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L'imperialismo tedesco e la crisi del debito greco

di Fred Goldstein    4 marzo 2015

 

Per cinque anni la Banca Centrale Europea, dominata dal capitale finanziario tedesco, ha architettato salvataggi e imposto l'austerità a Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda ed Italia. E da cinque anni negli USA svariati economisti, politici e sapienti dell'establishment, come Paul Krugman and James Galbraith, sono frustrati e perplessi.

La loro rimostranza? L'Europa capitalista è in una crisi economica. L'austerità aggraverà la crisi. Perché i banchieri tedeschi e la BCE non ascoltano la ragione? Perché perseguono una tale distruttiva politica, che danneggia l'economia e provoca incalcolabili sofferenze di massa?

Non riescono a comprendere perché il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e la cancelliera Angela Merkel siano spietatamente inflessibili, assumendo una linea dura con la Grecia, nonostante la Grecia sia nella sua Grande Depressione.

Ma non è una questione di temperamento o di cattivo giudizio. E' una questione di economia.

La risposta a questa domanda non può trovarsi nella natura del capitale finanziario stesso. I banchieri sono banchieri, siano tedeschi, francesi, olandesi, italiani, USA o giapponesi. Vivono su parassitari pagamenti di interessi. Non si fermeranno davanti a nulla pur di estrarre ogni ultimo nichelino dalle masse.

Guardate soltanto ai crudeli sequestri della casa a milioni di persone negli USA durante l'ultima crisi economica. Oppure guardate ai milioni di recuperi di automobili dai lavoratori licenziati durante l'attuale crisi. O guardate alla distruzione di intere città come Detroit da parte di avidi banchieri. Questi esempi dovrebbero essere prova sufficiente della insaziabile impulso al profitto dei banchieri.

La distruzione di salari, benefici e servizi sociali per tutti i paesi salvati dell'Europa, senza riguardo delle conseguenze umane ed economiche, allo scopo di riscuotere debiti contratti dai governi capitalisti dimostra che il capitale finanziario stesso non conosce nessuna morale che la frode parassitaria per il profitto.

Il capitalismo finanziario tedesco ha innescato due guerre mondiali

Ma entro la struttura generale dell'aggressione finanziaria, la natura espansionista del capitalismo e dell'imperialismo tedesco occupa un posto speciale come lo occupa il capitale finanziario USA, la potenza militarista ed imperialista numero uno oggi al mondo.

Il capitalismo tedesco ha innescato due guerre mondiali inter-imperialiste.

Nella II Guerra Mondiale Hitler cercò di assoggettare l'Europa, come pure l'Unione Sovietica, il Medio Oriente ed il Nord Africa. La classe dominante tedesca andò dietro ai nazisti perché Hitler aveva un programma per rendere i padroni tedeschi i governanti di un vasto impero. Questa espansione era chiamata “Lebensraum” — spazio in cui far risiedere il capitalismo tedesco

La spinta alla guerra di Hitler era la continuazione della lotta degli imperialisti tedeschi per "un posto al sole", come si espresse il ministro degli esteri tedesco Bernhard von Bulow nel 1897 in una disputa che alla fine precipitò nella I Guerra Mondiale.

Nel 1914 per la Germania "un posto al sole" era il "sole" dell'impero coloniale. I britannici ed i francesi avevano la parte del leone delle colonie conquistate durante il 19° secolo in Africa, Asia Orientale, Asia Meridionale e Medio Oriente. Il capitalismo tedesco arrivò tardi sulla scena come paese industriale sviluppato. Ma per il 1900 aveva superato la forza produttiva della Gran Bretagna, avendo la più forte base industriale in Europa. Aveva delle istituzioni scientifico-tecnologiche sviluppate dietro la sua industria ed al servizio selle sue forze armate.

Aveva tutti i prerequisiti per diventare una primaria potenza imperialista.

Ma, nonostante tutto il suo potenziale industriale e militare, possedeva relativamente poche colonie. Le colonie erano la chiave per il capitale da esportazione per arraffare risorse naturali, lavoro a basso costo, grossi profitti e potenza imperialista.

La classe dominante tedesca voleva capovolgere la situazione strappando le colonie all'Inghilterra ed alla Francia attraverso la forza militare, come pure assorbendo i paesi dell'est europeo, sottomettere la Russia ed afferrare le aree industriali del Belgio. Naturalmente, gli imperialisti britannici e francesi erano determinati a sacrificare i loro giovani della classe lavoratrice per mantenere la proprietà dei loro possedimenti coloniali.

