
Capitalismo - la più grande di tutte le menzogne
di William Bowles • Domenica, 27 novembre 2005
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Recensione: Gangster Capitalism – Gli Stati Uniti e l'ascesa globale del crimine organizzato di Michael Woodiwiss |
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Lo spirito
americano sono i profitti illeciti e l'illegalità. Bene, la giuria non è più fuori, su questo non vi è nessun dubbio, la storia della 'civiltà' occidentale è un vero e proprio disastro ed è fondato su una menzogna dal suo inizio a quella che potrebbe bene essere la sua fine in un breve spazio di tempo. Forse l'aspetto peggiore di tutto ciò è l'ipocrisia coinvolta e, qui non fraintendetemi, siamo tutti stati da essa ingannati, dal credervi partendo dall''Età dell'Illuminismo' in poi, persino se una minoranza di noi beneficia del 'progresso' che ci ha portato ad un costo che è incalcolabile non soltanto per l'umanità ma in definitiva per il pianeta stesso. Documentare il disastro non è poi così difficile, il problema è persuadere la gente non soltanto ad assumere la vera scala di esso ma di muoversi e fare qualcosa. Comunque, documentarlo è qualcosa che deve essere fatto anche soltanto per essere onesti. Le statistiche sono orrende: nelle sole Americhe forse 80 milioni di persone sterminate tra il '600 e l''800; in Africa forse 40 milioni, più 20 milioni solamente in Congo. 20 portati in schiavitù oltremare, dei quali è calcolato che 10 milioni non ce l'abbiano fatta a raggiungere il 'Nuovo Mondo'. In quello che è ora il Sud Africa, il popolo indigeno Khoi San è stato cancellato dalla faccia del pianeta; potrei andare avanti, ma penso che abbiate colto il significato; qualsiasi 'civiltà' occidentale sia passata, prima ha sterminato e quindi ha espropriato. E, nel 20* secolo, gli effetti combinati di guerre, carestie organizzate che hanno ucciso a milioni e di politiche economiche omicide aggiungono forse altri 100-150 milioni e tutto questo in nome della 'civiltà' occidentale. Dunque, tutto considerato, stiamo parlando di probabilmente un miliardo di persone, ma i numeri fanno roteare la testa ed in definitiva il totale non sarà mai in ogni caso noto, il punto non sono i numeri ma il fatto che sono stati così bene nascosti e, quel che è peggio, giustificati in un modo o nell'altro. Molto spesso gli apologhi raccontano meramente i fatti dismettendoli come 'storia', spiacevole ma nel lungo periodo meritevole, e noi, dopo tutto, siamo per questo in una condizione migliore, oppure no? Ma poi l'arroganza dei potenti e di quelli che eseguono i loro comandi sono leggenda e, in ogni caso, conta su uno stato d'animo inculcato razzista che ci permette di giustificare gli stermini; dopo tutto, loro 'non erano come noi'. Ma gli olocausti sono solamente 'notizie' quando giustificano le devastazioni del capitale, altrimenti come è che possano vendere soltanto un Olocausto in un'inesorabile operazione di vendita che ignora i molto maggiori ed appena calcolati stermini che hanno avuto luogo. Il doppio standard lascia senza fiato per la sua audacia ma conta sul semplice fatto che noi in occidente siamo complici dei crimini ma, dopo tutto, ne abbiamo beneficiato, ne beneficiamo ancora, tutti i giorni che facciamo degli acquisti o che saltiamo su di un aeroplano per qualche distante (ex) 'paradiso' e veniamo serviti dai destinatari del 'progresso'. Per la migliore parte del 20° secolo i mass media hanno fatto un lavoro eccellente nel vendere la menzogna più grande di tutte, che noi in occidente viviamo in società democratiche governate da una classe politica che si dice che rappresenti noi ed i nostri interessi, ed il paese dove questa menzogna è stata venduta con maggiore efficacia sono indubbiamente