondo e leggerle ad alta voce al cenotafio a Whitehall. Eccetto, naturalmente, che l'ultima persona che lo ha fatto, Maya Ann Evans, che ha letto ad alta voce i nomi dei caduti in Iraq, è stata arrestata per avere manifestato entro mezzo miglio dal parlamento". Bene gente, non potete dire di non avere avuto un chiaro avvertimento; per l'ennesima volta, devo ripetere le parole dell'antifascista tedesco reverendo Martin Niemoller "Prima vennero per i comunisti, ma io non ero un comunista e così non ho parlato. Quindi vennero per i socialisti ed i sindacalisti, ma non ero di questi e così non ho parlato. Poi vennero per gli ebrei, ma io non ero ebreo e così non ho parlato. E quando sono venuti per me non era più rimasto nessuno che potesse parlare per me".
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