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La classe dominante tedesca serra le fila nel governo di grande coalizione

19 dicembre 2013

 

Con il governo di grande coalizione, che ha iniziato la sua attività martedì, la classe dominante in Germania sta serrando le fila. La terza coalizione di governo del cancelliere Angela Merkel controlla più voti parlamentari che ogni precedente governo.

L'Unione Cristiano Democratica (CDU), l'Unione Cristiano Sociale (CSU) ed il Partito Social Democratico controllano assieme 504 dei 631 seggi del Bundestag ed il governo può inoltre contare sul sostegno dei due partiti di "opposizione", come pure dei sindacati.

Nel giorno in cui il governo federale si è insediato, i Verdi si sono accordati per una coalizione con la CDU nello stato di Hesse. E' la prima coalizione CDU-Verdi a livello di stato ed un segnale evidente che la Merkel può contare sui Verdi. Lo stesso si adatta al Partito della Sinistra, che governa in un'alleanza con l'SPD nel Brandeburgo. Anche la Confederazione Sindacale Tedesca (DGB) ha appoggiato esplicitamente la grande coalizione.

La convergenza entro la classe dominante mentre si prepara ad affrontare resistenza sociale crescente sta in rapporto inverso alle divisioni in ampliamento all'interno della società tedesca.

Secondo studi recenti condotti dall'Ufficio Federale di Statistica, uno su cinque abitanti della Germaniacirca 16 milioni di persone in tuttoè colpito da povertà o emarginazione sociale. Vi sono altri milioni che vivono nella paura costante di scivolare nella povertà.

Lo spartiacque sociale in Europa nell'insieme è ancora più profondo. In Europa meridionale ed orientale, i programmi di austerità attuati sotto la pressione di Berlino hanno creato una catastrofe sociale senza precedenti in tempo di pace. Milioni hanno perduto il posto di lavoro ed il reddito. L'istruzione, l'assistenza sanitaria e le infrastrutture sono crollate. In Grecia, il salario medio è calato del 40%. Un adulto su tre e tre giovani su cinque sono disoccupati.

La grande coalizione continuerà questi attacchi alla classe lavoratrice sia in Europa che in Germania. Ciò può vedersi non soltanto dall'accordo di coalizione, che impegna il governo ad una linea di "severo, sostenuto consolidamento fiscale", ma anche dalla scelta dei ministri. Il 71enne Wolfgang Schäuble (CDU) resta ministro delle finanze e così la mano destra della Merkel nell'implementazione di un inesorabile programma di austerità.

Nella sua prima dichiarazione post elettorale di mercoledì, la Merkel ha insistito che la politica europea è uno dei compiti più importanti della grande coalizione. Ha lodato il patto fiscale, che impegna i membri della UE a severe misure di austerità e ha chiesto di vincolare le regole UE  per "assicurare che le necessarie riforme strutturali" siano attuate. Molti stati avevano ritardato per troppo tempo le "riforme necessarie", ha dichiarato.

In preparazione a futuri confronti sociali, il nuovo governo rafforzerà l'apparato di sicurezza dello stato. Questo fine viene servito sia dal ritorno dell'ex ministro della difesa Thomas de Maizière (CDU), uno stretto confidente della Merkel,  al Ministero dell'Interno, sia dall'istituzione nella Cancelleria di un segretario di stato responsabile per i servizi segreti.

Con questa mossa, i servizi segreti non saranno soggetti ad un maggiore controllo, ma saranno piuttosto rafforzati. La nuova posizione sarà occupata da un affiliato ai servizil'ex vice presidente dell'Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione (come viene chiamato il servizio segreto), Klaus-Dieter Fritsche (CSU). Lo scorso anno Fritsche è stato nei titoli delle notizie principali perché ha minimizzato la minaccia posta dal gruppo terrorista di estrema destra Movimento Clandestino Nazional Socialista (NSU). Il suo comportamento arrogante davanti alla commissione parlamentare di indagine sull'NSU ha provocato uno scandalo.

La grande coalizione si sta inoltre preparando ad agire più aggressivamente all'estero. Il trasferimento a sorpresa di Ursula von der Leyen (CDU) dal Ministero del Lavoro alla Difesa dimostra che il governo sarà sempre più coinvolto in operazioni militari all'estero. Nella sua nuova carica, la von der Leyen soprintenderà alla "politica della sicurezza internazionale", ha sottolineato la Merkel, essendo così il complemento del nuovo ministro degli esteri, Frank-Walter Steinmeier (SPD).

Come con i governi precedenti, la politica sarà determinata non tanto dalle linee direttive dell'accordo di coalizione quanto dal peggiorare della crisi economica, sociale ed internazionale. Né la partecipazione tedesca alla guerra in Afghanistan, né le misure antisociali di Agenda 2010, né i salvataggi multimiliardari delle banche che hanno contrassegnato il governo di Gerhard Schröder (SPD) ed il primo governo Merkel sono stati concordati in un accordo di coalizione.

In tutti questi casi, il governo stava rispondendo ad una crisi acuta con guerre all'estero ed attacchi alla classe lavoratrice all'interno.

Ancora una volta, il governo si sta preparando ad una crisi violenta. La crisi dell'euro è insoluta. Gli esperti avvertono di un altro crollo finanziario come risultato della speculazione nelle borse. Allo stesso tempo, le tensioni internazionali tra USA e Cina, in Medio Oriente e tra Russia ed Europa si stanno intensificando.

Berlino ha deliberatamente alimentato le proteste in Ucraina, aumentando le tensioni nella relazione della Germania con la Russia.

E' in questo contesto che la classe dominante sta serrando le fila. In questo, il Partito della Sinistra sta assumendo il ruolo di valvola di sicurezza. Al Bundestag, critica la grande coalizione, mentre a livello di stato e locale, dove è al governo, lavora strettamente con esso, appoggiando i tagli e gli attacchi sociali.

Il governo sa che le sue politiche innescheranno inevitabilmente una massiccia resistenza. Ma questa resistenza richiede una prospettiva ed una leadership politica. Per opporsi alla grande coalizione, i lavoratori hanno bisogno del loro partito indipendenteil Partei für Soziale Gleichheit (PSG—Partito dell'Uguaglianza Socialista).

Come sezione della Quarta Internazionale, il PSG chiede l'unificazione dei lavoratori e dei giovani per il mondo nella lotta per una società socialista fondata sul principio dell'uguaglianza sociale, piuttosto che sul profitto di pochi a spese della maggioranza.

Peter Schwarz