World Socialist Web Site

 

 

Germania: si trascina la formazione del nuovo governo

di Peter Schwarz
12
ottobre 2013

 

Tre settimane dopo le elezioni federali, i negoziati sulla formazione di un nuovo governo di coalizione sono ancora allo stadio esplorativo. Venerdì 4 ottobre, l'Unione Cristiano-Democratica/Unione Cristiano Sociale (CDU/CSU) ed il Partito Socialdemocratico (SPD) hanno tenuto le loro prime discussioni esplorative; giovedì di questa settimana, la CDU/CSU ha incontrato i Verdi. Ulteriori colloqui esplorativi con l'SPD sono programmati per lunedì.

In seguito a queste discussioni, i partiti decideranno quindi con chi vogliono condurre negoziati di coalizione. Ciò inizierà dopo la costituzione del nuovo Bundestag (parlamento) il 22 ottobre. Quel giorno, l'attuale governo federale sarà sciolto ufficialmente. Tuttavia, il governo Merkel resterà in carica in funzione di sorveglianza, fino a quando non si troverà un nuovo governo. Questo si applica anche ai ministri del Partito Liberaldemocratico (FDP), anche se l'FDP non è riuscito ad ottenere rappresentanza nel prossimo parlamento visto che i suoi voti sono calati sotto la soglia del 5%.

La scelta di un nuovo governo potrebbe prendere diverse settimane. Le trattative di coalizione prenderanno tempo ed i risultati devono essere approvati in varie commissioni di partito e, nel caso dell'SPD, dal voto dei membri.

L'Unione (CDU/CSU) manca di voti sufficienti per una maggioranza integrale ed è perciò dipendente dal trovare un partner di coalizione. Per questo, vengono in considerazione l'SPD o i Verdi. Una coalizione che comprenda SPD, Verdi e Partito della Sinistra, che potrebbe assicurare una maggioranza, è stata esclusa sia dall'SPD che dai Verdi, sebbene il Partito della Sinistra non si stanchi mai di promuoverla. Non si è tenuto nessun colloquio esplorativo che consideri questa costellazione.

Fondamentalmente, non vi è nessun ostacolo ad un governo CDU/CSU-SPD (una cosiddetta coalizione "rosso-nera") o ad una coalizione "rosso-verde-nera". Prima dell'inizio dei colloqui esplorativi, l'SPD ed i Verdi hanno entrambe messo in disparte le "inconciliabili differenze" con la CDU/CSU, che avevano proclamato nella campagna elettorale. Hanno segnalato la loro prontezza a rinunciare ad imposte più alte per i ricchi, che precedentemente avevano sostenuto sarebbero state utilizzate per finanziare l'istruzione e la spesa per infrastrutture.

Dopo la prima discussione esplorativa tra la CDU/CSU e l'SPD, entrambe le parti hanno sottolineato che era stato identificato un serio interesse ad un accordo. Il segretario generale della CDU Hermann Gröhe ha dichiarato che vi era stato "sostanziale accordo con l'SPD".

In seguito alla loro scadente dimostrazione nelle elezioni, i Verdi si sono distanziati da tutte le richieste sociali riformiste e stanno mettendo in evidenza le loro credenziali pro-imprese. Anche il conservatore Frankfurter AllgemeineZeitung ( FAZ ) è giunto alla conclusione che il "divario tra i Verdi e l'Unione non è più insormontabile".

Significativamente, la delegazione dei Verdi ai colloqui esplorativi comprendeva il premier dello stato del Baden-Württemberg Winfried Kretschmann, che ha a lungo perorato la cooperazione con la CDU. Dopo le elezioni generali, ha dichiarato, "Competere sulla giustizia distributiva durante la campagna elettoralequesta non può essere la nostra posizione".

Le difficoltà nella formazione di un nuovo governo non sono quindi il risultato di differenze sostanziali tra i partiti. Piuttosto, sorgono dalle sfide che sono di fronte alla prossima amministrazione. E' incaricata di attuare un nuovo giro di massicci attacchi sociali ed una aggressiva politica estera basata sulle forze armate, che la porterà in conflitto con grandi settori della popolazione.

Le tensioni, le differenze e le manovre tattiche nei negoziati di coalizione risultano da questi compiti e ciò che viene cercato è un meccanismo politico che possa resistere alle imminenti lotte di classe.

Come nella campagna elettorale, nei colloqui esplorativi le questioni politiche chiaveo quelle che trovano strada nel dominio pubbliconon vengono affrontate apertamente, oppure al massimo soltanto ai margini. Invece, le questioni sullo stile di vita, come l'uguaglianza dell'unione omosessuale e delle quote per le donne nei consigli direttivi delle società, o la politica dell'energia vengono spinte in prima linea.

In realtà, è l'intensificazione della crisi dell'euro e la crescita di violenti conflitti imperialisti, come attualmente in Medio Oriente, che determinerà il programma del nuovo governo. La stampa è in gran parte d'accordo che la crisi dell'euro non è risolta. Recentemente un editoriale del Financial Times l'ha paragonata con l'idra, a cui spuntano due nuove teste ogni volta che una viene tagliata e ha chiamato la risoluzione di questa crisi un compito erculeo.