gli Stati Uniti d'America. ‘Gangster Capitalism’ documenta la menzogna in tutti i suoi sordidi dettagli dai giorni dei ‘Robber Barons’ compresa la 'Guerra al terrore' e tutte le fermate intermedie, la 'Guerra al comunismo', la 'Guerra alla droga'. Tra queste, sono responsabili di un assalto dalla brutalità incomparabile che è globale come portata ed una menzogna che è stata fatta accettare con così tanto successo che ha trascinato gran parte del pianeta a concordare con essa. Dalle Nazioni Unite ai cosiddetti stati indipendenti, tutti sono stati corrotti, ricattati, minacciati, od alla fine invasi/occupati, nel partecipare alle varie 'guerre' che fanno gli USA, in definitiva a vantaggio del capitale. Che tutto ciò sia stato fatto in nome della 'moralità', prevalentemente di sapore cristiano, è forse quello che rende tutto questo così sordido, così disgustoso ed ipocrita. Vi è una relazione diretta tra lo sterminio dei popoli 'inferiori' ed i crimini dei Capitalisti Gangster, dai proprietari delle piantagioni a quelli che costruirono le ferrovie che aprirono l'interno dell'America, a quelli che costruirono i recinti di Chicago, le fabbriche di auto di Detroit che consumarono milioni di immigrati e li cooptarono nell'ingoiare il 'sogno americano'. ‘Gangster Capitalism’ svolge un lavoro notevole nel documentare il processo, in realtà è inesorabile nella sua esposizione rivelandone nel frattempo le motivazioni sottostanti; potere e controllo di pochi sulla maggioranza. A consolidare il processo è stato l'utilizzo di una contorta 'morale' cristiana che ha in realtà giustificato un sistema di sfruttamento senza precedenti nella storia. E Woodiwiss enfatizza il ruolo che la razza ricopre nel processo, qualcosa che non può non essere affermato troppo vigorosamente se dobbiamo comprendere perché il capitalismo USA è stato così coronato dal successo nel persuadere così tanti ad essere d'accordo con la menzogna. “La proprietà è sovrana” Penso sia del tutto opportuno descrivere il capitalismo USA in gran parte come crimine organizzato su scala gigantesca perché, come rende chiaro Woodiwiss, fino al ‘New Deal’ di Roosevelt, il mondo degli affari era quasi completamente non controllato e dai giorni della presidenza Nixon gli USA sono ritornati agli inebrianti tempi dei Robber Barons, ma che si stendono attraverso il globo. L'emergere dei 'Robber Barons' al cambio del secolo, erroneamente descritto, come abbiamo visto dalle truffe Enron e Global Crossing, come una cosa del passato, è infatti possibile soltanto perché essi esistono in una società aperta a tutti, dove governa la proprietà. Le Enron non sono semplicemente un paio di 'mele marce nel barile' ma illustrano un barile che è corrotto fino al midollo. Entro gli anni '20 l'America era "diventata un paese di opportunità criminale", dovuto in larga misura ad un ambiente degli affari completamente sregolato, reso proprio per questo possibile attraverso la creazione di gigantesche società commerciali e dove era impossibile "tirare una linea tra la legittima pratica commerciale e degli autentici racket". L'ironia di una società che è fondata sull''autoritarismo morale' non sfugge, un'ipocrisia che il Proibizionismo gettò in chiara evidenza. Ancora peggio, il Proibizionismo ebbe un impatto prevalentemente sui poveri; i ricchi e gli associati continuarono non soltanto con gli affari (ed il divertimento) come al solito, ma erano ben piazzati per sfruttare le opportunità di affari che il Proibizionismo spalancava, dopo tutto la ricchezza del clan Kennedy si fondò sul liquore illegale. Il 'crimine organizzato', come viene chiamato, sia la cosiddetta Mafia oppure i Cartelli della droga colombiani, è una goccia nel secchio capitalista, persino le cifre sulle quali