Nella I Guerra Mondiale la Germania ed i suoi alleati nella Turchia ottomana e nell'Austria-Ungheria furono sconfitti, con l'aiuto dell'intervento delle truppe imperialiste USA alla fine della guerra. Gli imperialisti tedeschi persero le poche colonie che avevano — Tanganika (Tanzania), Africa Sudoccidentale (Namibia), Camerun ed altri piccoli territori. Queste colonie andarono tutte ai predoni vittoriosi, i colonialisti britannici e francesi.

Dopo la guerra il capitalismo tedesco fu disarmato dai suoi rivali imperialisti. In seguito a questa sconfitta ed a 15 anni di intensa lotta di classe in Germania, Hitler ed il suo Partito Nazista conquistarono la classe dominante tedesca dimostrando che potevano annientare le organizzazioni della classe lavoratrice. Ricevettero l'autorizzazione per instaurare un regime fascista, sottomettere la classe lavoratrice e riarmare la Germania per tentare di nuovo la conquista mondiale. Questo preparò la scena per la II Guerra Mondiale.

Nella II Guerra Mondiale la Germania nazista fu completamente e definitivamente sconfitta militarmente , principalmente dall'Armata Rossa sovietica, che respinse e distrusse più di 200 divisioni tedesche, mentre l'URSS subì tra 20 e 25 milioni di morti. In seguito alla guerra, Washington, Wall Street ed il Pentagono divennero i padroni dell'imperialismo mondiale. Il capitalismo tedesco fu disarmato ma gli venne permesso di risuscitare economicamente come partner della Guerra Fredda.

La Germania divenne una base avanzata del Pentagono e della NATO nella lotta contro l'URSS ed il campo socialista. Inoltre, la Germania Occidentale per il capitalismo occidentale divenne una vetrina nella lotta con la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est) ed altri paesi socialisti in Europa Orientale.

Dall'aggressione militare all'aggressione economica

Durante la II Guerra Mondiale l'imperialismo tedesco invase il resto d'Europa con divisioni di carri armati e massicce truppe di terra a spostamento rapido, appoggiati dall'aeronautica e da razzi V-2. Oggi il capitalismo tedesco sta cercando di sottomettere l'Europa, specialmente l'Europa meridionale, con agenti per il recupero crediti. Le banche di Francoforte, la Bundesbank (Banca Federale Tedesca) e la Banca Centrale Europea, tutte dominate dai banchieri tedeschi, iniziando nel 2010 stanno tenendo in servitù del debito progettata durante una serie di salvataggi di stato e bancari.

Il capitale finanziario tedesco sta lottando per dominare l'Europa attraverso l'utilizzo dell'euro, la valuta comune adoperata nei 19 paesi dell'eurozona. Si supponeva che l'euro fosse una replica competitiva del dollaro. Si supponeva che desse peso economico all'Europa contro Wall Street. E fino a un certo punto lo è stato.

Ma la classe dominante tedesca è stata l'architetto dell'eurozona. Fissare i paesi dell'eurozona ad una valuta controllata dal centro finanziario tedesco di Francoforte è stata la formula per la futura dominazione da parte di Berlino, la capitale politica della Germania. Come più forte potenza finanziaria ed industriale del continente, era inevitabile che il capitale finanziario tedesco avrebbe ottenuto una stretta mortale su gran parte dell'Europa, specialmente sulle potenze economiche capitaliste più deboli. Queste potenze più deboli hanno effettivamente ceduto gran parte della loro sovranità, avendo perduto il controllo della loro valuta e la loro capacità di autofinanziarsi.

La Banca Centrale Europea è controllata finanziariamente e politicamente dai suoi maggiori contributori. La Germania ha la maggiore contribuzione, la Francia è giusto dietro la Germania ed il resto d'Europa è molto indietro. Così i banchieri tedeschi dominano la BCE, l'euro e l'eurozona economicamente.

Il capitalismo tedesco non ha cambiato la sua natura

La natura del capitalismo tedesco, sebbene dalle due guerre mondiali sia stato militarmente disarmato, non ha cambiato la sua necessità di espandersi. Possiede la più forte base industriale-tecnologica in Europa. Possiede l'economia capitalista più avanzata. E non ha mai cessato di cercare il suo "posto al sole".

Oltre a comandare sui paesi imperialisti più deboli in Europa occidentale e meridionale, dal crollo dell'URSS del 1989-1991 la Germania si è allargata nei paesi dipendenti dell'Europa centrale ed orientale con investimenti, esportazioni ed esternalizzazioni per approfittare di salari drasticamente inferiori in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e così via. Nella sua sfera, è in competizione con il capitalismo angloamericano.

