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I colloqui per il governo tedesco: una grande coalizione

di tagli sociali e politica estera imperialista

26 ottobre 2013

 

Persino prima che cominciassero le trattative tra l'Unione Cristiano Democratica (CDU)/Unione Cristiano Sociale (CSU) ed il Partito Socialdemocratico (SPD) sulla formazione del nuovo governo tedesco e fossero nominati i ministri, e tanto meno avessero giurato, il governo era passato all'offensiva.

Appena prima dell'apertura della conferenza dell'Unione Europea (UE) giovedì a Bruxelles, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha proposto che la Commissione UE sia data più autorità sui bilanci dei singoli stati membri. L'ufficio della Merkel ha già dettato attraverso le istituzioni della UE massicci tagli sociali a numerosi stati. In Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ed in altri paesi queste politiche hanno avuto conseguenze devastanti. Ora questa controrivoluzione sociale deve essere intensificata.

Secondo quanto riferito la Merkel ha accettato l'iniziativa dell'SPD, che ha chiesto in cambio il diritto di nominare il nuovo presidente della commissione UE. L'SPD vuole sostituire l'attuale presidente della commissione José Manuel Barroso con l'attuale presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, membro dell'SPD.

Dieci anni fa, l'SPD ha introdotto in Germania drastici attacchi sociali con le riforme Agenda 2010. Quindi, nella recente campagna elettorale, ha accusato la Merkel di beneficiare dei successi delle riforme Agenda. Ora l'SPD progetta un governo di coalizione in Germania con la CDU/CSU, allo scopo di intensificare gli attacchi sociali.

Questo accade tra il peggioramento della crisi economica globale e del suo impatto sull'Europa. Durante la campagna elettorale, i rapporti sulla crisi dell'euro sono stati quasi interamente oscurati e la situazione ritratta positivamente. Tuttavia, è ovvio che nessuno dei problemi che hanno portato alla più grave recessione dagli anni '30 è stato risolto. Al contrario, le misure di austerità dettate da Berlino e Bruxelles hanno peggiorato la crisi del debito.

Nel nome di salvare le banche e fare riforme, ha avuto luogo una massiccia redistribuzione della ricchezza dalla classe lavoratrice all'elite dominante. L'aristocrazia finanziaria si è arricchita a spese della classe lavoratrice e dei bilanci statali. Mentre il numero dei milionari sale e le borse assegnano profitti record, la povertà di massa, la disoccupazione e l'indebitamento statale sono aumentati vertiginosamente.

Il futuro governo non sarà semplicemente una ripetizione della grande coalizione del 2005-2009, quando la Merkel governò in una coalizione con l'SPD. Da allora, la crisi economica e politica si è significativamente aggravata. I super-ricchi che controllano le banche, le grandi imprese ed i fondi finanziari cercheranno di dettare ancora più spietatamente la politica per tutta Europa.

Allo stesso tempo, il disgusto e l'opposizione alla devastazione della società stanno crescendo all'interno della popolazione. I segni iniziali di prossime lotte di classe hanno portato tutti i partiti assieme più serrati; un futuro governo CDU-CSU-SPD controllerebbe i quattro quinti di tutti i deputati in parlamento, installando quindi efficacemente una dittatura parlamentare contro il popolo.

I cosiddetti partiti di opposizione, i Verdi ed il Partito della Sinistra, sono in pieno accordo con la CDU/CSU e l'SPD su tutte le questioni essenziali.

I Verdi hanno risposto al loro deludente risultato nelle elezioni federali spostandosi decisamente a destra. Hanno dichiarato che in futuro sarebbero disponibili per una coalizione con la CDU/CSU. I maggiori errori dei Verdi nella campagna elettorale, ha concluso la leadership del partito, sono stati le loro richieste per aumenti di tasse minimi per gli strati più ricchi e privilegiati ed il loro insufficiente riconoscimento degli interessi delle grandi imprese.

Anche il Partito della Sinistra ha indicato il suo appoggio al cartello dei partiti dominanti offrendo ripetutamente il suo appoggio per la formazione di un governo. Ha dichiarato continuamente che soltanto con l'assistenza del Partito della Sinistra i due partiti responsabili delle riforme potrebbero realizzare effettivamente il loro programma.

Di conseguenza, la formazione di un nuovo governo prende sempre più la forma di una cospirazione di tutti i partiti, le cui politiche sono dirette contro la schiacciante maggioranza della popolazione. Questo si applica non soltanto alla politica economica e sociale, ma particolarmente alla politica estera.

Davanti all'intensificarsi della crisi economica globale ed all'aggravamento delle tensioni internazionale, tutti i partiti sono concordi che la Germania debba giocare un ruolo più risoluto come grande potenza.

Durante le elezioni i partiti politici si sono trattenuti, lasciando ai media spingere per una politica estera più aggressiva. I giornali conservatori, liberali e presumibilmente di "sinistra" hanno tutti richiesto un attacco militare americano alla Siria e la partecipazione tedesca ad esso. La decisione della Germania di astenersi dalla guerra alla Libia è stata ripetutamente criticata come un errore che non poteva essere ripetuto.

Immediatamente dopo le elezioni, il presidente tedesco Joachim Gauck ha posto la questione nel suo discorso all'anniversario dell'unificazione tedesca: "E' il nostro impegno appropriato all'importanza del nostro paese?" La Germania è il paese più popoloso d'Europa, al centro del continente e la quarta maggiore potenza economica mondiale, ha affermato. Non le potrebbe essere permesso di evitare le sue responsabilità internazionali.

Da allora, i media e gli enti di ricerca vicini al governo hanno pubblicato numerosi commenti richiedendo il ritorno della Germania alla politica di grande potenza. L'istituto di ricerca SWP diversi giorni fa ha pubblicato uno studio intitolato "Nuova, potenza, nuova responsabilità". Il suo punto principale può riassumersi come segue: gli Stati Uniti, a causa del loro declino come egemoni globali, non possono più soddisfare il loro ruolo di garantire l'ordine internazionale. Di conseguenza, il futuro governo di coalizione di Berlino dovrà assumersi più responsabilità sulla scena globale.

Il ritorno della politica di grande potenza tedesca, come negli anni '30, è legato al risveglio del militarismo sia all'interno che all'estero: lo sviluppo di armi, un assalto massiccio alle conquiste sociali ed ai diritti democratici e la costruzione di uno stato di polizia.

I preparativi per una grande coalizione chiariscono una cosa. La classe lavoratrice deve prepararsi per grandi conflitti di classe. Perciò la costruzione del Partito dell'Uguaglianza Socialista (Partei für Soziale Gleichheit, PSG) e del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale (ICFI) assume immenso significato.

Il PSG è stato l'unico partito ad intervenire nelle elezioni federali con un programma internazionale, socialista, dando una voce ed un orientamento politico alla generale opposizione alle politiche di austerità dettate da Berlino e Bruxelles. I lavoratori in Germania, in Europa ed a livello internazionale che sono d'accordo con questa prospettiva dovrebbero decidersi di entrare a far parte del Partito dell'Uguaglianza Socialista in preparazione per le prossime battaglie di classe.

Ulrich Rippert