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Per cinque anni la Banca Centrale Europea, dominata dal capitale
finanziario tedesco, ha architettato salvataggi e imposto l'austerità a
Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda ed Italia. E da cinque anni negli
USA svariati economisti, politici e sapienti dell'establishment,
come
Paul Krugman and
James Galbraith, sono frustrati e
perplessi.
La loro rimostranza? L'Europa capitalista è in una crisi economica.
L'austerità aggraverà la crisi. Perché i banchieri tedeschi e la BCE non
ascoltano la ragione? Perché perseguono una tale distruttiva politica,
che danneggia l'economia e provoca incalcolabili sofferenze di massa?
Non riescono a comprendere perché il ministro delle finanze tedesco
Wolfgang Schäuble e la cancelliera
Angela Merkel siano spietatamente
inflessibili, assumendo una linea dura con la Grecia, nonostante la
Grecia sia nella sua Grande Depressione.
Ma non è una questione di temperamento o di cattivo giudizio. E'
una questione di economia.
La risposta a questa domanda non può trovarsi nella natura del
capitale finanziario stesso. I banchieri sono banchieri, siano tedeschi,
francesi, olandesi, italiani, USA o giapponesi. Vivono su parassitari
pagamenti di interessi. Non si fermeranno davanti a nulla pur di
estrarre ogni ultimo nichelino dalle masse.
Guardate soltanto ai crudeli sequestri della casa a milioni di
persone negli USA durante l'ultima crisi economica. Oppure guardate ai
milioni di recuperi di automobili dai lavoratori licenziati durante
l'attuale crisi. O guardate alla distruzione di intere città come
Detroit da parte di avidi banchieri. Questi esempi dovrebbero essere
prova sufficiente della insaziabile impulso al profitto dei banchieri.
La distruzione di salari, benefici e servizi sociali per tutti i
paesi salvati dell'Europa, senza riguardo delle conseguenze umane ed
economiche, allo scopo di riscuotere debiti contratti dai governi
capitalisti dimostra che il capitale finanziario stesso non conosce
nessuna morale che la frode parassitaria per il profitto.
Il capitalismo finanziario tedesco ha innescato due guerre
mondiali
Ma entro la struttura generale dell'aggressione finanziaria, la
natura espansionista del capitalismo e dell'imperialismo tedesco occupa
un posto speciale
— come lo occupa il
capitale finanziario USA, la potenza militarista ed imperialista numero
uno oggi al mondo.
Il capitalismo tedesco ha innescato due guerre mondiali
inter-imperialiste.
Nella II Guerra Mondiale
Hitler cercò di
assoggettare l'Europa, come pure l'Unione Sovietica, il Medio Oriente ed
il Nord Africa. La classe dominante tedesca andò dietro ai nazisti
perché
Hitler aveva un programma
per rendere i padroni tedeschi i governanti di un vasto impero. Questa
espansione era chiamata
“Lebensraum” —
spazio in cui far risiedere il capitalismo tedesco
La spinta alla guerra di
Hitler era la continuazione
della lotta degli imperialisti tedeschi per "un posto al sole", come si
espresse il ministro degli esteri tedesco
Bernhard von Bulow
nel 1897
in una disputa
che alla fine precipitò nella I Guerra Mondiale.
Nel 1914 per la Germania
"un posto al sole"
era il "sole" dell'impero coloniale. I britannici ed i francesi avevano
la parte del leone delle colonie conquistate durante il 19° secolo in
Africa, Asia Orientale, Asia Meridionale e Medio Oriente. Il capitalismo
tedesco arrivò tardi sulla scena come paese industriale sviluppato. Ma
per il 1900 aveva superato la forza produttiva della
Gran Bretagna, avendo la più forte base industriale in Europa. Aveva
delle istituzioni scientifico-tecnologiche sviluppate dietro la sua
industria ed al servizio selle sue forze armate.
Aveva tutti i prerequisiti per diventare una primaria potenza
imperialista.
Ma, nonostante tutto il suo potenziale industriale e militare,
possedeva relativamente poche colonie. Le colonie erano la chiave per il
capitale da esportazione
—
per arraffare risorse naturali, lavoro a basso costo, grossi
profitti e potenza imperialista.
La classe dominante tedesca voleva capovolgere la situazione
strappando le colonie all'Inghilterra ed alla Francia attraverso la
forza militare, come pure assorbendo i paesi dell'est europeo,
sottomettere la Russia ed afferrare le aree industriali del Belgio.
Naturalmente, gli imperialisti britannici e francesi erano determinati a
sacrificare i loro giovani della classe lavoratrice per mantenere la
proprietà dei loro possedimenti coloniali.
