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L'Unione Legale dell'Ontario
Movement Defence Committee [MDC]
ha pubblicato un appello per un ampio appoggio politico agli
arrestati del G20, stimati in quasi 500. Nessun arrestato era membro
del supposto gruppo anarchico del
Black Bloc,
che si sospetta essere una squadra di psyops (operazioni
di guerra psicologica) della polizia ieri disposto per avviare la
sommossa. Tra i contestatori, secondo quanto riferito sono stati
anche percossi due giornalisti professionisti ed uno arrestato.
"Pare che la polizia di Toronto e l'ISU abbiano perduto il
controllo del loro 'centro trattamento prigionieri', negando agli
arrestati positivo e tempestivo accesso alla consulenza legale
mentre picchiavano ed arrestavano quelli che all'esterno
protestavano pacificamente contro la loro detenzione", ha dichiarato
oggi l'MDC nel suo
comunicato stampa.
Alle 9 di domenica, l'Integrated Security Unit comunica
che almeno 480 persone sono state arrestate con accuse che
comprendono "violazione dell'ordine pubblico, ostruzione della
polizia, aggressione, aggressione a funzionario dell'ordine
pubblico, incitamento alla sommossa, vandalismo e partecipazione ad
assembramento illegale".
Durante la rissa di ieri la polizia ha
attaccato almeno due giornalisti professionisti.
Jesse Rosenfeld
del
Guardian
è stato
secondo quanto riferito arrestato e picchiato
sabato notte tardi. Nel suo
ultimo rapporto trasmesso al giornale britannico, Rosenfeld ha scritto:
"Da una parte all'altra del paese le comunità indigene
continuano a resistere all'espropriazione governativa ed alla
distruzione ambientale della loro terra per l'estrazione di minerali
e risorse.
"Nel frattempo il Canada intende utilizzare il G20 per
espandere il libero scambio di questi minerali e delle derrate di
queste risorse....
"Mentre lo stato canadese sta utilizzando draconiani strumenti
coloniali per presentare sulla scena internazionale un'apparenza di
legittimità rappresentativa, giovedì le strade di Toronto
sostenevano un'alternativa allo stile gerarchico di imporre il
consenso internazionale".
La polizia canadese picchia anche
Jesse Freeston
di
The Real News Network. Il conduttore Paul Jay
ha messo in discussione le autorità
sull'episodio:
http://www.youtube.com/v/D7OA920pbv8&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1
Mentre la sicurezza per l'evento ha avuto un costo dell'ordine
di $1 miliardo, secondo diversi rapporti dalla scena, la polizia non
si trovava da nessuna parte quando i
‘Black Bloc’
hanno cominciato a fracassare vetrine ed a bruciare
automobili della polizia.
Un
blogger
ha osservato che "l'auto della polizia può
essere stata abbandonata lì dalla polizia di Toronto come una
distrazione (oppure come una scusa perché degli agenti provocatori
agissero violentemente)".
Terry Burrows in un rapporto a
Global Research afferma che "Mentre gli eventi si svolgono, diventa sempre più chiaro che il
'Black Bloc'
sono degli operativi della polizia sotto copertura impegnati in
provocazioni finalizzate per offuscare ed invalidare la legittima
protesta dei cittadini al G20 cominciando un tumulto".
Una
videocamera
ha sorpreso un
membro del
Black Bloc
che si cambia gli abiti dopo il tumulto, rivelando un uomo
dall'aspetto ordinato con un taglio di capelli in stile militare:
http://www.youtube.com/v/Lw5fmzI0wus&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1
Il
Globe and Mail ha pubblicato le fotografie di membri del
Black Bloc
che compiono devastazioni.
Burrows richiama l'attenzione sulle scarpe nuove, stile
militare:
Se i
Black Bloc
siano oppure no un gruppo di provocatori della polizia prezzolati,
almeno una stazione di media commerciale in Canada,
CTV News, ha assicurato il suo pubblico che la maggior parte dei dimostranti si sono
comportati pacificamente, chiamandola un'atmosfera di festa. In
risposta alla brutalità della polizia, i contestatori cantavano
O Canada,
sperando di far provare vergogna ai poliziotti per far loro assumere
un buon comportamento.
Malgrado la violenza, il messaggio di resistenza contro il
capitalismo predatorio del G20 che sta distruggendo la biosfera e le
culture indigene è penetrato nei mass media, come rivela questo
rapporto:
"Gli attivisti e gli organizzatori delle comunità
rappresentavano lavoratori comuni, giustizia per i migranti,
solidarietà agli indigeni, lotta contro la brutalità poliziesca,
giustizia ecologica, contro la guerra, contro l'occupazione,
giustizia per gay e trans, lotta alla povertà, anticapitalisti,
femministe, anarchici e molte altre lotte e campagne. Siamo uniti
assieme, imparando gli uni agli altri ed ispirandoci gli uni agli
altri. Siamo radicati nelle nostre comunità".
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