i mass media basano i loro titoli sono fittizie, fondate su nulla più che cifre grossolanamente gonfiate delle quali non vi è nessuna base statistica. Dal ventre ad oltre la tomba Il Capitolo 1 tratta delle cliniche della fertilità truffaldine, truffe dell'assistenza sanitaria agli anziani, impresari di pompe funebri che si disfano di corpi, commercio di parti del corpo, truffe dell'assicurazione medica che riguardano letteralmente centinaia di milioni di dollari, fissazione del prezzo da parte delle aziende farmaceutiche e la lista va avanti e, come fa notare l'autore, "E' molto più probabile che i lavoratori e gli adulti americani muoiano giovani come risultato del crimine aziendale organizzato che a causa di ogni altra forma di attività criminale". (p.30) E così anche con l'industria alimentare "Ogni giorno ... all'incirca 200.000 persone vengono fatte star male per malattie causate dal cibo, 900 sono ricoverate in ospedale e quattordici muoiono... Più di un quarto della popolazione americana ogni anno soffre di avvelenamento da cibo". (p.34) Ed ancora una volta la causa è la quasi totale mancanza di regolamentazione governativa. Dimenticate l'OSHA e la supervisione governativa non soltanto per il cibo stesso ma anche per le condizioni di lavoro. L'industria di conservazione della carne è l'occupazione più pericolosa negli USA. La cruda realtà viene rivelata dal fatto che "Nessuno dei casi [menzionati] coinvolge un membro della Mafia o di ogni altra organizzazione supercriminale che secondo le fonti governative costituiscono il crimine organizzato". (p.39) Il libro demolisce il mito del crimine organizzato come di una grande minaccia per la società ed illustra la realtà che la vera minaccia per la società viene dalle politiche governative e dalla classe economica che esso rappresenta. E sebbene il libro non menzioni affatto la 'guerra al terrore', le politiche emanate ed imposte al resto del mondo, specialmente la 'guerra alle droghe' che introdusse Nixon, sono servite come il modello ideale per la 'guerra al terrore', fondata, come lo sono entrambe, su una mitica rete che si estende per il globo di 'supercriminali' votati alla distruzione della 'civiltà' occidentale sia per caso che intenzionalmente, come nel caso di ‘al-Qu’eda’. Come sempre, la mitologia del crimine organizzato è stata propagata molto efficacemente dai mass media, giocando sulle paure dell''alieno' in mezzo a noi, dalla 'Mafia siciliana' ai cartelli della droga colombiani, entrambe i quali hanno ottenuto il potere che posseggono direttamente come risultato delle politiche governative USA. Woodiwiss fa notare pure il fatto che l'anticomunismo è stato centrale alla creazione della 'cospirazione' aliena ed ancora una volta sono state le politiche governative USA per combattere il comunismo in Afghanistan che hanno visto il sorgere del traffico dell'eroina, soppiantando la tradizionale fonte, la Turchia. La massiccia proibizione, per esempio l'Operazione Sequestro, in teoria progettata per fermare la fornitura di droghe dal Messico, risultò nella investigazione di 2 milioni di persone ma venne conclusa dopo soltanto tre settimane. L'evidente futilità di tali esercitazioni è stata resa palese dopo che il governo turco, per un pagamento di 35 milioni di dollari, bandì la produzione di oppio ...quando un economista calcolò che la domanda USA di eroina poteva essere affrontata dalla quantità dei papaveri da oppio che crescevano su una porzione di terreno da 10 a 20 miglia quadrate, all'incirca equivalente all'isola di Manhattan. (p.138) La scala della 'guerra alle droghe' del governo è ampiamente illustrata dalle seguenti cifre Nel 1969, dall'amministrazione Nixon furono spesi 65 milioni di dollari per la guerra alla droga... Nel 1982 