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Tre settimane dopo le elezioni federali, i negoziati sulla
formazione di un nuovo governo di coalizione sono ancora allo stadio
esplorativo. Venerdì 4 ottobre, l'Unione
Cristiano-Democratica/Unione Cristiano Sociale
(CDU/CSU)
ed il Partito Socialdemocratico
(SPD) hanno tenuto le loro prime
discussioni esplorative; giovedì di questa settimana, la
CDU/CSU
ha incontrato i Verdi.
Ulteriori colloqui esplorativi con l'SPD sono programmati per
lunedì.
In seguito a queste discussioni, i partiti decideranno quindi
con chi vogliono condurre negoziati di coalizione. Ciò inizierà dopo
la costituzione del nuovo
Bundestag (parlamento) il 22 ottobre. Quel
giorno, l'attuale governo federale sarà sciolto ufficialmente.
Tuttavia, il governo Merkel resterà in carica
in funzione di sorveglianza, fino a quando non si troverà un
nuovo governo. Questo si applica anche ai ministri del Partito
Liberaldemocratico
(FDP), anche se l'FDP non è riuscito
ad ottenere rappresentanza nel prossimo parlamento visto che i suoi
voti sono calati sotto la soglia del 5%.
La scelta di un nuovo governo potrebbe prendere diverse
settimane. Le trattative di coalizione prenderanno tempo ed i
risultati devono essere approvati in varie commissioni di partito e,
nel caso dell'SPD, dal voto dei membri.
L'Unione
(CDU/CSU)
manca di voti sufficienti per
una maggioranza integrale ed è perciò dipendente dal
trovare un partner di coalizione. Per questo, vengono in
considerazione l'SPD o i Verdi. Una coalizione che comprenda SPD,
Verdi e Partito della Sinistra, che potrebbe assicurare una
maggioranza, è stata esclusa sia dall'SPD che dai Verdi, sebbene il
Partito della Sinistra non si stanchi mai di promuoverla. Non
si è tenuto nessun colloquio esplorativo che consideri questa
costellazione.
Fondamentalmente, non vi è nessun ostacolo ad un governo
CDU/CSU-SPD
(una cosiddetta coalizione
"rosso-nera") o ad una coalizione "rosso-verde-nera". Prima
dell'inizio dei colloqui esplorativi, l'SPD ed i Verdi hanno
entrambe messo in disparte le "inconciliabili differenze" con la
CDU/CSU,
che avevano proclamato nella
campagna elettorale. Hanno segnalato
la loro prontezza a rinunciare ad imposte più alte per i
ricchi, che precedentemente avevano sostenuto sarebbero state
utilizzate per finanziare l'istruzione e la spesa per
infrastrutture.
Dopo la prima discussione esplorativa tra la
CDU/CSU
e l'SPD,
entrambe le parti hanno sottolineato che era stato identificato
un serio interesse ad un accordo. Il segretario generale della CDU
Hermann Gröhe ha dichiarato che vi era stato
"sostanziale accordo con l'SPD".
In seguito alla loro scadente dimostrazione nelle elezioni, i
Verdi si sono distanziati da tutte le richieste sociali riformiste e
stanno mettendo in evidenza le loro credenziali pro-imprese. Anche
il conservatore
Frankfurter AllgemeineZeitung ( FAZ
)
è giunto alla conclusione che
il "divario tra i Verdi e l'Unione non è più insormontabile".
Significativamente, la delegazione dei Verdi ai colloqui
esplorativi comprendeva il premier dello stato del
Baden-Württemberg Winfried Kretschmann,
che ha a lungo perorato la cooperazione con la CDU. Dopo le
elezioni generali, ha dichiarato, "Competere sulla giustizia
distributiva durante la campagna elettorale—questa non può essere la nostra
posizione".
Le difficoltà nella formazione di un nuovo governo non sono
quindi il risultato di differenze sostanziali tra i partiti.
Piuttosto, sorgono dalle sfide che sono di fronte alla prossima
amministrazione. E' incaricata di attuare un nuovo giro di massicci
attacchi sociali ed una aggressiva politica estera basata sulle
forze armate, che la porterà in conflitto con grandi settori della
popolazione.
Le tensioni, le differenze e le manovre tattiche nei negoziati
di coalizione risultano da questi compiti e ciò che viene cercato è
un meccanismo politico che possa resistere alle imminenti lotte di
classe.
Come nella campagna elettorale, nei colloqui esplorativi le
questioni politiche chiave—o quelle che trovano strada nel
dominio pubblico—non vengono affrontate
apertamente,
oppure al massimo soltanto ai margini. Invece, le questioni
sullo stile di vita, come l'uguaglianza dell'unione omosessuale e
delle quote per le donne nei consigli direttivi delle società, o la
politica dell'energia vengono spinte in prima linea.
In realtà, è l'intensificazione della crisi dell'euro e la
crescita di violenti conflitti imperialisti, come attualmente in
Medio Oriente, che determinerà il programma del nuovo governo. La
stampa è in gran parte d'accordo che la crisi dell'euro non è
risolta. Recentemente un editoriale del
Financial Times
l'ha paragonata con
l'idra, a cui spuntano due nuove teste ogni volta che una viene
tagliata e ha chiamato la risoluzione di questa crisi un compito
erculeo.
