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Persino prima che cominciassero le trattative tra l'Unione
Cristiano Democratica
(CDU)/Unione
Cristiano Sociale
(CSU) ed il Partito Socialdemocratico (SPD) sulla formazione
del nuovo governo tedesco e fossero nominati i ministri, e tanto meno
avessero giurato, il governo era passato all'offensiva.
Appena prima dell'apertura della conferenza dell'Unione Europea
(UE) giovedì a Bruxelles, il cancelliere tedesco
Angela Merkel
ha proposto che la Commissione UE sia data più autorità sui
bilanci dei singoli stati membri. L'ufficio della Merkel ha già dettato
attraverso le istituzioni della UE massicci tagli sociali a
numerosi stati. In Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ed in altri paesi
queste politiche hanno avuto conseguenze devastanti. Ora questa
controrivoluzione sociale deve essere intensificata.
Secondo quanto riferito la Merkel ha accettato l'iniziativa
dell'SPD, che ha chiesto in cambio il diritto di nominare il nuovo
presidente della commissione UE. L'SPD vuole sostituire l'attuale
presidente della commissione
José Manuel Barroso con
l'attuale presidente del Parlamento Europeo,
Martin Schulz, membro dell'SPD.
Dieci anni fa, l'SPD ha introdotto in Germania drastici attacchi
sociali con le riforme
Agenda 2010. Quindi, nella recente
campagna elettorale, ha accusato la Merkel di beneficiare dei successi
delle riforme Agenda. Ora l'SPD
progetta un governo di coalizione in Germania con la
CDU/CSU, allo scopo di intensificare
gli attacchi sociali.
Questo accade tra il peggioramento della crisi economica globale e
del suo impatto sull'Europa. Durante la campagna elettorale, i rapporti
sulla crisi dell'euro sono stati quasi interamente oscurati e la
situazione ritratta positivamente. Tuttavia, è ovvio che nessuno dei
problemi che hanno portato alla più grave recessione dagli anni '30 è
stato risolto. Al contrario, le misure di austerità dettate da Berlino e
Bruxelles hanno peggiorato la crisi del debito.
Nel nome di salvare le banche e fare riforme, ha avuto luogo una
massiccia redistribuzione della ricchezza dalla classe lavoratrice
all'elite dominante. L'aristocrazia finanziaria si è arricchita a spese
della
classe lavoratrice e dei bilanci statali. Mentre il numero dei
milionari sale e le borse assegnano profitti record, la povertà di
massa, la disoccupazione e l'indebitamento statale sono aumentati
vertiginosamente.
Il futuro governo non sarà semplicemente una ripetizione della
grande coalizione del
2005-2009,
quando la Merkel governò in una
coalizione con l'SPD. Da allora, la crisi economica e politica si è
significativamente aggravata. I super-ricchi che controllano le banche,
le grandi imprese ed i fondi finanziari cercheranno di dettare ancora
più spietatamente la politica
per tutta Europa.
Allo stesso tempo, il disgusto e l'opposizione alla devastazione
della società stanno crescendo all'interno della popolazione. I segni
iniziali di prossime lotte di classe hanno portato tutti i partiti
assieme più serrati; un futuro governo
CDU-CSU-SPD controllerebbe i quattro
quinti di tutti i deputati in parlamento, installando quindi
efficacemente una dittatura parlamentare contro il popolo.
I cosiddetti partiti di opposizione, i Verdi ed il Partito della
Sinistra, sono in pieno accordo con la
CDU/CSU
e l'SPD su tutte le
questioni essenziali.
I Verdi hanno risposto al loro deludente risultato nelle elezioni
federali spostandosi decisamente a destra. Hanno dichiarato che in
futuro sarebbero disponibili per una coalizione con la
CDU/CSU. I maggiori errori dei Verdi
nella campagna elettorale, ha concluso la
leadership del partito, sono stati le
loro richieste per aumenti di tasse minimi per gli strati
più ricchi e privilegiati ed il loro insufficiente riconoscimento degli
interessi delle grandi imprese.
Anche il
Partito della Sinistra ha indicato il suo appoggio al cartello dei
partiti dominanti offrendo ripetutamente il suo appoggio per la
formazione di un governo. Ha dichiarato continuamente che soltanto con
l'assistenza del
Partito della Sinistra i due partiti responsabili delle riforme
potrebbero realizzare effettivamente il loro programma.
Di conseguenza, la formazione di un nuovo governo prende sempre più
la forma di una cospirazione di tutti i partiti, le cui politiche sono
dirette contro la schiacciante maggioranza della popolazione. Questo si
applica non soltanto alla politica economica e sociale, ma
particolarmente alla politica estera.
Davanti all'intensificarsi della crisi economica globale ed
all'aggravamento delle tensioni internazionale, tutti i partiti sono
concordi che la Germania debba giocare un ruolo più risoluto come grande
potenza.
Durante le elezioni i partiti politici si sono trattenuti,
lasciando ai media spingere per una politica estera più aggressiva. I
giornali conservatori, liberali e presumibilmente di "sinistra" hanno
tutti richiesto un attacco militare americano alla Siria e la
partecipazione tedesca ad esso. La decisione della Germania di astenersi
dalla guerra alla Libia è stata ripetutamente criticata come un errore
che non poteva essere ripetuto.
Immediatamente dopo le elezioni, il presidente tedesco
Joachim Gauck ha posto la questione nel suo
discorso all'anniversario dell'unificazione tedesca: "E' il nostro
impegno appropriato all'importanza del nostro paese?" La Germania è il
paese più popoloso d'Europa, al centro del continente e la quarta
maggiore potenza economica mondiale, ha affermato. Non le potrebbe
essere permesso di evitare le sue responsabilità internazionali.
Da allora, i media e gli enti di ricerca vicini al governo hanno
pubblicato numerosi commenti richiedendo il ritorno della Germania
alla politica di grande potenza. L'istituto di ricerca SWP diversi
giorni fa ha pubblicato uno studio intitolato "Nuova, potenza, nuova
responsabilità". Il suo punto principale può riassumersi come segue: gli
Stati Uniti, a causa del loro declino come egemoni globali, non possono
più soddisfare il loro ruolo di garantire l'ordine internazionale. Di
conseguenza, il futuro governo di coalizione di Berlino dovrà assumersi
più responsabilità sulla scena globale.
Il ritorno della politica di grande potenza tedesca, come negli
anni '30, è legato al risveglio del militarismo sia all'interno che
all'estero: lo sviluppo di armi, un assalto massiccio alle conquiste
sociali ed ai diritti democratici e la costruzione di uno stato di
polizia.
I preparativi per una grande coalizione chiariscono una cosa. La
classe lavoratrice deve prepararsi per grandi conflitti di classe.
Perciò la costruzione del Partito dell'Uguaglianza Socialista
(Partei für Soziale Gleichheit,
PSG)
e del Comitato Internazionale
della Quarta Internazionale
(ICFI) assume immenso significato.
Il PSG è stato l'unico partito ad intervenire nelle elezioni
federali con un programma internazionale, socialista, dando una voce ed
un orientamento politico alla generale opposizione alle politiche di
austerità dettate da Berlino e Bruxelles. I lavoratori in Germania, in
Europa ed a livello internazionale che sono d'accordo con questa
prospettiva dovrebbero decidersi di
entrare a far parte
del Partito dell'Uguaglianza Socialista in preparazione per le prossime
battaglie di classe.
Ulrich Rippert
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