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Le elezioni tedesche e la minaccia di dittatura

di Ulrich Rippert
12 agosto 2013

 

L'ultima edizione della rivista settimanale tedesca Der Spiegel si lamenta delle "letargiche elezioni" in Germania e domanda che i politici mostrino più coraggio per prendere "decisioni impopolari". Sotto il titolo "La repubblica compiacente", gli autori di Der Spiegel criticano la "codardia politica" di partiti e politici, che si sono adattati alla "riluttanza a riformare" dei cittadini tedeschi.

La rivista cita il filosofo ottantaquattrenne Jürgen Habermas, che tiene conferenze ai lettori sul "fallimento delle elite". Habermas solleva la questione: Cosa significa realmente "impopolare"? Rispondendo alla propria domanda, afferma che ci si deve aspettare che l'elettorato appoggi soluzioni politiche che siano necessarie e ragionevoli. Non è accettabile, sostiene, che il governo richieda dolorose misure di austerità da tutti i paesi in Europa, ma si acquatti alla prospettiva di implementare tali misure all'interno.

Secondo Habermas, l'esercizio del "mantenimento opportunistico del potere" risulta ha come risultato la cecità della Germania alle responsabilità della sua leadership in Europa. Sebbene l'Europa sia in uno stato di emergenza, la Germania si sta appisolando piuttosto che danzare sul vulcano della crisi sociale.

Il governo di Berlino è energico e rigido soltanto quando si tratta di tagli sociali per altri, scrive Der Spiegel. Si aspetta che i paesi europei meridionali si sottomettano a misure di austerità che hanno provocato una "drammatica agitazione sociale e politica" in diversi paesi. Queste comprendono "riduzioni delle pensioni fino al 30%, severi tagli allo stato sociale ed all'assistenza sanitaria, licenziamenti di massa nell'amministrazione pubblica". Sebbene gli autori ritengano che tali misure siano necessarie, mettono in evidenza che "la Germania sarebbe in grado di esigere con maggiore credibilità dure politiche sociali dai paesi meridionali se essa stessa fosse pronta ad introdurre almeno una frazione di queste misure".

In altre parole, il prossimo governo dovrebbe intensificare la controrivoluzione sociale in Europa, mentre la porta avanti anche in Germania. Nel farlo, non dovrebbe temere né il verdetto dell'elettorato, né ritrarsi per le proteste e l'opposizione della popolazione.

Questo è un appello per una forma di governo autoritaria e per misure dittatoriali.

Il punto di vista dell'editoriale di Der Spiegel è che la forza politica che è più probabile implementi un simile corso d'azione è il Partito Socialdemocratico (SPD). Ci si aspettava che sotto Gerhard Schröder la popolazione accettasse "le sofferenze sociali delle politiche dell'Agenda 2010" e che la coalizione SPD-Verdi non capitolasse alla pressione popolare.

Gli autori vanno in estasi quando scrivono del "compagno [Franz] Münterfering", l'ex leader del gruppo parlamentare dell'SPD sotto Schröder. Si è detto che abbia "osato ciò che [l'attuale cancelliere Angela] Merkel non ha mai osato. Né allora né oggi. Qualcosa che difficilmente abbia mai osato nessun politico democraticamente eletto". Ha avuto il coraggio do affrontare il paese con politiche impopolari. Ha disorientato l'opinione della maggioranza e ha iniziato delle riforme che hanno reso il paese "pronto al futuro".

L'articolo cita con approvazione la dichiarazione di Müntefering che la democrazia è eccellente, "ma sfortunatamente estremamente condizionata dai periodi legislativi". In altre parole: è un fatto infelice che di quando in quando le democrazie richiedano elezioni e che i governi possano essere battuti. Se si persegue questa linea di ragionamento, la soluzione più semplice quindi a questo "deficit della democrazia" è di liberarsi interamente delle elezioni oppure di organizzarle in modo tale che non vi sia nulla per cui votare.

I redattori di Der Spiegel cercano aiuto dal politologo Herfried Münkler per giustificare questa posizione reazionaria ed antidemocratica. Münkler è un docente di ruolo che insegna teoria politica all'Istituto di Scienze Sociali dell'università Humboldt di Berlino. In precedenza ha scritto dei vantaggi di forme autoritarie di governo ed il "bisogno di soluzioni bonapartiste".

Nel Der Spiegel richiede: "Vi deve essere un gruppo di politici di primo piano che siano disposti ad assumere i rischi [intendendo proteste sociali e sconfitte elettorali] nell'interesse del futuro". Ma si duole che questo non stia avvenendo e difficilmente qualche politico è capace di pensare a lungo termine. Vi è la mancanza "non soltanto del coraggio di avviare misure impopolari"; vi è inoltre la riluttanza ad impegnarsi nel pensiero strategico, sostiene Münkler. Le ricompense vanno a coloro "che pensano moralmente, non strategicamente". Questo risulterà in "gravi danni a lungo termine" per la società.