Nella I Guerra Mondiale la
Germania ed i suoi alleati nella Turchia ottomana e nell'Austria-Ungheria
furono sconfitti, con l'aiuto dell'intervento delle truppe imperialiste
USA alla fine della guerra. Gli imperialisti tedeschi persero le poche
colonie che avevano
— Tanganika
(Tanzania), Africa Sudoccidentale
(Namibia), Camerun ed altri
piccoli territori. Queste
colonie andarono tutte ai predoni vittoriosi, i colonialisti
britannici e francesi.
Dopo la guerra il capitalismo tedesco fu disarmato dai suoi rivali
imperialisti. In seguito a questa sconfitta ed a 15 anni di intensa
lotta di classe in Germania,
Hitler ed il suo Partito
Nazista conquistarono la classe dominante tedesca dimostrando che potevano
annientare le organizzazioni della classe lavoratrice.
Ricevettero l'autorizzazione per instaurare un regime fascista,
sottomettere la classe lavoratrice e riarmare la Germania per tentare di
nuovo la conquista mondiale. Questo preparò la scena per la II Guerra
Mondiale.
Nella II
Guerra Mondiale la Germania nazista fu
completamente e definitivamente sconfitta militarmente , principalmente
dall'Armata Rossa sovietica, che respinse e distrusse più di 200
divisioni tedesche, mentre l'URSS subì tra 20 e 25 milioni di morti. In
seguito alla guerra,
Washington, Wall
Street ed il Pentagono divennero i padroni dell'imperialismo
mondiale. Il capitalismo tedesco fu disarmato ma gli venne permesso
di risuscitare economicamente come partner della Guerra Fredda.
La Germania divenne una base avanzata del Pentagono e della NATO
nella lotta contro l'URSS ed il campo socialista. Inoltre, la Germania
Occidentale
per il capitalismo occidentale divenne una vetrina nella
lotta con la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est) ed altri
paesi socialisti in Europa Orientale.
Dall'aggressione militare all'aggressione economica
Durante la II Guerra Mondiale l'imperialismo tedesco invase il
resto d'Europa con divisioni di carri armati e massicce truppe di terra
a spostamento rapido, appoggiati dall'aeronautica e da razzi V-2. Oggi
il capitalismo tedesco sta cercando di sottomettere l'Europa,
specialmente l'Europa meridionale, con agenti per il recupero crediti.
Le banche di Francoforte, la
Bundesbank (Banca Federale
Tedesca) e la Banca Centrale Europea, tutte dominate dai banchieri
tedeschi, iniziando nel 2010 stanno tenendo in
servitù del debito progettata durante una serie di salvataggi di stato e
bancari.
Il capitale finanziario tedesco sta lottando per dominare l'Europa
attraverso l'utilizzo dell'euro, la valuta comune adoperata nei 19 paesi
dell'eurozona. Si supponeva che l'euro fosse una replica competitiva del
dollaro. Si supponeva che desse peso economico all'Europa contro
Wall Street. E
fino a un certo punto lo è stato.
Ma la classe dominante tedesca è stata l'architetto dell'eurozona.
Fissare i paesi dell'eurozona ad una valuta controllata dal centro
finanziario tedesco di Francoforte è stata la formula per la futura
dominazione da parte di Berlino, la capitale politica della Germania.
Come più forte potenza finanziaria ed industriale del continente, era
inevitabile che il capitale finanziario tedesco avrebbe ottenuto una
stretta mortale su gran parte dell'Europa, specialmente sulle potenze
economiche capitaliste più deboli. Queste potenze più deboli hanno
effettivamente ceduto gran parte della loro sovranità, avendo perduto il
controllo della loro valuta e la loro capacità di autofinanziarsi.
La
Banca Centrale
Europea è controllata finanziariamente e politicamente dai
suoi maggiori contributori. La Germania ha la maggiore
contribuzione, la Francia è giusto dietro la Germania ed il resto
d'Europa è molto indietro. Così i banchieri tedeschi dominano la BCE,
l'euro e l'eurozona economicamente.
Il
capitalismo tedesco
non ha cambiato la sua natura
La natura del capitalismo tedesco, sebbene dalle due guerre
mondiali sia stato militarmente disarmato, non ha cambiato la sua
necessità di espandersi. Possiede la più forte base
industriale-tecnologica in Europa. Possiede l'economia capitalista più
avanzata. E non ha mai cessato di cercare il suo "posto al sole".
Oltre a comandare sui paesi imperialisti più deboli in Europa
occidentale e meridionale, dal crollo dell'URSS del 1989-1991 la
Germania si è allargata nei paesi dipendenti dell'Europa centrale ed
orientale con investimenti, esportazioni ed esternalizzazioni per
approfittare di salari drasticamente inferiori in Polonia, Repubblica
Ceca, Ungheria e così via. Nella sua sfera, è in competizione con il
capitalismo angloamericano.
Nella sua lotta per essere "competitiva" ed invadere l'Europa
meridionale con le sue merci, i suoi investimenti e la sua finanza, il
cosiddetto "miracolo" della classe dominante tedesca è stato di
abbassare i salari all'interno.
