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Questa notte
sul
Financial Times
Simon Schama
avverte che in Europa e negli USA
la rabbia rivoluzionaria è vicina al punto di ebollizione:
Gli storici vi racconteranno che spesso vi è un intervallo tra
il principio del disastro economico e l'accumulazione del furore
sociale. Nel primo atto, la brutta sorpresa di una crisi
inizialmente da l'avvio al disorientamento spaventato; la forte
richiesta di salvatori politici; risposte istintive di autodifesa,
ma non la mobilitazione organizzata del risentimento...
Il secondo atto è più complesso. Oggettivamente, le condizioni
economiche potrebbero stare migliorando, ma le percezioni sono tutto
ed un attimo di respiro da spazio perché un pubblico pericolosamente
estraniato di valutare attentamente della brutale interruzione delle
proprie aspettative di crescita. Cosa è accaduto alla marcia del
reddito, all'acquisizione di proprietà, alla verità ovvia che la
generazione successiva vivrà meglio dell'ultima? Il pieno impatto
del rovesciamento di questi presupposti fa presa e genera un senso
di risentimento che "Qualcun altro" deve avere escogitato la comune
sventura....Come minimo, la sopravvivenza di una crisi richiede
l'assicurare che la sofferenza fiscale sia distribuita in modo
giusto. Nella Francia del 1789, i nobili del passato divennero
cittadini ordinari, finirono le loro esenzioni dalla tassa sulla
terra, si fece uno spettacolo dell'abolizione dei loro privilegi,
consegnarono i gioielli per l'erario, mentre gli immensi
possedimenti del clero furono venduti all'asta per
La Nation.
E' troppo aspettarsi un falò della gioielleria appariscente ma nel 2010 un
amministratore pragmatico dell'economia del paese ha bisogno di
guardarsi dal fare eccessivamente assegnamento su imposte indirette
regressive, specialmente se riscosse per impressionare un mercato
dei titoli a reddito fisso con il quale la gente comune sente poco
collegamento. Come minimo, qualunque bilancio di emergenza deve
valutare attentamente
questa sensazione grezza di vittimizzazione popolare e
trasmettere una storia convincente sulla divisione dei sacrifici. Fare altrimenti è garantire che una brutta
situazione diventi molto spiacevole, molto velocemente.
Schama conosce questo terreno a memoria; la sua cronaca della Rivoluzione Francese,
Citizens,
ha reso chiaro quale cruenta faccenda sia stata. Tuttavia, il suo resoconto
sul
Financial Times in qualche aspetto chiave minimizza il grado di dislocazione sofferto da
molti nelle economie avanzate. Schama rappresenta il cambiamento
indotto dalla crisi puramente come la fine delle aspettative di
crescita, ma lo shock è più profondo di questo.
Le gravi crisi finanziarie risultano in un declino permanente
degli standard di vita. Per alcuni cittadini, ciò è arrivato
attraverso contratti che vengono ritratti, in particolare, tagli
alle pensioni. Altri vedono i loro risparmi in fumo e non hanno
nessuna prospettiva realistica per essere in grado di finanziare il
loro collocamento a riposo. E per molti di questi individui, le
probabilità di trovare lavoro continuo e pagato ragionevolmente sono
basse. Anche prima che la disoccupazione aumentasse
vertiginosamente, le persone sopra i 40 anni erano di fronte a
scadenti prospettive di posti di lavoro. L'idea che le schiere di
persone di mezza età possano rifarsi delle perdite è un'illusione. E
i giovani non sono in una migliore condizione. Anche i nuovi
laureati affrontano un mercato del lavoro ostile. Cosa peggiore,
spesso gli studenti si sono indebitati per finanziare la loro
istruzione, credendo al mantra che fosse un investimento.
E molte delle società che patiscono questi shock finanziari
hanno già sofferto in gran quantità l'erosione delle loro strutture
di sostegno basilari. Anche prima della crisi, negli USA e nelle
altre economie avanzate, le garanzie sociali sono state corrose in
un periodo di tempo straordinariamente breve, all'incirca una
generazione e mezza. L'occupazione dei posti di lavoro è breve;
datori di lavoro e dipendenti hanno poca fedeltà gli uni agli altri.
I legami con le comunità sono deboli. Molte famiglie hanno due
genitori che lavorano, così la carriera e le esigenze di educazione
dei figli lasciano poco tempo per partecipare ad organizzazioni
locali. La tecnologia avanzata offre frequentemente un più facile
sbocco al tempo libero che cercare di coordinare progetti con amici
stressati dal tempo (o finanziariamente). Ma
neanche il matrimonio e la famiglia sono il rifugio che erano
una volta, dati gli alti tassi di divorzio.