Münkler non tratteggia le sue proposte in ogni dettaglio, ma le implicazioni sono chiare. Il sistematico impoverimento di milioni di destinatari dell'assistenza Hartz IV ed i lavoratori sottopagati può essere moralmente riprovevole. Tuttavia, per promuovere l'interesse dell'aristocrazia finanziaria dominante, un brutale percorso di austerità è proprio tanto "strategicamente" inevitabile e necessario quanto la concessione di €700 miliardi (US$933 miliardi) per salvare le banche.

Tre anni fa Münkler, un sostenitore del SPD, ha pubblicato un saggio intitolato "Signora democrazia zoppa", domandando uno "sguardo nuovo, senza inibizioni alla relazione tra democrazia e dittatura".

La richiesta di forme autoritarie di governo è direttamente collegata all'aggravamento della crisi sociale. L'aggressiva spinta all'austerità del governo Merkel ha gettato i paesi europei meridionali in una crisi sociale e politica devastante. Ciò è rimbalzato in Germania, dove la crisi sociale è già ben avanzata, nonostante le pretese del contrario. La divisione della società è proceduta oltre in Germania che nella maggior parte degli altri paesi europei.

Quasi un quarto dei dipendenti, ovvero 8 milioni di persone, lavorano in posti di lavoro sottopagati. Metà di questi, 4,1 milioni, guadagnano meno di €7 (US$9,30) l'ora. In fabbriche ed uffici è in moto il taglio sistematico dei salari. In aggiunta ai lavoratori temporanei, che da anni vengono sfruttati dalle agenzie per l'impiego, vi è stata la crescita dell'esercito di "lavoratori a contratto" impiegati per compiere lavoro a cottimo senza nessuna sicurezza sociale. All'incirca 4,5 milioni di persone vivono degli avari sussidi di assistenza Hartz IV—cioè €374 (US$500) al mese, più costo dell'affitto e del riscaldamento.

All'altra estremità della società la ricchezza è in aumento. Il lusso di uno strato privilegiato non conosce limiti. Il numero dei milionari che vivono in Germania ha superato per la prima volta la cifra di 1 milione. "Vi sono precisamente 1,015 milioni di milionari—un incremento del 6,7% rispetto allo scorso anno", riporta il quotidiano Tageszeitung, aggiungendo, "Il patrimonio dei milionari è cresciuto ancora più velocemente del loro numero reale. E' aumentato da US$3,4 trilioni a US$3,7 trilioni—una crescita del 7,7%".

In altre parole, gli attacchi sociali, che hanno avuto conseguenze devastanti per milioni di famiglie, sono utilizzati per dirigere la ricchezza sociale nelle tasche dei ricchi e dei super-ricchi.

In vista della crescente opposizione a questa politica di controrivoluzione sociale, i portavoce della classe dominante in politica, nei media e nelle università domandano strutture e forme di governo autoritarie. Edward Snowden, spifferatore ed ex dipendente della US National Security Agency (NSA), ha rivelato il grado al quale viene monitorata la popolazione viene monitorata, compreso in Germania. Dietro una facciata democratica, la costruzione di uno stato di polizia è già ben avanzata.

Tutti i partiti mainstream sostengono questo sviluppo. Minacciati dalla crescente crisi sociale, stanno serrando i ranghi. Mentre il cancelliere difende il suo reazionario programma di austerità, l'SPD ha nominato l'ex ministro delle finanze della Merkel, Peer Steinbrück, come candidato di testa per il cancellierato allo scopo di sottolineare il suo accordo con il governo su tutte le questioni importanti. I Verdi cercano una coalizione con l'SPD, ma sono anche disponibili per una coalizione con l'Unione Democratico Cristiana (CDU) della Merkel. Il Partito della Sinistra offre all'SPD ed ai Verdi il suo sostegno ed è appoggiato da tutti i gruppi della pseudo-sinistra.

Questa "grande coalizione" di tutti i partiti borghesi, che si estende dalla destra dell'Unione Cristiano Sociale (CSU) alla sinistra del Partito della Sinistra, è contrastata soltanto da un partito: il Partito Socialista dell'Uguaglianza (PSG). Il PSG cerca di mobilitare la classe lavoratrice sulla base di un programma socialista internazionale ed avverte che, come negli anni '30, la classe dominante non rifuggirà dal difendere il suo sistema del profitto ricorrendo alla dittatura ed al fascismo.