La veduta stereotipica della Germania è quella di un paese prospero con
alti salari. Questo è perché durante la lotta con il campo socialista,
prima del crollo dell'URSS e dell'Europa Orientale, il capitalismo
tedesco doveva competere con il pieno impiego, l'assistenza sanitaria
gratuita, i centri di cura giornalieri, le vacanze generose, lo sviluppo
sportivo e culturale e molti altri vantaggi sociali di cui godevano i
lavoratori nella Repubblica Democratica Tedesca.
E' stato questo che ha costretto i padroni della Germania Ovest a
fare concessioni ai sindacati ed a mantenere ad un livello relativamente
alti i salari ed i sussidi di disoccupazione. Una volta che il Muro di
Berlino è crollato, la base per le concessioni alla classe lavoratrice è
evaporata.
Oggi per i lavoratori tedeschi la realtà è proprio l'opposto di
quella che era durante la Guerra Fredda.
L'intera classe dominante tedesca e tutti i suoi partiti politici
ed i media nel 2003 hanno compiuto una brusca svolta a destra ed aperto
una campagna per spingere giù i salari dei lavoratori tedeschi,
tagliando i sussidi di disoccupazione e facendo indietreggiare i
sindacati dei lavoratori.
Agenda 2020:
il fronte unito dei
padroni per abbassare i salari
Questa campagna, nota come
“Agenda 2020”,
è stata introdotta dal cancelliere socialdemocratico
Gerhard Schroeder. Al tempo in Germania
vi era una disoccupazione molta elevata. Il Partito Socialdemocratico
tedesco, il Partito dei Verdi, il Partito Cristiano-Democratico,
l'Unione Cristiano-Democratica e l'intero
establishment dei media sono
andati dietro alla
“Agenda 2020”.
Hanno assalito i sindacati perché fossero d'accordo.
Sono stati creati i cosiddetti
“mini-jobs”, nei quali i
lavoratori lavoravano per 450 euro al mese, che era
il basso della scala salariale. Questi lavoratori potevano ottenere
l'assicurazione sanitaria
soltanto
se pagavano 140 euro al mese. Milioni di lavoratori disoccupati,
che prima potevano contare su anni di sussidi di disoccupazione al
minimo vitale, sono stati invece costretti ad prendere dei
“mini-jobs”. I sussidi
dell'assicurazione per la disoccupazione sono stati abbassati. I posti
di lavoro
part-time
sono stati aumentati e spinti dai padroni al posto dei posti di lavoro
precedentemente stabili a tempo pieno.
Oggi, la povertà segue i lavoratori tedeschi. Secondo l'Istituto
di Ricerca sulla Disoccupazione, il braccio della ricerca dell'agenzia
federale dell'occupazione tedesca, il 25% di tutti i lavoratori tedeschi
guadagna meno di 9,54 euro
($10,68)
l'ora. In Europa, soltanto la Lituania ha una percentuale più alta di
lavoratori sottopagati
— che guadagnano meno
di due terzi del salario medio nazionale.
(The Guardian, 13 agosto 2013)
"Tra il 1999 (quando è stato lanciato l'euro) ed il 2010, il costo
per unità di lavoro è aumentato del 20% in Spagna, del 25% in Italia e
di un più modesto 5% in Francia; si è spostato di appena lo o 0,6% in
Germania. Attualmente tutte le economie mediterranee hanno costi per
unità di lavoro più alti che in Germania".
(Investopedia, 3 dicembre 2012)
Questo è perché in quei paesi i sindacati hanno resistito più
energicamente all'austerità.
Bassi salari all'interno e controllo dell'euro hanno
permesso ai padroni tedeschi di utilizzare la loro potente, dinamica
base industriale per fare dei loro rivali imperialisti più poveri del
continente delle semi-colonie.
L'espansione del commercio e degli investimenti nell'Europa
meridionale è parte della stessa tendenza al
“Lebensraum”
prima descritta
— soltanto espressa
economicamente invece che militarmente. Essa è spinta dalla
stessa natura spietata, aggressivamente espansionista del capitalismo
tedesco che ha portato alle due guerre.
Ed è per questo, per la confusione degli esperti borghesi, che la
cancelliera
Angela Merkel, il ministro delle
finanze
Schäuble ed i banchieri di
Francoforte
corrono con i chiodi sul popolo greco e su tutti i paesi più poveri
dell'Europa e provocano devastazione nella classe lavoratrice, senza la
più lieve inibizione o rimorso, nonostante le conseguenze. Nulla di meno
che una rivolta su vasta scala della classe lavoratrice può fermarli. Si
spera che il contraccolpo da parte delle masse in Grecia sarà l'inizio
di una più ampia lotta contro il programma di austerità di Merkel
e soci imposto dai banchieri.
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