I tumulti al G20: il Black Bloc è una squadra di psyops della polizia?

Cinquecento arrestati al G20

di Rady Ananda

Global Research, 28 giugno 2010-27-06-2010

 

L'Unione Legale dell'Ontario Movement Defence Committee [MDC] ha pubblicato un appello per un ampio appoggio politico agli arrestati del G20, stimati in quasi 500. Nessun arrestato era membro del supposto gruppo anarchico del Black Bloc, che si sospetta essere una squadra di psyops (operazioni di guerra psicologica) della polizia ieri disposto per avviare la sommossa. Tra i contestatori, secondo quanto riferito sono stati anche percossi due giornalisti professionisti ed uno arrestato.

"Pare che la polizia di Toronto e l'ISU abbiano perduto il controllo del loro 'centro trattamento prigionieri', negando agli arrestati positivo e tempestivo accesso alla consulenza legale mentre picchiavano ed arrestavano quelli che all'esterno protestavano pacificamente contro la loro detenzione", ha dichiarato oggi l'MDC nel suo comunicato stampa.

Alle 9 di domenica, l'Integrated Security Unit comunica che almeno 480 persone sono state arrestate con accuse che comprendono "violazione dell'ordine pubblico, ostruzione della polizia, aggressione, aggressione a funzionario dell'ordine pubblico, incitamento alla sommossa, vandalismo e partecipazione ad assembramento illegale".

Durante la rissa di ieri la polizia ha attaccato almeno due giornalisti professionisti. Jesse Rosenfeld del Guardian è stato secondo quanto riferito arrestato e picchiato sabato notte tardi. Nel suo ultimo rapporto trasmesso al giornale britannico, Rosenfeld ha scritto:

"Da una parte all'altra del paese le comunità indigene continuano a resistere all'espropriazione governativa ed alla distruzione ambientale della loro terra per l'estrazione di minerali e risorse.

"Nel frattempo il Canada intende utilizzare il G20 per espandere il libero scambio di questi minerali e delle derrate di queste risorse....

"Mentre lo stato canadese sta utilizzando draconiani strumenti coloniali per presentare sulla scena internazionale un'apparenza di legittimità rappresentativa, giovedì le strade di Toronto sostenevano un'alternativa allo stile gerarchico di imporre il consenso internazionale".

La polizia canadese picchia anche Jesse Freeston di The Real News Network. Il conduttore Paul Jay ha messo in discussione le autorità sull'episodio:

http://www.youtube.com/v/D7OA920pbv8&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1

Mentre la sicurezza per l'evento ha avuto un costo dell'ordine di $1 miliardo, secondo diversi rapporti dalla scena, la polizia non si trovava da nessuna parte quando i ‘Black Bloc’ hanno cominciato a fracassare vetrine ed a bruciare automobili della polizia.

Un blogger ha osservato che "l'auto della polizia può essere stata abbandonata lì dalla polizia di Toronto come una distrazione (oppure come una scusa perché degli agenti provocatori agissero violentemente)".

Terry Burrows in un rapporto a Global Research afferma che "Mentre gli eventi si svolgono, diventa sempre più chiaro che il 'Black Bloc' sono degli operativi della polizia sotto copertura impegnati in provocazioni finalizzate per offuscare ed invalidare la legittima protesta dei cittadini al G20 cominciando un tumulto".

Una videocamera ha sorpreso un membro del Black Bloc che si cambia gli abiti dopo il tumulto, rivelando un uomo dall'aspetto ordinato con un taglio di capelli in stile militare:


http://www.youtube.com/v/Lw5fmzI0wus&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1

Il Globe and Mail ha pubblicato le fotografie di membri del Black Bloc che compiono devastazioni. Burrows richiama l'attenzione sulle scarpe nuove, stile militare:

Se i Black Bloc siano oppure no un gruppo di provocatori della polizia prezzolati, almeno una stazione di media commerciale in Canada, CTV News, ha assicurato il suo pubblico che la maggior parte dei dimostranti si sono comportati pacificamente, chiamandola un'atmosfera di festa. In risposta alla brutalità della polizia, i contestatori cantavano O Canada, sperando di far provare vergogna ai poliziotti per far loro assumere un buon comportamento.

Malgrado la violenza, il messaggio di resistenza contro il capitalismo predatorio del G20 che sta distruggendo la biosfera e le culture indigene è penetrato nei mass media, come rivela questo rapporto:

"Gli attivisti e gli organizzatori delle comunità rappresentavano lavoratori comuni, giustizia per i migranti, solidarietà agli indigeni, lotta contro la brutalità poliziesca, giustizia ecologica, contro la guerra, contro l'occupazione, giustizia per gay e trans, lotta alla povertà, anticapitalisti, femministe, anarchici e molte altre lotte e campagne. Siamo uniti assieme, imparando gli uni agli altri ed ispirandoci gli uni agli altri. Siamo radicati nelle nostre comunità".