Nella sua lotta per essere "competitiva" ed invadere l'Europa meridionale con le sue merci, i suoi investimenti e la sua finanza, il cosiddetto "miracolo" della classe dominante tedesca è stato di abbassare i salari all'interno.

La veduta stereotipica della Germania è quella di un paese prospero con alti salari. Questo è perché durante la lotta con il campo socialista, prima del crollo dell'URSS e dell'Europa Orientale, il capitalismo tedesco doveva competere con il pieno impiego, l'assistenza sanitaria gratuita, i centri di cura giornalieri, le vacanze generose, lo sviluppo sportivo e culturale e molti altri vantaggi sociali di cui godevano i lavoratori nella Repubblica Democratica Tedesca.

E' stato questo che ha costretto i padroni della Germania Ovest a fare concessioni ai sindacati ed a mantenere ad un livello relativamente alti i salari ed i sussidi di disoccupazione. Una volta che il Muro di Berlino è crollato, la base per le concessioni alla classe lavoratrice è evaporata.

Oggi per i lavoratori tedeschi la realtà è proprio l'opposto di quella che era durante la Guerra Fredda.

L'intera classe dominante tedesca e tutti i suoi partiti politici ed i media nel 2003 hanno compiuto una brusca svolta a destra ed aperto una campagna per spingere giù i salari dei lavoratori tedeschi, tagliando i sussidi di disoccupazione e facendo indietreggiare i sindacati dei lavoratori.

Agenda 2020: il fronte unito dei padroni per abbassare i salari

Questa campagna, nota come “Agenda 2020”, è stata introdotta dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder. Al tempo in Germania vi era una disoccupazione molta elevata. Il Partito Socialdemocratico tedesco, il Partito dei Verdi, il Partito Cristiano-Democratico, l'Unione Cristiano-Democratica e l'intero establishment dei media sono andati dietro alla “Agenda 2020”. Hanno assalito i sindacati perché fossero d'accordo.

Sono stati creati i cosiddetti “mini-jobs”, nei quali i lavoratori lavoravano per 450 euro al mese, che era il basso della scala salariale. Questi lavoratori potevano ottenere l'assicurazione sanitaria soltanto se pagavano 140 euro al mese. Milioni di lavoratori disoccupati, che prima potevano contare su anni di sussidi di disoccupazione al  minimo vitale, sono stati invece costretti ad prendere dei “mini-jobs”. I sussidi dell'assicurazione per la disoccupazione sono stati abbassati. I posti di lavoro part-time sono stati aumentati e spinti dai padroni al posto dei posti di lavoro precedentemente stabili a tempo pieno.

Oggi, la povertà segue i lavoratori tedeschi. Secondo l'Istituto di Ricerca sulla Disoccupazione, il braccio della ricerca dell'agenzia federale dell'occupazione tedesca, il 25% di tutti i lavoratori tedeschi guadagna meno di 9,54 euro ($10,68) l'ora. In Europa, soltanto la Lituania ha una percentuale più alta di lavoratori sottopagati che guadagnano meno di due terzi del salario medio nazionale. (The Guardian, 13 agosto 2013)

"Tra il 1999 (quando è stato lanciato l'euro) ed il 2010, il costo per unità di lavoro è aumentato del 20% in Spagna, del 25% in Italia e di un più modesto 5% in Francia; si è spostato di appena lo o 0,6% in Germania. Attualmente tutte le economie mediterranee hanno costi per unità di lavoro più alti che in Germania". (Investopedia, 3 dicembre 2012) Questo è perché in quei paesi i sindacati hanno resistito più energicamente all'austerità.

Bassi salari all'interno e controllo dell'euro hanno permesso ai padroni tedeschi di utilizzare la loro potente, dinamica base industriale per fare dei loro rivali imperialisti più poveri del continente delle semi-colonie.

L'espansione del commercio e degli investimenti nell'Europa meridionale è parte della stessa tendenza al “Lebensraum” prima descritta soltanto espressa economicamente invece che militarmente. Essa è spinta dalla stessa natura spietata, aggressivamente espansionista del capitalismo tedesco che ha portato alle due guerre.

Ed è per questo, per la confusione degli esperti borghesi, che la cancelliera Angela Merkel, il ministro delle finanze Schäuble ed i banchieri di Francoforte corrono con i chiodi sul popolo greco e su tutti i paesi più poveri dell'Europa e provocano devastazione nella classe lavoratrice, senza la più lieve inibizione o rimorso, nonostante le conseguenze. Nulla di meno che una rivolta su vasta scala della classe lavoratrice può fermarli. Si spera che il contraccolpo da parte delle masse in Grecia sarà l'inizio di una più ampia lotta contro il programma di austerità di Merkel e soci imposto dai banchieri.