l'amministrazione Reagan aumentò questo impegno a 1,65 miliardi di dollari. Nel 2000 l'amministrazione Clinton incrementò massicciamente questa cifra fino a 17,9 miliardi di dollari. Nel 2002 l'amministrazione Bush ha speso più di 18,822 miliardi di dollari. (p.108) Prevedibilmente, queste politiche sono risultate in un immenso incremento della popolazione carceraria, principalmente per il semplice possesso, Nel 1973, vi furono 328.670 arresti per violazioni alla legge sulla droga ... Nel 1989, vi furono 1.361.700 arresti per droga, quasi il 10% di tutti gli arresti. Nel 2002, il numero salì a 1.538.813. Il 45% degli arresti del 2002 furono per marijuana piuttosto che per droghe molto più pericolose ... Tra il 1980 ed il 1994, la popolazione carceraria triplicò da 500.000 a 1,5 milioni. Nel 2002 gli Stati Uniti incarcerarono 2.166.260 persone. (p.108) E, E' noto da lungo tempo che le prigioni sono istituzioni che si autoperpetuano perché rinforzano atteggiamenti criminali esistenti e perché forniscono molte opportunità per apprendere nuove tecniche criminali. (p.139) La guerra ai lavoratori organizzati Il New Deal di Roosevelt vide lo stato intervenire nelle faccende del business in maniera senza precedenti durante il tempo di pace nello sforzo di frenare l'effettiva anarchia che prevaleva, un'anarchia che ricoprì una parte non piccola nella crollo del '29. A loro volta i lavoratori organizzati fecero delle aperture al partito Democratico che furono respinte e, come fa notare Woodiwiss, ciò portò al partito Democratico "incapace di difendere le conquiste fondamentali del New Deal”. (p.68) Successiva ad una ondata di scioperi massicci durante il periodo 1945-46, vi fu una campagna assistita in non piccola parte dalla paura e dalla paranoia istigate dal levarsi dell'anticomunismo degli anni '40 e '50. Il grande capitale era determinato a rovesciare a tutti i costi i guadagni fatti durante il periodo del New Deal ed a "rieducare il pubblico ai principi ed ai benefici del sistema economico americani. Queste campagne proiettarono con successo una visione dell'America come della società perfetta. Perfetta perché era 'armoniosa, senza classi, libera, produttiva e, perciò, opulenta e di successo'". (p.69) Smerciare il sistema capitalista Quello che non dovrebbe essere perso di vista nel catalogare i crimini del capitalismo è il fatto evidente che a puntellare e razionalizzare la 'moralità' del sistema di vita capitalista è un sistema economico che si trova in uno stato di crisi permanente, barcollante da un boom ad un crollo e con ogni crisi la cruda realtà è che per mantenere il tasso di profitto esso deve necessariamente estorcere sempre più dai nostri lavoratori. Per giustificare deve da una parte cercare di giustificare e coprire la rapina e, dall'altro, creare le giuste condizioni per un sempre crescente tasso di profitto, sia con mezzi 'onesti' che esecrabili. Ciò che rivela la storia degli Stati Uniti è che il capitalismo, quando lasciato ai suoi dispositivi, è un sistema condotto da una classe di gangster le cui azioni, come dimostra così chiaramente Woodiwiss, rendono gli affari della 'Mafia' copie patetiche e dilettantesche di quelli di coloro la cui 'moralità' essa cerca sostanzialmente di emulare. Gangster Capitalism è una sconvolgente esposizione del manto di propaganda cui siamo stati soggetti per generazioni; propaganda che cerca di presentare il sistema capitalista come giusto, etico ed il 'migliore di tutti i mondi possibili', quando la realtà è diametralmente l'opposto. Gangster Capitalism – The United States and the Global rise of Organized Crime di Michael Woodiwiss. Constable, Londra, 2005. Acquistatelo da Amazon.com o Amazon.co.uk.
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