naked capitalism

 

Sabato 22 maggio 2010

Si affilano le ghigliottine?

 

Questa notte sul Financial Times Simon Schama avverte che in Europa e negli USA la rabbia rivoluzionaria è vicina al punto di ebollizione:

Gli storici vi racconteranno che spesso vi è un intervallo tra il principio del disastro economico e l'accumulazione del furore sociale. Nel primo atto, la brutta sorpresa di una crisi inizialmente da l'avvio al disorientamento spaventato; la forte richiesta di salvatori politici; risposte istintive di autodifesa, ma non la mobilitazione organizzata del risentimento...

Il secondo atto è più complesso. Oggettivamente, le condizioni economiche potrebbero stare migliorando, ma le percezioni sono tutto ed un attimo di respiro da spazio perché un pubblico pericolosamente estraniato di valutare attentamente della brutale interruzione delle proprie aspettative di crescita. Cosa è accaduto alla marcia del reddito, all'acquisizione di proprietà, alla verità ovvia che la generazione successiva vivrà meglio dell'ultima? Il pieno impatto del rovesciamento di questi presupposti fa presa e genera un senso di risentimento che "Qualcun altro" deve avere escogitato la comune sventura....Come minimo, la sopravvivenza di una crisi richiede l'assicurare che la sofferenza fiscale sia distribuita in modo giusto. Nella Francia del 1789, i nobili del passato divennero cittadini ordinari, finirono le loro esenzioni dalla tassa sulla terra, si fece uno spettacolo dell'abolizione dei loro privilegi, consegnarono i gioielli per l'erario, mentre gli immensi possedimenti del clero furono venduti all'asta per La Nation. E' troppo aspettarsi un falò della gioielleria appariscente ma nel 2010 un amministratore pragmatico dell'economia del paese ha bisogno di guardarsi dal fare eccessivamente assegnamento su imposte indirette regressive, specialmente se riscosse per impressionare un mercato dei titoli a reddito fisso con il quale la gente comune sente poco collegamento. Come minimo, qualunque bilancio di emergenza deve valutare attentamente questa sensazione grezza di vittimizzazione popolare e trasmettere una storia convincente sulla divisione dei sacrifici. Fare altrimenti è garantire che una  brutta situazione diventi molto spiacevole, molto velocemente.

Schama conosce questo terreno a memoria; la sua cronaca della Rivoluzione Francese, Citizens, ha reso chiaro quale cruenta faccenda sia stata. Tuttavia, il suo resoconto sul Financial Times in qualche aspetto chiave minimizza il grado di dislocazione sofferto da molti nelle economie avanzate. Schama rappresenta il cambiamento indotto dalla crisi puramente come la fine delle aspettative di crescita, ma lo shock è più profondo di questo.

Le gravi crisi finanziarie risultano in un declino permanente degli standard di vita. Per alcuni cittadini, ciò è arrivato attraverso contratti che vengono ritratti, in particolare, tagli alle pensioni. Altri vedono i loro risparmi in fumo e non hanno nessuna prospettiva realistica per essere in grado di finanziare il loro collocamento a riposo. E per molti di questi individui, le probabilità di trovare lavoro continuo e pagato ragionevolmente sono basse. Anche prima che la disoccupazione aumentasse vertiginosamente, le persone sopra i 40 anni erano di fronte a scadenti prospettive di posti di lavoro. L'idea che le schiere di persone di mezza età possano rifarsi delle perdite è un'illusione. E i giovani non sono in una migliore condizione. Anche i nuovi laureati affrontano un mercato del lavoro ostile. Cosa peggiore, spesso gli studenti si sono indebitati per finanziare la loro istruzione, credendo al mantra che fosse un investimento.

E molte delle società che patiscono questi shock finanziari hanno già sofferto in gran quantità l'erosione delle loro strutture di sostegno basilari. Anche prima della crisi, negli USA e nelle altre economie avanzate, le garanzie sociali sono state corrose in un periodo di tempo straordinariamente breve, all'incirca una generazione e mezza. L'occupazione dei posti di lavoro è breve; datori di lavoro e dipendenti hanno poca fedeltà gli uni agli altri. I legami con le comunità sono deboli. Molte famiglie hanno due genitori che lavorano, così la carriera e le esigenze di educazione dei figli lasciano poco tempo per partecipare ad organizzazioni locali. La tecnologia avanzata offre frequentemente un più facile sbocco al tempo libero che cercare di coordinare progetti con amici stressati dal tempo (o finanziariamente). Ma neanche il matrimonio e la famiglia sono il rifugio che erano una volta, dati gli alti tassi di divorzio.

