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Le elezioni tedesche di domenica scorsa hanno
avuto molte caratteristiche particolari. Il Partito Liberale
Democratico (FDP), che sedeva in modo costante nel Bundestag
(parlamento), è stato coinvolto nel governo dal 1949, più a lungo di
ogni altro partito e che rappresenta in modo più manifesto gli
interessi del capitale finanziario, non è riuscito a superare la
barriera del 5% richiesta per entrare in parlamento.
Il nuovo partito anti-euro "Alternativa per la Germania"
(AFD),
fondato appena alcuni mesi fa, si è assicurato tanti voti quanto
l'FDP e ha mancato appena un posto al
Bundestag.
Ma più evidente è stata la vittoria del cancelliere
Angela Merkel
e della sua Unione Cristiano-Democratica (CDU). Il partito, le cui
brutali misure di austerità hanno scatenato violente proteste e
dimostrazioni di massa in molti paesi europei, è stato in grado,
assieme al partito fratello bavarese, l'Unione
Cristiano-Sociale (CSU), di ottenere quasi il 41,5% dei voti.
Per contrasto, i partiti che agivano come opposizione
apparentemente di sinistra sono stati puniti dagli elettori. I Verdi
ed il Partito della Sinistra hanno perduto significativamente, il
Partito Social-Democratico (SPD) ha ricevuto il 25,7% dei voti, che,
nonostante un guadagno minimo, è stato il secondo peggior risultato
elettorale nel periodo postbellico. Il motivo non è difficile da
comprendere: la SPD, i Verdi ed il
Partito della Sinistra non sono né di sinistra né
un'opposizione.
La SPD è un partito dell'apparato dello stato e della
burocrazia sindacale che ha perduto ogni contatto con la
popolazione, che affronta con arroganza e superbia. Questo è come è
stato considerato nella campagna elettorale. Ha accusato la Merkel
di non avere il coraggio di imporre alla popolazione tedesca i tagli
che ha imposto a Grecia, Spagna e Portogallo. Ha scelto
Peer Steinbrück,
un funzionario ministeriale di destra, come suo candidato per
cancelliere—qualcuno
che personifica la spietatezza e l'aggressività dell'apparato
statale.
Durante la campagna, quando l'ex ministro dell'interno della
SPD
Otto Schily
ha attaccato le critiche alla sorveglianza da parte dei servizi
segreti come paranoidi, aggiungendo che legge ed ordine erano sempre
stati un valore socialdemocratico, ha espresso la quintessenza del
programma della SPD.
Mentre diventava evidente l'inevitabilità della sconfitta della
SPD,
Steinbrück
ha attaccato il proprio partito. Ha affermato che desiderava che la
SPD fosse stata più
fiduciosa e coerente nel rappresentare "i grandi risultati"
dell'era SPD-Verdi e specificamente le sue "riforme" contro la
classe lavoratrice dello stato sociale e del lavoro.
Durante la campagna elettorale Verdi sono
apparsi come la personificazione dell'opportunismo politico. Gli ex
pacifisti ora sono tra i più ardenti fautori di guerre "umanitarie"
e di severa disciplina di bilancio. Le fila del partito consistono
principalmente di accademici e funzionari statali maggiori, che
richiedono più influenza politica per l'elite intellettuale.
I massimi funzionari del Partito dei Verdi hanno risposto alla
perdita di voti con un altro spostamento a destra, attaccando come
loro più grande errore la proposta di un aumento di tasse per i
ricchi. Il loro candidato di testa
Jürgen Trittin
ed il
leader
del partito
Cem Özdemir
hanno reso omaggio al cancelliere Merkel,
sottolineando la loro prontezza a formare un governo di
coalizione con la
CDU/CSU.
Il ruolo più mendace nella campagna elettorale è stato giocato
dal
Partito della Sinistra. Non si è mai stancato di offrire alla
SPD ed ai Verdi la sua cooperazione ed il suo sostegno. Il leader
del partito
Gregor Gysi
ha dichiarato che la SPD ed i Verdi potevano meglio realizzare le
loro politiche in alleanza con il
Partito della Sinistra, esponendo così come ipocrite le chiacchiere del
Partito della Sinistra sul miglioramento delle condizioni
sociali.
