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La grande coalizione tedesca intensificherà le politiche di austerità in Europa

29 novembre 2013

 

Si deve trarre un'importante lezione politica dall'accordo di coalizione raggiunto dopo due mesi di trattative tra i partiti conservatori della Germania (l'Unione Cristiano Democratica e l'Unione Cristiano Sociale) ed il Partito Socialdemocratico: Per la classe lavoratrice è impossibile difendere i propri interessi all'interno della struttura dei partiti e del sistema politico esistenti.

I passaggi chiave dell'accordo, che si trovano nella sua sezione "Europa forte", sono stati appena discussi dai media, in gran parte perché i partner della coalizione hanno concordato su di essi dal principio. Questi passaggi confermano che i partiti della coalizione sono impegnati a continuare una rotta che ha portato ad un disastro sociale praticamente senza precedenti in tempo di pace.

L'Unione Cristiano Democratica (CDU), l'Unione Cristiano Sociale (CSU) ed il Partito Socialdemocratico (SPD) hanno concordato di spingersi avanti con le politiche di austerità che hanno formato miseria indescrivibile in Grecia, Spagna, Portogallo ed in altri paesi, con disoccupazione che sale a livelli record, un'intera generazione di giovani derubata di un futuro e milioni di vite distrutte.

La maggior parte dell'accordo di coalizione di 185 pagine è caratterizzato da formulazioni vaghe, ma su questa questione il documento è cristallino. "La politica di consolidamento fiscale deve essere continuata", specifica. L'accordo continua per dichiarare che "le riforme strutturali per incrementare la competitività" e "il rigoroso, sostenuto consolidamento fiscale" sono precondizioni indispensabili per "uscire dalla crisi".

L'accordo rifiuta "ogni forma di combinare il debito sovrano" ed esclude titoli del debito pubblico congiunti (euro bond) ed altri meccanismi che possano ridurre il peso degli interessi dei paesi indebitati. I prestiti d'emergenza dei fondi finanziari europei devono continuare ad essere legati a draconiane misure di austerità. Devono essere concessi soltanto "come ultima risorsa" ed in "cambio di severe condizioni, cioè riforme e misure di consolidamento, da parte dei paesi destinatari".

Per garantire che non vi sia un rallentamento nella pressione sui paesi indebitati, l'accordo richiede un aumento della "sorveglianza sui progetti di bilancio nazionali da parte della Commissione UE".

In chiaro, questo significa intensificare la politica di impoverimento sociale alla quale il cancelliere tedesco è associato attraverso grandi fasce dell'Europa, compresa la stessa Germania.

La grande impresa userà la caduta dei redditi in Europa meridionale ed orientale come una leva per favorire tagli salariali in Germania, che ha già un enorme settore sottopagato.

Il salario minimo legale concordato tra i partner della coalizione non farà nulla per cambiare questo. Al contrario, fissato ad un livello di appena 8,50 euro e programmato per arrivare in vigore pienamente soltanto nel 2017  ed a non aumentare fino al 2018, il salario minimo deprimerà il livello generale dei salari.

I rappresentanti del governo entrante sono ben consapevoli che le loro politiche provocheranno un forte conflitto sociale. In preparazione a questo, i partiti conservatori e l'SPD non si sono limitati ad una grande coalizione che controlla i quattro quinti dei seggi parlamentari. Hanno portato a bordo anche i sindacati, i Verdi ed il Partito della Sinistra.

I sindacati sostengono incondizionatamente l'accordo di coalizione. Il presidente della Federazione dei Sindacati Tedeschi (DGB), Michael Sommer, lo ha chiamato "estremamente positivo". Il capo del sindacato ferrovieri EVG Alexander Kirchner, ha dichiarato che voterebbe a favore.

Lo scorso fine settimana, 500 delegati ad un congresso del sindacato metalmeccanici IG Metall ha applaudito la leader della CDU Angela Merkel ed il leader dell'SPD Sigmar Gabriel. L'ultimo ha assicurato l'assemblea che non avrebbe firmato nulla di cui i sindacati erano insoddisfatti.

Il Partito dei Verdi aveva già chiarito in colloqui preliminari che era disposto a formare una coalizione di governo con i partiti dell'"unione" conservatrice. Scegliendo di formare una coalizione con la CDU nello stato di Hesse, i Verdi hanno segnalato che sono pronti a entrare come rimpiazzo se una coalizione con l'SPD si sfascia. La critica del partito al governo di coalizione proviene da destra: reclama che viene assegnato troppo denaro per sussidi alle madri in pensione. Il documento della coalizione stabilisce che il reddito pensionabile delle donne che hanno partorito un figlio prima del 1992 sarà aumentato di 28 euro al mese.

Anche il Partito della Sinistra appoggia l'accordo di coalizione, soltanto non in modo trasparente come i Verdi. Ha i propri stretti collegamenti con i sindacati e ha utilizzato la sua campagna elettorale per sostenere la sua inclusione in una coalizione con l'SPD e i Verdi. Ha giustificato questa linea dichiarando che l'SPD potrebbe realizzare il suo programma soltanto in un'alleanza con il Partito della Sinistra. Persino ora, il leader del Partito della Sinistra Gregor Gysi protesta che il programma elettorale dell'SPD può trovarsi nell'accordo di coalizione "al meglio come una nota in margine".

La realtà è che l'accordo di coalizione è il programma dell'SPD. Non vi può essere nessun dubbio su questo punto dall'introduzione del programma anti-stato sociale Agenda 2010 da parte del cancelliere dell'SPD Gerhard Schröder più di un decennio fa.

La scelta di Peer Steinbrück, ministro delle finanze nel precedente governo di grande coalizione (2005-2009), come candidato di testa dell'SPD nelle elezioni del 2013 ha confermato che l'SPD rappresenta incondizionatamente gli interessi della grande impresa e della finanza. E' stata la figura di Steinbrück, piuttosto che le vuote promesse della campagna, che ha incarnato il programma elettorale dell'SPD.

L'offerta del Partito della Sinistra di entrare in una coalizione con l'SPD chiarisce che non ha nessuna fondamentale differenza con le politiche di destra dei socialdemocratici. E' significativo che, mentre il commento iniziale del Partito della Sinistra sull'accordo di coalizione critica alcuni dei suoi aspetti secondari, non menzioni la continuazione dell'austerità in Europa. In numerosi governi di stato e consigli locali, il Partito della Sinistra ha provato nella pratica che sostiene pienamente tali politiche imponendole spietatamente sulla gente.

Nei prossimi conflitti sociali, i lavoratori affronteranno non soltanto la grande coalizione, ma una cricca di cospiratori di tutti i partiti parlamentari e dei sindacati. Queste forze faranno tutto ciò che possono per neutralizzare e reprimere ogni resistenza sociale.

Nelle lotte davanti, la classe lavoratrice ha bisogno del proprio partitouno che difenda incondizionatamente i suoi interessi e che unisca la classe lavoratrice per tutta Europa nella lotta per una società socialista. Questo partito è il Partito dell'Uguaglianza Socialista (Partei für Soziale Gleichheit—PSG), la sezione tedesca del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.

Peter Schwarz