Un fattore spesso non riconosciuto è che l'alienazione e la tensione sociale sono collegate direttamente alla disparità del reddito. Questa non è affatto una nuova scoperta, ma raramente ottiene la cronaca dei media negli USA plutocratici. E ha costi concreti e misurabili. Come ha spiegato Michael Prowse sul Financial Times:

.....se cercate delle differenze tra paesi, la relazione tra reddito e salute in gran parte si disintegra. Per esempio, gli americani ricchi in media sono più sani degli americani poveri, come misurato dall'aspettativa di vita. Ma, sebbene gli USA siano un paese molto più ricco che, per esempio, la Grecia, in media gli americani hanno un'aspettativa di vita più bassa dei greci. Sembra che più reddito vi dia un vantaggio in salute rispetto ai vostri concittadini, ma non rispetto alle persone che vivono in altri paesi....

Una volta che viene raggiunto uno standard di vita base, le persone tendono ad essere più sane quando reggono tre condizioni: sono stimate e rispettate dagli altri; si sentono 'in controllo' della loro vita lavorativa e domestica e godono di una fitta rete di contatti sociali. Le società disuguali economicamente tendono ad ottenere scarsi risultati in tutti e tre gli aspetti: tendono ad essere caratterizzate da grandi differenze di condizione sociale, da grandi differenze nella sensazione di controllo delle persone e da bassi livelli di partecipazione civica....

In altre parole, le società disuguali resteranno delle società non sane ed anche delle società infelici non importa quanto ricche diventino. I loro difensori  quelli che qualunque cosa non vedono nessuna ragione per frenare differenziali di reddito in continua espansione devono dare molte spiegazioni.

Qui Yves. Se guardate indicatori più estesi del benessere sociale, notate le stesse conclusioni: la maggiore disuguaglianza del reddito è associata a risultati peggiori. Da una presentazione di Kate Pickett (Health and Social Problems are Worse in More Unequal Countries, p. 7), lettrice di grado più elevato all'Università di York ed autrice di The Spirit Level, alla conferenza dell'INET in Aprile.

In particolare notate dove è messo sul grafico il Giappone. Alcuni lettori hanno sostenuto che gli USA hanno poco da temere dalla deflazione e da un periodo protratto di crescita vicina allo zero, dal momento che il Giappone è ordinato e dall'aspetto fiorente, nonostante il suo relativo declino. Ma il Giappone era ed è l'economia maggiore più socialmente uguale e durante la sua crisi ha osservato la prescrizione di Schama sulla divisione dei sacrifici. Gli USA, il Regno Unito e, in misura minore, l'Europa, hanno fatto l'esatto contrario, con entrambe i salvataggi bancari e le misure di austerità completamente un trasferimento dai cittadino comuni ai finanzieri.

Come James Lardner ha messo in evidenza sulla New York Review of Books nel giugno 2007, anche prima che gli ingranaggi iniziassero a staccarsi dall'economia, il contratto sociale negli USA era alquanto logorato, ma uno sforzo concentrato di PR campagna propagandistica ha promosso la finzione che fosse il migliore di tutti i mondi possibili:

Per raggiungere i loro scopi politici, i robber barons ed i monopolisti dell'Età Dorata erano disposti a corrompere funzionari e a comprare le elezioni. I loro equivalenti moderni hanno portato le cose un grande passo più avanti, costruendo una sciolta rete di think tanks, portavoce delle società e commentatori della stampa favorevoli per conformare il modo nel quale gli americani pensano dell'economia.... i nuovi apparati delle comunicazioni vogliono farci credere che il nostro benessere economico dipenda quasi interamente dal cosiddetto libero mercatoun eufemismo per lasciare che il settore privato stabilisca le proprie regole. Il successo di questo grande sforzo può essere misurato nel fatto eccezionale che, nonostante gli scandali imprenditoriali ed i danni sociali che questi autori esaminano; nonostante tre decenni di deregolamentazione e di privatizzazioni e di tagli di imposte ed indennità con, come più chiaro singolo risultato, l'inesorabile aumento della disuguaglianza economica a livelli così estremi che dal 2001 "l'economia" ha accumulato cinque anni dritti di crescita impressionante senza produrre alcun vantaggio misurabile per la maggior parte degli americanipersino adesso, discussioni di soluzioni o alternative possono essere fermate quasi di colpo lì per lì menzionando il governo mondiale.

Qui Yves. Avendo indebolito la fiducia nel governo e fatto progressi considerevoli verso la creazione di un paradiso sociale darwinista di individui isolati opposti l'uno all'altro, gli oligarchi potrebbero stare per raccogliere un turbine.

Postato Yves Smith