Un fattore spesso non riconosciuto è che l'alienazione e la
tensione sociale sono collegate direttamente alla disparità del
reddito. Questa non è affatto una nuova scoperta, ma raramente
ottiene la cronaca dei media negli USA plutocratici. E ha costi
concreti e misurabili. Come
ha spiegato
Michael Prowse sul Financial Times:
.....se cercate delle differenze tra paesi, la relazione tra
reddito e salute in gran parte si disintegra. Per esempio, gli
americani ricchi in media sono più sani degli americani poveri, come
misurato dall'aspettativa di vita. Ma, sebbene gli USA siano un
paese molto più ricco che, per esempio, la Grecia, in media gli
americani hanno un'aspettativa di vita più bassa dei greci. Sembra
che più reddito vi dia un vantaggio in salute rispetto ai vostri
concittadini, ma non rispetto alle persone che vivono in altri
paesi....
Una volta che viene raggiunto uno standard di vita base, le
persone tendono ad essere più sane quando reggono tre condizioni:
sono stimate e rispettate dagli altri; si sentono 'in controllo'
della loro vita lavorativa e domestica e godono di una fitta rete di
contatti sociali. Le società disuguali economicamente tendono ad
ottenere scarsi risultati in tutti e tre gli aspetti: tendono ad
essere caratterizzate da grandi differenze di condizione sociale, da
grandi differenze nella sensazione di controllo delle persone e da
bassi livelli di partecipazione civica....
In altre parole, le società disuguali resteranno delle società
non sane
–
ed anche delle società infelici
–
non importa quanto ricche diventino. I loro difensori
–
quelli che qualunque cosa non vedono nessuna ragione per frenare
differenziali di reddito in continua espansione
–
devono dare molte spiegazioni.
Qui Yves. Se guardate indicatori più estesi del benessere sociale,
notate le stesse conclusioni: la maggiore disuguaglianza del reddito
è associata a risultati peggiori. Da una
presentazione
di
Kate Pickett (Health and Social Problems are Worse in
More Unequal Countries, p. 7), lettrice di grado più elevato all'Università di
York ed autrice di The Spirit Level,
alla conferenza dell'INET in Aprile.
In particolare notate dove è messo sul grafico il Giappone.
Alcuni lettori hanno sostenuto che gli USA hanno poco da temere
dalla deflazione e da un periodo protratto di crescita vicina allo
zero, dal momento che il Giappone è ordinato e dall'aspetto
fiorente, nonostante il suo relativo declino. Ma il Giappone era ed
è l'economia maggiore più socialmente uguale e durante la sua crisi
ha osservato la prescrizione di Schama sulla divisione dei
sacrifici. Gli USA, il Regno Unito e, in misura minore, l'Europa,
hanno fatto l'esatto contrario, con entrambe i salvataggi bancari e
le misure di austerità completamente un trasferimento dai cittadino
comuni ai finanzieri.
Come
James Lardner
ha messo in evidenza sulla
New York Review of Books nel giugno 2007, anche prima che gli ingranaggi iniziassero a staccarsi
dall'economia, il
contratto sociale
negli USA era alquanto logorato,
ma uno sforzo concentrato di PR
campagna
propagandistica
ha promosso la finzione che
fosse il migliore di tutti i mondi possibili:
Per raggiungere i loro scopi politici, i
robber barons ed i monopolisti dell'Età Dorata erano disposti a corrompere funzionari e a
comprare le elezioni. I loro equivalenti
moderni hanno portato le cose un grande passo più avanti,
costruendo una sciolta rete di
think tanks, portavoce delle società e commentatori della stampa favorevoli per
conformare il modo nel quale gli americani pensano dell'economia....
i nuovi apparati delle comunicazioni vogliono farci credere che il
nostro benessere economico dipenda quasi interamente dal cosiddetto
libero mercato—un eufemismo per lasciare che il settore privato stabilisca le proprie
regole. Il successo di questo grande sforzo può essere misurato nel
fatto eccezionale che, nonostante gli scandali imprenditoriali ed i
danni sociali che questi autori esaminano; nonostante tre decenni di
deregolamentazione e di privatizzazioni e di tagli di imposte ed
indennità con, come più chiaro singolo risultato, l'inesorabile
aumento della disuguaglianza economica a livelli così estremi che
dal 2001 "l'economia" ha accumulato cinque anni dritti di crescita
impressionante senza produrre alcun vantaggio misurabile per la
maggior parte degli americani—persino adesso, discussioni di soluzioni o alternative possono essere
fermate quasi di colpo lì per lì menzionando il governo mondiale.
Qui Yves. Avendo indebolito la fiducia nel governo e fatto
progressi considerevoli verso la creazione di un paradiso sociale
darwinista di individui isolati opposti l'uno all'altro, gli
oligarchi potrebbero stare per raccogliere un turbine.
Postato Yves Smith
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