La Grecia, il Portogallo e presto probabilmente la Slovenia
hanno bisogno di nuovi miliardi di aiuti. Le banche spagnole sono
minacciate dalla bancarotta. L'Italia e la Francia sono lontane dal
far fronte ai loro obiettivi di deficit. E' soltanto questione di
tempo prima che i tassi d'interesse sui titoli di stato salgano
ancora ed aggravino la crisi. In aggiunta, i politici europei
fissano nervosamente la crisi di bilancio degli USA, il cui impatto
sull'Europa sta aggravando la situazione.
Per proteggere l'euro—uno scopo su cui
CDU/CSU, SPD
e Verdi concordano tutti—gli insaziabili mercati
finanziari devono essere alimentati con nuovi "salvataggi"
multimiliardari. Tuttavia, questa volta non
può essere compiuto nella forma di prestiti e di garanzie. Il
nuovo pacchetto di aiuti avrà un impatto diretto sul bilancio
federale della Germania. Il risultato sarà l'imposizione di nuove
misure di austerità, non soltanto nei paesi interessati, ma anche
nella stessa Germania.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi dei bilanci
degli stati e locali della Germania, che pagano per la maggioranza
delle questioni sociali ed educative e sono in parte disperatamente
in deficit. Il tetto del debito li costringe a fare ulteriori
risparmi ed impedisce loro di prendere qualsiasi nuovo prestito dal
2020. Allo stesso tempo, le misure che livellano il finanziamento
degli stati tedeschi ed il cosiddetto patto di solidarietà con gli
stati della ex Germania Est si stanno esaurendo. I risultati sono
buchi massicci
che ammontano a miliardi
nei bilanci statali, che stanno già portando a feroci conflitti
riguardanti la distribuzione dei finanziamenti ed i nuovi tagli.
Settori influenti della classe dominanti sono dell'opinione che
soltanto una grande coalizione di
CDU/CSU
e SPD possa
resistere alle imminenti tempeste sociali.
Per esempio, il presidente dell'associazione degli imprenditori
Dieter Hundt
ha domandato pubblicamente una
grande coalizione. "Guardando alle sfide veramente grandi di questo
paese, sono convinto che abbia senso una grande coalizione", ha
affermato. "CDU/CSU
e SPD stanno per la
comune politica di stabilizzazione dell'euro degli anni recenti e,
secondo la mia opinione, questa politica, che è stata confermata
dagli elettori, dovrebbe essere continuata".
Anche il capo della cosiddetta ala dei dipendenti della
CDU, Karl-Josef Laumann,
che ha strette relazioni con i sindacati, ha richiesto una
grande coalizione. Dati i problemi principali e la maggioranza al
Bundesrat (camera alta), molto parla per
questo, ha raccontato all'emittente WDR.
Da parte loro, i Verdi sono completamente disposti ad accettare
tagli drastici alla spesa sociale. Tuttavia, l'SPD possiede un
apparato molto maggiore, dirige 9 dei 16 governi statali della
Germania ed è strettamente collegato ai sindacati. E' perciò in
grado meglio dei Verdi di soffocare la resistenza sociale.
Tuttavia, vi sono anche quelli che considerano una grande
coalizione come una prospettiva rischiosa perché una ribellione
contro le sue politiche andrebbe in cerca di nuove vie.
Secondo queste condizioni, l'opposizione ufficiale dei Verdi e del
Partito della Sinistra sarebbe stata ridotta al 17% dei
rappresentanti parlamentari e sarebbe a mala pena in grado di
deviare la resistenza in canali innocui. Questo è a maggior ragione
vero poiché i Verdi ed il
Partito della Sinistra sono largamente in linea politicamente
con l'SPD e l'Unione.
Quindi, per il
FAZ,
una coalizione nero-verde
detiene un "certo fascino". "Per l'Unione, una simile
alleanza sarebbe un'alternativa permanente ad una grande
coalizione.... I Verdi, a loro volta, non sarebbero più legati ad un
SPD indebolito.... Ed al
Bundestag sarebbe risparmiata
un'opposizione del 17% totalmente incapace di operare", ha scritto
il giornale.
Non una parola sulla politica estera del futuro governo tedesco
ha visto la luce del giorno. Qui si spalanca regolarmente un
massiccio buco nell'elenco di argomenti da discutere nei colloqui
esplorativi.
Finora, sono state le organizzazioni dei media come
Zeit, taz,
il Süddeutsche Zeitung
ed il Welt
che hanno suonato il tamburo
per un sostegno più vigoroso per le guerre imperialiste in Siria ed
in altri paesi. Nella Giornata dell'Unità Tedesca, anche il
presidente federale
Joachim Gauck
ha richiesto che la Germania
giochi di nuovo un ruolo "in Europa e nel mondo" che corrisponda
realmente alla sua grandezza ed alla sua influenza. Non vi può
essere nessun dubbio che il futuro governo—che sia una grande coalizione o
una coalizione "nero-verde"—seguirà questo appello.
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