Steinbrück
e Trittin
si sono entrambe inchinati alle richieste dei media e delle
associazioni degli imprenditori per "più coraggio nel prendere
misure antipopolari" e sono stati appoggiati dal
Partito della Sinistra. Secondo queste condizioni,
Angela Merkel
ha potuto atteggiarsi come politico
equilibrato che "dirige con mano ferma
responsabilmente
[il paese]",
come ha affermato la notte delle elezioni.
In altre parole, la vittoria elettorale della
Merkel è principalmente il risultato della completa bancarotta politica della SPD,
del
Partito della Sinistra e dei Verdi.
Le politiche di destra della SPD, dei Verdi e
del
Partito della Sinistra
sono state particolarmente evidenti negli affari di politica estera.
Non sarebbe la prima volta nella storia che una netta oscillazione a
destra nella politica tedesca viene iniziata su questioni di
politica estera.
Da qualche tempo, il governo USA richiede una maggiore
partecipazione tedesca nelle guerre in Medio Oriente, lamentando che
il cancelliere Merkel presta troppa attenzione al sentimento contro
la guerra nella popolazione tedesca. Questa richiesta ha trovato
appoggio nelle organizzazioni dei media vicini alla SPD e ai Verdi,
come
Zeit
e taz.
Quando il presidente Obama ha minacciato di bombardare la Siria, hanno
risposto con pagine di propaganda bellica senza precedenti.
Hanno deriso l'esitazione e la riluttanza del governo Merkel.
Il direttore di Zeit
Josef Joffe ha biasimato la "mini-guerra" di Obama, domandando
una "massiccia" guerra "su scala temporale indeterminata".
Se la Merkel, che ha bisogno di un nuovo partner di coalizione
in seguito all'allontanamento della FDP, concorda un governo di
coalizione con la SPD, questo sarebbe un chiaro segnale di un
atteggiamento militare tedesco più aggressivo. La SPD, che assieme
ai Verdi 15 anni fa ha ordinato la prima missione bellica
internazionale della
Bundeswehr (forze armate) contro la Jugoslavia, ha la necessaria spietatezza e
l'arroganza burocratica per sfidare la profonda opposizione popolare
alla guerra.
Il programma del prossimo governo sarà determinato in primo
luogo dalle crescenti tensioni internazionali e quindi dal rapido
peggioramento della crisi economica globale. Anche ora, le
organizzazioni degli imprenditori richiedono tagli massicci ai
servizi sociali in nome della competitività internazionale.
Finora, il governo Merkel aveva scaricato, in parte, la crisi
economica sull'Europa meridionale. Ora cercherà di portare avanti
all'interno la controrivoluzione sociale. Indennità di malattia,
protezioni legali contro il licenziamento, congedo di maternità,
sostegno legale della sicurezza sociale ecc.—misure già minate dall'occupazione sottopagata e precaria della Germania—dovranno ora essere abolite.
Nello spettro della politica ufficiale non vi è un solo partito
che neppure cominci ad esprimere gli interessi dei lavoratori. In
modo paradossale, il risultato elettorale riflette l'estrema
polarizzazione della società. Chiarisce che il sistema politico ha
perduto ogni capacità di esprimere la crescente opposizione alla
disuguaglianza sociale ed alla guerra.
I media celebrano la Merkel come un genio politico e il vasto
voto
CDU/CSU
come l'inizio dell'"era del
Merkel-ismo", come ha scritto il
Süddeutsche Zeitung.
Ma quella che superficialmente sembra come stabilità è, in
verità, il risultato di una profonda alienazione tra il sistema
politico e la popolazione, che annunzia un periodo di instabilità
politica e di violento conflitto sociale.
La classe lavoratrice deve prepararsi ad attacchi massicci.
E' stato questo il significato politico della partecipazione
alle elezioni del
Partei für Soziale Gleichheit (PSG, Partito Socialista dell'Uguaglianza). Il PSG è stato l'unico partito ad
affrontare i problemi fondamentali che sono di fronte alla classe
lavoratrice. Ha enfatizzato che nessun singolo problema sociale può
essere risolto senza mettere fine alla dittatura delle banche e che
questo richiede un movimento indipendente della classe lavoratrice,
che significa una rottura politica con
il
Partito della Sinistra e con i sindacati.
Ciò richiede la costruzione del PSG, la sezione tedesca della
Quarta Internazionale, come un nuovo partito dei lavoratori basato
sulle lezioni politiche delle passate lotte di classe e per un
programma socialista internazionale.
Ulrich Rippert
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