Il ritorno della GI coffeehouse

Socialist Worker ONLINE

3 novembre 2006 | Pagg. 8 e 9

 

TOD ENSIGN, direttore di Citizen Soldier, con sede a New York City, ha istituito una GI coffeehouse a Watertown, N.Y., vicino a Fort Drum. Durante il Vietnam, le GI coffeehouse davano ai soldati un posto di ritrovo, per ascoltare musica e parlare--della guerra, del crescente movimento contro di essa e di tutto il resto di cui sentivano di non potere liberamente discutere sotto l'occhio vigile dei loro superiori alla base. Ensign ha parlato con Socialist Worker del Different Drummer Café.

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QUALI SONO i tuoi programmi per il Different Drummer Café?  

QUESTA BASE è relativamente nuova. Fort Drum è diventata una importante base dell'esercito negli ultimi 10 anni. Qui sopra hanno tre brigate--quasi 14.000 soldati--e sono pesantemente spiegati sia in Iraq che in Afghanistan. Ed in marzo una intera brigata tornerà dall'Iraq.

Una delle cose che mi piacerebbe sviluppare è una grande celebrazione per dare loro il benvenuto a casa, di essere felici di essere tornati--e quindi cercare di lavorare qui con le famiglie per vedere se possiamo mettere in moto un tentativo per fare in modo che non tornino indietro. L'esercito cerca di trovare modi per non inviare la gente in turni multipli perché questo sta mandando il morale nel gabinetto.

Ho organizzato un evento quassù al college e sono venute due donne i cui mariti erano entrambe in Iraq. Una era nera ed una bianca, sono stato capace di farle parlare di cosa stiano provando e le ho spinte a venire giù alla coffeehouse.

Voglio anche che la gente inizi a scrivere per il sito web della coffeehouse--differentdrummercafe.org--così può avere qualche cronaca in tempo reale su cosa stia accadendo qui.

Ci sarà da fare. Qui vi è molta paranoia. La base è completamente chiusa. Non si può proprio camminare nella base. Anni fa andavamo proprio vicino alla base e sistemavamo quotidiani GI, ma ora è diverso in tutte le basi di combattimento.

Questo isolamento è stato in parte in risposta all'11/9, ma ora è divenuto una procedura operativa standard. Ciò significa che è più difficile avere dei contatti--non si può proprio andare allo spaccio e parlare con la gente. Passare materiali è potenzialmente impossibile. Questo lo rende più difficile.

COME HAI scelto questa base?

INIZIALMENTE, abbiamo preso in considerazione Fort Bragg, ma quel che mi piaceva di Fort Drum è che qui c'è il cuore del popolo. Veterani per la pace ha diversi membri che sono molto entusiasti del progetto.

Un'altra cosa che mi piace è che qui accade molto poco. Per esempio, in città non c'è un circolo con musica dal vivo o regolarmente. Quassù non c'è una libreria. Giovedì notte sarà la notte dei talenti, così la gente può alzarsi in piedi e cantare, fare i comici, rap, qualunque cosa.

E' una attrazione. A Bragg avviene molto di più, come ci si aspetterebbe. Lì vi sono diverse coffeehouse--non GI coffeehouse--ma coffeehouse commerciali che presentano quasi tutte le notti spettacoli con cantanti ed il tipo di roba che vogliamo avere qui. Dunque, se possiamo riuscire in queste comunità abbiamo il campo per noi.

Una cosa che mi ha sorpreso era che mi aspettavo di avere problemi facendo pubblicità nel giornale della base.

Risulta che questi giornali delle basi sono quello che chiamano "imprese di pubblicazione civili" perché sono posseduti da degli imprenditori. Vendono annunci pubblicitari e con quelli fanno molto denaro perché non pagano per le cronache--le forniscono i militari con cosiddetti giornalisti di basso livello ai quali imboccano i testi. Il comando mantiene il controllo editoriale nominale, ma sono certo che è più che nominale.

Il giornale locale di qui--il Watertown Daily Times--tratta gli annunci economici ed espone gli annunci pubblicitari per il giornale della base. E' chiamato il Fort Drum Blizzard. Sono stato veramente soddisfatto che abbiano messo il nostro annuncio a pagina 2, e così siamo nella base fino a quel limite. La domanda è quanti soldati lo vedranno e forse arriveranno.

Il vero problema è come raggiungere e lavorare con una forza tutta di volontari. Fino a che grado le lezioni del periodo del Vietnam sono pertinenti e fino a che grado non lo sono.

Chi sono quelli con i quali ora trattiamo in termini di leadership tra i soldati? E come quell'intera idea di un contatto ha influenzato la volontà dei soldati di dire non sono un lavoratore a contratto qui, sono un cittadino, ho dei diritti. Quale è il livello delle aspettative tra questi soldati? E quali sono il livello di paranoia e paura?

HAI GIA' gente alla base con la quale operi?

OGGI E' arrivata una madre il cui figlio è AWOL (assente senza permesso) e sta ritornando, così ora lì lavoro almeno ad un caso. Ma, a questo punto, potrei dire che non abbiamo nemmeno un piccolo nucleo di soldati alla base che ci hanno detto che vogliono venire dentro e vogliono il nostro aiuto ed il nostro sostegno.

Ma ho riletto recentemente il libro Soldiers in Revolt di David Cortright, ed il fatto è che la prima GI coffeehouse, che fu avviata da Fred Gardner e Donna Mickleson vicino a  Fort Jackson, fu una cosa simile. Loro andarono lì alla fine del 1968 ed aprirono un punto a Columbia, S.C., vicino alla base. Misero su un'insegna e sparsero la voce più che potevano. Ed i soldati iniziarono ad arrivare in quella coffeehouse--circa 600 a settimana entro pochi mesi.

Spero davvero che questo accadrà e quindi porterà ad altri tentativi altrove. Forse ci saranno cose che ciascuno di noi sperimenta e possiamo condividere--qualcosa altamente valido che la gente fa altrove che noi possiamo fare qui e viceversa.

Per essere onesti, questo deve crescere in più di in una singola base. Penso che inizierebbe a cambiare la risposta dei militari. C'era un sondaggio di Stars and Stripes condotto in Iraq qualche tempo fa ed il 30% dei soldati ha detto portateci a casa immediatamente, ed un altro 39% ha detto stabilite una data entro un anno. Dunque il 70% della forza dice che se ne vuole andare via ora o molto presto.

Cosa significa questo? Per il comando non significa proprio niente , ma dice qualcosa del pubblico potenziale per quello che stiamo facendo.