La Grecia, il Portogallo e presto probabilmente la Slovenia hanno bisogno di nuovi miliardi di aiuti. Le banche spagnole sono minacciate dalla bancarotta. L'Italia e la Francia sono lontane dal far fronte ai loro obiettivi di deficit. E' soltanto questione di tempo prima che i tassi d'interesse sui titoli di stato salgano ancora ed aggravino la crisi. In aggiunta, i politici europei fissano nervosamente la crisi di bilancio degli USA, il cui impatto sull'Europa sta aggravando la situazione.

Per proteggere l'eurouno scopo su cui CDU/CSU, SPD e Verdi concordano tuttigli insaziabili mercati finanziari devono essere alimentati con nuovi "salvataggi" multimiliardari. Tuttavia, questa volta non può essere compiuto nella forma di prestiti e di garanzie. Il nuovo pacchetto di aiuti avrà un impatto diretto sul bilancio federale della Germania. Il risultato sarà l'imposizione di nuove misure di austerità, non soltanto nei paesi interessati, ma anche nella stessa Germania.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi dei bilanci degli stati e locali della Germania, che pagano per la maggioranza delle questioni sociali ed educative e sono in parte disperatamente in deficit. Il tetto del debito li costringe a fare ulteriori risparmi ed impedisce loro di prendere qualsiasi nuovo prestito dal 2020. Allo stesso tempo, le misure che livellano il finanziamento degli stati tedeschi ed il cosiddetto patto di solidarietà con gli stati della ex Germania Est si stanno esaurendo. I risultati sono buchi massicci che ammontano a miliardi nei bilanci statali, che stanno già portando a feroci conflitti riguardanti la distribuzione dei finanziamenti ed i nuovi tagli.

Settori influenti della classe dominanti sono dell'opinione che soltanto una grande coalizione di CDU/CSU e SPD possa resistere alle imminenti tempeste sociali.

Per esempio, il presidente dell'associazione degli imprenditori Dieter Hundt ha domandato pubblicamente una grande coalizione. "Guardando alle sfide veramente grandi di questo paese, sono convinto che abbia senso una grande coalizione", ha affermato. "CDU/CSU e SPD stanno per la comune politica di stabilizzazione dell'euro degli anni recenti e, secondo la mia opinione, questa politica, che è stata confermata dagli elettori, dovrebbe essere continuata".

Anche il capo della cosiddetta ala dei dipendenti della CDU, Karl-Josef Laumann, che ha strette relazioni con i sindacati, ha richiesto una grande coalizione. Dati i problemi principali e la maggioranza al Bundesrat (camera alta), molto parla per questo, ha raccontato all'emittente WDR.

Da parte loro, i Verdi sono completamente disposti ad accettare tagli drastici alla spesa sociale. Tuttavia, l'SPD possiede un apparato molto maggiore, dirige 9 dei 16 governi statali della Germania ed è strettamente collegato ai sindacati. E' perciò in grado meglio dei Verdi di soffocare la resistenza sociale.

Tuttavia, vi sono anche quelli che considerano una grande coalizione come una prospettiva rischiosa perché una ribellione contro le sue politiche  andrebbe in cerca di nuove vie. Secondo queste condizioni, l'opposizione ufficiale dei Verdi e del Partito della Sinistra sarebbe stata ridotta al 17% dei rappresentanti parlamentari e sarebbe a mala pena in grado di deviare la resistenza in canali innocui. Questo è a maggior ragione vero poiché i Verdi ed il Partito della Sinistra sono largamente in linea politicamente con l'SPD e l'Unione.

Quindi, per il FAZ, una coalizione nero-verde detiene un "certo fascino". "Per l'Unione, una simile alleanza sarebbe un'alternativa permanente ad una grande coalizione.... I Verdi, a loro volta, non sarebbero più legati ad un SPD indebolito.... Ed al Bundestag sarebbe risparmiata un'opposizione del 17% totalmente incapace di operare", ha scritto il giornale.

Non una parola sulla politica estera del futuro governo tedesco ha visto la luce del giorno. Qui si spalanca regolarmente un massiccio buco nell'elenco di argomenti da discutere nei colloqui esplorativi.

Finora, sono state le organizzazioni dei media come Zeit, taz, il Süddeutsche Zeitung ed il Welt che hanno suonato il tamburo per un sostegno più vigoroso per le guerre imperialiste in Siria ed in altri paesi. Nella Giornata dell'Unità Tedesca, anche il presidente federale Joachim Gauck ha richiesto che la Germania giochi di nuovo un ruolo "in Europa e nel mondo" che corrisponda realmente alla sua grandezza ed alla sua influenza. Non vi può essere nessun dubbio che il futuro governoche sia una grande coalizione o una coalizione "nero-verde"seguirà questo appello.